Sarah Fabergé

Club Italie-France : Quando ha scoperto di appartenere a una delle più rinomate dinastie di gioiellieri al mondo? Può raccontarci quel momento e come ha influenzato la sua vita?

Sarah Fabergé : Ho scoperto questo aspetto della mia storia familiare in tenera età, ma inizialmente non ebbe un impatto profondo su di me. Fu solo qualche anno dopo, durante un viaggio con mio padre a San Pietroburgo (che allora si chiamava Leningrado), per visitare i tesori Fabergé custoditi all’Hermitage e al Palazzo di Pavlovsk, che ne rimasi davvero colpita. Da quel momento ho iniziato a desiderare di saperne di più.

Club Italie-France : Che tipo di formazione ha avuto? Ha intrapreso un percorso artistico o storico, oppure il suo avvicinamento alla Maison Fabergé proviene da un background più eclettico?

Sarah Fabergé : Fabergé è stata rilanciata nel 2009, proprio l’anno in cui ho iniziato a collaborare con l’azienda. Il mio percorso è decisamente eclettico. Sono cresciuta con un padre straordinario, Theo Fabergé, che oggi definirei un autentico polimatematico. Ingegnere nella prima parte della sua vita, era anche incredibilmente creativo, artistico e intuitivo. Fin da giovane si dedicava a progetti manuali: possiedo ancora un tavolino da caffè che costruì a soli 14 anni. Restaurava con maestria orologi, mobili antichi, intarsi in stile Boulle, e aveva una naturale predisposizione per l’invenzione. Nella seconda parte della sua vita vendette l’azienda di ingegneria per dedicarsi completamente all’arte, sua vera vocazione. Ha avuto un’enorme influenza su di me, trasmettendomi l’amore per ogni forma d’arte: dalla musica al balletto, dall’Antico Egitto, che entrambi adoravamo, fino al mondo stesso di Fabergé.

Per molti anni ho alternato la mia carriera tra la formazione manageriale e la progettazione di pezzi per una piccola azienda creativa ispirata a Fabergé. Ma nel 2007 tutto è cambiato. Mio padre era ormai prossimo alla fine della sua vita e, proprio allora, fui contattata dai nuovi proprietari del marchio, che era uscito dalle mani della nostra famiglia nel 1951. Mi invitarono, insieme alla mia defunta cugina Tatiana e allo storico John Andrew, a far parte del Fabergé Heritage Council, insieme all’Arciduca Dr. Géza von Habsburg, curatore e autore di riferimento sull’argomento. Oggi John Andrew è il nostro archivista. Il Consiglio nacque per fornire guida e supervisione al marchio, e porta avanti ancora oggi questa missione. Il mio ruolo, nel tempo, si è evoluto: attualmente sono Direttrice dei Progetti Speciali e rappresento Fabergé nel mondo, tenendo conferenze sulla nostra storia e sull’attività contemporanea della maison.

Club Italie-France : Fondata nel 1842 a San Pietroburgo, Fabergé è diventata sinonimo di lusso imperiale sotto i Romanov. Dopo decenni di silenzio, oggi il nome brilla di nuovo nel firmamento dell’alta gioielleria. Direbbe che questa rinascita è anche merito suo?

Sarah Fabergé : La rinascita di Fabergé è, e continua a essere, un’opera corale. Collaboro con un team straordinario, fatto di persone appassionate e profondamente coinvolte nella missione di dare nuova vita alla storia di Fabergé. Ognuno di noi è un tassello essenziale in questo mosaico prezioso.

Club Italie-France : Fabergé, un nome francese, un’anima russa e un cuore londinese. Le leggendarie Uova Imperiali hanno incantato gli zar russi, ma anche i reali britannici come Edoardo VII e la regina Mary. Tre Uova Imperiali fanno oggi parte della collezione di re Carlo III. Secondo lei, qual è il segreto del loro fascino senza tempo? C’è un uovo al quale si sente particolarmente legata?
Sarah Fabergé
: Le Uova Imperiali, come i gioielli e gli oggetti creati da Fabergé durante l’epoca zarista, sono legati in modo indissolubile alla vita dei Romanov. È un periodo della storia che unisce romanticismo, splendore e una struggente bellezza tragica. L’incredibile maestria artigianale, il design raffinato e l’ossessione per il dettaglio rendono queste creazioni affascinanti ancora oggi. È difficile sceglierne una sola. L’“Uovo con la gallina”, il primo, donato nel 1885 dallo zar Alessandro III a Maria Fëdorovna, è naturalmente fondamentale. Ma amo profondamente anche l’“Uovo d’Inverno”, regalato da Nicola II alla madre nel 1913. Due creazioni diversissime tra loro, che riflettono la straordinaria varietà di materiali e la fantasia inesauribile di Fabergé. E, naturalmente, ogni uovo cela al suo interno una sorpresa unica.

Club Italie-France : È stata recentemente nominata madrina della nave da crociera di lusso Seven Seas Grandeur di Regent Seven Seas Cruises – un titolo simbolico ma suggestivo. Cosa rappresenta per lei questo ruolo?

Sarah Fabergé : Questo onore nasce dalla collaborazione tra Regent e Fabergé : ci è stato commissionato un uovo d’arte unico per celebrare la nuova nave. Fabergé e Regent condividono una visione comune: reinterpretare il lusso del passato in chiave moderna. L’uovo Journey in Jewels, creato per questa occasione, è oggi custodito a bordo della Seven Seas Grandeur e rappresenta, per me, un legame tangibile e spirituale con questa magnifica imbarcazione. Ma, più di tutto, ciò che rende quest’esperienza indimenticabile sono le persone. Ho avuto il privilegio di navigare con i Capitani Luciano Montesanto e Aristeidis Mertzanis e i loro equipaggi, che operano come un solo corpo armonioso. Questo, per me, è il vero lusso.

Club Italie-France : Come parte di quella collaborazione, è nato un autentico capolavoro: Journey in Jewels, un uovo Fabergé che rimarrà a bordo della nave. Può raccontarci com’è nato questo straordinario progetto?

Sarah Fabergé : È nato in modo del tutto inaspettato, da un incontro fortuito tra un membro del nostro team e uno del team Regent durante un evento. Regent era alla ricerca di opere d’arte di altissimo livello per la nuova nave… e da lì, come si suol dire, è nata la magia.

Club Italie-France : Il mondo dell’alta gioielleria guarda oggi a tendenze audaci, genderless e tecnologiche. In che direzione si muove Fabergé? Qual è la sua visione per il futuro?

Sarah Fabergé : Pur restando una maison d’alta gioielleria, Fabergé sarà sempre legata alle sue iconiche uova. Abbiamo collezioni principali e pezzi su misura, e amiamo esplorare le nuove tecnologie per superare i limiti della creatività. Il mio desiderio è che si continui a coinvolgere il pubblico in modo personale e autentico, e a far conoscere Fabergé come un marchio vivo, attuale, capace di emozionare anche nel XXI secolo.

Club Italie-France : Chi o cosa ispira oggi Fabergé? Continuate a guardare alla tradizione o vi orientate sempre più verso la sperimentazione contemporanea?
Sarah Fabergé
: Camminiamo su una linea sottile e preziosa tra passato e presente. È fondamentale portare con sé il pubblico lungo questo percorso di evoluzione, ma farlo con sensibilità. Un esempio è la collezione Colours of Love, che celebra la passione di Fabergé per le gemme colorate. Il nostro motto è A Life in Colour.

Club Italie-France : Secondo lei, qual è stata la creazione più emozionante della Fabergé contemporanea? C’è un pezzo che ha per lei un significato speciale?
Sarah Fabergé : È difficile scegliere, perché abbiamo partecipato a progetti davvero eccezionali. Ma ho sempre amato il nostro legame con James Bond, iniziato con il film Octopussy (1983). Nel 2024 abbiamo lanciato la collaborazione Fabergé x 007, partendo con una capsule collection ispirata proprio a Octopussy, per poi proseguire con pezzi dedicati a Goldfinger (1964). Utilizziamo tecniche tradizionali come lo smalto guilloché per creare pendenti, uova e oggetti d’arte ispirati a questi film iconici. E stiamo lavorando a un esclusivo Uovo Fabergé x 007… continuate a seguirci!

Club Italie-France : Italia e Francia sono due nazioni fondamentali nella storia dello stile e della gioielleria d’eccellenza. Cosa rappresentano per lei, e per Fabergé, queste due culture così ricche di patrimonio artistico?

Sarah Fabergé : Da dove cominciare? Entrambe offrono ispirazioni inesauribili. Personalmente, percepisco i luoghi come sensazioni, più che come coordinate geografiche. La luce del Sud della Francia mi ricorda le tonalità morbide degli smalti Fabergé, mentre l’Italia evoca la brillantezza di rubini e smeraldi. Le influenze barocche e rococò continuano a scorrere nel DNA creativo della maison.

Club Italie-France : Se dovesse disegnare oggi un gioiello ispirato all’Italia o alla Francia, quale città, opera d’arte o figura storica sceglierebbe?

Sarah Fabergé : Amo profondamente Mentone, cittadina francese così vicina all’Italia da poterla raggiungere a piedi: è un perfetto incontro tra le due culture. È difficile scegliere una sola figura o un solo luogo. Dal passato, sceglierei Émile Gallé per la Francia; dal presente, Miuccia Prada per l’Italia. E mi domando con meraviglia cosa sarebbe potuto nascere se si fossero incontrati davvero.

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Intervista del

8 Luglio

Informazioni

Sarah Fabergé è oggi la custode vivente di un patrimonio che ha segnato la storia della gioielleria di lusso: la leggendaria Maison Fabergé, fondata a San Pietroburgo nel 1842.
Figlia di Theo Fabergé, artista poliedrico che ha saputo riportare in vita la tradizione di famiglia, Sarah ha svolto un ruolo chiave nella rinascita del marchio a partire dal 2009. Sarah ha saputo coniugare la storia del suo cognome al linguaggio moderno dell’alta gioielleria, contribuendo in modo decisivo alla rinascita del marchio Fabergé. Dal 2009 è membro fondatore del Fabergé Heritage Council, punto di riferimento per la tutela dell’identità creativa e storica della maison. Oggi è Direttrice dei Progetti Speciali, ambasciatrice internazionale del brand e curatrice della sua narrazione nel mondo. Accanto all’anima russa e al cuore londinese del marchio, la Francia, in particolare Parigi, culla del gusto e dell’eccellenza artigianale, occupa un posto speciale nell’immaginario di Sarah. Nei suoi racconti, Sarah associa la luce del Sud della Francia ai tenui riflessi degli smalti Fabergé, e percepisce l’eleganza parigina come un’eco stilistica che continua a influenzare il design della maison. Sotto la sua guida, la maison storica di alta gioielleria continua a brillare con creazioni che celebrano la maestria del passato e l’audacia del presente: dalle collaborazioni con il cinema e il design, come la capsule collection ispirata a James Bond, fino alla nascita dell’uovo Journey in Jewels, realizzato per la nave da crociera di lusso Seven Seas Grandeur.
A cura di
Stefania Conrieri