Margherita Buy
Club Italie-France : Ci racconti i suoi primi passi nel cinema…
Margherita Buy : Fin da ragazza ho sempre avuto una grande passione per il teatro e, in generale, per la recitazione, anche se non ne avevo fatto esperienza diretta. Frequentavo, però, spesso i teatri perché avevo una zia molto appassionata che aveva messo in piedi una piccola compagnia. Dopo il liceo scientifico ho pensato che valesse la pena provare l’ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, quella che hanno frequentato tantissimi attori. Il primo anno non sono entrata per un soffio, per vari motivi. Così ho seguito una scuola privata e l’anno successivo mi sono ripresentata: questa volta sono stata ammessa. Ho fatto il mio percorso accademico completo, poco più di tre anni, e poi ho cominciato a lavorare.
Club Italie-France : E com’è stato l’ingresso nel cinema con le grandi produzioni? Chi l’ha scoperta?
Margherita Buy : Non saprei indicare un momento preciso. A un certo punto ho girato un film molto bello, La Stazione, restaurato da poco, con Sergio Rubini, che nel frattempo avevo conosciuto. È un piccolo film che ha vinto molti premi e ha viaggiato per il mondo. Grazie a quell’esperienza ho potuto incontrare Carlo Verdone, con cui Sergio aveva già collaborato. Poco dopo ho fatto Maledetto il giorno che ti ho incontrato, il film che mi ha dato grande visibilità e mi ha aperto davvero le porte della commedia italiana. Il film La Stazione era sì una commedia, ma aveva anche una componente drammatica. Con Carlo invece affrontai per la prima volta la commedia pura, un genere che non avevo mai esplorato. E da lì tutto si è mosso in modo molto naturale, senza grandi ostacoli particolari.
Club Italie-France : Con Carlo Verdone siete molto amici. Lui ogni due per tre parla di lei e racconta aneddoti divertenti… Lei cosa ci racconta di lui?
Margherita Buy : Lui è stato un incontro totalizzante, che ha toccato un po’ tutto : non solo la mia carriera, ma anche l’ingresso nel mondo del cinema e in tutte quelle dinamiche che non conoscevo. Penso, per esempio, alle serate da Cecchi Gori a vedere i film e a quell’ambiente che ho scoperto proprio grazie a lui. Ho imparato a conoscere il cinema dall’interno. E poi c’è il talento immenso di Carlo, la sua allegria contagiosa che ci ha accompagnato sempre durante le riprese. Erano comunque altri tempi, anche nel cinema : i film si facevano con più calma, con più agio, senza quell’ansia un po’ disperata di dover chiudere tutto in fretta. Gli anni Novanta erano davvero un mondo più semplice.
Club Italie-France : A Carlo Verdone cosa è piaciuto di più di lei?
Margherita Buy : Non saprei. Con lui c’è stato fin da subito un legame forte e, da parte mia, un grande senso di riconoscenza. È stato lui a insegnarmi davvero i tempi comici, e lo ha fatto con una semplicità e un’allegria contagiose. E poi, quando siamo andati in Inghilterra, ci siamo divertiti tantissimo.
Club Italie-France : Cosa avete fatto in Inghilterra?
Margherita Buy : Metà del film Maledetto il giorno in cui ti ho incontrato è stata girata in Cornovaglia. Poi abbiamo proseguito a Londra e lì ci siamo conosciuti profondamente, perché eravamo entrambi lontani da casa. Sono quelle le circostanze in cui impari davvero a capire una persona. È lì che mi sono proprio “innamorata” del suo modo di essere: di quanto facesse ridere, di quanto riuscisse a far divertire tutti. Dopo quel film ne abbiamo girato un altro insieme, Che colpa abbiamo noi, già meno commedia e con toni un po’ più drammatici. E poi ci siamo ritrovati sul set di Manuale d’amore, il primo film della serie diretta da Giovanni Veronesi: erano tre episodi, uno con Carlo, uno con Sergio Rubini.
Club Italie-France : Il fatto di essere nata a Roma, la capitale del cinema, è stato un vantaggio? La sua romanità è molto diversa da quella di molti attori romani, come Verdone e altri…
Margherita Buy : In realtà, pur essendo nata a Roma, la mia romanità è completamente diversa da quella di molti attori romani. I miei genitori sono romani, ma la loro famiglia ha origini toscane, quindi io ho assorbito un po’ di entrambe le culture e gli accenti. Si dice spesso che il romano in bocca al toscano sia quasi la lingua perfetta. Ho pochissimo accento romanesco, e questo, quando frequentavo l’Accademia, è stato un vero vantaggio, perché le lezioni di dizione erano molto selettive e impegnative.
Club Italie-France : Parliamo della sua famiglia, a forte componente femminile: sua madre, le sue due sorelle… Com’è stato crescere con così tante donne?
Margherita Buy : Mio padre avrebbe voluto almeno un maschio, lo desiderava tantissimo, e invece si è ritrovato con tre figlie femmine. All’inizio è rimasto un po’ spiazzato. Ma siamo sempre stati una famiglia molto unita, e noi figlie con lui sempre affettuose e vicine. Sono molto legata alle mie sorelle: abbiamo un vero attaccamento alla nostra famiglia d’origine, forse anche un po’ eccessivo, ma le famiglie di sole donne spesso hanno questa caratteristica, questa sorta di garanzia di coesione e alleanza.
Club Italie-France : La mamma e il papà erano contenti del fatto che volesse fare l’attrice?
Margherita Buy : No, contenti no, direi spiazzati. È proprio il termine giusto. Mia madre e mio padre mi hanno detto: “Guarda, noi non sappiamo cosa dirti, non conosciamo questo mondo, non capiamo perché tu l’abbia scelto”. Non mi hanno ostacolata, perché ostacolare sarebbe stato troppo, ma è una cosa che forse mai hanno completamente accettato, almeno fino a una certa età.
Mia madre, comunque, era più incuriosita da questa figlia così “strana” che sceglieva un mestiere a lei completamente sconosciuto. Al tempo stesso, però, era anche un po’ spaventata. Mio padre invece era più perplesso. Lavorava come dirigente amministrativo nella sanità, un lavoro che non amava, ma che gli permetteva di avere tempo libero, cosa che apprezzava molto.
Club Italie-France : Come sono le donne sul set? C’è solidarietà, aiuto, competizione?
Margherita Buy : C’è un po’ di tutto, soprattutto in tempi recenti così difficili. Da parte mia c’è sempre tanta curiosità nel conoscere un’attrice, una donna che fa questo mestiere, magari della mia età o più giovane, per capire come lavora, come affronta il copione, come risolve le difficoltà. È sempre un arricchimento, e trovo anche molto divertente osservare tutto questo. Per esempio, ho girato un film completamente femminile, Sette donne e un mistero, una commedia ispirata al film francese 8 Femmes di François Ozon, con Ornella Vanoni tra le protagoniste. Eravamo tantissime donne di età diverse, dalla Vanoni fino alla Porcaroli, passando per la Ranieri e la Ramazzotti. All’inizio ero molto spaventata, ma in realtà è stata un’esperienza bellissima, anche grazie alle situazioni buffe che abbiamo vissuto: a volte ci coalizzavamo contro il regista, poveraccio, che era maschio.
Club Italie-France : Ha mai litigato con qualche collega sul set?
Margherita Buy : Non sono mai stata una litigiosa sul set. Cerco sempre di risolvere eventuali problemi. Mi può dare fastidio un certo modo di fare, ma adesso sono diventata molto più schietta: dico le cose apertamente, senza vergogna. Per esempio, posso dire: “Guarda, secondo me c’è un atteggiamento che non mi piace, vediamo come possiamo risolverlo”. All’inizio invece ero più timida, ma alla fine mi sono sempre trovata bene con tante colleghe bravissime. Quando ho fatto il mio unico film da regista, Volare, ho lavorato con Elena Sofia Ricci, con la quale mi sono divertita tantissimo. Mi sono trovata benissimo anche con Sabrina Ferilli in Io e Lei e con Claudia Gerini in Nemiche per la pelle, film che abbiamo fatto insieme.
Club Italie-France : Lo sa che lei è molto amata anche in Francia? Ha mai pensato di lavorare là con qualche regista importante?
Margherita Buy : Davvero? Non sapevo di essere amata in Francia. A dire il vero ho molta paura di stare in un paese straniero, ho molti problemi in questo senso. Ci ho provato e ora posso solo dire mai dire mai. Per quanto riguarda i registi, ne ho amati tanti. Ho lavorato, per esempio, con Nicole Garcia che mi ha diretta in Le fils préféré. In Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti ho invece recitato con l’attore e regista francese Mathieu Amalric. Mi piace molto come concepiscono la commedia con un certo distacco e serietà. Mi affascinano tantissimo le loro sceneggiature.
Club Italie-France : Io vorrei vederla in un film con Valeria Bruni-Tedeschi… che ne dice?
Margherita Buy : Magari! Lei mi piace molto anche come regista, è bravissima. Ha quella doppia anima, un po’ italiana e un po’ francese, che secondo me ha prodotto cose molto interessanti, originali e bellissime. Come attore francese maschile mi piace moltissimo Jean Dujardin, che ha girato J’accuse sull’Affare Dreyfus con Roman Polanski. L’ho anche conosciuto e gli ho fatto tanti complimenti. Poi c’è tutto il cinema francese degli anni 40 e 50, che è pazzesco, bellissimo. Francia e Italia sono diverse, per quanto riguarda il cinema, per tante cose.
Club Italie-France : Ecco, quali sono le differenze che nota di più?
Margherita Buy : Non lo so spiegare, c’è proprio un tono, un’atmosfera, qualcosa che è tipicamente francese. La scrittura, anche nei film cosiddetti comici, è sempre molto leggera. Io detesto un po’ la pesantezza che ogni tanto si trova nelle commedie italiane. Nei film francesi c’è una leggerezza nel cercare le situazioni, nel costruire le battute; i personaggi sono buffi ma senza esagerazioni, senza arrivare all’esasperazione che invece spesso si vede nelle commedie italiane.
Club Italie-France : Qual è il suo film cui si sente più legata e perché?
Margherita Buy : Ci sono tanti film, e ognuno di loro è legato a un pezzo della mia vita. Posso dire Le Fate Ignoranti, perché ero incinta e praticamente ho fatto tutta la gravidanza sul set. Come posso non essere legata a quel film?
Poi ci sono anche film meno noti, ma che per me sono stati importanti. Per esempio Lo Spazio Bianco, che ho fatto con Francesca Comencini a Napoli, tratto da un libro di Valeria Parrella. È stato un film in cui, non so come spiegarlo, mi è venuto fuori qualcosa di bellissimo. Ho vissuto delle sensazioni intense insieme al mio personaggio: interpretavo una donna che partorisce una bambina molto prematura. Una donna completamente sola, senza marito, senza un uomo accanto, messa di fronte a una situazione drammatica e incerta: non sapere se la bambina sarebbe sopravvissuta. Si è creata sul set un’atmosfera intensa che mi ha permesso di immergermi in questo mondo di donne in attesa, non più dentro il proprio corpo : un’attesa diversa, sospesa fra la vita e la morte, in cui non si sa cosa succederà. Ho ricevuto tantissime testimonianze di donne che hanno vissuto periodi simili, sospesi anche per uno o due mesi, e questo mi ha colpito profondamente.
Club Italie-France: Lei sente di assomigliare ai suoi personaggi, in che misura?
Margherita Buy: Direi di sì, perché il cinema ha questo di grande, come i romanzi: ci trovi sempre qualcosa di te dentro. In qualunque storia c’è sempre un momento in cui dici: “Oh Dio, ma ti riconosci?”. Adesso, per esempio, ho appena finito di girare quest’ultimo film in Calabria, La Casa in Fiamme, diretto da due registi bravissimi, Giuseppe Fontana e Giancarlo Stasi, tecnicamente incredibili e talentuosissimi. Hanno realizzato anche la serie The Bad Guy. Uscirà il prossimo anno. Si tratta di un film sulla famiglia, un film corale, con molte donne, e anche lì a un certo punto mi sono trovata a pensare cose che assomigliavano tanto a ciò che provo io in certi momenti. È stato come un momento di spaesamento: chi sta parlando? Sto parlando io o il personaggio?
Club Italie-France : Proprio a proposito dei ruoli: ha sempre interpretato donne complesse, con fragilità importanti. Ha mai pensato a ruoli più leggeri?
Margherita Buy : Sì, recito spesso anche ruoli più leggeri e mi diverto tantissimo. Mi piace molto perché alleggeriscono la mia anima; fare solo ruoli pesanti affatica anche chi li interpreta. Dormo più tranquilla. Ho in programma di farne altri, appunto più leggeri.
Club Italie-France : Parliamo un po’ del suo carattere, a tratti introverso e schivo. Lei è diventata famosa anche per le sue ansie, di cui non ha mai fatto mistero… Come l’ha aiutata il set?
Margherita Buy : Queste cose succedono in maniera naturale o inconsapevole. A tutti capita, a un certo punto, di sentirsi a proprio agio in un luogo o in un contesto inaspettato. Per me è stato così. Anche il mio primo set, che poteva sembrare un luogo terrorizzante a mia madre o ad altri, mi ha subito fatto sentire bene. Non so spiegarlo, non c’è una spiegazione, sono stata fortunata. Il set è un luogo un po’ magico, se vogliamo dirlo così, perché poi sparisce nel nulla: non è un ufficio, non è un luogo definito, è un niente. È un nulla che vivi; per me è come qualcosa che svanisce in un attimo, come le persone che lavorano lì, che per un periodo sono come una famiglia, e poi improvvisamente non ci sono più. Questo è anche ciò che mi affascina: non rimani invischiato in rapporti che alla lunga potrebbero diventare magari faticosi.
Club Italie-France : C’è un personaggio che ha avuto difficoltà a interpretare?
Margherita Buy : Tanto tempo fa feci un film che si intitolava I giorni dell’abbandono, tratto da un romanzo stupendo e dolorosissimo di Elena Ferrante. Ho avuto molta difficoltà a interpretare quel personaggio perché era davvero complesso: una donna abbandonata dal marito per un’altra più giovane, che vive una sofferenza enorme. Il mondo le crolla addosso, ha due figli e si lascia quasi morire. I giorni dell’abbandono significano proprio questi momenti in cui lei abbandona se stessa, il suo ruolo, tutto. Una discesa verso l’inferno. Sebbene ognuno di noi abbia vissuto un abbandono, sentivo profondamente quel percorso dolorosissimo.
Club Italie-France : Che rapporto ha con la sofferenza?
Margherita Buy : Non riesco ad analizzarla, ma la vivo. Ho un’indole abbastanza malinconica, tante cose mi addolorano. Allo stesso tempo sono molto spensierata, anche un po’ pesantona su certe cose.
Club Italie-France : Parliamo di sua figlia Caterina, che fa l’attrice come lei. Prima ha detto che i suoi genitori erano rimasti spiazzati quando lei voleva fare l’attrice. E lei, come ha reagito?
Margherita Buy : Anch’io sono rimasta un po’ spiazzata quando mia figlia me l’ha detto, perché conosco questo mestiere e so quanto sia difficile, pericoloso e anche doloroso. Fare l’attore è un mestiere veramente complicato, anche nei rapporti con gli altri e con te stesso. L’ho capito da poco, sa, quindi mi è subito scattato un senso di protezione verso mia figlia Caterina, non di negazione, ma ero molto preoccupata. Lo ammetto.
Club Italie-France : Le ha dato consigli o ha lasciato che scegliesse da sola?
Margherita Buy : Do consigli solo se richiesti. Ora Caterina sta finendo l’Accademia Nazionale e già essere ammessi è stato un passo enorme. Studiò tutta l’estate per prepararsi all’esame di ammissione e fu presa solo grazie alle sue forze, senza che nessuno sapesse fosse mia figlia. Ha già fatto molte cose, tra cui la serie Vita da Carlo. Dico spesso che Verdone mi ha lasciato per una più giovane.
Club Italie-France : Come sceglie i progetti cui partecipare? È più guidata dal copione, dal regista, dal personaggio o dalla trama?
Margherita Buy : Da tutto. Il regista è sempre una garanzia, perché sai chi è, sai come lavora. Poi conta molto anche la sceneggiatura, il tipo di scrittura. Se vedo un progetto un po’ tirato via, non mi interessa. Mi interessa la serietà del progetto, delle tematiche, perché mi piace variare in quella caratteristica che hanno le storie e il cinema: affrontare argomenti di discussione, portare temi importanti, stimolare riflessioni.
Club Italie-France : A proposito di registi: Moretti, Özpetek, Rubini… quale le ha lasciato il segno più forte?
Margherita Buy : Assolutamente tutti.
Club Italie-France: E fare la regista, com’è stato con Volare?
Margherita Buy : Bellissimo. Ero molto coinvolta, avendo anche scritto il film, quindi sentivo quel progetto davvero mio. Alla fine è stata un’esperienza molto naturale. Ho scelto attori che mi piacevano, con i quali abbiamo subito instaurato un rapporto di grande complicità. Era un film corale, con tanti personaggi, e mi sono trovata benissimo. Se lo rifacessi, tecnicamente sarei più preparata, ma sono contenta del tono del film, di come è venuto e dei ruoli. Ci siamo divertiti molto, e il gruppo di persone è rimasto molto unito anche dopo.
Club Italie-France : Qualche mese fa ha firmato insieme ad altri personaggi del cinema italiano una lettera al Ministro della Cultura per chiedere sostegno al cinema. Com’è la situazione oggi?
Margherita Buy : Non sono una tecnica, ma posso dire che questo governo non sta aiutando realmente il cinema. Non ci sono strumenti per sostenere i giovani talenti: chi prova a fare qualcosa non riceve ascolto, né supporto. Il vuoto è totale. Non dare fiducia ai nuovi significa affossare per sempre il cinema e qualunque altra forma d’arte. Non ci sono più le sale, la legge sul tax credit non ha ancora trovato equilibrio, e non ci sono aiuti concreti per chi lavora nel cinema. È una situazione gravissima. Sostenere la nuova generazione di attori e registi è fondamentale, ma non c’è nulla. In Italia ci si sente completamente soli, isolati, nella speranza che qualcuno ti faccia lavorare.
Club Italie-France : E la Francia com’è?
Margherita Buy : Molto meglio. Chi non lavora ha dei piccoli sussidi, le società cinematografiche funzionano meglio e c’è un fermento molto diverso. La Francia ha sempre avuto un passo completamente diverso dall’Italia.
Club Italie-France : Ha ancora un ruolo che sogna di interpretare?
Margherita Buy : Sì, vorrei fare un film un po’ più romantico, che non ho mai fatto. Lo dico così, eh… Nessuno, credo, me lo farà mai fare.
Club Italie-France : Chiudiamo con un ricordo di Giorgio Armani, di cui lei è stata musa…
Margherita Buy : Oh, Armani! Mi manca come punto di riferimento. Era una persona stupenda, un gigante. Ogni volta che lo vedevo tremavo. Era molto duro, ma se ti faceva un complimento, era sincero. Essere stata così vicina a lui è stato un onore. Gli piaceva vestirmi, gli piaceva ogni tanto farmi complimenti o telefonarmi. Ora sento il vuoto. Non me lo sarei mai aspettata nella mia vita: un rapporto così importante è qualcosa di unico.
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Intervista del
18 Dicembre
Informazioni
Margherita Buy appartiene a quella ristretta categoria di attrici che non hanno mai inseguito il clamore, e proprio per questo sono diventate un punto fermo del nostro cinema.


