Francesca Albertini Mascagni
Club Italie-France : Come descriverebbe la personalità di suo bisnonno Pietro Mascagni?
Francesca Albertini Mascagni : Il mio bisnonno aveva una personalità particolare: esternamente era istrionico, provocatorio, molto scherzoso e ironico ma sotto sotto aveva una grande malinconia che gli provocava un saliscendi di emozioni, di ansia e timore e poi di entusiasmo e di soddisfazione. La personalità di un artista.
Club Italie-France : Quali erano i suoi valori fondamentali e come li trasmetteva a chi lo circondava?
Francesca Albertini Mascagni : Uno dei valori fondamentali cui credeva molto era sicuramente la famiglia nonostante quello che si sa sulle amanti; la moglie, i tre figli ed i suoi nipoti erano sempre nella sua mente, forse perché aveva perso la mamma da bambino e con il padre non aveva avuto un buon rapporto. Un altro valore era la tenacia e la volontà di perseguire i propri sogni, che lo portarono a uscire dal Conservatorio di Milano, ad essere allontanato dal padre per questo.
Club Italie-France : Cosa rappresentava la musica per Pietro Mascagni?
Francesca Albertini Mascagni : La musica per Mascagni era la vita: non è una frase fatta, gli sgorgava dal cuore, era il suo modo di sentire le emozioni, di scaricare la sua rabbia, di esprimere le sue delusioni fin da bambino. Quando morì la mamma, Pietro aveva 10 anni e la mamma era stata l’unica in famiglia che aveva capito la sua genialità. Scrisse il suo primo componimento musicale “Duolo Eterno”, che regalò al padre come atto consolatorio.
Club Italie-France : Come definirebbe il suo approccio alla composizione?
Francesca Albertini Mascagni : Nonostante quello che si può pensare, era un approccio abbastanza metodico, Lui scrisse, scherzando, che “scriveva con i piedi” nel senso che passeggiava mille volte nella stanza prima di trovare il motivo, l’aria che sentiva nella sua testa modificandola fino a trovare la vera musica che poi scriveva e correggeva e correggeva e riscriveva, per ore infinite di notte.
Club Italie-France : Quali opere ritiene che meglio rappresentino la sua visione artistica? Che rapporto aveva con i musicisti e i colleghi dell’epoca?
Francesca Albertini Mascagni : Ogni sua opera ha uno o più elementi della sua visione artistica, pur considerando che le opere di Mascagni hanno un grande arco temporale: dal 1890 al 1935, un periodo molto importante per la cultura europea se non addirittura mondiale. Con Cavalleria Rusticana che lui scrisse a 26 anni voleva, a mio avviso, avvicinare la musica e l’opera lirica alla gente comune, al popolo. La storia di Cavalleria Rusticana riprendeva i valori di tutti, l’amore, l’amore filiale, la gelosia, la vendetta, la passione. Ma non si voleva fermare solo a quello: ogni opera ha infatti differenti ambientazioni, musicalità diverse: Guglielmo Ratcliff è gotica, quasi wagneriana, IRIS è simbolica (ambientata in Giappone 6 anni prima della Madame Butterfly di Puccini), Le Maschere che nasce dalla tradizione goldoniana, ha già elementi “Pirandelliani” , Isabeau nasce dalla sua grande passione per la giovane amante Anna Lolli ed incarna una giovane eroina paladina medievale dei diritti dei ceti umili, Il piccolo Marat è la rivoluzione francese vista da un lato diverso con la condanna sempre e comunque della violenza, fino ad arrivare al Nerone (1935) che è un’accusa aperta al regime di quel periodo storico. Mascagni era un artista molto conosciuto, specialmente a cavallo del 900, le sue battute o le sue interviste diventarono materia di discussione sociale e chiaramente anche i rapporti che aveva con i colleghi coevi italiani e internazionali. Da Giacomo Puccini di cui si riteneva un amico fraterno anche se con una sana competizione a Gustav Mahler che aveva applaudito tante volte le sue competizioni, a Gabriele d’Annunzio con cui aveva vari battibecchi all’inizio ma con cui scrisse insieme l’opera Parisina. Ebbe come allievo al Conservatorio di Pesaro Zandonai. Scoprì molti soprano cui fece iniziare una carriera di successo da Maria Farneti a Lina Bruna Rasa.
Club Italie-France : Cosa l’ha spinta personalmente a dedicarsi alla valorizzazione della figura di Pietro Mascagni?
Francesca Albertini Mascagni : Nella mia famiglia fin da piccola mia madre (nipote diretta) mi aveva raccontato di questo nonno cosi famoso nel mondo ed insieme andavamo alle rappresentazioni delle sue opere. Mi divertivo ad ascoltare le discussioni tra mio padre che amava Puccini e mia madre con i vari brani. Poi mi sono dedicata ad altro per tanti anni. All’inizio degli anni 2000 parlando con mia cugina Guia (nipote della figlia di Mascagni) siamo ritornate sull’argomento e abbiamo deciso di provare a far conoscere alle nuove e riconoscere alle vecchie generazioni questo grande artista per cui all’epoca venivano attaccate le cartoline foto in camera, tutti volevano sapere cosa aveva fatto o detto Mascagni. E’ un’avventura che abbiamo iniziato noi donne con mia madre Maria Teresa Presidente, io e mia cugina ed un’altra cugina più giovane Alice ed abbiamo fondato il Comitato Promotore Maestro Pietro Mascagni. Personaggio di grande popolarità, specchio e “fenomeno” della sua epoca, autentico divo dell’epoca, divenne famoso persino per l’eleganza impeccabile e il proverbiale ciuffo di capelli. Questo mi ha affascinato oltre alla sua splendida musica.
Club Italie-France : Come si relazionava con i grandi protagonisti del panorama musicale, culturale e politico del suo tempo?
Francesca Albertini Mascagni : Compositore geniale ed eclettico, aperto agli stimoli di grandi letterati del suo tempo (Verga, D’Annunzio) fu musicista di successo e dal trionfale esordio con “Cavalleria Rusticana”(1890) seppe tener vivo per mezzo secolo l’interesse dei maggiori teatri italiani, europei e d’America. Mascagni oltre ad aver composto 15 opere (tra cui le celebri “L’Amico Fritz, “Guglielmo Ratcliff”, “ Iris”, “Le maschere”, “ Piccolo Marat”, “Parisina”) fu anche prodigo e versatile direttore d’orchestra, docente, conferenziere ed affermato sperimentatore di musica per il cinema. Mascagni visse in un arco di tempo molto ampio a cavallo tra la fine dell’ottocento e la prima metà del novecento e di questo importante periodo artistico, ricco di fermenti ed innovazioni, Mascagni è stato osservatore attento e partecipe, come la sua opera attesta e testimonia.
“La mia opera è come il vino: più s’invecchia e più diventa buono”. Ma il pubblico non è preparato ancora a questa modernità della musica e non intende abbastanza quello che ho voluto fare. “Ma perché, mentre tutto si evolve, la musica dovrebbe rimanere immobile, costretta fra i vecchi canoni?” Pietro Mascagni(21.11.1892).
Proprio per questa sua continua ricerca di innovazione e sperimentazione, era molto curioso per la musica dei compositori coevi e per tutte le influenze culturali di quel periodo. Fu il primo docente (Conservatorio di Pesaro) ad insegnare Brahms. Essendo poi un grande direttore d’orchestra fu il primo in Italia ad eseguire la Sinfonia Dal nuovo Mondo di Dvorak e la Patetica di Čajkovskij ed il primo in assoluto a creare una colonna sonora per il cinema muto (Rapsodia Satanica), perché prima di lui si adattava al film musica già composta. Per quanto riguarda il panorama politico, era molto attento a quello che succedeva in politica, non amava Giolitti (scrisse pure un’aria “Addio a Palamidone”- perché Giolitti era chiamato cosi per avere un lungo cappotto fino ai piedi) ed era contrario alla guerra (sia la Prima che la Seconda Guerra Mondiale). Lo chiamarono bolscevico perché appena finita la Prima Guerra andò ad arringare le Maestranze del Cantiere del Porto di Livorno che erano in sciopero. Nel 1943 scrisse alla sua amante Anna Lolli : finalmente ritorna la libertà.
Club Italie-France : Ci sono episodi che raccontano la sua influenza o le sue collaborazioni con altri grandi compositori?
Francesca Albertini Mascagni : Subito dopo “Cavalleria Rusticana” molti compositori vollero entrare nel mondo verista: Leoncavallo per esempio. Poi via via seguirono da vicino l’evolversi di Mascagni e vennero influenzati. Lo stesso Puccini lo seguiva molto e dichiarava la grande creatività del suo amico. Ancora oggi prima Ennio Morricone e poi Andrea Piovani dicono di esser stati influenzati dal modo di comporre colonne sonore di Mascagni.
Club Italie-France : Come veniva percepito dalla critica e dal pubblico durante la sua carriera?
Francesca Albertini Mascagni : La critica ed il pubblico nazionale ed internazionale furono quasi sempre entusiasti delle opere di Mascagni se non alla Prima esecuzione nelle esecuzioni successive. IRIS per esempio fu un’opera che dopo la sua Prima ebbe circa 800 produzioni. La rappresentazione fu preparata con grande clamore direi mediatico: Le edizioni del libretto programma di sala erano state decorate da Adolf Hohenstein e Cesare Barbella, vennero prodotti migliaia di gadgets, chiudi-lettera con ritratto di Mascagni o con il titolo dell’opera, calendari ed una serie di dodici cartoline-ricordo disegnate da Hohenstein e Giovanni Maria Mataloni. Mascagni con quest’opera è avanti a tutti, con sonorità originali (samisen, cimbali e gong), inventa una vocalità flessibile e ardita, inesorabili ritmi binari che si sposano con serenate dove il figlio del sole canta”, racconta il grande critico mascagnano Fulvio Venturi. Ed il pubblico e la critica avvertivano questa grande innovazione e applaudivano.
Club Italie-France : Quale pensa sia l’eredità più importante che ci ha lasciato? Quali messaggi o valori del Maestro vorrebbe trasmettere alle nuove generazioni?
Francesca Albertini Mascagni : Come scrivo nel mio libro “Le donne di Pietro Mascagni” ci ha lasciato l’idea di avere sempre una grande tenacia nel perseguire i propri sogni qualsiasi essi siano. È uno degli elementi che inseriamo sempre quando parliamo del nostro bisnonno alle nuove generazioni anche dei Conservatori e da cui nasceva il Mascagni New Gen Festival. Era una persona che si sentiva molto libera di esprimere le proprie idee con tutti, politici, artisti, pubblico, anche se questo gli ha creato molti problemi. E poi la continua curiosità nello sperimentare e nel ricercare nuove influenze culturali e musicali nel mondo. E, devo dire, non da poco, aveva grande rispetto e protezione per le donne, in un periodo storico abbastanza “maschilista”.
Club Italie-France : Cosa significa per lei pubblicare Le donne di Pietro Mascagni come pronipote?
Francesca Albertini Mascagni : È stata una grande scoperta anche su me stessa perché mi ha aiutata anche a capire cosa vuol dire il DNA delle persone, quel filo che si srotola durante le generazioni, quei piccoli e grandi elementi che una persona ritrova in sé stessa durante le difficoltà e le gioie della vita. Mascagni ha passato dei momenti terribili, le due guerre in cui i suoi due figli erano soldati, la morte di un figlio, grandi delusioni e grandi passioni, tutte riversate nella sua musica. Avete mai ascoltato “l’Interludio di Isabeau?” Io lo trovo bellissimo, spiega il suo amore appassionato per Anna Lolli. Oppure “l’Interludio del Nerone”, drammatico, violento come violento era quel periodo storico.
Club Italie-France : Qual è stata la prima iniziativa culturale che ha organizzato tramite il Comitato?
Francesca Albertini Mascagni : La primissima iniziativa fu un bellissimo concerto alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma dopo la visita guidata alla Galleria dove erano esposti i quadri di grandi pittori amati e di cui Mascagni era amico: Giovanni Fattori e Plinio Nomellini per citarne alcuni. Il ricavato andò alla ricerca contro il cancro. Poi una grande iniziativa fu al Ridotto del Teatro alla Scala per i 150 anni dalla sua nascita con video proiezioni, parti recitate dall’Epistolario e tanta musica … uno spettacolo che ci è rimasto nel cuore.
Club Italie-France : Qual è stata la reazione del pubblico e della critica al suo libro?
Francesca Albertini Mascagni : Le reazioni sono state molto positive proprio perché credo di essere riuscita a dare nel libro informazioni familiari e personali del personaggio Mascagni che nessuno conosceva, da quando giovane litigava con il padre ai tormenti artistici e personali che hanno accompagnato tutta la sua vita, alla storia delle donne che hanno accompagnato la sua vita e che oggi cercano di spiegare il personaggio storico e la sua produzione artistica.
Club Italie-France : Quali sono le principali sfide nel sostenere e promuovere l’eredità di un compositore storico oggi?
Francesca Albertini Mascagni : Devo dire che è una grande sfida, la velocità del mondo che evolve, i differenti interessi delle nuove generazioni ed il differente approccio per la cultura “storica e classica” italiana la fanno essere una grande sfida. Vedo per fortuna ogni tanto degli spiragli che fanno ben sperare, proprio vedendo la reazione del pubblico al mio libro, alla pièce teatrale che abbiamo appena rappresentato a Livorno per il Mascagni Festival proprio basata su Le donne di Pietro Mascagni.
Club Italie-France : Qual è l’obiettivo prioritario del Comitato per i prossimi anni? Ci sono progetti internazionali in cantiere (Europa, Asia, oltreoceano)?
Francesca Albertini Mascagni : Stiamo ricercando una casa di produzione cinematografica che sia interessata a costruire un film o una serie televisiva sulla sua vita, incentrata sul rapporto che ha avuto con le donne della sua vita, non solo le amanti o la moglie ma tutte le donne cui ha voluto bene, che ha protetto e da cui ha ricevuto consigli e protezione sullo sfondo di anni turbolenti della storia con due guerre mondiali, e l’evoluzione della cultura di quegli anni.
Club Italie-France : Ci sono collaborazioni con istituzioni accademiche o festival musicali?
Francesca Albertini Mascagni : In questi giorni siamo alla fine della 6° edizione del Festival Mascagni a Livorno (agosto e settembre) con la direzione artistica di Marco Voleri, che devo dire, è diventato un appuntamento importante perché offre particolari sul personaggio suggestivi e poetici, con l’esecuzione di tante opere mascagnane ma anche con pièce teatrali particolari recitate da grandi attori (Giancarlo Giannini, Laura Morante, Stefania Sandrelli) e scritte con la nostra collaborazione. È poi una riscoperta di quella bellissima città che è Livorno che invito tutti a visitare con la sua Terrazza Mascagni dove si svolge il Festival, la Fortezza vecchia e fa Fortezza Nuova ed il Quartiere Venezia che si snoda attraverso i canali di mare.
Club Italie-France : C’è un episodio particolare legato al compositore che l’ha colpita durante le ricerche?
Francesca Albertini Mascagni : Tanti sono gi episodi, uno che mi ha colpito particolarmente è la prima tournée che fece negli Stati Uniti dove gli fecero un’accoglienza, oserei dire, regale. Scrivo nel mio libro: “la grande comunità italiana aspettava con ansia il suo arrivo. Sbarcati a New York furono quasi inghiottiti dalla folla che si accalcava sul pontile, Pietro e Lina furono portati in trionfo accompagnati da varie bande musicali fino al Savoy Hotel…. Gli sembrò di entrare nel mondo del progresso e della tecnologia, dimensioni che l’avevano sempre affascinato. Fu una tournée faticosissima, girò in 6 mesi quasi tutti gli Stati Uniti ma per lui fu una vera rivoluzione.
Club Italie-France : Come valuta lo stato della memoria di Mascagni in Italia oggi?
Francesca Albertini Mascagni : Purtroppo non ne posso parlare bene. Cavalleria Rusticana è rappresentata in quasi ogni teatro ogni anno, ed è sempre un successo di pubblico, alcune regie snaturano completamente l’opera ma la musica è sempre bella ed ha sempre molto successo. Non so quanta gente però conosca l’autore di quella splendida melodia ed il fatto che abbia scritte altre 14 opere. L’opera lirica in genere ha avuto una battuta di arresto ed i grandi teatri cercano di fare cartelloni, oserei dire di cassetta, non investono in nuove produzioni ed in nuovi cantanti e quindi le tante opere di Mascagni si stanno perdendo. Livorno con il Festival Mascagni e l’Accademia Mascagni sta cercando nuovi talenti specialmente all’estero, dove paradossalmente la musica di Mascagni è più conosciuta ed apprezzata oltre “Cavalleria Rusticana”.
Club Italie-France : Qual è il sogno culturale che vorrebbe realizzare nei prossimi 5–10 anni per Pietro Mascagni?
Francesca Albertini Mascagni : Il film sicuramente e poi avere finalmente un vero Museo Mascagni come desiderato da lui e che avevamo cominciato a far esistere a Livorno con tanti cimeli dati in prestito dalla nostra famiglia e che poi è stato chiuso.
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Intervista del
29 Settembre
Informazioni
Interprete, traduttrice in lingua russa e fundraiser,
Francesca Albertini Mascagni, pronipote del celebre compositore Pietro Mascagni, è Vice Presidente e fondatrice del Comitato Promotore Maestro Pietro Mascagni, istituito nel 2012 per promuovere l’eredità artistica del nonno. Interprete, traduttrice in lingua russa e fundraiser, Francesca ha cofondato il comitato insieme alla madre Maria Teresa e alle cugine Guia e Alice. È autrice del libro “Le donne di Pietro Mascagni”, pubblicato nel 2022, in cui racconta le figure femminili che hanno influenzato la vita e la carriera del compositore. Ha inoltre partecipato attivamente all’organizzazione di iniziative come il Mascagni New Generation Festival e incontri culturali e promozionali dedicati a Pietro Mascagni.


