Diana Widmaier-Picasso

Club Italie-France : Dov’è nata?

Diana Widmaier-Picasso : Sono nata nel Sud della Francia, ma sono cresciuta a Parigi e ho trascorso diversi anni a New York. Mio nonno materno era spagnolo mentre mia nonna materna aveva origini svedesi. Ho scoperto Roma e Firenze a quindici anni, un’esperienza che considero una delle più grandi rivelazioni della mia vita. Oggi vivo a Parigi e ho la fortuna di avere una casa anche a Venezia. Quindi, non sento davvero di appartenere completamente a un solo Paese. Sono cittadina dell’Arte.

Club Italie-France : È vero che suo nonno Pablo aveva radici italiane dal lato materno? Più precisamente, origini liguri del paese di Sori, in provincia di Genova?
Diana Widmaier-Picasso : Mio nonno Pablo Picasso aveva effettivamente origini italiane dal lato di sua madre. Il suo bisnonno materno, Tommaso Picasso, nacque nel 1787 a Sori, vicino a Genova, prima di trasferirsi a Malaga, in Spagna. Il cognome “Picasso” è di origine genovese e deriva dal termine ligure picassu(“picco” o “punta”). La doppia consonante s, rara in Spagna, è stata conservata dall’ortografia italiana originaria, sottolineando così il suo retaggio ligure.

Club Italie-France : Ho letto che si è specializzata in disegni di maestri antichi. Cosa ha studiato e come si è formata?

Diana Widmaier-Picasso : Ho sempre amato i maestri antichi e passavo molto tempo a visitare musei e a copiare i loro lavori. Suonavo il violoncello e riproducevo con grande attenzione Antonello da Messina, Andrea del Sarto e molti altri. Mi immergevo nei libri di Vasari, Vinci, Cennino Cennini, Félibien, Petrarca, Dante…
Dopo aver conseguito un Master in Diritto Privato all’Università Paris-Assas e un Master in Storia dell’Arte alla Sorbona, con una tesi sul mercato dell’arte in Francia nel XVII secolo, sono diventata direttrice del Dipartimento di Disegni di Maestri Antichi presso Sotheby’s Parigi. Solo nel 2003 ho sentito il bisogno di dedicarmi completamente all’opera di mio nonno, iniziando a lavorare a un catalogo ragionato delle sue sculture insieme a un team di ricercatori.

Club Italie-France : Parliamo di suo nonno, Pablo Picasso. Aveva 45 anni e un matrimonio infelice con l’ex ballerina dei Ballets Russes Olga Khokhlova quando, nel 1927, incontrò sua nonna, la diciassettenne Marie-Thérèse… Puoi raccontarci come iniziò la loro storia?

Diana Widmaier-Picasso : Mia nonna, Marie-Thérèse Walter, aveva solo diciassette anni quando incontrò Picasso nel 1927. All’epoca lui aveva quarantacinque anni ed era infelicemente sposato con Olga Khokhlova. Il loro incontro fu improvviso e trasformativo: nacque una relazione passionale e segreta che influenzò profondamente la sua vita e la sua arte. Marie-Thérèse diventò la sua musa e compagna creativa, accendendo alcuni dei periodi più luminosi e inventivi della sua carriera, portando nuova vitalità e intimità alla sua arte.

Club Italie-France : Che tipo di amore è stato quello tra sua nonna, Marie-Thérèse, e Pablo Picasso? Per molto tempo, Marie-Thérèse Walter è rimasta una figura misteriosa nella mitologia picassiana.

Diana Widmaier-Picasso : Ho curato nel 2005, insieme a John Richardson, una mostra alla Gagosian Gallery intitolata “Picasso e Marie-Thérèse, l’Amour Fou”. Si trattava davvero di un amore molto forte. Marie-Thérèse era più di una semplice amante di Picasso: era la giovane e incantevole compagna che cambiò la sua vita e la storia dell’arte moderna. L’artista fu attratto dai capelli biondi, dagli occhi azzurri e dal pallore di questa ragazza di origini svedesi e polacche, tratti che contrastavano con i suoi. È grazie a Marie-Thérèse, con lei, attraverso di lei e intorno a lei, che Picasso attingerà a una fonte di ispirazione unica, dando vita a uno dei periodi più straordinari della sua carriera, dell’arte del XX secolo e, in generale, della storia dell’arte.

Club Italie-France : Sua madre, Maya Ruiz-Picasso, è stata protagonista di numerosi ritratti realizzati da Pablo Picasso. Perché, secondo lei, l’artista smise di ritrarre Maya quando diventò adulta? L’ultimo ritratto risale ai suoi 18 anni.

Diana Widmaier-Picasso : Credo che i ritratti che Picasso fece di mia madre, Maya, catturassero, oltre al viso e al corpo, anche l’innocenza e la vitalità dell’infanzia. Una volta raggiunta l’età adulta, quella fase della vita, e l’ispirazione unica che gli offriva, erano naturalmente terminate. Picasso continuò ad amarla profondamente, ma l’intensa fascinazione per quell’istantanea giovinezza, che aveva alimentato molti ritratti, non era più presente allo stesso modo.

Club Italie-France : Lei non ha mai conosciuto personalmente Pablo Picasso. Quali storie e immagini di suo nonno le ha trasmesso sua madre Maya?

Diana Widmaier-Picasso : Sono cresciuta circondata dalle opere di mio nonno; molti dei suoi dipinti decoravano le pareti del nostro appartamento e facevano parte della mia vita quotidiana. Mia madre, Maya, mi raccontava spesso delle storie sulle opere e sulla sua infanzia con lui. Grazie a lei ho imparato che Picasso era un uomo complesso e affascinante, brillante, giocoso, instancabile e inesauribilmente inventivo. Crescere ascoltando queste storie e vivendo tra le sue opere mi ha dato una profonda comprensione sia del suo genio artistico sia della persona dietro di esso.

Club Italie-France : Che tipo di legame emotivo ha oggi con le opere di suo nonno? Ce n’è una in particolare cui è più legata?

Diana Widmaier-Picasso : Sento un legame emotivo molto profondo con le opere di mio nonno. È difficile scegliere un quadro o un periodo in particolare, perché amo sinceramente l’intero corpus. Detto ciò, i lavori su carta degli anni in cui mio nonno incontrò mia nonna hanno un significato speciale per me. Non sono solo magnifici esempi della sua straordinaria abilità pittorica, ma sono anche profondamente intrisi d’amore.

Club Italie-France : Sua madre Maya è stata tra le principali custodi dell’eredità artistica di Picasso. Lei oggi fa lo stesso. Cosa l’ha spinta a proseguire il suo lavoro?

Diana Widmaier-Picasso : Oggi mi occupo, insieme a mia zia Paloma, di verificare l’autenticità delle opere di Picasso tramite il Comité d’Authentification. Sono stata ispirata da mia madre e dalla sua dedizione costante nel preservare l’eredità di Picasso. Continuare il suo lavoro è stato naturale, un modo per onorare i suoi sforzi, pur portando la mia prospettiva nella condivisione e nella protezione dell’arte di mio nonno.

Club Italie-France : Lei nel 2022 ha co-curato la mostra “Maya Ruiz-Picasso, Figlia di Pablo” al Musée Picasso-Paris, interamente dedicata a sua madre. Ce ne parla?

Diana Widmaier-Picasso : Con l’obiettivo di riunire quattordici ritratti, la mostra “Maya Ruiz-Picasso, Figlia di Pablo” ha voluto rileggere una parte dell’opera di Picasso attraverso il prisma della relazione filiale, evidenziando il legame tra padre e figlia e come la presenza di Maya nutrisse e amplificasse la fascinazione dell’artista per l’infanzia. Attraverso la presentazione delle principali opere degli anni Trenta, ritratti di Maya e di Marie-Thérèse, sculture, découpage su carta e oggetti personali come lettere, poesie e memorabilia, il progetto illustrava questo capitolo della storia intima di Picasso. Corredata da una selezione significativa di fotografie, alcune inedite, la mostra esplorava anche il rapporto tra Picasso e i suoi figli, in particolare durante gli anni a Cannes, quando condivise dei momenti felici con loro. È stata una mostra molto personale e intima, e sono felice che mia madre l’abbia potuta vedere prima di morire nel dicembre del 2022.

Club Italie-France : Suo nonno era noto per la sua passione per le donne. Quanto è importante per lei dare voce e visibilità alle donne che hanno ispirato e influenzato Picasso? C’è un’altra donna, oltre a sua nonna e sua madre, che ha condizionato maggiormente la sua opera?

Diana Widmaier-Picasso : Dare voce e visibilità alle donne che hanno ispirato e influenzato Picasso è per me molto importante. La loro presenza nella sua vita e nella sua arte non era solo personale, ma profondamente creativa, modellando alcune delle opere più iconiche del XX secolo. Oltre a Marie-Thérèse Walter, altre donne come Fernande Olivier, Dora Maar, Françoise Gilot e Jacqueline Roque hanno lasciato ciascuna un segno unico nella sua vita e nelle sue creazioni. Onorarle tutte aiuta a comprendere la ricchezza, la complessità e le connessioni umane profonde dietro l’opera di Picasso.

Club Italie-France : Quali aspetti meno noti o poco raccontati di Pablo Picasso vorrebbe che il pubblico conoscesse meglio?

Diana Widmaier-Picasso : Credo che talvolta si trascuri quanto profondamente le donne fossero presenti nella vita e nell’opera di mio nonno, non solo come compagne ma anche come fonti di ispirazione e creatività. Le sue relazioni erano complesse, certo, e oggi vengono riconsiderate alla luce delle conversazioni contemporanee. Ma oltre al mito del genio rivoluzionario, questi incontri erano pieni di tenerezza, gioia e gioco, e hanno profondamente ispirato la sua arte.

Club Italie-France : Nel suo libro Pablo Picasso: The Impossible Collection, lei descrive le 100 opere più significative dell’artista, dal periodo cubista alla Guernica, dai ritratti a fasi successive. Come ha selezionato queste opere? Può raccontarci qualcosa di questo progetto?

Diana Widmaier-Picasso : L’idea di creare una “Collezione Impossibile” delle opere di mio nonno mi ha affascinata subito. La selezione delle cento opere per il libro è stata inevitabilmente personale, ma volevo riflettere l’ampiezza della carriera di Picasso, dal Cubismo a Guernica, dai ritratti alle fasi successive. Ho scelto capolavori iconici come Les Demoiselles d’Avignon e Guernica, opere molto apprezzate sul mercato come quelle dei periodi Blu e Rosa, oltre a opere personali che Picasso conservava fino alla sua morte: dipinti, disegni, sculture, ceramiche, découpage e taccuini. Il mio obiettivo non era solo presentare i dipinti più famosi, ma mostrare tutti i suoi modi di espressione e la sperimentazione con materiali e tecniche. Questa “Collezione Impossibile” riflette i principali temi e le innovazioni tecniche che hanno guidato la sua arte, offrendo una prospettiva personale sulla diversità e ricchezza del suo corpus.

Club Italie-France : Tra le grandi mostre che ha curato c’è stata la “Picasso.mania” al Grand Palais di Parigi, che ha esplorato l’impatto di Picasso sugli artisti contemporanei e la sua influenza sulla libertà creativa. Che messaggio può ancora trasmettere oggi la figura di Picasso?

Diana Widmaier-Picasso : C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare su Picasso! Mi ha sorpreso vedere come il suo impatto vada ben oltre l’arte visiva: dalla pittura alla scultura, dal cinema alla pubblicità. Ha ispirato molti registi, tra cui Jean-Luc Godard, con cui ho avuto la fortuna di collaborare per la mostra. Ma anche musicisti, coreografi e architetti. Frank Gehry una volta ha detto che tutti noi, artisti o amanti dell’arte, viviamo sul “pianeta Picasso”. Aveva ragione. L’influenza di Picasso è ovunque. Il suo stile distintivo e i riferimenti storici gli hanno assicurato un ruolo centrale nel discorso sull’arte contemporanea. Penso che Picasso abbia dato il permesso a molti artisti non solo di creare, ma di liberarsi e inventare.

Club Italie-France : Nel libro Picasso Sorcier, scritto in collaborazione con Philippe Charlier, lei esplora superstizioni, credenze religiose, paure e feticci del periodo cubista. Ci può raccontare qualche scoperta curiosa?

Diana Widmaier-Picasso : In quel libro ho scoperto un lato meno noto di mio nonno: le sue superstizioni, credenze e rituali personali. Una scoperta curiosa riguarda quanto fosse influenzato da simbolismo e rituali nella vita quotidiana. Ad esempio, conservava meticolosamente vecchi vestiti, ritagli di capelli e unghie, credendo che disfarsene potesse fargli perdere in parte la sua “essenza”. Picasso era convinto che gli oggetti, animati o inanimati, avessero un essere interiore, un’anima segreta da proteggere con mezzi magici. Temendo che potessero essere usati da praticanti di magia nera, affidava capelli e unghie a mia nonna, Marie-Thérèse, e a mia madre, Maya, affinché li custodissero, segno della sua assoluta fiducia in loro.

Club Italie-France : Negli anni ’70 il mercato dell’arte ha visto Picasso al centro della scena, con risultati da record nelle aste. Come si è evoluto il valore delle sue opere nel tempo e quali sfide comporta oggi mantenere viva la sua eredità?

Diana Widmaier-Picasso : A mezzo secolo dalla sua scomparsa, Picasso resta centrale nel mercato dell’arte. Il valore delle sue opere è aumentato costantemente, dal primo riconoscimento negli anni ’30 ai record delle aste recenti, riflettendo sia la sua influenza artistica, sia la domanda di mercato. Tuttavia, mantenere viva la sua eredità oggi comporta delle sfide: garantire l’accesso pubblico alle opere, conservarle per le generazioni future e trovare nuovi modi per coinvolgere il pubblico e i collezionisti in un mercato tradizionalmente riservato ai più ricchi. Nonostante ciò, mostre, documentari e iniziative innovative continuano a celebrare e a sostenere la rilevanza dell’opera di Picasso.

Club Italie-France : Parigi è stata crocevia di avanguardie e patria adottiva di suo nonno Pablo. Oggi, secondo lei, esiste ancora uno “spirito creativo parigino?

Diana Widmaier-Picasso : Assolutamente. Parigi è sempre stata un punto di incontro per artisti, pensatori e innovatori, e quello spirito di sperimentazione e scambio è ancora molto vivo. Pur cambiando il contesto, la città continua ad attrarre menti creative da tutto il mondo, offrendo un ambiente vibrante dove cinema, architettura e design si incontrano, le idee vengono messe in scena ed emergono nuove forme artistiche.

Club Italie-France : Qual è il suo luogo segreto o preferito a Parigi, quello dove sente ancora vibrare lo spirito autentico dell’arte e della cultura?

Diana Widmaier-Picasso : Uno dei miei posti preferiti è la libreria 7L, con una collezione meravigliosamente curata di libri rari e dedicati all’arte. Amo anche visitare la biblioteca Les Cahiers de Colette, che offre eccellenti selezioni di libri e dove lo spirito creativo e culturale contemporaneo prende vita. Per un’esperienza più intima e tranquilla, il Musée de la Vie Romantique e il suo caffè nel giardino offrono un rifugio sereno dedicato all’epoca romantica. Infine, l’Hôtel de la Marine in Place de la Concorde mi stupisce sempre per la sua combinazione unica di storia, architettura e arte.

Club Italie-France : Ci sono artisti o movimenti italiani che sente particolarmente affini alla visione di Picasso?

Diana Widmaier-Picasso : Certamente, i Futuristi, con la loro energia radicale e la fascinazione per il movimento, risuonano con lo spirito di costante reinvenzione di Picasso. Penso anche a Francesco Vezzoli e a Maurizio Cattelan, il cui lavoro gioca con storia, identità e desiderio in modi che ricordano il coraggio e la libertà di Picasso.

Club Italie-France : Lei ha un ruolo chiave nella Picasso Administration, l’ente che gestisce i diritti sulle opere dell’artista. In cosa consiste il suo lavoro e quali sono le sue principali responsabilità?

Diana Widmaier-Picasso : Alla morte di mio zio, Claude Picasso, sono entrata nel Comité Picasso insieme a mia zia Paloma. Il Comité, istituito dagli eredi di Picasso, tutela e gestisce i diritti intellettuali e morali dell’artista. Ha un ruolo centrale nel garantire autenticità, integrità e corretto uso del suo vasto corpus, ed è l’unica autorità autorizzata a determinare se un’opera possa essere attribuita a Pablo Picasso, un giudizio su cui collezionisti, gallerie e case d’asta si basano frequentemente. Come erede, sono anche nel consiglio del Picasso Administration. Qui il mio lavoro si concentra sulla protezione della sua eredità, sulla supervisione dell’integrità delle opere e sul garantire il rispetto della sua arte in mostre, pubblicazioni e altri usi.

Club Italie-France : In un mondo segnato da gravi conflitti e crisi internazionali, lei ha sottolineato il potere simbolico e il coraggio di opere come la Guernica. Come può oggi l’arte rispondere a tragedie sociali e politiche?

Diana Widmaier-Picasso : L’arte ha il potere di parlare quando le parole non bastano. Opere come la Guernica restano testimoni silenziosi di sofferenza e coraggio, trasformando la tragedia in un appello alla coscienza. Oggi l’arte continua a illuminare le ingiustizie, a dare voce agli inascoltati e a risvegliare empatia oltre i confini. Di fronte ai conflitti e al dolore umano, ci ricorda la nostra comune umanità e ci invita a immaginare un mondo guidato dalla compassione, dal coraggio e dalla speranza.

Club Italie-France : Lei ha anche fondato Menē, una linea di gioielli in oro puro, ispirata all’arte antica e ai talismani archetipici. Com’è nato questo progetto e come si collega alla sua visione artistica?

Diana Widmaier-Picasso : Sono sempre stata affascinata dall’artigianato. Per molti anni il mio ufficio si trovava in Place Vendôme, quindi posso dire di essere stata a lungo immersa nel mondo della gioielleria, ammirando il lavoro di Jar e molti altri. Ho stretto rapporti di amicizia con diversi talentuosi designer di gioielli, ma da anni colleziono anche gioielli antichi e opere di artisti contemporanei (Lalanne, Anish Kapoor, ecc.). Durante gli studi alla Sorbona, la gioielleria mi ha sempre entusiasmata: attraversa così tante civiltà e culture. Ho incontrato Roy Sebag, mio cofondatore, a New York mentre sviluppava Menē. Siamo diventati rapidamente amici, e lui mi ha invitata a definire l’identità artistica del marchio. Ho creduto nella sua visione e sono stata affascinata dall’idea: pezzi indossabili in oro, con tutte le transazioni effettuate online e la possibilità di restituire gli oggetti in un secondo momento per ricevere un rimborso del loro valore (probabilmente aumentato), meno una commissione del 10%. Come Chief Artistic Officer, supervisiono la direzione estetica del brand e il design delle collezioni, lavorando a stretto contatto con la mia amica Sunjoo Moon, Creative Director, e un team di artigiani, illustratori CAD e maestri orafi basati negli Stati Uniti. I nostri design si ispirano ai materiali stessi e al loro valore spirituale, oro puro 24 carati e platino, reinterpretando gli ornamenti delle antiche civiltà, come egizi, greci e romani, ma conferendo loro una vitalità moderna.

Club Italie-France : Colleziona anche oggetti di design? Quali sono i suoi designer o periodi preferiti?

Diana Widmaier-Picasso : Direi che il mio gusto è piuttosto eclettico. Sono particolarmente attratta dal design francese degli anni ’70, in particolare dai lavori di Maria Pergay, Philippe Hiquily e Pierre Paulin. Amo anche il design italiano: tavoli di Lucio Fontana o l’eleganza senza tempo di Gio Ponti. Più recentemente ho acquistato un tavolo e un armadio italiani del XIX secolo, a dimostrazione di come i miei interessi vadano oltre il modernismo, privilegiando pezzi con storia e carattere.

Club Italie-France : Quali sono i suoi progetti futuri?

Diana Widmaier-Picasso : Oltre al mio lavoro nella gioielleria e nella gestione dell’eredità di Picasso, sto scrivendo il mio primo romanzo. Quest’anno segna anche la seconda edizione di un progetto filantropico a cui sono molto legata: Je tisse Picasso, lanciato in collaborazione con il Mobilier National di Parigi e l’associazione Gold in the Hand. Il Mobilier National (originariamente creato sotto Luigi XIV) ha il compito di preservare il patrimonio di mobili, arredare le residenze ufficiali della Repubblica francese (inclusi l’Élysée e Matignon) e trasmettere l’arte di maestri artigiani in settori come arazzi, merletti, falegnameria e porcellana. Grazie alla mia iniziativa, più di 1.000 adolescenti hanno l’opportunità di apprendere un mestiere tradizionale da maestri tessitori altamente qualificati. Nei prossimi tre anni, abbiamo scelto di partire dall’arazzo, grande tradizione francese. Questi giovani vivono in regioni svantaggiate della Francia, come La Creuse, con accesso molto limitato ai principali musei. Vederli orgogliosi e felici di creare qualcosa di straordinario con le proprie mani è stato profondamente gratificante. Recentemente hanno realizzato due grandi arazzi ispirati al dipinto di Picasso, Arlecchino (1915), oggi esposti al Mobilier National. L’idea nasce in parte dal mio incontro con il laboratorio artigianale italiano della Comunità di San Patrignano (che reintegra giovani in difficoltà nella società) con cui collaboro tramite le commissioni di mobili. Lì si rivive, tra le altre cose, il genio di Renzo Mongiardino. Come può capire, l’Italia resta molto nel mio cuore.

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Intervista del

7 Ottobre

Informazioni

Diana Widmaier-Picasso, nipote del grande Pablo Picasso, porta un cognome che è già storia, ma ha saputo trasformarlo in un’eredità viva e in continuo dialogo con il presente.
Nata nel Sud della Francia, cresciuta tra Parigi e New York, con radici spagnole, svedesi e persino liguri, Diana ama definirsi “cittadina dell’Arte” più che di un Paese. Dopo una carriera come direttrice del dipartimento di Disegni Antichi di Sotheby’s Parigi, dal 2003 ha scelto di consacrarsi completamente all’opera di suo nonno Pablo, diventando oggi una delle principali custodi della sua memoria e della sua eredità artistica. Curatrice di mostre di respiro internazionale, autrice di saggi e cataloghi, creatrice di gioielli dal fascino arcaico, Diana Widmaier-Picasso unisce al rigore dello studio una sensibilità personale che la rende capace di svelare lati intimi e poco noti del grande artista. In questa intervista si racconta con passione, intrecciando ricordi familiari di suo nonno Pablo e sua madre Maya, riflessioni sull’arte di oggi e di ieri e una visione cosmopolita, molto interessante, che tiene insieme passato e futuro.
A cura di
Stefania Conrieri