Souâd Sbai

Club Italie-France: Lei è nota per il suo impegno su temi legati all’immigrazione, l’integrazione, i diritti delle donne, e il contrasto all’estremismo islamico. Qual é stata e qual é tutt’ora la sfida più grande ?

Souâd Sbai: La mia sfida più grande è e rimane la lotta contro la discriminazione e la violenza di genere, che colpiscono in modo particolare le donne nei contesti a maggioranza musulmana. Inoltre, l’integrazione delle comunità immigrate in Europa, in un clima di aumento del fondamentalismo islamista, è una questione cruciale che richiede attenzione e impegno collettivo.

Club Italie-France: Quali politiche ritiene indispensabili per favorire l’integrazione sociale?

Souâd Sbai: Credo fortemente nella necessità di promuovere l’istruzione, corsi di lingua italiana obbligatori gestiti da enti laici e trasparenti. Non si può lasciare l’integrazione nelle mani delle “moschee fai da te o imam fai da te”. Servono programmi che garantiscono una vera integrazione senza influenze ideologiche.

Club Italie-France: In che modo le donne musulmane che vivono in Europa possono trovare un equilibrio ?

Souâd Sbai: Le donne musulmane possono trovare un equilibrio attraverso l’empowerment e l’accesso all’istruzione. È essenziale promuovere una visione positiva della loro identità, integrandole con i valori europei. È cruciale che le donne abbiano voce nelle decisioni che riguardano la loro vita e che possano accedere a reti di supporto e solidarietà.

Club Italie-France: Per prevenire l’estremismo islamico, cosa postremo fare sia a livello sociale che istituzionale ?

Souâd Sbai: È indispensabile investire in programmi di educazione e sensibilizzazione per combattere l’ignoranza e la paura. A livello istituzionale, dobbiamo lavorare per promuovere una narrazione positiva sulle minoranze e collaborare con gli immigrati di cultura arabo-islamica per incoraggiare interpretazioni moderate dell’Islam.

Club Italie-France: Quali sono i modelli di integrazione culturale che ritiene più efficaci, sia in Italia che in Europa?

Souâd Sbai: Sostengo modelli di integrazione che valorizzano le diversità culturali, ma è fondamentale che anche gli immigrati si impegnino a rispettare i valori fondamentali della società ospitante. Il fallimento del multiculturalismo in tutta Europa, che tende a creare divisioni sociali senza favorire l’inclusione, ha evidenziato la necessità di modelli che promuovano dialogo e interazione. Le politiche pubbliche dovrebbero quindi puntare su inclusione socio-economica, insegnamento delle lingue e dell’ educazione civica. In sintesi, modelli di integrazione che enfatizzano interazione e coinvolgimento sono i più promettenti per affrontare le sfide della diversità culturale in Italia e in Europa.

Club Italie-France: Quali progetti o iniziative desidererebbe realizzare?

Souâd Sbai: Vorrei promuovere iniziative focalizzate sui diritti delle donne e sull’integrazione culturale, come programmi di formazione per donne migranti, campagne di sensibilizzazione e forum di discussione tra diverse comunità. Iniziative mirate a sostenere i diritti delle donne e dei giovani, combattere la radicalizzazione e favorire l’integrazione dei migranti nella società italiana, enfatizzare l’importanza di politiche concrete per l’occupazione e l’istruzione, specialmente per le nuove generazioni.

Club Italie-France: Lei ha spesso parlato della sua esperienza personale, evidenziando quanto sia stata determinante per lei la condizione femminile in molti paesi a maggioranza musulmana, come il Marocco, suo paese d’origine. Lei ha criticato duramente la violenza di genere e le discriminazioni subite dalle donne. Questa consapevolezza l’ha motivata a lavorare per promuovere i diritti delle donne ?

Souâd Sbai: Ho affrontato diverse difficoltà, cambiare la mentalità radicata e affrontare stereotipi di genere intimamente legati all’identità religiosa è una sfida complessa. Spesso le istituzioni politiche e sociali riconoscono lentamente e supportano i diritti delle donne. Le leggi appropriate spesso mancano o non vengono applicate, alimentando un ambiente in cui le ingiustizie riescono a prosperare. La mia attività di promozione dei diritti delle donne mi ha esposto a critiche da parte dei Fratelli Musulmani, vorrei ricordare qui, che non sono un gruppo religioso ma un movimento politico. Non solo le mie idee sono state messe in discussione, ma anche la mia identità è stata attaccata, portando a esperienze di discriminazione. Costruire alleanze tra diverse comunità e gruppi di donne è un compito difficile. Le divergenze di opinione e priorità richiedono tempo e pazienza per trovare un terreno comune e la mancanza di finanziamenti e risorse per iniziative a sostegno dei diritti delle donne, limita l’efficacia di progetti e campagne. Promuovere un nuovo pensiero sui diritti delle donne necessita di perseveranza e determinazione.

Club Italie-France: Quali sono i rapporti tra l’Italia ed il Marocco?

Souâd Sbai: Le relazioni tra Italia e Marocco sono un esempio di cooperazione solida e variegata, toccando politica, economia, cultura e sicurezza. Non è solo un legame formale, ma un rapporto che continua a evolversi con slancio. Sul fronte politico, nel 2019 i due Paesi hanno siglato una Dichiarazione Congiunta per un Partenariato Strategico Multidimensionale, una di quelle mosse che fanno capire che la collaborazione non è un’idea, ma un impegno reale. E nel luglio 2023, hanno aggiunto un Piano d’Azione per mettere davvero in moto tutto quanto: meno parole, più fatti. Anche sul piano economico, la musica è decisamente positiva. Nel 2021, gli scambi commerciali sono cresciuti del 27%, arrivando quasi a 3,5 miliardi di euro, il miglior risultato dal 2014. Macchinari, tessuti e manufatti italiani trovano casa in Marocco, e questo trend non sembra rallentare. Un bell’affare per entrambe le parti.

Club Italie-France: Quali opportunità potrebberon nascere da un ulteriore raffornzamento economico tra i due paesi?

Souâd Sbai: La sicurezza è un altro settore dove Italia e Marocco non scherzano. Collaborano fianco a fianco nella lotta al terrorismo e alla radicalizzazione. Giugno 2024 ha visto un incontro tra i pezzi grossi della sicurezza di entrambi i Paesi: Abdelatif Hammouchi e Vittorio Pisani, un dialogo che ha promesso ancora più cooperazione per mantenere le cose in ordine. La comunità marocchina in Italia, con oltre 420.000 persone, è una delle più numerose e ha un ruolo centrale negli scambi culturali e sociali. Da Nord a Sud, l’influenza marocchina è visibile e contribuisce a un tessuto sociale vivace e multiculturale.

Guardando al futuro, l’attenzione è tutta per l’energia rinnovabile, l’industria automobilistica e le nuove partnership culturali. Gli accordi recenti, come quelli per la cooperazione ambientale, mostrano quanto i due Paesi puntino a un rapporto ancora più stretto. Insomma, l’Italia e il Marocco non solo condividono interessi comuni, ma puntano insieme a un Mediterraneo più stabile e prospero.

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Intervista del

15 Ottobre

Informazioni

giornalista, scrittrice e politica
Presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia, attraverso la quale promuove i diritti delle donne e l'integrazione culturale. Deputata in carica dal 23 aprile 2008 al 14 marzo 2013 ha promosso legislazioni riguardanti l'integrazione e i diritti delle donne, tra cui una proposta nel 2011 per vietare l'uso del burqa in pubblico in Italia. Membro della Fondazione Italia-USA ha partecipato a numerosi seminari e conferenze internazionali sui temi dell'immigrazione e dell'integrazione.
Milena Oppi - Team Club Italie-France
A cura di
Milena Oppi