Pierre Rosenberg

Club Italie-France : Esiste un momento preciso in cui ha veramente “visto” un’opera d’arte per la prima volta?

Pierre Rosenberg : Secondo mia madre, all’età di dodici anni ebbi uno choc durante una visita al museo di Colmar davanti alla Pala di Isenheim di Grünewald.

Club Italie-France : Che cosa distingue, secondo lei, un vero storico dell’arte da un semplice appassionato illuminato?

Pierre Rosenberg : Lo storico dell’arte vuole trasmettere, far conoscere e far scoprire. Pubblica, organizza mostre. L’appassionato illuminato ammira, ama o non ama. Il suo approccio è più personale, più egoista. Lo storico dell’arte ha tutto da imparare dall’appassionato.

Club Italie-France : Dirigere il Louvre significa esercitare una responsabilità scientifica, politica, diplomatica o simbolica?

Pierre Rosenberg : Dirigere il Louvre significa avere costantemente una spada di Damocle sulla testa: l’incidente imprevedibile, l’accadimento di cui si impadroniranno i media. Aggiungerei che un museo che non acquista è un museo che muore.

Club Italie-France : Lei pubblica quest’anno, presso Flammarion, il catalogo ragionato di Nicolas Poussin: che cosa rappresenta per lei il completamento di un simile lavoro?

Pierre Rosenberg : Poussin, il più grande pittore francese, è l’uomo della mia vita.

Club Italie-France : Che cosa determina, in ultima analisi, che un dipinto sia o non sia di Poussin?

Pierre Rosenberg : Ci sono documenti di ogni genere, ma alla fine c’è l’occhio.

Club Italie-France : Esiste un’opera di Poussin che l’accompagna da sempre?

Pierre Rosenberg : L’Hiver, detto anche Le Déluge, al Louvre.

Club Italie-France : In che modo l’Italia è indispensabile per comprendere Poussin e, più in generale, la pittura del XVII secolo?

Pierre Rosenberg : Roma era nel XVII secolo la capitale delle Arti. Per un artista era indispensabile viverci.

Club Italie-France : Le sembra che l’Italia intrattenga un rapporto più carnale, più evidente e quotidiano con il proprio patrimonio rispetto alla Francia?

Pierre Rosenberg : La storia dell’arte viene insegnata a scuola in Italia. Non è così in Francia, ed è questa la grande differenza.

Club Italie-France : Lei è all’origine del Musée du Grand Siècle che aprirà le sue porte nel 2027: perché il XVII secolo merita oggi un museo a sé stante?

Pierre Rosenberg : Il XVII secolo è il Grande Secolo della Francia, prima potenza europea, ma si conosce ancora troppo poco il modo in cui vivevano i ricchi e i poveri, la corte di Luigi XIV e i contadini, il clero e la nobiltà. Il museo, che aprirà le sue porte nel 2028, risponderà a queste domande.

Club Italie-France : Questo museo nasce da una donazione personale: che cosa l’ha spinta a trasformare una collezione privata in un’istituzione pubblica? Quale coerenza ha cercato nella sua collezione e quale visione del XVII secolo desidera proporre al pubblico?

Pierre Rosenberg : Ho sempre desiderato offrire a un’istituzione pubblica le modeste opere (dipinti, disegni, di tutti i secoli e di tutti i Paesi, vetri di Murano) che ero riuscito a riunire nel corso della mia carriera. Purtroppo, non possiedo nella mia collezione alcun dipinto di Poussin!

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Intervista del

19 Giugno

Informazioni

Pierre Rosenberg è una delle figure più autorevoli della storia dell’arte francese contemporanea. Nato a Parigi il 13 aprile 1936, trascorre parte della sua infanzia nel Sud-Ovest della Francia, dove la sua famiglia ebrea trova rifugio durante l’occupazione nazista. Dopo la laurea in diritto e il diploma presso l’École du Louvre, entra nel dipartimento dei Dipinti del Museo del Louvre nel 1962. Qui costruisce l’intera sua carriera professionale, fino a raggiungere i più alti incarichi conservativi.
Caroline Fourgeaud-Laville
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Caroline Fourgeaud-Laville