Michel Santi
Club Italie-France : Lei critica spesso gli eccessi del sistema finanziario. Quali riforme ritiene più urgenti per una finanza più etica?
Michel Santi : Il sistema finanziario è una fabbrica di crisi. Le riforme urgenti? Una tassa Tobin per frenare la speculazione, il divieto di cartolarizzazione opaca e riserve di capitale più consistenti per le banche. Bisogna ristabilire una netta separazione tra banche commerciali e banche d’investimento, smantellare i paradisi fiscali, e sottoporre la finanza a una tutela democratica. Una finanza etica deve essere posta sotto tutela democratica, orientata verso l’investimento reale e non alla massimizzazione dei profitti nel breve termine. Finance Watch, che ho co-fondato, deve spingere per una finanza al servizio dell’economia reale, non dei profitti dell’1%. In caso contrario, corriamo verso la catastrofe.
Club Italie-France : Qual è la sua valutazione dell’attuale politica monetaria delle principali banche centrali?
Michel Santi : Svolgono un ruolo ambiguo. La BCE, vassalla delle banche private, ha immesso troppe poche liquidità – 4.700 miliardi di euro contro 8.500 miliardi di dollari da parte della Fed dal 2007. Oggi, il quantitative tightening avviato dalla Fed nel giugno di quest’anno è un’assurdità, con il rischio di un crollo borsistico entro il 2026. Le banche centrali devono tornare a essere prestatori di ultima istanza per l’economia reale, attraverso una creazione monetaria coraggiosa, e non custodi degli interessi finanziari.
Club Italie-France : Cosa pensa dell’efficacia delle misure di austerità adottate in Europa negli ultimi anni?
Michel Santi : Catastrofiche. Hanno aggravato il marasma europeo. In un contesto di domanda debole, l’austerità è sinonimo di stagnazione ed è un’eresia economica. Solo un rilancio attraverso l’investimento pubblico – infrastrutture, transizione verde – potrà ridare respiro all’Europa. Il Patto di stabilità è una camicia di forza da gettare via.
Club Italie-France: Ritiene che l’attuale modello di capitalismo sia sostenibile nel lungo periodo?
Michel Santi : Il capitalismo neoliberista è una truffa strutturale, che genera bolle, disuguaglianze – l’1% detiene il 50% della ricchezza – e disastri ecologici. È insostenibile. Occorre un nuovo paradigma: un capitalismo in cui lo Stato, il lavoro e la sostenibilità siano prioritari.
Club Italie-France: Quali sono, secondo lei, le principali sfide economiche che l’Europa dovrà affrontare nei prossimi anni?
Michel Santi: L’Europa deve innanzitutto contrastare l’anemia della domanda e la disoccupazione, spezzare il dogma dell’austerità (Patto di stabilità), reindustrializzarsi, rafforzare la propria sovranità monetaria e sviluppare politiche fiscali coordinate. Deve soprattutto rifondare il proprio modello economico. L’Europa è a un bivio: se non si riprende, sarà l’abisso assicurato.
Club Italie-France: Come vede l’evoluzione dei rapporti economici tra Europa e Stati Uniti?
Michel Santi: Con Trump, è una relazione tumultuosa: l’America impone i propri interessi con barriere, sanzioni, protezionismo. L’Europa deve reagire con un sussulto politico, difendere una politica industriale e commerciale comune, senza piegarsi alla pressione americana, mantenendo però un dialogo strategico. L’UE non può più limitarsi a essere il gregario di Washington.
Club Italie-France: La Cina detiene tra il 60 e il 70% della produzione mondiale di terre rare e controlla oltre l’80% del loro raffinamento. Questo le conferisce un vantaggio strategico considerevole. Cosa ne pensa?
Michel Santi: Il controllo cinese sulle terre rare è un’arma geopolitica di primo piano, che espone l’Europa a interruzioni delle forniture e a ricatti economici. Pechino lo ha già dimostrato nel 2010 contro il Giappone. L’UE deve diversificare le fonti, investire nel riciclo e nella ricerca di sostituti, e rilocalizzare una produzione strategica. Una diplomazia economica offensiva verso i paesi produttori è cruciale. Senza questo, l’Europa resterà ostaggio della Cina.
Club Italie-France: Oggi l’Europa si trova “stretta in una morsa” tra due superpotenze. Per sopravvivere, dovrà adattarsi o trasformarsi radicalmente. Cosa prevede?
Michel Santi: Adattarsi significa accettare la vassalizzazione agli Stati Uniti e alla Cina. L’Europa deve trasformarsi: rifondare il proprio modello economico, riconquistare sovranità industriale, monetaria e digitale. Questo passa per una politica industriale audace, una creazione monetaria da parte della BCE per finanziare la transizione verde, e un’unità politica che superi le divisioni interne. Senza questo sussulto, l’Europa rischia di diventare solo un museo tra due superpotenze.
Club Italie-France: Qual è, secondo lei, il ruolo degli intellettuali nel dibattito economico contemporaneo?
Michel Santi: Gli intellettuali devono rompere il conformismo economico e reinserire l’economia in una morale pubblica. Devono fungere da innesco della coscienza collettiva, stimolare il dibattito, chiamare le élite alle loro responsabilità. Sono le sentinelle al servizio dell’umano. Come scrittore, cerco di denunciare le derive. Senza la voce degli intellettuali, il dibattito è confiscato.
Club Italie-France: Quali esperienze personali o ricordi hanno alimentato la scrittura di Jeunesse Levantine?
Michel Santi: Quei ricordi sono molto personali, impregnati della luce, dei suoni e delle contraddizioni del Mediterraneo orientale – tutto ciò ha nutrito la mia scrittura e la mia visione del mondo. Questo racconto attinge alla mia infanzia tra Beirut, Il Cairo, la Turchia, ma anche La Mecca, e alle mie frequentazioni, se non addirittura a una certa complicità, con Khomeini. Questo mondo cosmopolita, dove culture, lingue e religioni si intrecciavano, ha forgiato la mia visione. La luce del Levante e le sue contraddizioni hanno nutrito la mia giovinezza. Questi ricordi di un equilibrio fragile tra modernità e tradizione irrigano il mio pensiero e il mio impegno.
Club Italie-France: Qual è il messaggio centrale che desidera trasmettere attraverso il percorso di questa giovinezza divisa tra Oriente e Occidente?
Michel Santi: Che l’identità levantina porta in sé una capacità di dialogo, di mescolanza, di doppia appartenenza che è una ricchezza per il mondo globalizzato. È un messaggio di apertura e di speranza: una gioventù capace di convivere con l’ambiguità, di essere molteplice. Questo percorso dimostra che essere multipli – tra Oriente e Occidente – è una forza, non una frattura. È un appello all’apertura, un invito a costruire ponti in un mondo diviso. Questa gioventù incarna la speranza di una coesistenza armoniosa, contro i ripiegamenti identitari.
Club Italie-France: Secondo lei, quale ruolo può ancora giocare lo spirito levantino in un mondo in ripiegamento identitario e geopolitico?
Michel Santi: Un ruolo decisivo: essere l’interfaccia tra civiltà, un vivaio di tolleranza e di sfumatura. Questo spirito, fondato sulla pluralità, l’accoglienza, il dialogo, è oggi indispensabile per contrastare i nazionalismi. Può – e deve – ispirare un nuovo modo di vivere la globalizzazione, senza cancellare le identità ma mettendole al servizio della comprensione reciproca. Lo spirito levantino – tolleranza, pluralità, dialogo – è dunque un antidoto vitale ai nazionalismi e alle polarizzazioni. In un mondo irrigidito, può ispirare una globalizzazione rispettosa delle identità.
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Intervista del
1 Giugno
Informazioni
economista
Studioso economista, è consulente dal 2005 di diverse banche centrali in tutto il mondo e autore di numerosi libri tra cui il famoso “Splendori e miseria del liberalismo” pubblicato nel 2012.


