Maria Teresa Venturini Fendi

Club Italie-France : Lei è figlia di Anna Fendi e nipote di Carla Fendi, scomparsa nel 2017, due delle cinque sorelle che guidarono uno dei più noti marchi della moda italiana. Quando e perché ha deciso di lasciare il mondo della moda per dedicarsi in prima persona all’arte e alla cultura?

Maria Teresa Venturini Fendi : Mi sono sempre interessata all’arte, all’ideazione di progetti culturali anche durante il mio percorso in azienda, prima al fianco di Carla Fendi e poi nell’ambito della linea moda giovane Fendissime. Ho anche lavorato, per interesse personale, come costumista per il cinema, il teatro e l’opera. Oggi, con la Fondazione Carla Fendi, ho la possibilità di unire molte di queste passioni, allargando il campo anche alla Scienza, disciplina imprescindibile e oggi più che mai al centro del nostro tempo, non solo come oggetto ma come soggetto del presente.

Club Italie-France : Com’era sua zia Carla Fendi, firma storica della maison? Cosa le manca di più di lei?

Maria Teresa Venturini Fendi : Curiosa ed empatica. Severa ma autorevole, rigorosa ma anche estrosa … Carla Fendi era tutto questo e molto di più. Mi manca il suo sguardo acuto, la sua capacità di capire al volo persone e situazioni.

Club Italie-France : Com’è stato crescere in una famiglia così stimolante come la sua e così attenta all’estetica e al dettaglio per il suo percorso professionale e di crescita personale. Che ricordi ha?

Maria Teresa Venturini Fendi : Il “senso” della creatività che ho respirato da bambina insieme alle mie due sorelle, Silvia e Ilaria, mi ha formato profondamente. Mi ha trasmesso il senso del bello, unito però a una visione personale, alimentando in me una dinamica del “pensare e fare”, molto importante per una persona come me, tendenzialmente più contemplativa.

Club Italie-France : La famiglia Fendi, insieme a Karl Lagerfeld, ha scritto pagine decisive del Made in Italy. Karl, tedesco di nascita e cittadino del mondo con soggiorni a Parigi, ha avuto un forte legame con la Francia. Che cosa ha imparato da lui e come queste lezioni influenzano i progetti della Fondazione?

Maria Teresa Venturini Fendi : Assistere alle sue prove di sfilata, sin da ragazza è stata  un’esperienza unica. Lagerfeld era geniale: le sue intuizioni, la rapidità creativa, l’abilità stilistica e illustrativa, la sperimentazione continua si accavallavano, si sovrapponevano si moltiplicavano per poi snodarsi in realtà assolutamente uniche. Era una scuola a cielo aperto. Un universo che mi ha profondamente formato e che oggi ritrovo nei progetti della Fondazione Carla Fendi. Grazie a questo percorso ho potuto confrontarmi con grandi artisti e capire il valore di un processo creativo strutturato.

Club Italie-France : L’impronta femminile nella famiglia Fendi è marcata. Come definirebbe le tante donne della sua famiglia con poche parole e qual è il segreto del loro successo?

Maria Teresa Venturini Fendi : Femminismo ante litteram.

Club Italie-France : Lei che studi ha fatto? Ci parli della sua passione per l’arte, che gusti ha? Quali sono le sue forme d’arte preferite?

Maria Teresa Venturini Fendi : Ho fatto studi umanistici in lingua francese a Losanna. Mi sono formata leggendo i libri di Voltaire, Rousseau, e poi tutti i romantici partendo da Chateaubriand sino a  Vigny  e a de Musset, e ancora Balzac e Flaubert, e  andando avanti De Beauvoir, Malraux,  ma anche de Saint Pierre, Bazin…  Amo la letteratura, ma anche l’arte, in particolare quella moderna, che trovo più originale rispetto alla contemporanea. Penso anche a Duchamp e alla sua rivoluzionaria visione. È lui che ha tracciato nella visione dell’arte la linea del “prima e dopo”.  

Club Italie-France : Oggi molte figure del fashion system, come Maria Grazia Chiuri, dopo l’addio recente alla maison Dior, investono in progetti culturali (ad esempio il restauro del Teatro della Cometa a Roma). Cosa racconta l’evoluzione di questo legame tra moda, arte e rigenerazione di spazi storici?

Maria Teresa Venturini Fendi : La Fondazione Carla Fendi ha anticipato questi tempi, restaurando anni fa il Teatro Caio Melisso a Spoleto, con l’obiettivo di preservare il nostro patrimonio ma anche, come diceva Carla, nel desiderio di restituire la bellezza che alimenta la nostra vita per chi sa guardarla.

Club Italie-France : Come è nato, nel corso degli anni, il rapporto tra la Fondazione Carla Fendi e il Festival dei Due Mondi a Spoleto?

Maria Teresa Venturini Fendi : La Fondazione è nata nel 2007, quando Carla si è ritirata dall’azienda restando presidente onorario, per promuovere eventi culturali, soprattutto nel campo dell’arte. Su invito del Ministero della Cultura, abbiamo iniziato a sostenere il Festival dei Due Mondi di Spoleto, primo esempio di Festival multidisciplinare in Italia negli anni ‘50, dopo un periodo buio seguito alla morte del suo Fondatore Gian Carlo Menotti. Da allora, siamo Main Partner della manifestazione e promotori di progetti artistici d’eccellenza.

Club Italie-France : Anche quest’anno infatti la Fondazione Carla Fendi è al fianco della manifestazione in corso fino al 13 luglio. Quali sono i progetti dell’edizione 2025?

Maria Teresa Venturini Fendi : Abbiamo anticipato il tema Scienza e Cinema con un evento a Roma. Un viaggio cinematografico, condotto da Antonio Monda, che inizia nel 1927 con il bellissimo film Metropolis di Fritz Lang, condotto dall’esperto e docente di cinematografia alla NYU, che ha sottolineato quanto il cinema sia stato profetico riguardo a ritrovati scientifici quali l’intelligenza artificiale  e catastrofi naturali, mondi fruibili, pandemie e molto altro. Insomma quanto abbia immaginato un Futuro, oggi per noi Presente. Poi sempre a Spoleto, in Umbria, per William Kentridge già presente nel cartellone del Festival la Fondazione Carla FendiCF presentiamo la mostra Unhappen Unhappen Unhappen – Pepper’s Ghost Dioramas , quattro diorami animati realizzati con la tecnica Pepper’s Ghost, da William Kentridge e altri tre artisti del The Centre For The Less Good Idea Anathi Conjwa, William Kentridge, Micca Manganye e Sabine Theunissen. La mostra esplora il desiderio impossibile di “disfare” eventi traumatici attraverso diorami animati che combinano memoria, illusione e performance. Il titolo con la ripetizione rafforza il ricordo e al tempo stesso funge da mantra, una preghiera per tentare una riconciliazione con il passato e con la storia. 

Club Italie-France : Qual è oggi la missione principale della Fondazione Carla Fendi e in che modo, nel solco di Carla Fendi, coniuga le tradizioni italiane con gli stimoli culturali internazionali, in particolare francesi?

Maria Teresa Venturini Fendi : Oltre al Festival dei Due Mondi, portiamo avanti anche altri importanti progetti internazionali come quelli legati al CERN, il laboratorio di ricerca della fisica delle particelle e per la ricerca nucleare più grande al mondo, di cui paesi come l’Italia e la Francia fanno parte.  Abbiamo contribuito infatti alla realizzazione del Science Gateway  il grande centro di divulgazione del CERN, progettato dall’architetto Renzo Piano a Ginevra. Nel centro dedicato all’educazione e alla divulgazione scientifica la Carla Fendi Foundation ha sostenuto la realizzazione dell’intero spazio BACK TO THE BIG BANG, un padiglione permanente di 200 mq, dove i visitatori di tutte le età e da tutto il mondo, dall’apertura dell’8 ottobre 2023 a oggi sono stati centinaia di migliaia, tenendo presente che le presenze sono fino a 500.000 all’anno. Il padiglione permette di seguire cronologicamente tutte le diverse epoche e le trasformazioni che l’universo ha conosciuto. E ha anche un’area interattiva dove gli scienziati del CERN accompagnano i visitatori allo studio di esperimenti.

Club Italie-France : In che modo la Fondazione si distingue rispetto ad altre realtà di mecenatismo in Italia e in Francia? Si definisce “mecenate” o preferisce un altro termine per descrivere la sua identità e modalità d’azione?

Maria Teresa Venturini Fendi : Sì, ogni azione della Carla Fendi Foundation si basa sul puro mecenatismo. La Fondazione opera infatti senza scopo di lucro e senza finalità promozionali o pubblicitarie, sull’uso esclusivo di risorse finanziarie proprie che non sono sostenute da alcun ente o impresa commerciale, pubblica o privata. Per raggiungere i propri scopi la Fondazione commissiona installazioni, panel, eventi culturali. Eroga borse di studio, effettua donazioni a istituzioni, individuando per ogni progetto obiettivi comuni; ma anche a ospedali e strutture sanitarie. Tutte le attività condotte avanti negli anni sono di puro mecenatismo come è stato, per fare un esempio, l’intero restauro dello storico seicentesco Teatro Caio Melisso di Spoleto, durato quattro anni al fine di contribuire alla tutela del patrimonio artistico della città. Il Teatro è stato poi ribattezzato Teatro Caio Melisso Carla Fendi, in onore della fondatrice che ha fortemente voluto questo progetto.

Club Italie-France : Sotto la sua Presidenza, come diceva, c’è stata una svolta verso la contaminazione tra arte e scienza. Quali sono state le scintille o gli stimoli che hanno portato la Fondazione a esplorare questi percorsi interdisciplinari?

Maria Teresa Venturini Fendi : Amo la Scienza perché penso che sia una disciplina umanista, una straordinaria forma d’arte cui riconosco una componente anche intuitiva. Mi affascina molto il lato “artistico” della ricerca, il guizzo, la scintilla che fa da motore di grande scoperte con enormi ripercussioni nel sociale. Nei progetti che abbiamo portato avanti e nei talks in cui abbiamo ospitato scienziati e Premi Nobel, abbiamo spesso esplorato, e continuiamo a farlo, i diversi aspetti della Scienza: culturali, etici, futuristi.

Club Italie-France : Cosa le piace di più della Francia?

Maria Teresa Venturini Fendi : Il senso profondo della bellezza, presente nel territorio e in tutte le sue espressioni artistiche.

Club Italie-France : Oggi il dibattito sull’Intelligenza Artificiale è serrato: opportunità e timori convivono. Come si pone di fronte a questo tema, sia come Presidente di una Fondazione culturale italiana, sia come osservatrice di un contesto europeo in cui la Francia svolge un ruolo di primo piano nella ricerca AI?

Maria Teresa Venturini Fendi : Ritengo che l’AI sia una grande opportunità una porta non solo aperta ma spalancata su un futuro certamente ancora ricco di incognite che necessariamente dobbiamo esplorare. A questo scopo abbiamo organizzato un nostro TALK lo scorso anno nell’ambito del Festival dei Due Mondi in collaborazione con l’Ambasciata di Francia ed è stato molto apprezzato l’intervento di Bertrand Braunschweig coordinatore scientifico e consulente del programma francese https://www.confiance.ai,  che si dedica alla progettazione e all’industrializzazione di sistemi affidabili basati sull’intelligenza artificiale.

Club Italie-France : Guardando al futuro, quali nuovi ambiti o settori intende esplorare la Fondazione Carla Fendi nei prossimi anni?

Maria Teresa Venturini Fendi : Sono moltissimi gli aspetti da esplorare, oltre a quelli dell’Arte cinetica, della robotica, della AI, dell’etica che abbiamo già affrontato. Possiamo pensare alla emergenza climatica, alla sostenibilità, alla corsa spaziale, credo che le possibilità di dibattito e di confronto siano su molti argomenti, sempre sottolineando che Arte e Scienza non sono universi separati.

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Intervista del

28 Giugno

Informazioni

Figlia di Anna Fendi e nipote di Carla Fendi, ha raccolto un’eredità importante: non solo quella di una famiglia che ha segnato in modo indelebile il linguaggio del Made in Italy, ma anche quella di uno slancio personale verso l’arte, la cultura e il pensiero.
Nata in una famiglia simbolo della moda italiana, Maria Teresa Venturini Fendi ha respirato fin da bambina un’estetica fatta di eleganza, rigore e spirito visionario. Dopo anni vissuti tra collezioni e creatività, prima accanto alla zia Carla, poi alla guida della linea Fendissime, ha scelto di lasciare il mondo della moda per dedicarsi interamente alla cultura. Oggi è presidente della Fondazione Carla Fendi, che guida con uno sguardo lucido e sensibile, capace di intrecciare arte, scienza, letteratura e innovazione in una visione interdisciplinare, etica e contemporanea. Main partner dell’importante Festival dei Due Mondi di Spoleto, la Fondazione è diventata negli anni punto di riferimento per progetti culturali d’avanguardia, dalla rigenerazione del Teatro Caio Melisso alla collaborazione con il CERN di Ginevra, fino alle riflessioni sull’intelligenza artificiale e sulle grandi sfide del nostro tempo.
A cura di
Stefania Conrieri