Maria Betti

Club Italie-France : Già direttrice presso la Commissione Europea e le Nazioni Unite per l’Ambiente e l’Energia, Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Oceanografico di Monaco, dell’Associazione della Dante Alighieri di Monaco e oggi Segretario esecutivo dell’Accordo Pelagos. Come si intrecciano scienza, cultura e impegno sociale nel suo percorso?

Maria Betti : Scienza, cultura e impegno sociale sono i fili conduttori della mia vita, sia professionale sia personale. La scienza deve servire la società: nei miei mandati presso la Commissione Europea e le Nazioni Unite ho messo le mie competenze al servizio delle istituzioni internazionali, convinta che la ricerca non debba restare fine a sé stessa, ma diventare uno strumento concreto per affrontare sfide globali come cambiamento climatico, transizione energetica e sostenibilità. La cultura è un ponte tra saperi e popoli. Alla guida dell’Associazione Dante Alighieri di Monaco ho promosso la cultura italiana non solo come patrimonio artistico e letterario, ma anche come veicolo di dialogo interculturale ed educazione. Credo che la cultura favorisca consapevolezza ambientale e coesione sociale. Infine, l’oceano come simbolo di connessione: presiedendo il Consiglio Scientifico dell’Istituto Oceanografico di Monaco, ho messo al centro la ricerca marina per il clima e la biodiversità. Qui scienza ed etica si incontrano: proteggere l’ambiente marino è una responsabilità che riguarda l’intera collettività. Il mio percorso dimostra che la scienza non vive isolata, ma si nutre di cultura e responsabilità sociale, influenzando politiche pubbliche, sensibilizzando l’opinione pubblica ed educando le nuove generazioni. È questo, a mio avviso, il cuore di una leadership capace di coniugare competenza tecnica, visione culturale e impegno civico.

Club Italie-France : Nel 2023 è stata eletta Presidente del Comitato di Monaco della Società Dante Alighieri. Ci racconta la storia di questa istituzione?

Maria Betti : La Società Dante Alighieri nasce a Roma nel 1889, guidata da intellettuali come Giosuè Carducci, con l’obiettivo di promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo. Riconosciuta ufficialmente come fondazione dal 1893, oggi conta quasi 500 comitati, circa 400 all’estero, diventando uno dei cuori pulsanti della diplomazia culturale italiana. Il Comitato di Monaco è più recente, fondato nel 1979 grazie all’intervento della principessa Grace, che raccolse la promessa fatta da Fabrizio di Giura al padre. Il primo presidente fu il Duca Giovanni di Valverde. Da allora il Comitato opera in completa autonomia, senza fini di lucro, sostenendosi attraverso quote associative, donazioni, corsi di lingua e numerose iniziative culturali. La missione si articola su due pilastri fondamentali. Da un lato, l’insegnamento della lingua italiana, che a Monaco ha radici profonde. Dall’altro, la promozione della cultura nelle sue diverse espressioni, con un calendario che spazia da conferenze, concerti e spettacoli teatrali a proiezioni cinematografiche, mostre e tavole rotonde su temi italiani e internazionali.

Club Italie-France : Quali sono le principali attività e iniziative che l’Associazione promuove nel Principato per favorire il dialogo culturale tra l’Italia e la Francia?

Maria Betti : La Dante Alighieri di Monaco è, da sempre, un ponte naturale tra Italia e Francia, due culture che nel Principato convivono in modo armonico e fecondo. Le nostre attività mirano proprio a rafforzare questo dialogo. Organizziamo eventi bilingui e interculturali, conferenze, tavole rotonde, presentazioni di libri, che affrontano temi d’attualità, arte, scienza, ambiente e storia, coinvolgendo autori, artisti e intellettuali italiani e francesi. Il nostro calendario culturale comprende anche rassegne cinematografiche di film italiani con sottotitoli in francese e spettacoli teatrali realizzati in collaborazione con istituzioni francesi e monegasche, spesso con adattamenti bilingui per raggiungere entrambi i pubblici. Un ruolo centrale è svolto dalla formazione linguistica: i corsi di italiano per francofoni e di francese per italofoni, con certificazioni ufficiali come il PLIDA, favoriscono l’integrazione reciproca, trasformando la lingua in strumento di dialogo e appartenenza. Infine, attraverso partnership con enti culturali francesi e italo-francesi, dall’Alliance Française al Centre Méditerranéen, ad ambasciate e consolati ai festival internazionali, portiamo avanti iniziative congiunte che rafforzano lo spirito europeo e mediterraneo del Principato.

Club Italie-France : L’Associazione Dante Alighieri dialoga con altre importanti realtà culturali a Monaco, come per esempio PhiloMonaco presieduto da Charlotte Casiraghi?

Maria Betti : Assolutamente sì. Il dialogo con realtà come PhiloMonaco, fondato e presieduto da Charlotte Casiraghi, è naturale e sempre più intenso: entrambe le istituzioni condividono la convinzione che la cultura sia uno strumento di trasformazione e dialogo civile. La Dante Alighieri promuove la lingua e la cultura italiana come veicolo di identità e apertura internazionale, mentre PhiloMonaco porta la filosofia nel cuore della vita pubblica, affrontando le grandi questioni del presente, dall’etica all’ambiente, dalla spiritualità alla tecnologia. Due prospettive diverse, ma complementari.

Club Italie-France : Tra Italia e Francia esistono forti sinergie nel campo della scienza, della cultura e dell’educazione ambientale. A suo parere, in quali ambiti si potrebbe rafforzare ulteriormente questa cooperazione strategica euro-mediterranea? Ai suoi incontri partecipano spesso figure di spicco del mondo scientifico e culturale italiano come per esempio la professoressa e scienziata Amalia Ercoli Finzi.

Maria Betti : Ha toccato un punto cruciale: il dialogo tra Italia e Francia, soprattutto nello spazio euro-mediterraneo, ha un potenziale straordinario che merita di essere ancora più sviluppato. Le sinergie già esistono, ma possiamo rafforzarle in settori chiave. In primo luogo, la ricerca sul Mediterraneo: mare nostrum per eccellenza, ma anche frontiera fragile da tutelare. Progetti congiunti di monitoraggio marino, educazione ambientale e valorizzazione della biodiversità possono diventare un modello di cooperazione scientifica transfrontaliera. Un secondo ambito è la tecnologia spaziale e l’osservazione della Terra: qui la collaborazione tra ESA, ASI e CNES ha già radici solide, ma potrebbe crescere con nuovi programmi congiunti su clima, agricoltura sostenibile e prevenzione dei disastri ambientali. Le testimonianze di figure come la professoressa Amalia Ercoli Finzi, pioniera dell’aerospazio, sono fondamentali per ispirare le nuove generazioni, soprattutto le ragazze, a intraprendere carriere STEM in chiave euro-mediterranea. Terzo pilastro è la formazione universitaria e la mobilità giovanile: campus estivi, doppi diplomi e scambi tra studenti e ricercatori nei settori dell’energia rinnovabile, delle scienze ambientali e del patrimonio culturale possono creare una nuova classe dirigente veramente europea e mediterranea. Infine, la cultura resta il cemento del dialogo: progetti artistici, festival bilingui, documentari e iniziative sulla memoria condivisa tra Italia e Francia rafforzano le radici comuni e danno nuova linfa alla cooperazione. Desidero sottolineare che in questo contesto essere operativi sul territorio del Principato di Monaco è una prerogativa di eccellenza grazie alla presenza di istituzioni importanti come il Centro Scientifico di Monaco (CSM), la fondazione Alberto II, il Museo Oceanografico per non parlare delle organizzazioni internazionali come Istituto Idrografico (IHO), i laboratori marini dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica; il CIESM. Il principato ha un ruolo essenziale nel dialogo transfrontaliero Italia-Francia.

Club Italie-France : Il Comitato monegasco della Dante Alighieri ha organizzato l’esposizione Mediterranea, sotto l’Alto Patrocinio di S.A.R. la Principessa Carolina di Hannover, sorella del principe Alberto. Qual era l’obiettivo culturale e simbolico di quella mostra?

Maria Betti : L’esposizione Mediterranea, già patrocinata dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione della Repubblica Italiana, è stata realizzata dal Comitato di Monaco della Società Dante Alighieri con il supporto della curatrice Viviana Panaccia e sotto l’Alto Patrocinio di S.A.R. la Principessa di Hannover. La mostra ha voluto celebrare il Mediterraneo come spazio di scambi millenari, dove lingue, religioni, idee, arti e scienze si intrecciano da secoli. Con il contributo di organizzazioni internazionali come ACCOBAMS, RAMOGE e PELAGOS, Mediterranea ha sottolineato l’importanza del mare come ponte naturale tra popoli, più che come barriera, e come luogo di memoria condivisa, dialogo tra civiltà e resistenza culturale alla frammentazione del presente. Inaugurata da S.A.S. il Principe Alberto II, la mostra ha trasformato la storia e la tecnologia in strumenti di consapevolezza civile, ricordando che il Mediterraneo non è solo geografia, ma un patrimonio comune dell’umanità da preservare e raccontare.

Club Italie-France : In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche e da gravi emergenze ambientali, cosa significa oggi proteggere il Mediterraneo, questo “continente liquido” che unisce e separa popoli e civiltà?

Maria Betti : Proteggere il Mediterraneo oggi significa custodire un ecosistema unico, tutelare le persone che lo abitano e difendere un’eredità culturale millenaria. Non è solo un mare: è un “continente liquido”, culla di civiltà, intreccio di lingue, religioni, arti e saperi, ma anche teatro di vulnerabilità e conflitti. Sul piano pratico, significa difendere la biodiversità, combattere inquinamento e pesca intensiva, conciliare sviluppo economico e sostenibilità. Significa anche promuovere il dialogo tra popoli, costruendo spazi di pace e collaborazione culturale, e valorizzare il patrimonio comune, insegnando ai giovani la complessità delle nostre origini condivise. Proteggere il Mediterraneo è un atto politico, ecologico e culturale: è difendere la bellezza in un’epoca di brutalità, costruire ponti dove altri erigono muri e educare alla complessità in un mondo che spesso semplifica. Il Mediterraneo ha dato i natali a Omero, Dante, Averroè, Maimonide, Leonardo, Rilke. Le sue sponde hanno ospitato filosofie, religioni, arti e saperi che ancora oggi plasmano il nostro modo di pensare e vivere. Come ha scritto Predrag Matvejević: “Il Mediterraneo è più vasto del mare: è un tempo, una civiltà, un pensiero.” Prendersene cura significa prendersi cura di noi stessi e delle generazioni future.

Club Italie-France : Oltre a guidare un’importante istituzione culturale, lei è stata anche a capo del Consiglio Scientifico dell’Istituto Oceanografico di Monaco. Lettere e scienze: è davvero possibile una convivenza fertile tra questi due mondi?

Maria Betti : Sì, non solo è possibile, ma oggi è indispensabile. Scienza e cultura umanistica non sono compartimenti separati, ma linguaggi complementari: la scienza ci fornisce strumenti per comprendere e innovare, mentre la cultura offre il contesto etico, storico e simbolico che dà significato alle nostre azioni. All’Istituto Oceanografico, ricerca e divulgazione convivono con arte, immagini e narrazione, trasformando dati e conoscenze in coscienza civile. Allo stesso modo, alla Dante Alighieri la letteratura e le arti dialogano con le urgenze contemporanee, dall’ambiente alla tecnologia, creando occasioni di riflessione sul rapporto tra sapere e responsabilità. Solo unendo rigore scientifico e profondità umanistica possiamo formare cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide ambientali, tecnologiche e sociali con intelligenza, sensibilità e visione. Come scrisse Italo Calvino: “Il mondo si salva solo con la bellezza, la verità e l’intelligenza. Tutte insieme”. Ed è proprio lì che si incontrano scienza e cultura.

Club Italie-France : Parliamo degli accordi internazionali a tutela del Mediterraneo: il Santuario Pelagos, RAMOGE e ACCOBAMS. Qual è oggi il loro valore strategico per la conservazione della biodiversità marina?

Maria Betti : Parlare di Pelagos, RAMOGE e ACCOBAMS significa raccontare tre delle più importanti iniziative di cooperazione internazionale per la tutela del Mediterraneo, e in particolare del suo cuore nord-occidentale, che comprende le acque tra Italia, Francia e Monaco. In un’epoca in cui la biodiversità marina è messa a dura prova dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e dall’eccessiva pressione antropica, questi strumenti rappresentano presìdi strategici fondamentali. Il Santuario Pelagos (Accordo Pelagos del 1999 di cui sono orgogliosamente fiera di essere dal giugno 2025 il Segretario esecutivo) è unico al mondo: un’area marina protetta transfrontaliera tra Italia, Francia e Monaco, che salvaguarda cetacei e habitat, affrontando collisioni con navi, inquinamento acustico e plastica. RAMOGE opera sulla fascia costiera tra Marsiglia e La Spezia, sperimentando gestione sostenibile, esercitazioni anti-inquinamento e governance partecipata. ACCOBAMS, sotto l’egida della Convenzione ONU, collega oltre 20 Paesi per proteggere cetacei migratori, costruendo un ponte tra ricerca scientifica e diplomazia ambientale.

Club Italie-France : Il principe Alberto I di Monaco, soprannominato “il principe dei mari”, ha lasciato una profonda eredità scientifica e ambientale. Oggi è il principe Alberto II a portarla avanti con forza. Quanto conta il Principato di Monaco nella promozione della Blue Economy a livello globale?

Maria Betti : Il Principato di Monaco, guidato dal Principe Alberto II, gioca un ruolo cemtrale e simbolico nella promozione della Blue Economy, continuando l’eredità visionaria del Principe Alberto I, “il principe dei mari” (colui che fondò nel 1910 il celebre Institut Océanographique de Monaco). Questa leadership coniuga scienza, cultura e diplomazia, trasformando il mare non solo in risorsa, ma in patrimonio da proteggere. Monaco è un laboratorio internazionale per lo sviluppo sostenibile delle risorse marine: ospita l’Istituto Oceanografico e la Fondazione Principe Alberto II di Monaco, promuove conferenze scientifiche, progetti educativi, start-up blue-tech e pratiche di pesca sostenibile.

Club Italie-France : Recentemente si è tenuto nel Principato il Blue Economy and Finance Forum, promosso dal principe Alberto, con la partecipazione di leader come Emmanuel Macron, il principe William, il principe Haakon di Norvegia e la principessa Vittoria di Svezia. Qual è, secondo lei, il ruolo strategico di Monaco nella difesa degli oceani?

Maria Betti : Monaco è in prima linea nella difesa degli oceani, grazie a una combinazione unica di scienza, diplomazia e cultura. Gli accordi come Pelagos, RAMOGE e ACCOBAMS permettono di coordinare azioni concrete, e il Principato porta la voce degli oceani ai vertici ONU e COP sul clima. Il recente Blue Economy and Finance Forum, con la partecipazione di leader internazionali come Emmanuel Macron, il principe William e la principessa Vittoria di Svezia, ha confermato Monaco come hub neutrale e credibile, capace di attrarre governi, scienziati, imprenditori e ONG.

Club Italie-France : Nel contesto dell’impegno internazionale per la tutela degli oceani, quanto è importante oggi il contributo delle donne? Penso, ad esempio, alla principessa Charlène e a Brigitte Macron, entrambe attive in progetti ambientali e nella sicurezza acquatica.

Maria Betti : È fondamentale, sia a livello operativo sia simbolico. Figure come la principessa Charlène di Monaco e Brigitte Macron portano visibilità, autorevolezza e concretezza, dimostrando che la cura del mare è anche giustizia sociale, educativa e culturale. Le donne introducono un approccio integrato, attento non solo alla scienza, ma all’impatto sulle comunità e sulle future generazioni. Rafforzano la presenza femminile nella scienza e nella diplomazia marina, ispirando giovani a entrare nelle STEM e nella Blue Economy. La Principessa Charlène, attraverso la sua Fondazione, promuove la sicurezza acquatica e la lotta alle morti per annegamento, con programmi educativi e di formazione nei Paesi in via di sviluppo. Brigitte Macron, da sempre sensibile alle tematiche educative, ha partecipato a campagne per l’ambiente e per l’accesso equo alla conoscenza, inclusi i temi legati all’acqua e alla salute ambientale. Come sottolinea Sylvia Earle: “Every drop of water you drink, every breath you take, you’re connected to the sea. Women have always understood this interconnection, now the world is listening.” Monaco è uno dei luoghi in cui questo ascolto diventa azione concreta.

Club Italie-France : Alla recente Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC3), tenutasi a Nizza nel giugno 2025, il Santuario Pelagos è stato protagonista con l’installazione “La Baleine” e una giornata interamente dedicata al Mediterraneo. Quali risultati ha prodotto questo momento simbolico e operativo?

Maria Betti : Alla Conferenza ONU sugli Oceani (UNOC3) di Nizza 2025, il Santuario Pelagos ha avuto un ruolo di grande rilievo, dimostrando come protezione ambientale, diplomazia e sensibilizzazione pubblica possano lavorare insieme in modo sinergico. L’installazione immersiva “La Baleine” ha trasformato la complessità della biodiversità marina in un’esperienza educativa e interattiva, capace di parlare sia agli esperti sia al grande pubblico, affrontando temi cruciali come l’acidificazione dei mari, le microplastiche e la tutela degli habitat minacciati.

La Giornata del Mediterraneo, il 10 giugno scorso, ha promosso cooperazione regionale, integrazione delle politiche costiere e partecipazione della società civile. Pelagos ha celebrato i 25 anni del Pelagos Agreement, premiando giovani ricercatori e rafforzando la governance trilaterale tra Italia, Francia e Monaco. Politicamente, l’evento ha contribuito al Nice Ocean Action Plan, con oltre 500 impegni volontari da parte di Stati e stakeholder, facendo di Pelagos un modello di cooperazione replicabile.

Club Italie-France : Quali misure concrete sono state attuate, a partire dalla creazione del Santuario Pelagos, per proteggere i cetacei e la biodiversità marina del Mare Nostrum?

Maria Betti : Dal 1999, Pelagos si è affermato come il primo esempio al mondo di area marina protetta internazionale dedicata esclusivamente ai mammiferi marini, rappresentando un modello di eccellenza per la tutela della biodiversità nel Mediterraneo nord-occidentale. Coinvolgendo Italia, Francia e Principato di Monaco, Pelagos ha sviluppato un approccio integrato che unisce ricerca scientifica, regolamentazione, diplomazia e sensibilizzazione pubblica. Attraverso una rete coordinata di osservazione, campagne scientifiche e citizen science, il Santuario monitora le popolazioni di cetacei, raccogliendo dati fondamentali sulle rotte migratorie, sugli habitat critici e sulle minacce a delfini, balenottere e capodogli. Allo stesso tempo, regolamenti specifici sul traffico navale e sulle attività umane, come il whale watching responsabile e la pesca selettiva, hanno ridotto collisioni, stress e danni agli ecosistemi marini. La governance trilaterale, sostenuta da piani di gestione condivisi e dall’adesione a programmi sovranazionali come ACCOBAMS e RAMOGE, garantisce stabilità operativa e una visione comune tra i Paesi coinvolti.

Club Italie-France : Il Principato di Monaco sta vivendo un’importante espansione urbanistica, basti pensare al nuovo quartiere eco-lussuoso MareTerra, sorto sul mare grazie a una delle più sofisticate operazioni di ingegneria ambientale. Lei cosa ne pensa? Come si conciliano, secondo lei, la visione ecologica del Principato e questa forte spinta urbanistica?

Maria Betti : Il nuovo quartiere MareTerra a Monaco rappresenta una delle operazioni urbanistiche ed ecologiche più ambiziose e controverse del Mediterraneo: un’espansione sul mare in un territorio già densamente popolato, realizzata con tecnologie di ingegneria ambientale avanzatissime e sotto un attento scrutinio internazionale. La sfida principale consiste nel conciliare la forte pressione urbanistica con una visione ecologica autentica. MareTerra si distingue perché è stato progettato non come un’aggressione all’ambiente, ma come un laboratorio urbano eco-lussuoso. Il progetto è certificato secondo standard ambientali internazionali (come HQE e BREEAM) e prevede un programma di compensazione ecologica, con il riposizionamento di “praterie” di Posidonia, protezione delle specie marine e monitoraggio ambientale continuo. Le fondamenta sottomarine sono realizzate con blocchi prefabbricati cavi per ridurre l’impatto sul fondale, e materiali a basso impatto energetico, mobilità dolce, pannelli solari e geotermia completano il quadro sostenibile. MareTerra non è solo residenza di lusso, ma integra parchi, spazi pubblici, una marina sostenibile e percorsi museali legati al mare, con tetti verdi, facciate vegetali e sistemi di filtraggio naturale delle acque. Restano domande legittime sulla possibilità di conciliare davvero crescita immobiliare e tutela del mare, e sul valore replicabile di un modello di lusso in un mondo in crisi ecologica globale. Tuttavia, MareTerra dimostra che l’espansione urbana e la visione ecologica possono coesistere se affrontate con rigore scientifico, compensazioni reali e governance trasparente.

Club Italie-France : I suoi interessi spaziano dalla scienza alla cultura, dall’educazione alla diplomazia ambientale. Quali sono i suoi progetti futuri? 

Maria Betti : Come Segretario esecutivo dell’Accordo Pelagos, continuerò a rafforzare la governance del Santuario, puntando a una gestione integrata e partecipativa, con digitalizzazione e citizen science, rendendo Pelagos un modello replicabile in altre aree marine protette. Un altro fronte è la formazione di leadership femminile ambientale: corsi, summer school e programmi di mentoring, in collaborazione con la Dante Alighieri di Monaco, per sostenere giovani donne nelle STEM, nella cultura e nella sostenibilità. Infine, rafforzerò il dialogo internazionale attraverso la cultura, valorizzando Dante Alighieri, collaborando con l’Istituto Oceanografico e reti UNESCO, riportando al centro della transizione ecologica il linguaggio della bellezza, della filosofia e della conoscenza condivisa.

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Intervista del

28 Agosto

Informazioni

direttrice presso la Commissione Europea e le Nazioni Unite per l’Ambiente e l’Energia, Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Oceanografico di Monaco e oggi alla guida della Società Dante Alighieri di Monaco e del Segretariato permanente dell’Accordo Pelagos
Maria Betti, incarna una leadership che intreccia competenza tecnica, visione culturale e responsabilità sociale. Per lei, scienza e cultura non sono mondi separati: la prima è strumento per affrontare le grandi sfide globali, dal cambiamento climatico alla sostenibilità; la seconda è ponte tra popoli, lingue e saperi. “La scienza deve essere al servizio della società”, sottolinea, ricordando che il Mediterraneo “non è solo un mare, ma un continente liquido, fragile e vitale”. Con il sostegno del Principe Alberto II e delle iniziative culturali della famiglia Grimaldi, Monaco si afferma come laboratorio di dialogo e sostenibilità. E Maria Betti guarda avanti: formare una nuova generazione di leader ambientali femminili.
A cura di
Stefania Conrieri