George e Victoria Romanov

Club Italie-France :  Altezza, partiamo dalle sue origini. È nato in Spagna, ha vissuto in Francia e i suoi antenati provengono dai quattro angoli d’Europa. Che cosa significa per lei oggi portare il nome Romanov?

George Mikhailovich Romanov : Sono orgoglioso di essere discendente dei Romanov, i cui membri hanno dato un importante contributo storico al proprio Paese, così come alla storia d’Europa e del mondo intero. Ho ricevuto un’educazione fondata sui valori tradizionali della nostra casata: il rispetto per il prossimo, l’aiuto per i meno fortunati e i principi della fede ortodossa. Detto questo, conduco una vita molto normale, come un qualsiasi uomo della mia età.

Club Italie-France : Dopo la rivoluzione del 1917, molti membri della famiglia Romanov trovarono rifugio in Francia. Che ruolo ha avuto la Francia nella memoria e nella rinascita culturale della vostra dinastia?

George Mikhailovich Romanov : Siamo grati alla Francia per averci accolto in un momento molto difficile per la nostra famiglia e per l’aristocrazia russa. I miei nonni hanno vissuto tra Saint Briac e Parigi. Mi raccontavano spesso di quegli anni, che furono certamente complessi dal punto di vista personale, ma anche ricchi di stimoli culturali e vita sociale. I legami tra la Francia e la Russia imperiale sono sempre stati profondi. C’erano scambi intensi che generavano una spirale crescente di influenze in numerosi ambiti. Già agli inizi del Novecento, il mio bisnonno, il Granduca Kirill, visse per un periodo a Parigi, una città molto apprezzata dalla nobiltà pietroburghese. Il ponte Alexandre III a Parigi è una testimonianza duratura delle relazioni prospere tra i due Paesi.

Club Italie-France :  I suoi padrini e madrine di battesimo sono stati il re Costantino II di Grecia, il re Simeone II di Bulgaria, re Juan Carlos e la regina Sofia di Spagna. È imparentato con tutte le famiglie reali europee ed è discendente diretto dello zar Alessandro II di Russia, della regina Vittoria d’Inghilterra e del Kaiser Guglielmo II di Germania. Al suo matrimonio erano presenti anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Che rapporto ha con le altre famiglie reali europee?

George Mikhailovich Romanov : La nostra è una grandissima famiglia, e siamo tutti imparentati, talvolta anche attraverso più rami. Mio padre e mia madre, ad esempio, sono cugini di terzo grado. Come in ogni famiglia, ci sono cugini che si vedono più spesso e zii che vediamo meno, a seconda delle distanze geografiche, delle età e degli interessi comuni. Naturalmente, i parenti regnanti hanno agende molto fitte e i loro programmi possono variare all’ultimo minuto per eventi imprevisti. Ma ciò non cambia l’affetto e il rispetto che nutriamo gli uni per gli altri.

Club Italie-France :  Cosa risponde a chi dice che lei non è l’erede diretto dello Zar?

George Mikhailovich Romanov : Certamente la modalità tragica con cui fu sterminata la famiglia imperiale nel 1917 con l’uccisione dello zar e della sua famiglia ha generato miti, leggende ed equivoci. Per anni tutti parlavano di Anastasia, anche se si sapeva già che purtroppo non era sopravvissuta. Va detto anche che durante l’era sovietica si è fatto di tutto per annientare e screditare i Romanov. Fortunatamente, con la caduta del comunismo, la verità ha iniziato a riemergere, insieme alla giustizia per una famiglia cancellata dalla storia. I miei nonni furono invitati ufficialmente a tornare in Patria dal Presidente Gorbaciov, e i resti dei miei bisnonni poterono essere sepolti nel Pantheon di famiglia a San Pietroburgo. Da allora, la famiglia è stata riabilitata sia in Russia che anche in altri Paesi dell’ex Unione Sovietica. Dal punto di vista ufficiale, non ho mai sentito mettere in discussione il fatto che mia madre, la Granduchessa Maria, sia l’attuale Capo della Casa Imperiale, né in Russia né altrove. Nel 2013, durante le celebrazioni internazionali per i 400 anni della dinastia Romanov, siamo stati ricevuti ufficialmente in vari Paesi, anche in Repubbliche oggi indipendenti. Ovunque mia madre è riconosciuta nel suo ruolo. Sono consapevole che su Internet circolino le teorie più fantasiose su di noi. Ma molti non si basano su fonti documentate. Purtroppo è il segno dei tempi».

Club Italie-France : Lei ha mai pensato di entrare in politica?

George Mikhailovich Romanov : Non vedo alcun motivo per un membro di una famiglia reale di entrare in politica. Le famiglie reali rappresentano un’identità storica, culturale e sociale che travalica i confini della politica. I sovrani sono figure super partes, garanti della stabilità nazionale. La monarchia è un’istituzione nella quale tutti i cittadini si sentono rappresentati.

Club Italie-France : In un momento così delicato per l’Europa, cosa pensa del conflitto tra Russia e Ucraina?

George Mikhailovich Romanov : Siamo profondamente addolorati. È tragico che tensioni storiche irrisolte siano sfociate in un conflitto tra popoli fratelli che hanno in comune le radici storiche. Preghiamo per una pace giusta e duratura al più presto.

Club Italie-France : Cosa pensa del fatto che in Occidente qualcuno chiami Vladimir Putin “Zar”?

George Mikhailovich Romanov : È una semplificazione che piace molto ai giornalisti occidentali. Già alla fine dell’Unione Sovietica lo dicevano di Eltsin, chiamato lo Zar. È un titolo sensazionalistico, utile ai titoli di giornale. Ma né in Russia né nei Paesi dell’ex URSS ho mai sentito definire un presidente col titolo di zar. Un presidente o un primo ministro sono eletti democraticamente per qualche anno, un sovrano invece dedica la sua vita al proprio Paese, rappresentandolo anche all’estero. Basta guardare le monarchie europee: i ruoli sono diversi, ma spesso complementari.

Club Italie-France : Principessa, lei è nata in una famiglia diplomatica, figlia di un ambasciatore italiano, Roberto Bettarini, in Belgio. Questo background internazionale l’ha aiutata a entrare nel suo nuovo ruolo?

Victoria Romanov : Prima di essere ambasciatore in Lussemburgo e poi in Belgio, mio padre ha lavorato in altri Paesi. Abbiamo vissuto in diverse parti del mondo e sicuramente questo background variegato mi ha aiutata ad adattarmi. Quando ho conosciuto mio marito, è stato evidente che condividevamo esperienze molto simili. Parliamo entrambi cinque lingue, abbiamo amici in comune sparsi in tutto il mondo, siamo abituati a viaggiare senza sentirci mai fuori luogo. Un’apertura mentale straordinaria e un’educazione affine: è stato un connubio naturale.

Club Italie-France : Ha vissuto anche a Parigi. Cosa pensa di Parigi e della Francia?
Victoria Romanov : Sono nata a Roma, ma mio padre all’epoca lavorava a Parigi: ho vissuto lì i miei primi quattro anni. Il francese è la mia prima lingua. Adoro la Francia, adoro Parigi: è una delle città in cui mi sento a casa. Abbiamo molti legami, amici, famiglia, luoghi del cuore. Con la nostra Fondazione collaboriamo con l’associazione della nobiltà russa in Francia e con la chiesa ortodossa di rue Daru e ogni anno organizziamo eventi di beneficenza per sostenere le nostre fondazioni. Parigi è anche la città dove mio marito e io adoriamo ritrovarci con i nostri cari. Uno dei miei romanzi thriller, Aristocrazy, è ambientato proprio a Parigi, tanto è forte il legame. Portiamo nostro figlio al parco delle Tuileries, lo stesso dove le nostre madri ci portavano da bambini. Con mio marito ci chiediamo spesso se da piccoli non ci fossimo già incontrati lì, davanti ai teatrini delle marionette.

Club Italie-France : Come vi siete conosciuti? Che studi ha fatto?

Victoria Romanov : La prima volta che ho incontrato mio marito è stato nel 2003 a Roma, eravamo giovanissimi. Era una calda sera d’estate, ero appena tornata dall’estero e frequentavo l’università. Un amico mi invitò a un gala dove erano presenti membri di famiglie reali, e lì incontrai lui per la prima volta. Poi ci perdemmo di vista. Dieci anni dopo ci siamo ritrovati a Bruxelles, dove lavoravamo entrambi per le istituzioni europee. Da allora non ci siamo più lasciati. Mio marito ha frequentato la boarding school prima di studiare all’università di Oxford. Io ho studiato in scuole francesi, europee e italiane, poi mi sono laureata in Scienze Politiche alla LUISS di Roma.

Club Italie-France : Il vostro matrimonio a San Pietroburgo nel 2021 ha riportato sotto i riflettori la dinastia Romanov. Un evento storico e simbolico. Indossava una meravigliosa tiara di Chaumet (il gioielliere ufficiale della prima moglie di Napoleone, Giuseppina Bonaparte), un gioiello di famiglia?

Victoria Romanov : Credo che la dinastia Romanov resti nel tempo tra le più conosciute e iconiche. Non esiste Paese al mondo dove non si conosca la sua storia tragica e affascinante. C’è ancora un grande fascino verso la Russia Imperiale e la dinastia in generale. Per noi il nostro matrimonio ha rappresentato il coronamento del nostro amore ed è stato un grande onore e una grande emozione poterlo celebrare a San Pietroburgo una città così legata alla storia di famiglia. Uno dei banchetti si è svolto nel palazzo che era del bisnonno di mio marito il Granduca Kyrill. È difficile per qualcuno che non lo abbia vissuto sulla propria pelle, spiegare l’emozione che suscita poter tornare nel proprio Paese d’origine dopo anni di esilio. Il Granduca Kyrill stesso si è salvato per miracolo. E i membri della famiglia che hanno provato nel tempo a fare ritorno in URSS sono stati deportati nei gulag. Questo fa capire che evento straordinario è stato quando nel 1991 la famiglia di mio marito è stata chiamata a tornare in Patria. Il primo di una serie cui sono seguiti il rimpatrio delle salme dei bisnonni, la canonizzazione dello Zar Nicola Il e dei suoi familiari come martiri (nel 2000). Rispondendo invece alla sua seconda domanda. I gioielli dei Romanov sono stati quasi tutti venduti dalla famiglia e i pochi che restano sono esposti al museo del Cremlino. La tiara di Chaumet che ho indossato per le nozze è una creazione moderna, parte della collezione privata del museo Chaumet a Parigi. Un legame speciale, invece, ci unisce alla maison Fabergé: la pronipote di Karl Fabergé ha incastonato le nostre fedi nuziali».

Club Italie-France : Com’è la vita di una principessa nel XXI secolo? 

Victoria Romanov : È la vita normale di una donna che lavora, ha figli, si prende cura della famiglia e affronta le attività quotidiane come tutti. Accanto a questo, ci sono esperienze stimolanti, si incontrano persone straordinarie, si viaggia molto e talvolta si partecipa a eventi da mille e una notte. Scrivo libri gialli su intrighi internazionali che firmo come Georgina Perosch ma la maggior parte del mio tempo è dedicata alla famiglia e al lavoro.

Club Italie-France : Ci parli del suo lavoro come scrittrice di libri gialli, da dove trae ispirazione per le sue storie?

Victoria Romanov : Scrivo libri gialli le cui trame si sviluppano in città e Paesi dove ho vissuto, raccontando storie verosimili. Finora ne ho scritti tre e ne ho due in preparazione. Uno si intitola La dea della bellezza ed è ambientato in Venezuela, con protagonisti Miss Universo e il Presidente della Repubblica. Un altro è ambientato in Vaticano, con intrighi che si muovono tra sacro e profano. Il terzo, infine, è ambientato a Parigi e narra una storia d’amore impossibile che si trasforma in un thriller internazionale, dove nulla è come sembra.

Club Italie-France : Quali sono le vostre principali attività filantropiche?

Victoria Romanov : Con la nostra Fondazione operiamo in diversi ambiti. Abbiamo finanziato il cortometraggio “Valise” per sensibilizzare sull’autismo: ha vinto 12 premi internazionali. Durante la pandemia, la nostra banca alimentare ha aiutato 1,5 milioni di famiglie russe. Sosteniamo borse di studio negli Stati Uniti, mostre sull’impero Romanov, aiuti umanitari in Albania (case container per i terremotati), e collaboriamo con due centri per bambini in cure palliative. Abbiamo anche aiutato in Ucraina insieme all’Ordine di Malta, di cui sono Gran Dama. Per l’anno prossimo abbiamo in programma un progetto importante in Italia. Cerchiamo di usare il nostro nome per aiutare dove ce n’è bisogno, senza alcuna discriminazione.

Club Italie-France : Com’è stato entrare in una famiglia con un’eredità così potente e complessa?

Victoria Romanov : Sono la prima “commoner” ad aver sposato un Romanov, e sono stata accolta con tanto calore. Questa grande famiglia reale europea, quella di mio marito, non mi ha mai fatta sentire diversa. Sono tutti estremamente gentili, educati e di grande spirito. In ogni occasione mi sono sentita a mio agio, e ogni volta che ho chiesto consiglio mi è stato dato con affetto e generosità. Alcuni sono davvero anche molto divertenti!.

Club Italie-France : Dove vivete attualmente?

Victoria Romanov : Domanda difficile!. I miei genitori vivono a Roma, mia suocera tra Francia e Spagna, mio suocero, il principe Franz Wilhelm di Prussia, tra Germania ed Egitto. Mio marito e io ci dividiamo tra Russia, Belgio, Italia ed Emirati Arabi. Con un figlio piccolo e un altro in arrivo, non è semplice. Ogni anno cerco di ridurre gli spostamenti… ma non ci riesco mai!.

Club Italie-France :  Lei principessa è nata a Roma, è italiana. Che rapporto ha con l’Italia?

Victoria Romanov : Anche se ho vissuto in molti Paesi, Roma è sempre stata il centro della mia famiglia. Mi sento romana e porto con me ricordi indimenticabili : l’infanzia al mare con i cugini, l’università, la vita familiare. È parte di me.

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Intervista del

27 Maggio

Informazioni

Il Granduca Georgy e la principessa Victoria Romanov si raccontano al Club Italie-France. Tra eredità imperiale, impegno filantropico e una vita tra Russia, Europa e Medio Oriente.
Il loro è uno dei cognomi più famosi della storia. Romanov evoca imperi scomparsi, intrighi di corte, rivoluzioni, leggende e la tragica fine: da Nicola II ad Anastasia, dall’opulenza dei palazzi di San Pietroburgo al dramma dell’esilio. Dietro il peso storico di questo nome altisonante, oggi si muove una coppia moderna, cosmopolita, profondamente radicata nella realtà contemporanea. Lui, il Granduca Georgy Mikhailovich Romanov, è l’erede dell’ultimo zar. Lei, la principessa Victoria Romanov, italiana, figlia di un ambasciatore, ha vissuto in mezzo mondo, compresa Parigi, città che ha segnato la sua infanzia e la sua sensibilità letteraria, ed è una scrittrice di thriller internazionali, pubblicati con lo pseudonimo Georgina Perosch. Il loro matrimonio, celebrato nella monumentale Cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo, vide la partecipazione del Gotha europeo.
A cura di
Stefania Conrieri