Éric Ciotti
Come deputato, presidente dell’UDR e leader del suo gruppo parlamentare, in che modo il suo itinerario politico le ha consentito di emergere come figura di riferimento della destra francese in un panorama così polarizzato e frammentato?
Éric Ciotti : Deputato di Nizza dal 2007, presidente per 10 anni del Dipartimento delle Alpi Marittime, ho sempre applicato al mio impegno politico la stessa esigente rettitudine nelle mie convinzioni. Uomo di destra, non ho mai deviato né ceduto alle sirene del macronismo. Questa rigore e questa difesa storica dei valori della destra, della libertà economica, del ripristino dell’autorità e della preservazione della nostra identità europea mi hanno permesso di vincere il primo turno delle primarie della destra nel 2021 e poi di diventare presidente dei Républicains. In una vita politica frammentata, solo gli uomini e le donne di convinzione si elevano all’altezza dei tempi.
Club Italie-France : In che modo la sua traiettoria politica riflette la profonda trasformazione attuale della destra francese?
Éric Ciotti : Quando ero l’ala più a destra della famiglia gaullista, il mio partito era troppo spesso governato ideologicamente al centro. La destrorizzazione della società francese mi ha dato ragione e mi ha permesso di dirigerne il destino. Sono sempre stato connesso ai militanti e ai francesi, radicato nel paese reale e lontano da una certa élite politica sconnessa. La sincerità dell’impegno e l’enracinement sono stati due motori potenti.
Club Italie-France : Quali sono stati i momenti decisivi del suo percorso politico e in che modo le sue principali realizzazioni e i suoi progetti hanno inciso sul piano sociale, economico e politico, sia a livello nazionale che nella sua circoscrizione delle Alpi Marittime?
Éric Ciotti : Ho consentito l’approvazione di leggi essenziali per il Paese, ho imposto in particolare la presenza della bandiera francese, della bandiera europea e del nostro inno nazionale in tutte le classi delle scuole di Francia. Ho fatto approvare anche numerosi testi per proteggere meglio i francesi contro l’insicurezza galoppante e l’immigrazione di massa. Ma sedendo all’opposizione al socialismo e al macronismo dal 2012, promuovo soprattutto un cambio di paradigma e una rivoluzione politica per salvare la Francia che si sta accartocciando su se stessa e si avvicina all’abisso. Difendo una grande riforma fiscale per ridare potere d’acquisto ai francesi e competitività alle imprese. Quasi-soppressione dell’imposta sulle successioni e donazioni, soppressione di 150 miliardi di euro di imposte, soppressione della CSG sul lavoro per restituire il 10% di salario a ogni dipendente. Promuovo una riduzione del perimetro dello Stato attraverso una diminuzione della spesa pubblica di 200 miliardi di euro. Ho avuto successo in particolare nelle primarie della destra promuovendo la fine dell’imposta sul morto per le successioni e le donazioni. Un’ingiustizia insopportabile.
Sul piano regale promuovo il riarmo nazionale attraverso l’uscita dall’immigrazione di massa, un referendum che permetta di proporre ai francesi la fine del modello migratorio di popolamento attraverso un moratorio sull’immigrazione legale al di fuori di motivi strettamente economici, la riduzione drastica del ricongiungimento familiare, la fine dell’automaticità di alcuni titoli di soggiorno e quote deliberate dal Parlamento. Nelle Alpi Marittime, come presidente del Dipartimento, ho ottenuto una riduzione drastica della spesa pubblica, ho condotto la caccia alla frode e agli abusi mentre la città e la metropoli di Nizza sono tra le peggio gestite di Francia, delineando un modello locale di gestione che potrebbe adattarsi perfettamente alla Francia.
Club Italie-France : Secondo lei, le elezioni comunali del 2026 a Nizza possono segnare una svolta politica significativa? Come si posiziona nel dibattito e quali sono gli elementi che rendono il suo progetto per Nizza davvero differente dagli altri?
Éric Ciotti : Nizza è una grande città con uno dei tassi di povertà più elevati, con le imposte più alte e con un’esplosione storica dell’insicurezza. Progetti faraonici dispendiosi e mal pensati che rovinano e deturpano la città. È l’unica grande città in cui si distrugge un teatro, per esempio. 18 anni della stessa gestione hanno portato Nizza a retrocedere e a indebolire la qualità della vita, riducendo la sua capacità di investimento e di attrattività economica. Ho composto una lista della società civile, di capi d’impresa, commercianti, avvocati, responsabili associativi che riporteranno in alto la città con professionalità e rigore per cambiare la vita dei nizzardi, perché ne sono persuaso, Nizza merita il meglio.
Club Italie-France : Quali insegnamenti trae dalla sua esperienza alla guida dell’UDR e in precedenza dei Républicains?
Éric Ciotti : Che solo le convinzioni e la costanza permettono di essere ascoltati e rispettati dai francesi. Quando si è di destra, ci si comporta da uomini di destra, non si vota un bilancio socialista di imposte e miseria con i macronisti. Si preferisce l’unione delle destre come in Italia.
Club Italie-France : Secondo lei, quali benefici può trarre la Francia dall’influenza italiana nel nuovo panorama politico europeo, in particolare in materia economica, finanziaria e di politica internazionale?
Éric Ciotti : Se guardo lucidamente il rapporto di forze in Europa oggi, l’influenza assunta dall’Italia di Giorgia Meloni rappresenta un’opportunità strategica per la Francia. Innanzitutto perché permette di riequilibrare un’Europa troppo a lungo dominata da un asse germano-bruxellese. Con l’Italia, possiamo ricostruire un polo latino che pesi realmente sulle decisioni, in particolare sui temi in cui i nostri interessi coincidono: le frontiere, l’immigrazione, l’energia, l’industria, il Mediterraneo.
Sul piano economico e finanziario, l’Italia difende una linea molto chiara: proteggere il proprio apparato produttivo, allentare alcune regole che penalizzano l’industria, rimettere la sovranità economica al cuore delle politiche europee. È esattamente ciò di cui la Francia ha bisogno. Insieme, possiamo far evolvere le regole di bilancio, le norme, la politica commerciale, affinché cessino di indebolire le nostre imprese di fronte alla concorrenza americana o cinese.
Sul piano migratorio, abbiamo la stessa realtà geografica e la stessa fermezza. L’Italia ha dimostrato che uno Stato può riprendere il controllo delle proprie frontiere e far avanzare l’agenda europea. Alla Francia conviene appoggiarsi a questa dinamica per imporre una linea molto più rigorosa a livello dell’Unione.
Ciò che dico è semplice : l’Italia di Giorgia Meloni non è un problema per la Francia, è una leva. A condizione che la Francia scelga di farne un partner prioritario per difendere un’Europa delle nazioni, un’Europa della sovranità, un’Europa che protegge.
Club Italie-France : Come hanno plasmato il suo percorso personale le sue origini italiane?
Éric Ciotti : Il senso della famiglia, del lavoro, la fedeltà alle radici. Sono cose molto concrete, non teoriche, ma che vi costruiscono profondamente. L’Italia è una cultura dell’impegno, della dignità, dell’attaccamento alla nazione, ma anche una calore umano, una prossimità, un rapporto molto incarnato con le tradizioni. Il rifiuto dello sradicamento, l’idea che l’identità cristiana ed europea non sia un tabù ma una ricchezza da trasmettere alle generazioni future.
Club Italie-France : In che modo la cooperazione con l’Italia rafforza le relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi? E quali sono gli ambiti di collaborazione che, a suo avviso, dovrebbero essere ulteriormente sviluppati?
Éric Ciotti : Siamo due nazioni latine, mediterranee, con una forte prossimità umana. Quando cooperiamo, ancoriamo l’Europa in una visione più equilibrata, meno tecnocratica, più vicina ai popoli. Gli ambiti da sviluppare in priorità sono quelli dell’industria e della sovranità economica. L’Italia e la Francia possono portare avanti insieme progetti industriali, in particolare nelle tecnologie strategiche come i semiconduttori o l’energia.
In materia migratoria, affrontiamo le stesse sfide. Una strategia comune per controllare i flussi, proteggere le frontiere esterne dell’Europa, è essenziale. Ciò rafforza la nostra credibilità sulla scena europea.
La cooperazione diplomatica è anch’essa cruciale. L’Italia e la Francia possono coordinare meglio i loro sforzi in Mediterraneo, in Africa, e pesare insieme sulla politica internazionale dell’Unione europea.
Infine, dobbiamo rafforzare le nostre cooperazioni culturali. Abbiamo un’identità latina forte, e è anche attraverso la cultura e la lingua che si tessono legami duraturi tra i nostri popoli.
Club Italie-France: Quale legame personale la unisce all’Italia e quali sono i luoghi del Belpaese che le sono più cari?
Éric Ciotti : Ho un legame molto intimo con l’Italia, che inizia dalla prossimità. Da Nizza, dove sono nato, l’Italia è appena al di là delle Alpi. Conservo un’affezione particolare per Limone, vicinissima, e per Trévise, culla antica della mia famiglia. Ma come tutti gli europei, c’è un luogo che trascende tutto: Roma. È il cuore della nostra cultura latina da millenni, e ogni pietra, ogni strada, ricorda da dove veniamo.
Club Italie-France : Come conciliare modernità e tradizioni nelle scelte politiche attuali?
Éric Ciotti : Penso che non si debba mai opporre modernità e tradizioni. La modernità, se ben compresa, è la capacità di rispondere alle sfide contemporanee appoggiandosi su ciò che ci ha costruito. Le tradizioni non sono reliquie, sono punti di riferimento. Nelle scelte politiche, bisogna innovare per affrontare le questioni di oggi – economiche, tecnologiche o sociali – ma senza mai rinnegare le nostre radici, i nostri valori, la nostra storia. La tradizione è ciò che dà senso all’azione, ciò che ci guida. Conciliare i due è proprio ciò che permette di costruire una politica coerente, radicata nel reale ma volta al futuro.
Club Italie-France: In che modo si sente oggi erede dei valori gaullisti nella sua azione politica? Quali figure storiche o politiche ammira particolarmente e in che misura hanno segnato il suo percorso e la sua visione del mondo?
Éric Ciotti : Mi sento erede dei valori gaullisti innanzitutto per l’attaccamento alla sovranità nazionale. Come de Gaulle, ritengo che la Francia debba rimanere padrona del proprio destino, affermare la propria indipendenza e proteggere la propria identità. Figure come Philippe Séguin mi hanno ispirato questa rigorosità repubblicana, questa attenzione alle classi popolari e questo attaccamento a una certa idea di Francia. Charles Pasqua, lui, mi ha influenzato con la sua chiarezza sull’autorità e la sicurezza. Non scindeva mai l’ordine dalla preoccupazione per i più deboli. Infine, l’amicizia con François Fillon mi ha rafforzato in questa visione di uno Stato forte ma responsabile. Tutte queste figure hanno plasmato la mia convinzione che fermezza e rispetto dei valori repubblicani debbano andare di pari passo.
Il gaullismo è anche libertà economica, liberalizzazione dell’economia, risanamento dei conti pubblici e fiducia data agli imprenditori, che tanto manca alla Francia!
Club Italie-France: Quali esperienze personali o profonde convinzioni continuano a guidare oggi il suo impegno politico e umano?
Éric Ciotti : La convinzione che non sia troppo tardi. Che un’unione delle destre e dei patrioti con Marine Le Pen, Jordan Bardella e tutti i cittadini legati a una certa idea di Francia ci permetterà di salvare la Francia restituendole libertà e autorità.
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Intervista del
12 Febbraio
Informazioni
Figura di spicco della vita pubblica francese


