Carlo Monticelli
Club Italie-France: Come definisce la missione della CEB in Europa e che ruole svolge nel migliorare la coesione sociale europea?
Carlo Monticelli : La Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) è la banca europea per lo sviluppo sociale. Fondata nel 1956, è la seconda banca multilaterale di sviluppo (dall’inglese, Multilateral Development Bank, MDB) più antica al mondo dopo la Banca mondiale, nata dall’impegno postbellico di assistere i rifugiati e gli sfollati. A settant’anni dalla nascita, che festeggiamo proprio quest’anno, la sua missione fondante, ovvero promuovere la coesione sociale e la solidarietà in Europa, rimane più che mai vitale. La CEB è l’unica MDB che si concentra esclusivamente sui settori sociali. Il suo mandato è quello di finanziare progetti di investimento che migliorano direttamente la vita delle persone: costruire alloggi a prezzi accessibili ed efficienti dal punto di vista energetico, migliorare ospedali e scuole, ampliare le strutture per l’infanzia e l’assistenza agli anziani e sostenere l’occupazione e l’inclusione dei gruppi vulnerabili. Con 43 paesi membri, la Banca fa da ponte tra i paesi dell’UE e quelli extra UE, operando come piattaforma unificante in un continente caratterizzato da diversità economiche e politiche. Fondamentalmente, la CEB traduce la solidarietà in azioni concrete. Canalizza i finanziamenti multilaterali verso i soggetti più a rischio di esclusione: famiglie a basso reddito, rifugiati, giovani, persone con disabilità, garantendo che nessuna regione o comunità venga lasciata indietro. Solo tra il 2023 e il 2025, la Banca ha approvato prestiti per oltre 13 miliardi di euro in 34 paesi membri, raggiungendo milioni di beneficiari.
Aumentare la coesione sociale non è solo il risultato del lavoro della CEB, ma è il suo scopo. In un momento in cui l’Europa deve affrontare molteplici sfide urgenti come l’invecchiamento della popolazione, la migrazione e i cambiamenti climatici, i progetti della Banca contribuiscono a ricucire il tessuto sociale del continente, sia finanziando alloggi sociali per giovani famiglie nell’Europa meridionale, sia investendo in alloggi per rifugiati in Germania, sia ricostruendo alloggi e servizi sanitari in Ucraina. La CEB svolge anche un ruolo a livello di sistema, promuovendo all’interno della comunità delle banche multilaterali di sviluppo una maggiore enfasi sugli investimenti sociali come motore di resilienza e sostenibilità. In un mondo frammentato, la banca sostiene un multilateralismo pragmatico: lavorare fianco a fianco con altre banche multilaterali di sviluppo, governi, autorità locali e altri partner per costruire un’Europa più inclusiva e coesa.
Club Italie-France : Quali criteri utilizza la CEB per decidere dove investire e come misura l’impatto sociale dei progetti finanziati?
Carlo Monticelli : La CEB concentra i propri investimenti in settori che migliorano direttamente la vita delle persone, sostenendo progetti a livello locale, vicini ai beneficiari. La Banca dà la priorità a progetti in infrastrutture sociali chiave quali l’istruzione e la formazione professionale, la sanità e l’assistenza sociale, l’edilizia sociale e accessibile e lo sviluppo urbano, rurale e regionale. Sostiene inoltre la creazione e il mantenimento di posti di lavoro finanziando micro, piccole e medie imprese in collaborazione con intermediari finanziari specializzati. È importante sottolineare che, dati gli stretti legami storici e istituzionali della CEB con il Consiglio d’Europa, elemento fondante della sua identità, il sostegno della Banca ai gruppi vulnerabili è in linea con il mandato del Consiglio di promuovere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto. Negli ultimi anni, la CEB ha ulteriormente rafforzato la sua attenzione verso i gruppi più svantaggiati ed emarginati, ponendo la vulnerabilità al centro del suo processo decisionale.
Ogni progetto viene selezionato utilizzando quello che chiamiamo un una lente di vulnerabilità: un approccio che misura i bisogni e le disuguaglianze per indirizzare le operazioni della Banca dove possono avere il massimo impatto. Nel decidere dove investire, la CEB si assicura anche che i progetti siano finanziariamente sostenibili e duraturi nel lungo periodo. La Banca fornisce sistematicamente un sostegno pratico durante tutta la fase di preparazione e attuazione dei progetti, offrendo, se del caso, assistenza tecnica finanziata da sovvenzioni per rafforzare la capacità delle controparti. La CEB utilizza un quadro di monitoraggio durante tutto il ciclo di progetto. All’inizio, i progetti vengono valutati in base al loro valore aggiunto dal punto di vista sociale, compresi i benefici per i gruppi vulnerabili, i contributi alle pari opportunità e l’impatto a lungo termine sulla comunità locale. Un sistema di valutazione della qualità all’ingresso allinea i progetti alle priorità strategiche della Banca e garantisce una progettazione solida, utilizzando quattro pilastri principali: contesto nazionale, impatto sociale, temi trasversali e qualità specifica del progetto. Durante l’attuazione, la Banca monitora i progressi attraverso risultati concreti quali alloggi sociali consegnati, posti di lavoro creati o capacità ospedaliera aggiuntiva. Dopo il completamento del progetto, si valuta se i risultati previsti sono stati raggiunti e in che modo hanno contribuito ad aumentare la coesione sociale. Questo approccio garantisce che i finanziamenti della CEB apportino miglioramenti misurabili e duraturi nella vita delle persone.
Club Italie-France : La CEB ha recentemente cominciato a operare in Ucraina. Che tipo di impatto sociale si aspetta dai progetti finanziati nel paese?
Carlo Monticelli : Dall’inizio della brutale aggressione della Russia contro l’Ucraina nel febbraio 2022, la CEB è stata tra le prime banche multilaterali di sviluppo a fornire fondi e prestiti per l’assistenza di emergenza e l’integrazione a lungo termine degli ucraini sfollati nelle comunità di accoglienza in tutta Europa. L’adesione dell’Ucraina alla Banca nel giugno 2023 ha consentito di avviare le operazioni nel paese. Finora, la CEB ha approvato sei prestiti per un importo complessivo di oltre mezzo miliardo di euro a favore delle persone colpite dalla guerra, in particolare gli sfollati interni (dall’inglese, Internally Displaced People, IDP) e le persone vulnerabili, come i veterani e le famiglie numerose. I progetti della Banca riguardano i settori dell’edilizia abitativa, della sanità e dell’assistenza sociale, dell’assistenza agli sfollati interni vulnerabili e della microfinanza. Ad esempio, il sostegno della CEB mira a ripristinare condizioni abitative adeguate per i beneficiari le cui case sono state danneggiate o distrutte dalla guerra, prestando particolare attenzione a gruppi più vulnerabili come i disabili e le famiglie numerose. Fornendo un risarcimento finanziario e un sostegno a coloro che hanno perso la propria casa, il progetto affronta direttamente le disparità nell’accesso ai servizi, alle infrastrutture e ai finanziamenti, contribuendo così a mitigare le disuguaglianze e consentendo alle comunità emarginate di intraprendere un percorso di ripresa e ricostruzione.
Un progetto della Banca nell’ambito sanitario contribuisce a ripristinare l’accesso ai servizi medici essenziali, ad ampliare la gamma di servizi, in particolare quelli relativi alla salute mentale e alla riabilitazione, e ad aumentarne l’efficienza e la qualità, modernizzando al contempo il settore sanitario. Il principale impatto sociale si rifletterà immediatamente a livello dei beneficiari finali. Per quanto riguarda gli sfollati interni, la Banca fornisce assistenza di sussistenza a quelli particolarmente vulnerabili che devono affrontare difficoltà in materia di alloggio, occupazione e accesso ai servizi, molti dei quali non possono tornare alle loro case a causa del conflitto in corso. Il Governo ucraino assiste attualmente circa 1,2 milioni di sfollati interni attraverso vari sistemi di assistenza sociale e di sostentamento. Infine, la CEB sostiene la microfinanza. Le micro, piccole e medie imprese sono essenziali per l’economia ucraina. Tuttavia, dall’aggressione della Russia, l’accesso al credito è diventato problematico. Pertanto, l’impatto socioeconomico di questo progetto dovrebbe essere elevato, poiché i finanziamenti della CEB contribuiranno allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, nonché alla conservazione e alla creazione di posti di lavoro.
Club Italie-France: Come valuta la cooperazione con altri istituti multilaterali (come EIB e EBRD) in Ucraina o in altri paesi di operazione?
Carlo Monticelli : Le partnership sono fondamentali per le operazioni della CEB in tutti i suoi paesi membri. Il finanziamento dello sviluppo internazionale e delle infrastrutture sociali è un compito importante che non può essere svolto da una singola istituzione. La collaborazione della CEB con altre banche multilaterali di sviluppo è sicuramente un elemento fondamentale del suo lavoro in Ucraina. La collaborazione consente alla CEB di mobilitare risorse aggiuntive, sfruttare competenze complementari e realizzare progetti di grande impatto che sarebbero difficili da attuare in modo indipendente. In contesti difficili come quello ucraino, il coordinamento dei finanziamenti e delle operazioni con altre MDB è fondamentale per fornire un sostegno efficace e tempestivo alla popolazione. Ad esempio, il prestito di €100 milioni concesso dalla CEB al settore sanitario fa parte di un’operazione quadro più ampia – Health Enhancement and Life-Saving (HEAL) – ideata dalla Banca mondiale, del valore stimato di $500 milioni. Lavorando in modo coordinato, le MDB massimizzano le loro sinergie e generano i migliori risultati. Allo stesso modo, dall’inizio della guerra, la CEB si è unita alla comunità internazionale, partecipando alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, un incontro internazionale annuale di alto livello in cui i partner ufficiali – tra cui governi nazionali, altre MDB e l’Unione Europea – si riuniscono per coordinare il sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina e contribuire a mobilitare gli investimenti. L’ultima di queste conferenze si è tenuta a Roma nel luglio del 2025.
Al di là dell’Ucraina, il CEB lavora a stretto contatto con altre MDB per aumentare l’efficienza dei propri progetti, ridurne i rischi e aumentarne l’impatto sullo sviluppo. La Banca persegue attivamente opportunità di cofinanziamento e finanziamento parallelo e contribuisce a piattaforme congiunte delle MDB – come quella sulla migrazione economica e lo sfollamento forzato – e a gruppi di lavoro tecnici sull’azione per il clima, gli standard ambientali e sociali. Queste partnership rafforzano il ruolo della CEB, in quanto banca europea per lo sviluppo sociale, e sono fondamentali per affrontare le complesse sfide sociali odierne.
A tal fine, la CEB ha recentemente formalizzato diversi accordi che semplificano e rafforzano le operazioni congiunte con altre MDB. Un accordo di reciproca fiducia con la Banca europea per gli investimenti e la ricostruzione facilita il cofinanziamento di progetti in paesi non UE, attraverso il riconoscimento reciproco delle procedure di appalto, e riducendo i costi e gli oneri amministrativi. Con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, un accordo simile consente a un’istituzione di agire come finanziatore principale in progetti congiunti del settore pubblico al di fuori dell’UE, semplificando i processi amministrativi e accelerando l’attuazione dei progetti. E con la Banca interamericana di sviluppo, la CEB ha firmato un accordo storico di scambio di esposizione del valore di €500 milioni – il primo del suo genere per la Banca – che aiuta entrambe le istituzioni a ottimizzare l’allocazione del capitale e a diversificare il rischio. Nel 2025, la CEB ha svolto un ruolo cruciale nell’ecosistema delle MDB, assumendo la presidenza del Gruppo dei capi delle MDB, un forum che riunisce i leader delle principali banche multilaterali di sviluppo per rafforzare la collaborazione e promuovere l’azione collettiva. In qualità di banca di sviluppo sociale per l’Europa, la CEB – durante la sua presidenza – ha portato gli investimenti sociali in primo piano nell’agenda di lavoro comune delle MDB, come motore della creazione di posti di lavoro e della crescita inclusiva, nonché come condizione fondamentale per lo sviluppo sostenibile.
Club Italie-France : Parlando di partnership importanti, come si integra quella con la Commissione Europea e InvestEU, nella strategia della CEB?
Carlo Monticelli : La strategia e la missione della CEB coincidono con le priorità politiche della Commissione Europea di investire in alloggi sociali, ampliare l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità, fornire assistenza ai migranti e ai rifugiati e sostenere l’inclusione economica e finanziaria. La CEB collabora con la Commissione Europea in questi settori comuni, contribuendo la sua esperienza nel finanziamento dei settori sociali mentre la Commissione Europea fornisce orientamenti strategici e finanziamenti, sotto forma di sovvenzioni o garanzie. È importante sottolineare che l’UE è anche il principale donatore della CEB, con un contributo complessivo di 763 milioni di euro, pari al 75% dei contributi totali a dono ricevuti dalla Banca. Inoltre, la CEB funge da “agenzia di attuazione”, gestendo una serie di progetti multimilionari per l’inclusione sociale e le infrastrutture sociali finanziati dall’UE nei suoi Stati membri, nonché in Turchia, nei Balcani occidentali e presto anche in Ucraina. Alcuni di questi progetti consistono nel combinare sovvenzioni dell’UE con prestiti della CEB, diventando così più efficaci, innovativi e inclusivi. Un esempio eccellente della partnership della Banca con la Commissione Europea è la nostra partecipazione al programma InvestEU: l programma di investimento di punta dell’UE, è stato concepito per mobilitare finanziamenti pubblici e privati a sostegno delle priorità politiche europee, quali le infrastrutture sostenibili, la ricerca, l’innovazione e la digitalizzazione, le piccole e medie imprese, gli investimenti sociali e le competenze. Sfruttando come garanzia il bilancio complessivo dell’UE pari a €26,2 miliardi, i partner finanziari come la CEB – noti come partner attuatori – possono aumentare la loro capacità di assumersi rischi e migliorare il profilo di bancabilità di progetti che altrimenti sarebbero troppo rischiosi da finanziare, mobilizzando ulteriori investimenti a condizioni favorevoli in tutta l’Unione.
Grazie a un accordo di garanzia InvestEU del valore massimo di €159 milioni firmato con la Commissione europea nel 2022, la Banca ha erogato finora oltre €460 milioni di finanziamenti aggiuntivi per progetti ad alto valore sociale negli Stati membri dell’UE della CEB. Questa partnership ha consentito alla Banca di ampliare la gamma delle sue controparti, raggiungendo fondazioni di interesse pubblico, imprese pubbliche locali, fornitori di microfinanza e attori dell’economia sociale. Si prevede che tale importo raddoppierà con un’ulteriore garanzia InvestEU assegnata alla CEB. Nell’ambito del programma InvestEU, la CEB riceve anche un contributo dell’UE per la consulenza e il supporto tecnico dei propri clienti, al fine di aiutarli a preparare le operazioni di investimento.
Club Italie-France : Quali risultati ritiene più significativi del programma dei Social Inclusion Bonds da lei promosso?
Carlo Monticelli : Ho sottolineato come l’unica attività della CEB sia quella di finanziare progetti di investimento sociale. I nostri prestiti e la nostra assistenza tecnica, che forniamo con notevole agilità, soprattutto in tempi di crisi, mirano a proteggere i più vulnerabili. Infatti, i nostri progetti aiutano le società europee a essere più eque e coese. È importante sottolineare che perseguiamo valori sociali anche dal lato delle passività del bilancio della CEB. Crediamo nell’importanza di dare l’esempio e abbiamo svolto un ruolo pionieristico nello sviluppo del mercato delle obbligazioni sociali (Social Bonds), in qualità di membri fondatori del Social Bond Working Group sponsorizzato dall’International Capital Market Association (ICMA). Lanciati nel 2017, i Social Inclusion Bonds (SIB) sono i nostri Social Bond. Si sono rivelati particolarmente preziosi in tempi di crisi, fornendo finanziamenti tempestivi per esigenze urgenti come la spesa sanitaria durante la pandemia di COVID-19 e il sostegno ai rifugiati ucraini all’indomani dello scoppio della guerra.
Dal punto di vista del mercato dei capitali, il programma ci ha permesso di diversificare e ampliare la nostra base di investitori, in particolare tra gli investitori socialmente responsabili. Questo interesse dimostrato dagli investitori non solo ha sostenuto i nostri obiettivi sociali, ma ha anche contribuito a garantire condizioni di finanziamento più favorevoli per la CEB. Nei primi anni, la nostra attenzione si è concentrata sul successo dell’istituzione del programma SIB. Nel corso del tempo, abbiamo ampliato l’emissione in sette diverse valute. Questi sviluppi hanno contribuito al raggiungimento di un importante traguardo: nel 2024, i SIB rappresentavano oltre il 40% del nostro volume totale di finanziamenti e l’emissione cumulativa di SIB ha superato la soglia simbolica dei €10 miliardi, attestandosi attualmente a quasi €15 miliardi di euro.
Club Italie-France : Qual è stata la motivazione che l’ha spinto a passare dal Tesoro italiano alla CEB?
Carlo Monticelli : Il mio passaggio alla CEB nel 2015 ha rappresentato una naturale evoluzione della mia carriera nel campo dello sviluppo internazionale e della finanza. Dopo aver trascorso diversi anni al Tesoro italiano come responsabile delle relazioni finanziarie internazionali, dove ho rappresentato l’Italia ai massimi livelli delle istituzioni finanziarie internazionali, sono stato attratto dall’opportunità di contribuire allo sviluppo sociale in Europa. Ciò che mi ha particolarmente attratto della CEB è stato il suo mandato unico. A differenza di altre banche multilaterali di sviluppo, la CEB si concentra esclusivamente sulla coesione sociale. Questo mi ha attratto sia dal punto di vista professionale che personale. Durante il mio periodo al Tesoro, mi sono convinto sempre più che le competenze finanziarie dovrebbero servire non solo alla stabilità macroeconomica, ma anche a miglioramenti tangibili nella vita delle persone. Dopo aver lavorato per anni sui meccanismi finanziari internazionali e sugli strumenti di finanziamento innovativi, ero ansioso di applicare questi approcci alle infrastrutture sociali: alloggi, sanità, istruzione e inclusione. Inoltre, il ruolo della CEB come ponte tra gli Stati membri dell’UE e quelli non membri mi ha colpito particolarmente. Avendo rappresentato per anni l’Italia nei fora internazionali, ho apprezzato l’opportunità di lavorare in un’istituzione che incarna un multilateralismo pratico, riunendo 43 Stati membri diversi attorno a un impegno comune per migliorare la vita delle persone. La Banca è un luogo in cui il rigore finanziario incontra lo scopo sociale e dove ogni obbligazione emessa, ogni prestito approvato, deve dimostrare un chiaro valore aggiunto sociale.
Club Italie-France : Cosa ha imparato dalla carriera tra pubblico (Banca d’Italia, Tesoro) e multilaterale (CEB)?
Carlo Monticelli : Il mio percorso professionale in questi tre ambiti mi ha insegnato che una politica finanziaria efficace richiede sia eccellenza tecnica sia una chiara comprensione dei risultati reali a cui si mira. Alla Banca d’Italia, dove ho lavorato per oltre un decennio, ho imparato quale è il mandato di una banca centrale: l’importanza di quadri macroeconomici e di vigilanza solidi, l’applicazione coerente degli standard e la comprensione di come le decisioni politiche si ripercuotono sui sistemi finanziari nel tempo. Queste basi si sono rivelate preziose nel corso della mia carriera. Al Tesoro. ho acquisito esperienza pratica nella diplomazia internazionale. Gestire le relazioni finanziarie internazionali dell’Italia significava condurre complesse negoziazioni in sedi multilaterali, l’arte di costruire un consenso tra Stati membri diversi promuovendo al contempo gli interessi nazionali. Ho imparato che una cooperazione internazionale di successo richiede non solo competenza tecnica, ma anche la capacità di costruire fiducia e creare consenso. Ciò che l’esperienza alla CEB ha aggiunto a tutto ciò, è stato un collegamento più diretto tra gli strumenti finanziari e i risultati sociali. Nel settore bancario multilaterale per lo sviluppo, non ci si limita a gestire il debito sovrano o a fornire consulenza sulla politica macroeconomica, ma si misura l’impatto in termini di alloggi consegnati, posti letto ospedalieri aggiunti, posti di lavoro creati per le persone con disabilità e rifugiati accolti con dignità. Ciò richiede una mentalità diversa: bisogna pensare sia come un banchiere che come un professionista dello sviluppo sociale.
Club Italie-France : Qual è il consiglio che darebbe a un giovane economista che aspira a un ruolo internazionale simile al suo?
Carlo Monticelli : Potrei offrire tre consigli sulla base sulla mia esperienza personale.
In primo luogo, acquisire una profonda competenza tecnica, ma non fermarsi qui. Padroneggiare i fondamenti: macroeconomia, mercati finanziari, gestione del rischio e quadri istituzionali. Questi sono gli strumenti da conoscere a fondo. Ma la competenza tecnica da sola non basta. Gli economisti che hanno il maggiore impatto sono quelli che sanno tradurre analisi complesse in raccomandazioni di politica economica chiare, comunicando efficacemente con un pubblico diversificato, dai rappresentanti del governo alle organizzazioni della società civile. Investite nello sviluppo del vostro rigore analitico, ma non dimenticate le capacità di comunicazione.
In secondo luogo, abbracciare esperienze diverse senza avere paura di spostarsi tra settori e paesi. Il mio percorso mi ha portato dalla Banca d’Italia a Roma, al MIT di Cambridge, poi alla Deutsche Bank di Londra, di nuovo al Tesoro italiano e infine alla CEB di Parigi. Ogni transizione mi ha portato nuove prospettive e queste esperienze diverse mi hanno reso un leader più efficace. Non considerare quindi la carriera come una linea retta, ma come un portafoglio di esperienze complementari.
Terzo, e forse più importante, occorre rimanere curiosi riguardo al “perché” del proprio lavoro. In economia e finanza, è facile lasciarsi assorbire dai dettagli tecnici e concentrarsi sull’ottimizzazione dei modelli o sul perfezionamento delle previsioni. Non perdere mai di vista lo scopo ultimo: migliorare la vita delle persone. Chiedersi: di chi sto cercando di migliorare la vita con questa politica o questo strumento finanziario? Cosa significa in pratica la coesione sociale? Come possono i meccanismi di finanziamento innovativi raggiungere i più vulnerabili?
Questo è particolarmente importante se si aspira a lavorare nel settore bancario multilaterale per lo sviluppo. Queste istituzioni non esistono per massimizzare i rendimenti finanziari, ma per avere un impatto sullo sviluppo dei paesi.
Infine, aggiungerei: costruire una rete, un network, con integrità e generosità. Nel corso della mia carriera, ho avuto il privilegio di lavorare con persone di straordinario talento in diverse istituzioni e paesi. Queste relazioni, basate sul rispetto reciproco, su obiettivi condivisi e su una collaborazione genuina, sono state preziose. È quidi importante contribuire nel proprio campo, condividere le proprie conoscenze, fare da mentore agli altri e affrontare ogni partnership con la consapevolezza che stiamo tutti lavorando per obiettivi comuni, anche quando rappresentiamo istituzioni o prospettive diverse.
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Intervista del
22 Gennaio
Informazioni
Governatore della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) dagli Stati membri della Banca l'11 giugno 2021, dopo aver ricoperto per sei anni la carica di Vicegovernatore per la Strategia finanziaria.


