Alexandra de Navacelle de Coubertin

Club Italie-France : Lei è una discendente di Pierre de Coubertin, il padre dei moderni Giochi Olimpici. Qual è la più grande eredità lasciata da Pierre de Coubertin?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : La più grande eredità conosciuta di Pierre de Coubertin è senza dubbio il ripristino dei moderni Giochi Olimpici nel 1896. I moderni Giochi Olimpici sono il più grande evento sportivo internazionale, che riunisce atleti di tutte le nazionalità, culture e religioni. Ma a mio parere è il suo impegno nello sport come strumento educativo e fattore di pace internazionale il suo contributo più significativo al mondo e che ha profondamente influenzato anche la storia dello sport mondiale. Coubertin vedeva nello sport uno strumento educativo e morale e insisteva sul suo ruolo nell’educazione dei giovani e nella costruzione di un mondo pacifico.

Club Italie-France : L’opera di Pierre de Coubertin ha contribuito ad affermare l’Olimpismo e i suoi grandi valori in tutto il mondo, in tutte le nazioni. In che modo questo simbolismo persiste ancora oggi nel cuore delle nostre società? Questi valori sono più che mai necessari?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : L’eredità di Pierre de Coubertin e i valori olimpici continuano ad avere un significato ancora oggi, non solo attraverso i Giochi Olimpici, ma anche nella società odierna, dove questi principi attorno ai suoi 3 valori chiave: eccellenza, rispetto e amicizia, costituiscono, ai miei occhi, una fonte di ispirazione di fronte alle sfide attuali. I suoi valori rappresentano un fondamento unificante nel quale tutti i Paesi del mondo possono riconoscersi. L’eccellenza è un invito a superare se stessi, a dare il meglio di sé, non solo per gli atleti, ma anche in tutti gli ambiti politici, professionali e personali. In un mondo di crescenti tensioni e divisioni geopolitiche, il rispetto reciproco e il dialogo, come auspicato dallo spirito olimpico, sono pilastri essenziali. E attraverso il terzo valore, l’amicizia, l’Olimpismo promuove lo scambio tra i popoli, favorendo la cooperazione e la pace. In un mondo polarizzato, i Giochi incarnano un raro momento di unità in cui la competizione trascende il conflitto e unisce le nazioni. Di fronte al crescente individualismo, l’Olimpismo ci ricorda l’importanza della collettività e del fair play.

Le Olimpiadi possono anche fungere da piattaforma per messaggi sociali. Lo sport diventa quindi una leva di sensibilizzazione su tematiche sociali, come la lotta al razzismo, la tutela dell’ambiente (Giochi Olimpici di Parigi 2024 all’insegna della sostenibilità) o l’inclusione (Paralimpiadi, diversità di genere). Gli atleti stanno usando la loro fama per sostenere cause umanitarie, conferendo ai Giochi una nuova dimensione come piattaforma globale. Più che un semplice evento sportivo, i Giochi Olimpici restano un forte simbolo di pace, progresso e fratellanza universale, proprio come sognava Pierre de Coubertin.

Club Italie-France : Pierre de Coubertin aveva una visione pedagogica molto forte. Ritiene che questo aspetto del suo lavoro sia oggi sufficientemente riconosciuto?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : L’aspetto didattico dell’opera di Pierre de Coubertin è spesso messo in ombra dal suo ruolo di fondatore dei moderni Giochi Olimpici, nonostante fosse al centro della sua visione dello sport. Considerava lo sport un potente strumento educativo, capace di formare individui completi, sia fisicamente che moralmente e intellettualmente. Tuttavia, oggi questa dimensione educativa non è sempre riconosciuta nel suo giusto valore. Per Coubertin lo sport era un mezzo per insegnare lo sforzo, la perseveranza, la disciplina e il rispetto delle regole, valori essenziali per la vita in società. Egli sosteneva l’equilibrio tra corpo e mente, ispirandosi all’ideale educativo greco: una mente sana in un corpo sano (mens sana in corpore sano). Si batté per l’integrazione dello sport nei programmi scolastici, una lotta che ebbe un forte impatto sullo sviluppo dei corsi di educazione fisica e sport (EPS) in molti paesi. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) perpetua in parte questa tradizione attraverso iniziative come i Giochi Olimpici Giovanili e programmi educativi, che però restano spesso sconosciuti al grande pubblico.

Club Italie-France : Quale impatto attuale ha il suo lavoro sui Giochi Olimpici?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : L’opera di Pierre de Coubertin continua ad avere un impatto importante sui Giochi Olimpici moderni, sia nella loro struttura che nei valori che trasmettono. Sebbene i Giochi Olimpici si siano evoluti nel corso del tempo, l’ideale olimpico da lui difeso resta al centro dell’evento, con adattamenti alle problematiche contemporanee. In termini di patrimonio strutturale e organizzativo, il CIO fondato da Pierre de Coubertin nel 1894 è ancora oggi l’autorità suprema del movimento olimpico, che garantisce la sostenibilità dei Giochi e dei loro principi fondamentali.

Le tradizioni da lui stabilite sono ancora oggi forti simboli dello spirito olimpico, come:

  • La bandiera olimpica creata nel 1913 da Pierre de Coubertin con i 5 anelli che rappresentano i 5 continenti uniti dallo sport e simboleggiano l’universalità e l’inclusione dei Giochi.
  • Il motto olimpico: Citius, Altius, Fortius (Più veloce, più alto, più forte), modificato nel 2021 da Thomas Bach con l’aggiunta della parola “insieme” per sottolineare la dimensione collettiva dello sport.
  • Il giuramento olimpico: pronunciato sempre da un atleta, da un allenatore e da un giudice, richiama l’importanza del rispetto, della lealtà e del fair play.

Lo spirito di universalità e inclusione è sempre presente. Nel 1896 erano rappresentate solo 14 nazioni. Oggi vi partecipano più di 200 delegazioni, tra cui dal 2016 anche team di rifugiati, che incarnano i valori dell’inclusione e della solidarietà. Pierre de Coubertin sognava i Giochi Olimpici come strumento di pace internazionale, nonostante i conflitti mondiali che spesso vi si intromettevano (boicottaggi, tensioni politiche). Ancora oggi, i Giochi Olimpici rimangono uno spazio in cui le nazioni competono a livello sportivo piuttosto che militare, perpetuando questa missione pacifica.

Club Italie-France : Quali aspetti del suo lavoro ritiene siano meno noti al grande pubblico?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : Pierre de Coubertin fu uno scrittore prolifico e i suoi scritti filosofici e letterari sullo sport e sulla società sono molto poco conosciuti. Ha scritto più di 30 libri e centinaia di articoli, che trattano una varietà di argomenti, tra cui la storia delle nazioni, l’istruzione e la pedagogia, la moralità e l’etica dello sport. Pochi conoscono la sua opera letteraria, nonostante abbia posto le basi filosofiche dello sport moderno. Il suo lavoro sulla psicologia dello sport rappresentava un approccio sociologico e psicologico innovativo. Si interessò alla motivazione e ai benefici psicologici dello sport, molto prima che questi argomenti diventassero popolari. Ha esplorato il modo in cui la competizione può forgiare il carattere, sviluppare la perseveranza e migliorare l’autostima. Oggi la psicologia dello sport è una disciplina molto conosciuta e promossa, ma pochi sanno che Pierre de Coubertin fu uno dei primi a interessarsene.

Club Italie-France : Cosa la ispira di più nella sua visione dello sport e della società?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : Ciò che più mi ispira nella sua visione dello sport nella società è la sua idea che lo sport sia molto più di un semplice intrattenimento o competizione fisica: è uno strumento di trasformazione sociale, educativa e persino politica. Per lui lo sport era una leva per costruire un mondo migliore, e questo pensiero rimane incredibilmente moderno e attuale anche oggi. Per lui lo sport è prima di tutto uno strumento educativo e un motore di sviluppo personale. Non si tratta solo di vincere medaglie, ma di formare il carattere, l’etica e l’intelligenza degli individui. Poi vede lo sport come un modo per unire nazioni che altrimenti resterebbero divise. Voleva che le Olimpiadi fossero una celebrazione dell’unità globale, in cui ogni Paese avesse il suo posto. Questa diplomazia attraverso lo sport è ancora attuale: lo vediamo nelle iniziative di pace attraverso le competizioni internazionali.

Club Italie-France : Lei è molto impegnata in iniziative legate all’eredità del suo antenato attraverso l’Associazione della famiglia Pierre de Coubertin. Quali sarebbero i suoi obiettivi più importanti e ambiziosi?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : La missione principale dell’associazione della famiglia Pierre de Coubertin è quella di tramandare la memoria del nostro antenato e delle sue idee fondatrici del movimento olimpico, affinché rimangano la bussola morale per l’evoluzione del movimento nel tempo. La sfida è che il movimento non sprofondi nelle dimensioni negative del gigantismo, della commercializzazione e della politicizzazione. Per fare ciò, un primo obiettivo è quello di rendere Pierre de Coubertin più conosciuto e attraente. Vogliamo modernizzarlo e divulgare il suo lavoro, facendo conoscere la sua visione attraverso strumenti moderni e interattivi. L’intenzione è che Pierre de Coubertin non sia una figura storica, ma una fonte di ispirazione per continuare a costruire lo sport di domani e perseguire la sua visione: 1. uno sport più accessibile ed educativo, 2. uno sport che unisce anziché dividere, 3. uno sport che si adatta alle sfide del nostro tempo pur rimanendo fedele ai suoi valori fondanti. L’eredità di Coubertin non deve essere congelata nel passato, ma portata avanti nel futuro!

Club Italie-France : C’è un messaggio particolare che vorrebbe trasmettere come erede di questo immenso patrimonio?

Alexandra de Navacelle de Coubertin : Se dovessi trasmettere un messaggio come erede dell’opera di Pierre de Coubertin, sarebbe questo: realizzare il ripristino dei Giochi olimpici moderni, la creazione del CIO con i suoi organi, le sue regole e i suoi rituali, non è stato un compito facile. Coubertin incontrò molti ostacoli, in particolare il pensiero accademico dell’epoca che considerava lo sport un’attività ricreativa secondaria. Ai suoi tempi erano in pochi a credere nella sua visione dello sport come strumento di pace tra le nazioni. Ha dedicato la sua vita alla realizzazione della sua visione e non è stato senza sacrifici. Alla fine della sua vita si ritrovò completamente rovinato e solo. Ma non ha mai rinunciato alla sua causa e credo che ciò sia dovuto in parte al suo incrollabile ottimismo nei confronti della vita. Ecco una frase da lui pronunciata nel discorso per il suo 70° compleanno, rivolto agli studenti dell’Università di Losanna nel 1932, che illustra questo tratto caratteriale:

“Certamente, la nebbia che si alzerà sul vostro cammino, miei cari giovani amici, è singolarmente opaca, oscura e minacciosa… Lungi da me ignorarne la forma inquietante e perfino i suoi pericoli molto reali. Ma non preoccuparti, immergiti nella nebbia e, ripeto, troverai una vita fresca e soleggiata dall’altra parte. Coraggio e speranza, allora! “Coraggio invincibile e speranza tenace.”

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Intervista del

10 Febbraio

Informazioni

Alexandra de Navacelle de Coubertin è consulente, coach e facilitatrice internazionale specializzata nella trasformazione culturale e organizzativa delle aziende.
È una discendente di Pierre de Coubertin, dirigente sportivo, educatore e storico francese, noto per il suo ruolo di fondatore dei moderni Giochi Olimpici. Lei e la sua famiglia perpetuano il messaggio del Movimento Olimpico attraverso l'Associazione della Famiglia Pierre de Coubertin. La missione dell'Associazione della famiglia Pierre de Coubertin è quella di tramandare l'eredità filosofica dell'uomo. Pierre de Coubertin credeva nell'importanza dell'istruzione, dello sport e dell'eccellenza morale. L'Associazione si impegna a promuovere questi valori nel mondo di oggi.
Milena Oppi - Team Club Italie-France
A cura di
Milena Oppi