Christine Orban
Club Italie-France : Da dove le è venuta l’ispirazione di scrivere un romanzo su Lady Diana? Come è nata l’idea di immergersi nella vita della principessa triste?
Christine Orban : La mia ispirazione è interamente letteraria: nasce da Mademoiselle Else di Arthur Schnitzler, un personaggio di un romanzo che mi ha spinta a voler raccontare Mademoiselle Spencer, una persona reale il cui destino ricorda quello di un’eroina letteraria.
Club Italie-France : Perché ha scelto proprio il titolo Mademoiselle Spencer? Quale significato simbolico racchiude?
Christine Orban : “Mademoiselle” è una bella parola, ma la vera ragione rimanda al titolo del mio primo romanzo: Le piccole ragazze non muoiono mai. Penso che Diana, fino alla sua tragica fine, rimanga quella piccola ragazza ferita dalla perdita della madre, quando aveva otto anni. Il titolo Mademoiselle Spencer rappresenta anche, per me, un modo per mostrare la resistenza di Diana a indossare un’identità in cui non si riconosceva, la sua opposizione alle apparenze. Diana si rende conto di essere stata scelta da un’istituzione e non da un uomo.
Club Italie-France: Chi era realmente la principessa Diana? Vittima di un amore infelice e non corrisposto, o una donna che ha saputo trasformare la propria storia in un mito universale?
Christine Orban : L’uno ha portato all’altro… È proprio perché era vittima di un amore infelice e non corrisposto che ha commosso il mondo intero ed è diventata un mito universale. La sua sofferenza, visibile anche nelle foto, ha profondamente scosso chiunque la osservasse. Lei ha tratto dalla disperazione la propria forza, probabilmente alimentata dal dolore di donna non amata… Diana ha scelto la verità: era esausta, non sopportava più le finzioni, ma “la verità è come il sole: mostra tutto e non si lascia guardare”.
Club Italie-France: Nel suo libro, lei dà a Lady Diana una voce interiore: qual è stata la sfida maggiore nello scrivere in prima persona?
Christine Orban: La mia sfida più grande è stata diventare Lei, per tutta la durata della scrittura. Mi sono calata nelle sue parole, nelle sue emozioni, nei suoi dolori e risentimenti. Dovevo comprenderla dall’interno, capire cosa si celasse dietro le immagini patinate. Dietro il suo sorriso non c’era felicità. Tutte le situazioni che racconto sono realmente accadute. Raccontare un’intera vita è impossibile: sono andata avanti per frammenti, scegliendo i momenti più determinanti, talvolta i più crudeli. Fra questi, naturalmente, anche la sua trasformazione in dea della bellezza o in valchiria davanti alla BBC. Li ho messi in scena tutti. Per restituire al meglio i suoi pensieri, l’ho osservata, ascoltata, ho decifrato le foto… Mi sono nutrita della sua voce. Dovevo ricreare un vero e proprio faccia a faccia. Solo lei e io.
Club Italie-France: Come si è preparata per costruire questo romanzo? Quali sono state le sue principali fonti: lettere, interviste, biografie, linguaggio corporeo? Come ha bilanciato la realtà storica con la parte narrativa e immaginativa?
Christine Orban: La mia fonte principale è stata Diana stessa: le sue interviste, le fotografie, il suo linguaggio corporeo sono stati illuminanti. Non mi sono lasciata influenzare da ciò che era già stato scritto su di lei. L’unica vera fonte di questo libro è Lei. La parte narrativa mi ha permesso di colmare i vuoti storici – uso il termine “storici” con cognizione di causa, perché Diana è un personaggio storico – e di muovermi nella sua vita come fece Stefan Zweig con Maria Antonietta. Lui scrive nel libro a lei dedicato: “L’intuizione va più lontano dei freddi documenti”. Ma non ho dovuto inventare molto, solo piccoli dettagli plausibili, come l’allora principe Carlo che le dice che sembra “una caramella” o lady Diana che di lui “ama le sue orecchie a sventola perché gli danno un’aria fragile”. Per il resto, la maggior parte delle frasi citate sono davvero le loro.
Club Italie-France: Camilla Parker Bowles è ancora oggi detestata da molte donne che la considerano una “distruttrice di famiglie”. Ma in fondo, la loro storia con Carlo è una vittoria dell’amore su tutto. Secondo lei, due innamorati possono essere biasimati?
Christine Orban : Provo tenerezza per Carlo: lo immagino profondamente lacerato tra amore e dovere. Ho compassione anche per Camilla: la loro è una vera storia d’amore. Questa vicenda alla fine ha reso infelici tutti. È stato terribile imporre un matrimonio a un uomo che amava un’altra donna. Penso che quelle siano state le ultime nozze organizzate dalla corona inglese in totale disallineamento con i tempi. Mi pare che oggi le cose siano cambiate…
Club Italie-France: Non pensa che il vero errore sia stato della regina Elisabetta, che impose a Carlo un matrimonio contro la sua volontà?
Christine Orban: Carlo avrebbe potuto rifiutare, come suo zio, ma a quel punto non sarebbe mai diventato re…
Club Italie-France: Secondo lei, il corso del destino di Diana avrebbe potuto essere cambiato in qualche modo?
Christine Orban: Ho provato quasi un sentimento di amicizia per Diana, che rimarrà nel pantheon delle mie amiche immaginarie. La scrittrice che sono desiderava ardentemente, durante la stesura di questo libro, salvare Diana, ma ho dovuto piegarmi al suo destino. Un destino così potente che avevo l’impressione che ogni sua decisione la stesse lentamente lanciando contro il muro del ponte dell’Alma; la stessa sensazione l’ho provata anche scrivendo di Maria Antonietta. La famosa intervista alla BBC rappresentò un errore che, indirettamente, costò la vita alla principessa: la perdita del titolo di Altezza Reale e della protezione a esso collegata.
Club Italie-France : Pensa che Lady D fosse realmente innamorata di Dodi Al-Fayed?
Christine Orban : Non lo so. L’amore è un fanciullo bohémien, non crede? So però che non ci si può innamorare più volte di seguito. C’era quindi sicuramente in Diana un bisogno di rispondere all’amore travolgente di Carlo per Camilla, un desiderio di trovare a sua volta un vero amore. Lo cercava, ed è evidente. Oliver Hoare, uno dei suoi amanti e grande amico del principe Carlo, avrebbe potuto essere quell’uomo.
Club Italie-France: E oggi, come giudica Carlo nel suo ruolo di re?
Christine Orban: È salito al trono perché è figlio della regina Elisabetta II, quindi per diritto di successione ereditario. È una regola giuridica precisa della tradizione monarchica britannica. Non c’è nemmeno bisogno di giudicare; un primo ministro gestisce la parte politica, il re e la regina fanno per così dire parte del folklore britannico.
Club Italie-France: Cosa pensa della rivalutazione di Camilla, da “rottweiler” a regina consorte accettata dal popolo britannico? La nuova immagine è solo frutto di una strategia di comunicazione?
Christine Orban : Penso che la loro sia stata una vera storia d’amore: parlo di Carlo e Camilla. Carlo e Diana invece sono stati entrambi vittime della monarchia. Diana credeva di essere stata scelta da un uomo, ma era stata scelta da un’istituzione, perché era nata in una famiglia di alto lignaggio, era giovane, bella, innocente e quindi perfetta per diventare la consorte di un futuro re.
Club Italie-France : Quali nuove scoperte o intuizioni ha fatto scrivendo questo libro sulla principessa e sulla famiglia reale?
Christine Orban : Ho scoperto cose che non sapevo, ad esempio che Diana si feriva usando le lamette del principe Carlo. Queste piccole scoperte mi hanno semplicemente aiutato a comprendere Diana dal punto di vista psicologico: questo era l’obiettivo del libro, capire le sue trasformazioni, capire come la giovane donna dell’alta aristocrazia inglese sia arrivata a convocare la BBC e a svelare la sua vita privata… come ci è arrivata, cosa è successo.
Club Italie-France : Cosa pensa del mistero che ancora oggi circonda la sua morte?
Christine Orban : Penso si tratti semplicemente di una teoria complottista…
Club Italie-France : Secondo lei, perché il mito di Diana resta vivo e intatto, nonostante siano passati quasi trent’anni dalla sua scomparsa?
Christine Orban : Diana aveva grazia. Ha portato umanità e modernità alla monarchia… Non è detto che tutte le principesse infelici diventino dei miti.
Club Italie-France : Se Diana fosse ancora in vita, che nonna sarebbe stata? Avrebbe calmato le tensioni tra i suoi due figli? Cosa pensa del principe Harry, particolarmente segnato dal fantasma della madre?
Christine Orban : Come molti miti, Diana è morta giovane e bella, quindi è difficile immaginarla diversamente… Era una madre molto buona, sarebbe stata sicuramente una nonna premurosa. Sì, penso che avrebbe aiutato William e Harry a comprendersi. La sua scomparsa è stata terribile per entrambi, anche se i due fratelli lo esprimono in modi diversi.
Club Italie-France : Cosa pensa del fratello di Lady D, il conte Charles Spencer? La sua vita privata, segnata da molte donne e matrimoni, e le recenti rivelazioni su un’infanzia tumultuosa, con episodi di bullismo nelle scuole britanniche, hanno fatto molto discutere…
Christine Orban : Non sono una specialista della famiglia reale inglese, ma mi sono interessata a Diana come donna e come personaggio storico. Studiando la sua vita, ho incontrato suo fratello. Il suo ruolo nella vicenda della BBC è stato molto negativo, poiché fu lui a essere avvicinato per primo dal giornalista Martin Bashir. Charles credette alle sue bugie e consigliò a Diana di parlare davanti alle telecamere di Panorama, un’intervista che contribuirà alla sua rovina. Diana supera i limiti sociali, storici e morali e si comporta come un’eroina di romanzo: vuole la verità e lotta contro la falsa identità che le è stata imposta. Non è solo la Diana dei magazine ; davanti a 23 milioni di persone dirà la sua verità. Lotta contro un’istituzione, senza alcuna possibilità di vincere. La condanneranno alla sua libertà, con il seguito che tutti tristemente conosciamo…
Club Italie-France : Lei è una scrittrice francese molto famosa. Ha dedicato molti libri a figure femminili dal destino tragico: Virginia Woolf, Maria Antonietta, Jacqueline Pascal. Da dove nasce questa attrazione per donne così complesse e tormentate?
Christine Orban : Virginia Woolf era la più vicina e affine a me. Siamo due scrittrici che hanno sposato un editore. Ho capito solo recentemente il motivo di queste biografie su donne scomparse tra i 36 e i 37 anni, come la mia sorellina: ho scritto di lei dopo la sua morte improvvisa, sentivo il bisogno di tenerla viva in qualche modo. Questo bisogno si è poi riversato su altre donne segnate dallo stesso destino. Ho scritto di Diana, di Maria Antonietta, di Jacqueline Pascal con lo stesso sentimento di sorellanza e lo stesso desiderio di continuare la loro storia…
Club Italie-France : Com’è diventata scrittrice? Qual è stato il suo percorso professionale e cosa l’ha spinta a intraprendere questa carriera?
Christine Orban : Ero una bambina malinconica, mi rifugiavo nei libri, scrivevo sui muri della mia stanza le frasi degli autori che amavo. Per me, le parole e la scrittura potevano curare i mali dell’anima. Ho studiato diritto per sette anni, fino al DEA, per fare piacere a mio padre. Ci è voluto tempo per trovare e seguire il mio percorso. Poi ho pubblicato il mio primo libro cui ne sono seguiti altri 25…
Club Italie-France : Cosa l’ha affascinata di più della vita di Maria Antonietta?
Christine Orban : Le critiche che riceveva, il suo potere? Forse nutrivo qualche pregiudizio nei suoi confronti, proprio io che mi ribello sempre ai pregiudizi sulle donne. Allora sono andata a guardarla più da vicino e sono rimasta sconvolta dalle ingiustizie subite, dalle maldicenze diffuse su di lei. Nel XVIII secolo circolarono numerose voci su Maria Antonietta: sulla sua leggerezza, sulla sua presunta inclinazione a spendere senza misura. Ma aveva davvero scelta? Al suo risveglio, cinquanta persone erano presenti soltanto per vestirla. Eppure, al contrario dell’immagine tramandata, la regina cercò di semplificare la propria vita e il suo stile trasferendosi al Petit Trianon. Quanto ai pettegolezzi sulle sue relazioni con le donne, dalla principessa di Lamballe a Madame de Polignac, fino alle dicerie più fantasiose, si trattava ovviamente di invenzioni. Diverso il discorso con il conte Fersen: tra loro ci fu certamente una storia d’amore, molto probabilmente platonica… ma che tutti amano immaginare come autentica. Anche Diana fu oggetto di accuse e maldicenze: le si rimproverò di manipolare la stampa. In realtà, non fece altro che rivolgersi al pubblico e ai giornalisti, gli unici che le tendevano la mano nei momenti più difficili del suo matrimonio.
Club Italie-France : Quali paralleli vede tra Maria Antonietta e Diana? Entrambe sono state figure pubbliche vittime delle circostanze e dei giudizi altrui: quanto si somigliano realmente?
Christine Orban : Nel mio libro Charmer, s’égarer et mourir ho scritto che Maria Antonietta era la Lady Diana del XVIII secolo. Del resto, il titolo di quel romanzo si addice anche a Diana, che seppe affascinare e smarrirsi…
Club Italie-France : Come ha tradotto nei suoi romanzi la complessità psicologica di Woolf, mantenendo viva la sua voce interiore senza snaturarla?
Christine Orban : Nella trasmissione Apostrophe, Bernard Pivot confondeva le mie lettere con quelle di Virginia Woolf… Mi sono quindi completamente immersa nel suo personaggio, ed è stato naturale, perché Virginia Woolf ha lasciato un’opera e una corrispondenza molto importanti. Sono una grande lettrice dei suoi scritti e ho riflettuto sul “vampirismo” di una scrittrice, capace di trasformare un amore in un personaggio di romanzo. Lei trasformò Vita Sackville West in Orlando, e posso immaginare cosa provasse nelle relazioni con un marito editore, come lo era anche il mio… ma non il mio, anche se ci siamo conosciuti in quel contesto.
Club Italie-France : Qual è il romanzo e l’autore italiano che le piace di più? Uno contemporaneo e uno del passato? E l’autore e il libro francese che ama di più?
Christine Orban : Sono sempre stata affascinata da Dino Buzzati, in particolare dal suo romanzo Un amore che trovo semplicemente straordinario. Per quanto riguarda la letteratura francese, Marcel Proust rimane per me una fonte di meraviglia con Alla ricerca del tempo perduto, e ho riflettuto molto sulle idee di René Girard in Menzogna romantica e verità romanzesca. Amo profondamente anche i classici: Balzac, in particolare Il giglio nella valle, Flaubert con Madame Bovary, e tutte le novelle di Maupassant. Per quanto riguarda la poesia, mi lascio sempre commuovere da Baudelaire e Apollinaire. Questi autori mi ispirano per la loro sensibilità, per la capacità di sondare l’animo umano e di trasformare la complessità delle emozioni in letteratura.
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Intervista del
2 Settembre
Informazioni
Christine Orban, celebre scrittrice francese, ha da sempre dedicato la sua penna a figure femminili dal destino tragico e affascinante: da Virginia Woolf a Maria Antonietta, fino a Jacqueline Pascal.
Con il suo ultimo libro, Mademoiselle Spencer (éditions Albin Michel) tradotto e in Italia dalla casa editrice Libreria Pienogiorno (La signorina Spencer), si immerge nella vita di una delle icone più amate e fraintese del XX secolo: la principessa Diana. Attraverso una scrittura intensa e intima, Christine Orban offre al lettore un ritratto che va oltre le immagini patinate dei tabloid, restituendo la voce, le emozioni e le fragilità di Diana, la “principessa triste”. In questa intervista, la scrittrice francese ci racconta l’ispirazione che l’ha spinta a scrivere di Lady Diana, il significato profondo del titolo del libro, le sfide di narrare in prima persona la vita di un’icona mondiale e il delicato equilibrio tra realtà storica e interpretazione letteraria, svelandoci dettagli inediti di questa icona mondiale. Una conversazione che svela anche il suo rapporto con altre figure femminili complesse della storia e della letteratura, e la sua visione della monarchia britannica e dei suoi protagonisti.


