Yann Gozlan
Club Italie-France : Cosa vi ha motivato a creare Creative Valley nel 2011 e come si è evoluta l’azienda dalla sua fondazione?
Yann Gozlan : Nel 2011, quando abbiamo creato Creative Valley, il nostro obiettivo, insieme ai fondatori della scuola EPITECH, era offrire a giovani provenienti da tutti i contesti sociali la possibilità di creare la propria impresa grazie alla rivoluzione digitale che stava appena cominciando. L’intento era quello di dare vita a imprese a partire da progetti studenteschi costruiti attorno all’informatica. Ben presto ci siamo appassionati alla diversità dei progetti e alla qualità delle idee messe in campo. Ci è parso evidente che i progetti più interessanti nascevano dall’incontro tra informatici e giovani provenienti da altri ambiti formativi, come la sanità, il design o il business, ma anche dall’interazione con professionisti esperti di questi settori, che però spesso erano analfabeti digitali.
Club Italie-France : Quali sono i criteri che privilegiate nella selezione delle startup che accompagnate all’interno di Creative Valley?
Yann Gozlan : Quindici anni dopo, sono ormai diverse centinaia le startup che abbiamo accompagnato in Creative Valley, dalla nascita fino allo sviluppo e all’internazionalizzazione. Dopo esserci concentrati per anni sulla fase iniziale dei progetti, oggi poniamo molta attenzione proprio alla loro internazionalizzazione. Il nostro obiettivo è vedere emergere nuove imprese tecnologiche europee capaci di radicarsi in Europa e di affermarsi anche nelle altre grandi regioni del mondo: il Nord America e gli Stati Uniti, ovviamente, ma anche l’Asia del Nord — in particolare la Corea, il Giappone e la Cina, un continente-paese a sé. L’Asia sud-orientale, con Singapore, il Vietnam e tutta la subregione, rappresenta un’area dal grande potenziale di crescita e con una forte propensione ad accogliere l’innovazione, il che apre a enormi opportunità. I criteri con cui selezioniamo le imprese che accompagniamo sono legati alle condizioni di accesso ai programmi Creative Valley. Nei programmi che realizziamo per conto terzi — la Commissione Europea, i governi francese, italiano, coreano, singaporiano — il nostro focus è ovviamente sulla qualità dei prodotti e dei servizi proposti, soprattutto quando le imprese sono già avanzate nel loro ciclo di sviluppo. A questo si aggiunge, naturalmente, una forte attenzione alla qualità del team: la sua capacità di lavorare in modo efficace sul lungo termine, la complementarità delle competenze e l’assenza di lacune critiche rappresentano elementi fondamentali della nostra analisi. Una volta chiariti questi punti, ciò che constatiamo è che la diversità dei profili – in termini di paese d’origine, di equilibrio di genere nei team, di percorso professionale precedente alla creazione dell’impresa — è un fattore determinante per il successo delle startup, ma soprattutto per la loro capacità di internazionalizzarsi, che oggi è il nostro focus principale.
Per quanto riguarda invece i programmi che sviluppiamo direttamente, per conto nostro, è la dimensione umana ad essere decisiva: la personalità dei fondatori, la loro integrità etica sono per noi elementi fondamentali, perché in questi casi possiamo permetterci di ragionare sul lungo periodo. In questa prospettiva, crediamo nella nostra capacità di accompagnarli nella strutturazione e nel miglioramento continuo, per far sì che diventino la migliore versione possibile del team in grado di costruire la migliore versione possibile del progetto. Il fattore tempo, come avrete capito, è determinante nell’approccio che adottiamo verso un’impresa: ci troviamo nel tempo lungo della maturazione, che nasce da un’ideazione e dal lancio di un nuovo concetto? Oppure siamo in una fase di crisi, di cambiamento o di scalabilità, che richiede risposte forti e un coinvolgimento intenso dei nostri esperti per superare un punto critico di crescita? Questa è la distinzione che facciamo tra i nostri programmi di incubazione, associati alla nostra struttura creativa Creative Cluster, e i nostri programmi di accelerazione, pensati per rispondere a situazioni urgenti o di trasformazione profonda, e che si sviluppano su periodi concentrati di uno, tre, massimo sei mesi.
Club Italie-France : Come vede l’evoluzione dell’ecosistema delle startup e quale ruolo vi gioca Creative Valley?
Yann Gozlan : Negli ultimi quindici anni, il cambiamento principale ha riguardato la natura e la tipologia degli imprenditori che si lanciano nella creazione e nello sviluppo di un’impresa tecnologica, così come l’accesso ai finanziamenti e alla consulenza. Nel 2010 o 2011, la maggior parte degli imprenditori tecnologici che incontravamo erano o imprenditori già molto esperti, che avevano alle spalle una prima exit e possedevano le chiavi e i network per lanciare una nuova impresa, oppure giovani appassionati di tecnologia, desiderosi di realizzare un progetto di applicazione, una comunità digitale, un prodotto: l’inseguimento dei loro sogni li portava naturalmente alla creazione di un’impresa. Si trattava quindi principalmente di profili atipici, che avevano deciso di tracciare il proprio cammino. L’emergere della French Tech, la valorizzazione sociale delle figure imprenditoriali, l’impegno delle scuole e delle università nella creazione e nella promozione di programmi di imprenditorialità hanno cambiato radicalmente il contesto. Grazie all’enorme lavoro svolto dalla BPI e da fondi pionieristici come KIMA, molti giovani studenti di grande talento – in particolare provenienti dalle migliori scuole di business – hanno scelto di lanciarsi nella creazione di startup con lo stesso spirito con cui prima entravano in una banca d’affari o in una società di consulenza. Questo cambiamento di approccio consente oggi di avere un numero molto più elevato di imprenditori: anche se non tutti riusciranno con la loro prima startup, hanno scelto questa strada e costituiscono oggi una parte significativa della nuova generazione imprenditoriale che incontriamo e che rappresenta una vera risorsa per la Francia. Il ruolo di Creative Valley si è molto evoluto nel tempo, ma attraverso iniziative come Matrice, per esempio, il nostro lavoro è stato quello di democratizzare l’approccio dei team multidisciplinari che decidono insieme di lanciare un progetto tecnologico. Oggi la nostra sfida è contribuire alla nascita di una nuova generazione di medie imprese tecnologiche europee, frutto di questa generazione di “scale-up europee” che accompagniamo in Francia, in Italia, in Germania e in Corea.
Club Italie-France : Potrebbe raccontarci la sua esperienza nella creazione di un fondo d’investimento tra l’Europa e la Corea? Quali sono state le principali sfide e i successi di questa iniziativa?
Yann Gozlan : Abbiamo creato SGH Korea, una struttura di investimento e accelerazione con sede a Seul, che accompagna nello sviluppo aziende tecnologiche nate principalmente in Corea e che hanno scelto un percorso di internazionalizzazione rapida. Il lancio di SGH Korea è stato per noi la naturale prosecuzione di un lavoro di accompagnamento svolto negli ultimi otto anni su oltre 250 startup coreane nel loro accesso ai mercati europei, e in particolare a quello francese. Oltre al successo economico delle startup che abbiamo potuto finanziare e sostenere, abbiamo contribuito a un avvicinamento molto significativo tra gli ecosistemi dell’innovazione dell’Asia del Nord e dell’Europa. Oggi vogliamo portare questo ponte a una scala europea, e la decisione presa dalla Commissione Europea di consentire la partecipazione – in forma consortile – di attori dell’innovazione coreani ai programmi di finanziamento dell’Unione rappresenta un punto di svolta. Questa apertura ci permetterà di accompagnare in modo stabile la creazione di strumenti industriali e joint venture tra queste due regioni del mondo, con un primo focus sulla Francia, la Germania e l’Italia da una parte, e sull’Asia del Nord, con la Corea e, presto, il Giappone, dall’altra.
Club Italie-France : La maggior parte delle startup fallisce nei primi cinque anni di attività? Quali sono le cause principali?
Yann Gozlan : È un dato di fatto: ancora oggi la maggior parte delle startup non riesce a svilupparsi con successo nei primi cinque anni di vita. Le cause variano, principalmente in base al livello di maturità dell’impresa. Nella fase iniziale, la sfida maggiore è la costituzione di un team solido, capace di resistere alle difficoltà, e la realizzazione di un primo prodotto valido. In molti casi, la squadra non riesce nemmeno a raggiungere questo stadio. In una seconda fase, quando l’impresa è già costituita – e nel caso delle aziende tecnologiche, che sono la nostra specialità – emerge una questione cruciale legata alla tecnologia impiegata. Se questa viene superata in termini di scalabilità da un attore globale come Google, Facebook, o oggi OpenAI, l’impresa ha pochissime possibilità di sopravvivere. Un altro ostacolo frequente è la necessità, per un team ancora fragile, di investire ben oltre le proprie capacità. La rottura della catena di finanziamento è una delle principali cause di fallimento, anche per aziende che, dal punto di vista tecnico e della soddisfazione del cliente, avevano tutte le carte in regola per riuscire. Infine, non si possono ignorare i fattori congiunturali: la crisi del COVID, le barriere doganali, la stretta sul credito sono diventati motivi importanti di chiusura per imprese che pure avevano grande potenziale. Per avere successo, è necessario rispettare un “triangolo magico”: prodotto, team e capacità di accedere in modo duraturo ai finanziamenti necessari per la crescita. A questo si aggiunge, inevitabilmente, un elemento di fortuna, che non va mai sottovalutato.
Club Italie-France : In che modo la vostra agenzia ha aiutato le imprese francesi a entrare nel mercato cinese, e quali lezioni avete tratto da questa esperienza?
Yann Gozlan : Abbiamo effettivamente lavorato molto sul mercato cinese, che è sempre stato un mercato particolarmente complesso. L’incertezza giuridica resta un tema centrale, così come la concorrenza con attori cinesi meglio finanziati, che rappresenta una difficoltà ricorrente. A ciò si aggiungono differenze di obiettivi, culturali e nel rapporto con il potere pubblico, che rendono il successo di un progetto di insediamento o distribuzione in Cina tutt’altro che semplice. I casi di successo che abbiamo incontrato sono stati legati alla presenza di attori franco-cinesi – nostri esperti e partner – che conoscono bene le regole del gioco e sono coinvolti a lungo termine nella riuscita delle imprese e dei progetti che accompagniamo. Nel lungo periodo, abbiamo anche constatato che i progetti in cui gli aspetti legali e finanziari sono stati gestiti, almeno in parte, da Hong Kong o Singapore, hanno ottenuto risultati nettamente migliori. L’insediamento in questi hub – dove il diritto è più prevedibile e l’accesso ai finanziamenti molto più agevole – si è spesso rivelato un fattore determinante per il successo a lungo termine.
Club Italie-France : Collaborate anche con startup italiane. Come vede il mercato italiano e quali sinergie potrebbero svilupparsi tra i due Paesi?
Yann Gozlan : Da sei o sette anni abbiamo la fortuna di lavorare con startup italiane. Per questo devo ringraziare i nostri amici di SMAU, che ci hanno accompagnati tanto nelle prime collaborazioni con l’ITA quanto nella costruzione di una forte partnership con l’Università Federico II di Napoli e il suo acceleratore associato SPICI, con cui stiamo sviluppando un framework a livello europeo ed esplorando numerose opportunità di sviluppo in Cina e Africa del Nord per supportare le startup italiane. Di recente, dopo una lunga fase di preparazione, abbiamo avviato una collaborazione con i nostri partner della regione Emilia-Romagna – ART-ER, Univillage e dpixel – con i quali abbiamo lanciato Boost’ER quest’anno, un programma che mira all’internazionalizzazione delle migliori startup deeptech della regione. Oggi ci appare evidente che il livello di maturità tecnologica delle startup italiane è molto alto, e che Francia e Germania rappresentano i due principali mercati naturali per la loro espansione. In particolare, l’accesso ai finanziamenti a Parigi può rappresentare un grande vantaggio per il loro sviluppo, soprattutto in settori d’eccellenza come la moda e la fashion tech. L’interconnessione tra i due ecosistemi è già molto forte, ma può esserlo ancora di più in settori come l’energia, la meccanica avanzata, l’intelligenza artificiale o la cybersicurezza, dove c’è ancora molto da costruire su entrambi i lati delle Alpi. Questa dinamica può davvero contribuire all’emergere di nuovi leader a livello europeo.
Club Italie-France : Quali consigli darebbe ai giovani che desiderano avviare una propria startup?
Yann Gozlan : Se c’è un consiglio che mi sento di dare ai giovani che vogliono lanciarsi nella creazione di una startup, è di farlo con piacere. È un percorso lungo, più simile a una maratona che a uno sprint, e per resistere nel tempo bisogna avere la profonda convinzione che il progetto su cui si lavora abbia senso ai propri occhi. Il tempo che vi si dedica – spesso 50 o 60 ore a settimana – deve giustificare il livello di impegno necessario per arrivare al successo. Come abbiamo già sottolineato, puntare sulla creazione di team multidisciplinari e internazionali sarà un vero punto di forza per il vostro progetto imprenditoriale. Per concludere, vorrei ringraziare calorosamente il Comitato Francia-Italia per il suo impegno di lungo termine nella costruzione di un ponte tra gli attori economici e sociali dei nostri due grandi Paesi. Il lavoro svolto permette di riflettere insieme e di proporre soluzioni d’avanguardia che contribuiranno attivamente alla rinascita economica del nostro continente -una rinascita necessaria, che passerà attraverso l’eccellenza nell’innovazione dei due Paesi e attraverso il grande know-how italiano in materia di export e di competenze industriali, in particolare nelle imprese di media dimensione.
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