Vincenzo Esposito Vinzi

Club Italie-France : Lei è economista e statistico, Dal 2018 è il Presidente e Dean dell’ESSEC Business School, una delle scuole di management più rinomate nel mondo. Quali sono stati i momenti chiave del suo percorso accademico che l’hanno portata a dirigere l’ESSEC?

Vincenzo Esposito Vinzi : Sono originario dell’Isola di Capri. Questo mi ha portato naturalmente a studiare a Napoli, all’Università Federico II, dove ho conseguito il dottorato e sono diventato professore universitario. A partire dal 2000 ho iniziato a insegnare un trimestre all’anno in Francia, il che mi ha permesso di scoprire il sistema delle Grandes Écoles, che non ha un equivalente in Italia. In seguito, ho avuto l’opportunità di entrare all’ESSEC nel 2007 come professore di statistica. Ho fatto questa scelta perché ero attratto dallo spirito imprenditoriale, dalla forte vicinanza al mondo delle imprese, e dalla qualità e diversità degli studenti, che sono accuratamente selezionati. Ho poi seguito un autentico “cursus honorum” all’interno dell’ESSEC, anche se non era nei miei progetti! Sono stato prima eletto responsabile del mio dipartimento accademico, poi Decano dei professori nel 2011, in un momento in cui la scuola attraversava una crisi istituzionale e aveva bisogno di una figura capace di unire. Ho ricoperto questo incarico fino al maggio 2017 quando, mentre mi preparavo a un congedo sabbatico per la ricerca, sono stato nominato Direttore Generale ad interim dopo l’improvvisa partenza del mio predecessore, Jean-Michel Blanquer, nominato Ministro dell’Istruzione. Dopo un regolare processo di selezione, sono stato nominato Direttore Generale nel dicembre 2017.

Club Italie-France : In che modo la sua formazione in statistica computazionale ha influenzato la sua visione della leadership accademica?

Vincenzo Esposito Vinzi : La statistica è, etimologicamente, la scienza dell’uomo di Stato. È una disciplina che si trova all’incrocio tra metodo, strumento e informazione, con il compito di misurare e comprendere il reale per illuminare il processo decisionale. È questo che mi ha sempre spinto a cercare di capire le cause dei problemi per poi prevedere e agire in modo efficace aggiungedo sempre una dose di intuizione.

Club Italie-France : L’ESSEC ha stabilito un partnership con l’università Luigi Bocconi di Milano. Con quali altre università italiane ed internazionali vorrebbe sviluppare nuove partnership?

Vincenzo Esposito Vinzi : Siamo molto orgogliosi della partnership con la Bocconi, che rappresenta l’eccellenza nel business e nel management in Italia con una forte riconoscenza internazionale. L’ESSEC ha in generale accordi con le migliori istituzioni mondiali, sia nel settore economico che in altri ambiti: con scuole di ingegneria come CentraleSupélec in Francia e la Columbia School of Engineering negli USA, di design come Parsons – The New School a New York, di diritto come la UCLA School of Law a Lose Angeles, ed altre ancora. Quello che cerchiamo, in Italia come altrove, oltre all’eccellenza, è la complementarità, affinché ciò che ogni istituzione porta con sé arricchisca la formazione degli studenti, e un “fit” a livello di valori, perché un partenariato è duraturo solo se le due istituzioni condividono una visione comune e dei valori profondi che ispirano le scelte strategiche.

Club Italie-France : Quali sono le competenze chiave che ritiene fondamentali per guidare un’istituzione accademica nel XXI secolo?​

Vincenzo Esposito Vinzi : Quelle che insegniamo ai nostri studenti e ai partecipanti dell’executive education ! Dirigere oggi una scuola significa essere allo stesso tempo accademico e imprenditore, anche quando l’istituzione è senza scopo di lucro come l’ESSEC e tutte le migliori università, pubbliche o private. Bisogna quindi essere innovativi, reattivi, aperti al dialogo, audaci e capaci di definire una visione e affrontare tematiche complesse. L’obsolescenza accelerata delle conoscenze e delle competenze, le problematiche dell’occupazione professionale, l’evoluzione fulgurante della domanda e quella multifattoriale dell’offerta con l’ingresso di nuovi attori nel mondo della formazione, il ruolo del digitale et dell’intelligenza artificiale, sono sfide centrali. Anche se le nostre istituzioni hanno spesso secoli di storia – a volte quasi un millennio, come la mia alma mater napoletana – abbiamo una grande responsabilità: lasciare l’istituzione più forte, più bella e più sostenibile di come l’abbiamo trovata.

Club Italie-France : Come definisce il concetto di “business school globale” e quali passi sta compiendo l’ESSEC in questa direzione?

Vincenzo Esposito Vinzi : L’ESSEC è una scuola doppiamente globale. È globale a livello geografico, con campus in Francia, a Singapore, a Rabat in Marocco, hub a New York e Londra, e partnership su tutti e cinque i continenti. Il 40% dei nostri studenti e due terzi dei docenti sono internazionali, e frequentare l’ESSEC – anche solo in Francia – significa vivere un’esperienza globale e interculturale. È globale anche nei temi affrontati: sono convinto che una business school non debba insegnare solo finanza, management e controllo di gestione – discipline fondamentali, ma non sufficienti per formare leader che siano performanti, ispiratori, inclusivi e capaci di fare la differenza in maniera positiva. Ecco perché puntiamo su approcci transdisciplinari, che eliminano le barriere sia tra le discipline accademiche che tra il mondo accademico e gli attori del mondo professionale e della società civile, e su competenze comportamentali e transversali, tutte necessarie per affrontare sfide complesse come il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale e la nuova geopolitica.

Club Italie-France : In che modo l’ESSEC sta affrontando le sfide poste dalla digitalizzazione e dalla globalizzazione dell’istruzione superiore?

Vincenzo Esposito Vinzi : Investendo! Innanzitutto in infrastrutture tecnologiche e in capitale umano – per esempio abbiamo appena avviato una partnership con Mistral AI per sviluppare nuovi approcci e utilizzi. Servirà ai professori nella ricerca e nella didattica, così come a tutti i nostri collaboratori nelle attività quotidiane. Dobbiamo restare all’avanguardia per competere con attori digitali molto agili che si propongono sempre più comme attori legittili e alternativi nel mondo dell’insegnamento superiore. La digitalizzazione è un complemento a ciò che offriamo: io credo fermamente che l’istruzione debba restare un’esperienza profondamente umana. La scuola è un luogo di apprendimento, ma soprattutto di scoperta e di trasformazione personale. Le conoscenze evolvono rapidamente, i valori restano, e si possono ricevere e trasmettere solo nel confronto con gli altri.

Club Italie-France : Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’evoluzione dei programmi accademici dell’ESSEC?

Vincenzo Esposito Vinzi : L’IA ci porta a ripensare metodi didattici e valutazioni, perché cambia il comportamento degli studenti, ma ci offre anche nuovi strumenti per personalizzare l’apprendimento e renderlo più vicino ai bisogni di ciascun studente. Abbiamo creato nuovi programmi, come il BSc in AI, Data & Management Sciences con CentraleSupélec. Non possiamo insegnare nel 2025 come nel 1995, così come nel 1995 non si insegnava più come nel 1965, prima dell’arrivo delle calcolatrici tascabili. L’IA è una rivoluzione, che richiede di essere presa in considerazione e accompagnata, governandola e non subendola, mettendola al servizio dell’essere umano e non delegando ad essa le decisioni che spettano all’uomo, il che rappresenta il nostro dovere in quanto scuola che forma i futuri professionisti che utilizzeranno l’IA quotidianamente.

Club Italie-France : Può parlarci del Metalab e di come contribuisce alla ricerca e all’innovazione in ambito AI?

Vincenzo Esposito Vinzi : Il Metalab è un istituto che esplora le intersezioni tra scienza, tecnologia, gestione e società, riflettendo sugli impatti culturali e umani. Sviluppa conoscenze e progetti di ricerca su produzione dell’IA, adozione, governance, efficienza, impatti umani e rischi. Permette anche di creare nuove alleanze strategiche con imprese su temi come l’etica dell’IA (con Onepoint), l’adozione e governance (BNPP), la robustezza nella gestione dei modelli (BNPP), l’IA generativa e i modelli d’investimento, o l’impatto sul leadership responsabile (con Accenture e altri).

Club Italie-France : In che modo l’ESSEC prepara gli studenti ad affrontare le sfide etiche legate all’uso dell’AI nel business?

Riteniamo che siano l’esperienza personale e la conoscenza – dei potenziali quanto dei limiti – a permettere agli studenti di comprendere le questioni etiche. Il programma AI for Responsible Leadership (con Accenture) mira proprio a sviluppare riflessione e casi pratici in tal senso. Bisogna essere in grado di collegare la capacità di produrre innovazione tecnologica a una regolamentazione stabile e trasparente, che rappresenta la base per costruire la fiducia, dove la fiducia è la moneta con cui sviluppare ulteriormente l’innovazione.

Club Italie-France : Quali partnership strategiche ha instaurato l’ESSEC per promuovere l’innovazione tecnologica?

Abbiamo un approccio olistico. Oltre ai programmi già citati, abbiamo una forte alleanza con CentraleSupélec, che permette agli studenti di essere al confine della tecnologia. Collaboriamo anche con aziende tech come IBM e Mistral AI per implementare gli strumenti più avanzati nella nostra didattica. L’obiettivo è essere sia esperti nel campo che applicatori delle innovazioni, a beneficio della nostra organizzazione e dell’esperienza educativa. Il nostro obiettivo è essere allo stesso tempo competenti in materia, per trasmettere competenze all’avanguardia, ma anche essere in grado di applicare a noi stessi queste innovazioni tecnologiche, al servizio dell’esperienza che offriamo e della nostra efficienza come organizzazione.

Club Italie-France : Come vede l’evoluzione dell’AI nel contesto dell’istruzione superiore nei prossimi anni?​

Vincenzo Esposito Vinzi : L’IA giocherà un ruolo centrale nello sviluppo personale e nel supporto agli studenti. Cambierà le pratiche a tutti i livelli. È quindi essenziale, fin da oggi, riflettere su un’adozione responsabile, quella che ci potenzia e ci libera, che ci avvicina gli uni agli altri, che ci rende più umani senza alienarci. Ad oggi, l’istruzione superiore è ancora troppo timida nell’adozione dell’IA: bisogna essere in grado di procedere più rapidamente, con lucidità sui rischi da correre e le opportunità da cogliere, senza più aspettare!

Club Italie-France : L’Intelligenza Artificiale può amplificare le capacità cognitive, se usata come strumento di supporto e non di sostituzione. Può facilitare l’accesso a conoscenze complesse, stimolando nuove curiosità. Di contro, l’uso intensivo dell’AI causa dipendenza cognitiva, eccesso di delega e perdita della capacità di pensiero e di analisi. Come è possibile sfruttare al meglio le fantastiche potenzialità offerte dall’Intelligenza Artificiale mantenendo al contempo indipendenza di pensiero e di azione ?

Vincenzo Esposito Vinzi : Attraverso conoscenza, competenze e consapevolezza. Serve vigilanza costante per analizzare, controllare e, se necessario, regolare gli usi. Come per i social media, che hanno liberato ma anche alienato, dobbiamo sempre interrogarci. Ma non è forse questo il vero scopo dell’educazione?

Club Italie-France : L’intelligenza artificiale sta già ridefinendo le strutture economiche, i rapporti sociali e la percezione individuale del mondo. Ma chi vogliamo essere in un mondo dove l’IA può fare quasi tutto? Non vi è il rischio di uno scambio di ruoli dove sarà l’algoritmo a governare le nostre scelte e l’uomo a trasformarsi in un automa ?

Vincenzo Esposito Vinzi : Un nostro docente, Charles Ayoubi, ha dimostrato che l’IA può migliorare il lavoro di squadra. Questa è la ricerca umanistica: trovare gli usi della tecnologia che rafforzano l’umano. La tecnologia può sempre liberare o alienare – pensiamo ai media, alla TV, a Internet. Come Wikipedia non ha sostituito la conoscenza ma l’ha estesa, così l’IA può aiutarci, se restiamo padroni delle nostre scelte. Come per ogni innovazione tecnologica o scoperta scientifica, sta all’essere umano di farne un uso responsabile!

Club Italie-France : Che consigli darebbe ai giovani ricercatori che aspirano a una carriera accademica di successo?

Vincenzo Esposito Vinzi : Credete in ciò che fate! Siate esperti, audaci e visibili nel vostro campo, ma non siatene prigionieri. Serve unire profondità e visione trasversale, con un approccio transdisciplinare e dando sempre un senso a ciò che insegnate o cercate. Una carriera accademica è prima di tutto una passione da assaporare ogni giorno!

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Vincenzo Esposito Vinzi è Dean e Presidente di ESSEC Business School, una delle principali istituzioni accademiche di management in Europa.
Edoardo Secchi - Presidente Club Italie-France
a cura di
Edoardo Secchi