Muriel Beyer

Club Italie-France : La sua traiettoria, dai primi passi in Plon alla creazione delle Éditions de l’Observatoire nel 2016, fino alle responsabilità che oggi ricopre come direttrice generale aggiunta nel gruppo Humensis, delinea il percorso di un’editrice visionaria. Quale ideale o quale intuizione profonda ha dato senso alle sue scelte lungo questa straordinaria carriera nel mondo dell’editoria francese?

Muriel Beyer : Il mio desiderio di diventare editrice, risalendo a trent’anni fa, era fondamentalmente quello di scoprire nuovi talenti. All’inizio soprattutto nella fiction, poi progressivamente mi sono appassionata al dibattito d’idee e ho sentito il bisogno di far emergere nuove voci in campi tanto diversi come l’economia, la geopolitica o la filosofia.

Club Italie-France : Come riesce a conciliare l’esigenza letteraria, l’impegno intellettuale e l’attrattiva del grande pubblico nelle sue scelte editoriali?

Muriel Beyer : La casa editrice che ho fondato, les Éditions de l’Observatoire, che festeggeranno i loro dieci anni nel 2027, procede, se così si può dire, su due gambe: la fiction e la non-fiction. Ma emerge comunque una linea editoriale forte: la riflessione sul mondo. I romanzi di Gaspard Koenig o di Abel Quentin trovano risonanza con i saggi di Raphaël Enthoven o di Julia de Funès. E, in fondo, mi assocerei ad Albert Camus quando spiega che la fiction è una menzogna che ci avvicina il più possibile alla verità.

Club Italie-France : Quale ruolo pensa debba svolgere un’editrice nei dibattiti intellettuali, sociali e culturali contemporanei? Come percepisce la sua responsabilità nella scelta delle idee da mettere in luce, come nella diffusione dei racconti che contribuiscono a modellare le sensibilità e le rappresentazioni della nostra società?

Muriel Beyer : Come ho detto, sono appassionata di dibattito d’idee e penso che il mio ruolo di editrice sia quello di farlo emergere. Ma credo anche che la mia responsabilità sia quella di non dare spazio a idee che giudico contrarie ai miei valori, ossia la democrazia, la laicità e la tolleranza, in breve i valori repubblicani. Quando si pubblica, si chiede al proprio team di promuovere un libro: non si deve essere ipocriti e dire che tutto vale lo stesso.

Club Italie-France : Cosa fa ancora oggi vibrare la sua passione per l’editoria e guida il suo sguardo sul mondo letterario, dopo un percorso già così ispirante?

Muriel Beyer : Ciò che mi fa vibrare è scoprire nuovi talenti e costruire un percorso con un autore.

Club Italie-France : Se dovesse riassumere il suo modo di lavorare in una parola, quale sarebbe e perché?

Muriel Beyer : Il mio modo di lavorare con un autore si basa prima di tutto sulla fiducia e sul desiderio reciproco. Quando uno scrittore che incontro per la prima volta mi chiede: «Perché dovrei venire da lei piuttosto che dalla concorrenza?», gli rispondo sempre che tutti gli editori hanno le loro competenze; ciò che deve motivarlo è il desiderio di lavorare con me. In secondo luogo, credo profondamente nell’impegno di un intero team orientato verso un unico obiettivo.

Club Italie-France : Di quale realizzazione editoriale va più fiera?

Muriel Beyer : Sono fiera di accompagnare Gaspard Koenig in tutta la sua traiettoria, sia come saggista che come romanziere, cosa molto rara che testimonia la sua grande costruzione intellettuale. Sono altresì felice di aver fatto conoscere saggisti come Julia de Funès, Aurélie Jean o Samuel Fitoussi.

Club Italie-France : Alla luce delle recenti trasformazioni all’interno del gruppo Humensis–Albin Michel, quali sono oggi i suoi principali assi di lavoro e i progetti editoriali che la mobilitano di più?

Muriel Beyer : Abbiamo recentemente cambiato azionista. Humensis aveva come azionista il gruppo di riassicurazione SCOR. Oggi facciamo parte del gruppo editoriale Albin Michel, un grande gruppo indipendente che mi permette di continuare a sviluppare la traiettoria delle case editrici sotto la mia responsabilità: Les Équateurs, Belin Éditeurs, Passés Composés, L’Observatoire e la casa editrice di libri d’arte Herscher.

Club Italie-France : Ha accompagnato nel corso della sua carriera numerosi autori dalle voci forti e singolari. Cosa la attira in uno scrittore, e come sceglie coloro di cui desidera portare e difendere la parola?

Muriel Beyer : La persona che mi ha insegnato il mestiere di editrice era una grande signora dell’editoria, Françoise Verny. Non ho mai dimenticato quello che diceva a proposito di chi si cimentava con il romanzo: «Se non c’è stile e non c’è musica, lascia perdere. Se la costruzione è maldestra, se l’idea è un po’ vaga, è il tuo lavoro fargliela rielaborare». Questo per il romanzo. Per i saggi, una parola: l’originalità. Un pensiero che sconvolge, che interpella.

Club Italie-France : La sua esperienza l’ha spesso portata a pubblicare autori provenienti dal campo politico o impegnati nel dibattito pubblico. Come affronta questa dimensione di comunicazione politica, e quali criteri guidano la sua scelta quando si tratta di portare la voce di una personalità pubblica?

Muriel Beyer : Quando pubblico una personalità politica, sono ben consapevole che il libro si inserisce in una strategia. Se partecipa al dibattito d’idee senza essere un puro programma, ha la sua place nel mio catalogo, sempre in un asse repubblicano che va, nel mio caso, da Bernard Cazeneuve a Bruno Retailleau.

Club Italie-France : Ha saputo identificare e pubblicare autori politici al momento opportuno. Come determina il “buon momento” e il “buon autore” affinché questi ouvrages trovino il loro pubblico mantenendo una linea editoriale esigente?

Muriel Beyer : Certamente, ci sono buoni momenti per ogni pubblicazione, e particolarmente per le personalità politiche: essere in situazione nel contesto politico, suscitare curiosità, un’attesa, essere specialista di un soggetto all’ordine del giorno.

Club Italie-France : Alla testa delle Éditions de l’Observatoire, ha pubblicato voci di grande diversità. Come riesce a far dialogare autori dai profili e dalle visioni talvolta così contrastati, preservando una linea editoriale al tempo stesso coerente e ambiziosa?

Muriel Beyer : È una questione complessa. Ma io, con i miei limiti personali, sono per la libertà di espressione, e personalità molto opposte non si sono mai offese di essere pubblicate dallo stesso editore. È stato il caso, per esempio, di François Bayrou e Nicolas Sarkozy, o di Bernard Tapie e Jean Peyrelevade.

Club Italie-France : Il panorama editoriale presenta dinamiche diverse a seconda dei paesi. Secondo lei, quali sono le principali differenze tra il mondo dell’editoria in Francia e in Italia, e quali lezioni se ne potrebbero trarre per nutrire la creazione e la diffusione letteraria?

Muriel Beyer : La Francia ha una particolarità notevole: la sua formidabile rete di librerie, sostenuta dal prezzo unico del libro, che permette una grande resistenza nei confronti di Amazon ed evita un’uniformizzazione verso il solo bestseller. Se non si sta attenti, non avremo più che libri di influencer.

Club Italie-France : Nell’epoca dell’internazionalizzazione e degli scambi culturali in Europa, quali sono, secondo lei, i principali enjeux per il mondo dell’editoria europea, sia in termini di diffusione degli autori che di preservazione della diversità letteraria?

Muriel Beyer : Tutti gli editori europei hanno il dovere di preservare la cultura di questo vecchio continente che ha visto nascere tanti grandi pensatori. Ciò che deploro, per quanto riguarda specificamente Italia e Francia, è la diminuzione dei loro scambi editoriali tramite le traduzioni, e questo in entrambe le direzioni. Gli editori sono sempre più timorosi sulle traduzioni.

Club Italie-France : Lei è stata talvolta indotta a sconvolgere i codici tradizionali dell’editoria. Come concepisce queste regole consolidate e quale posto accorda all’innovazione nel suo lavoro editoriale?

Muriel Beyer : L’innovazione è sempre stata una scommessa. Nulla è acquisito nell’editoria, che non è una scienza esatta. Il pericolo oggi è quello di voler prevedere tutto, di fare piani senza rischio. Se non si vuole innovare, basta pubblicare ogni anno le stesse autrici di romanzi rosa.

Club Italie-France : Guardando al futuro dell’editoria, quali evoluzioni e innovazioni spera di vedere emergere, e come immagina il suo ruolo per continuare a far vivere la letteratura e il dibattito d’idee negli anni a venire?

Muriel Beyer : L’editoria non è un settore in piena espansione. I giovani leggono meno, lo si sa. Credo nella qualità e nell’originalità per raggiungere il pubblico. Credo anche che, dopo un’epoca di saturazione numerica, le giovani generazioni avranno bisogno di senso. È il mio lato ottimista…

Club Italie-France : Quale posto accorda all’intuizione rispetto all’analisi di mercato quando prende una decisione editoriale difficile?

Muriel Beyer : L’intuizione è al cuore del mio mestiere: altrimenti, come scoprire nuovi talenti? È, in fondo, il nostro ruolo.

Club Italie-France : Come immagina l’oggetto-libro fra venti anni? C’è una competenza che giudica ormai indispensabile per esercitare questo mestiere, e che non lo era vent’anni fa?

Muriel Beyer : Credo che gli editori, negli anni a venire, avranno le stesse esigenze, in legame con le preoccupazioni del mondo che li circonda. Ma dovranno fare i conti con le nuove tecnologie, in particolare l’IA. Avranno strumenti diversi, ma il cuore del mestiere resterà lo stesso. Ciò che cambierà senza dubbio saranno i circuiti di diffusione e distribuzione. Tutte le epoche hanno dovuto adattarsi: il senso e il cuore del mestiere perdurano. L’ho vissuto in trent’anni di editoria.

Club Italie-France : Qual è, secondo lei, il più grande malinteso attuale tra il mondo dell’editoria e il pubblico?

Muriel Beyer : Il grande pubblico legge meno. Dico sempre che ritrovare il gusto della lettura è come la ginnastica: una o due pagine ogni sera, e il piacere ritorna. Molte persone pensano che certi libri si rivolgano a un’élite e non osano entrare in una libreria. D’altra parte, la stampa scritta è meno letta, quindi l’influenza dei critici letterari è diminuita. La televisione invita soprattutto personaggi celebri, e il grande pubblico, in particolare i giovani, si informa sui social network tramite influencer più o meno illuminati. Eppure credo che le persone leggerebbero di più se fossero meglio informate: basta vedere il successo delle conferenze e il bisogno di dialogo.

Club Italie-France : Si dirige una casa editrice come si dirige un’impresa?

Muriel Beyer :  Sì, una casa editrice è un’impresa. Ma la creazione non è, ancora una volta, una scienza esatta. Bisogna limitare i rischi, ma ce ne saranno sempre. Sta a noi equilibrare tra scoperte e autori di successo regolari. Come in ogni impresa, bisogna motivare le squadre, dare una linea, un senso. Nell’editoria, le persone lavorano per passione, il che rende le cose più semplici che altrove.

Club Italie-France : La traduzione gioca oggi un ruolo decisivo nella circolazione delle idee e delle opere. Come concepisce un’editrice la strategia di importazione ed esportazione degli autori? Quali criteri la guidano nella scelta delle voci straniere da tradurre in Francia, e per accompagnare al meglio la diffusione internazionale degli autori che pubblica?

Muriel Beyer : Per far conoscere i nostri autori all’estero, disponiamo di un servizio dei diritti. Oggi gli editori corrono sempre meno rischi: pubblicano i bestseller e i premi letterari… e noi pure. È un vero problema, ma la crisi è ovunque, soprattutto in Europa. Molti dei nostri libri sono tradotti in cinese e in coreano; la cultura francese sembra talvolta avere più senso per loro che per certi nostri vicini.

Club Italie-France : La cultura è la più alta forma di diplomazia. Il Club Italie-France crede fermamente che il dialogo e lo scambio di esperienze tra Italia e Francia generino un valore durevole, favorendo benefici culturali ed economici per entrambi i paesi. Qual è il suo punto di vista in merito?

Muriel Beyer : Non posso che augurarmi maggiori scambi culturali tra Italia e Francia. È stato così in passato: Elsa Morante, Moravia erano molto letti in Francia. Oggi avviene caso per caso. In Italia, ho l’impressione, quando ci vado, che si parli più inglese che francese, soprattutto tra i giovani. Bisognerebbe immaginare più scambi e incontri tra scrittori dei nostri due paesi – cosa che fate voi, per fortuna.

Club Italie-France : Lei ha vissuto alcuni anni in Italia. Com’è stata la sua esperienza e cosa apprezza di più in questo paese?

Muriel Beyer : Dico sempre che l’Italia è il mio secondo paese. Ho vissuto a Milano per quattro anni, durante i miei anni di liceo al liceo francese. Amo la lingua, la cultura e la bellezza dei paesaggi. Ho avuto la fortuna di passare vacanze sulle rive del lago Maggiore, di scoprire il lago di Como, le Dolomiti, tutto questo così vicino a Milano. Il Sud l’ho scoperto più tardi. Mi sento vicina a questa cultura, al tempo stesso vicina e diversa da quella francese.

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Intervista dl

2 Gennaio

Informazioni

Muriel Beyer, è una delle figure più influenti dell'editoria francese contemporanea, celebre per la sua passione visionaria nel lanciare talenti e best-seller politici.
team - Valerie sellani
A cura di
Valérie Sellani