Marta Sala

Club Italie-France : Crescere in una famiglia immersa nel mondo del design, tra figure iconiche come Luigi Caccia Dominioni, ha reso per lei naturale intraprendere questa strada. Ma quando ha sentito davvero il bisogno di staccarsi dall’azienda di famiglia per fondare Marta Sala Éditions?

Marta Sala : Quando si è dentro una storia familiare importante, si rimane sempre “la figlia di”, nel mio caso mia madre Maria Teresa Tosi, e “nipote di”, mio zio Caccia Dominioni. Loro erano l’essenza del brand di design Azucena, con Ignazio Gardella, Corrado Corradi dell’Acqua e mia zia Franca. Apportare cambiamenti in storie familiari così consolidate è sempre difficile, e io non ho fatto eccezione. Arrivò un momento in cui capii che era fondamentale andarmene per scrivere la mia storia personale del design. Creando il mio proprio brand nel 2015, avevo le idee molto chiare: libertà assoluta, grande senso di responsabilità e totale coinvolgimento (per questo il marchio porta il mio nome). Tradizione, innovazione, qualità, estetica, etica sono i fondamentali del mio lavoro. Parole che, messe insieme, parlano di cultura. Da italiani non possiamo esimerci dal portare avanti questa nostra cultura così unica, facendo dialogare il passato con il presente per aprire una porta verso il futuro.

Club Italie-France : Sul suo sito c’è scritto : “Essere parte di uno scambio culturale è un aspetto fondamentale del marchio. Questo spiega anche l’approccio ‘letterario’ alla progettazione: ogni collezione e ogni pezzo hanno un nome carico di senso, capace di evocare storie…”. Viene prima il nome o l’idea di Marta Sala Éditions?

Marta Sala : Viene prima l’idea senza dubbio. La forza di un progetto risiede sempre nella potenza dell’idea da cui scaturisce. Le idee nascono dall’osservazione, dalla sensibilità, dall’ispirazione e, naturalmente, dallo scambio: ed è proprio qui che entra in gioco la parola. Per esempio, la mia prima collezione, “L’anima segreta delle cose utili”, è stata il risultato di una selezione di pezzi d’archivio degli architetti Lazzarini & Pickering, che ritenevo avessero una tale forza progettuale da meritare di essere portati sul mercato. Il titolo fu coniato da Stefano Casciani, e posso dire che rappresenta davvero il fil rouge di tutta la mia ricerca. Gli altri titoli li ho scelti personalmente, seguendo l’istinto ma anche ascoltando architetti, clienti e analizzando attentamente le lacune e i bisogni del mercato. L’idea, forte sin dall’inizio, era proprio questa: introdurre in un mercato sempre più globalizzato pezzi di qualità unica, ma allo stesso tempo disponibili in serie. Mi resi conto che sia i professionisti sia il pubblico stavano diventando sempre più esigenti, alla ricerca di oggetti nuovi, dotati di identità. Ed è da lì che è nato il brand Marta Sala Éditions. Nel 2015 sono stata tra le prime a investire in questa nicchia di mercato, pioniera di un trend che negli anni successivi è poi effettivamente esploso.

Club Italie-France : La Bauhaus è una delle sue fonti d’ispirazione. Può raccontarci quali aspetti di quella scuola rivoluzionaria trova più stimolanti per il suo lavoro e come ha trasformato quei principi in chiave contemporanea?

Marta Sala : Dopo la Rivoluzione Industriale, la Bauhaus affermò con forza l’importanza dell’artigianato e dell’arte, mettendo al centro il rapporto tra architettura, arti applicate e sistema produttivo. Ogni cosa doveva essere pensata al meglio, realizzata al meglio, con materiali nuovi e innovativi, e sempre con una grande attenzione al rapporto qualità-prezzo. Il progetto globale della Bauhaus era l’unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire, capace di creare un’unità culturale. È lì che assistiamo alla nascita del design come lo intendiamo oggi: una sintesi tra tecnica e arte. Io preferisco parlare di unione tra tecnica e artigianato, tipica del modo di lavorare italiano: far convivere saperi tradizionali e tecnologie industriali. Azucena, l’azienda della mia famiglia, ha fatto molta sperimentazione in questo senso, e anch’io, nel mio piccolo, continuo a confrontarmi con materiali nuovi per capire come portarli sul mercato trasformandoli in pezzi ricchi di commistioni estetiche e culturali.

Club Italie-France : Lei collabora con tre studi dall’alto profilo, Lazzarini Pickering, Herzog & de Meuron, Federico Peri, ciascuno con un linguaggio proprio…

Marta Sala : C’è una differenza sostanziale tra l’approccio a un pezzo di design da parte degli architetti e quello dei designer. Venendo da un mondo chiaramente più vicino all’architettura, sento quel linguaggio più affine e naturale per me. Gli architetti disegnano per necessità progettuali specifiche e vincolanti, dove la forma è sempre dettata dalla funzione. Nel mondo dei designer, invece, questo legame diretto tra architettura, edificio e arredo non è altrettanto forte: prevale piuttosto una ricerca estetica, una riflessione sui materiali e sull’artigianato. A volte la percepisco quasi come una forma di virtuosismo. Ed è proprio questo che anima ogni processo creativo che io stessa mi obbligo a cogliere, per poter apportare il mio contributo.

Club Italie-France : Quali sono le caratteristiche peculiari di questi tre studi? Quando immagina una nuova collezione, la affida per intero a un solo studio oppure ama mescolare voci e sensibilità differenti?

Marta Sala : I tre protagonisti delle mie collezioni hanno stili molto diversi tra loro, ed è fondamentale capirli e rispettarli. Con Carl e Claudio, ovvero Lazzarini & Pickering, esiste fin dall’inizio un connubio unico, sia concettuale sia estetico, che si riflette anche nel linguaggio. Hanno una capacità straordinaria di mescolare vari stili e dare vita a forme nuove, sempre con qualcosa di inaspettato, capaci di sorprendere e parlare. Non a caso, in dieci anni di collaborazione, abbiamo portato a catalogo oltre 70 pezzi. Federico Peri, pur essendo il più giovane, è forse il più nostalgico. Le sue linee sono precise e raffinate. Porta con sé un’eleganza sobria, fatta di dettagli e memoria. Con lo studio Herzog & de Meuron la collaborazione è nata per un progetto specifico: la ristrutturazione dell’Hotel Les Trois Rois a Basilea, per il quale sono stati disegnati la poltroncina Meninas e il tavolo Velázquez. Tornando al valore dei nomi, fui io a suggerire Meninas: la forma, con la seduta così ampia e lo schienale ridotto, mi ricordava immediatamente il celebre dipinto di Velázquez. Di conseguenza, il tavolo ha preso il nome dallo stesso contesto artistico. Loro sono probabilmente i più vicini al mio vecchio mondo e agli stilemi di Azucena: creano forme archetipali, dove qualsiasi ornamento è bandito. Ammiro profondamente questa loro ricerca smodata della perfezione, e confesso che me ne sto “innamorando” terribilmente.

Club Italie-France : Gli artigiani che danno vita ai pezzi di Marta Sala Éditions da dove provengono? Sono radicati nel territorio milanese o italiano?

Marta Sala : La ricchezza e la varietà del territorio brianzolo hanno reso possibile la rivoluzione moderna dell’arredo nel Dopoguerra. Nacquero pezzi nuovi per rispondere a esigenze abitative altrettanto nuove, combinando tecniche, materiali e diversi modi di lavorare. C’era la necessità di ridurre i tempi di esecuzione, controllare i costi e garantire la qualità del lavoro. Oggi la Brianza è un territorio sapiente, ricco di specializzazioni: piccole e medie imprese dotate di macchinari incredibili, che richiedono seri investimenti, dialogano con realtà più ridotte, interne o esterne, capaci di apportare quella qualità unica del finito a mano. L’essenza di L’Anima Segreta delle cose utili, nasce anche da questi saperi che si intrecciano e si completano. Posso dire che Marta Sala Éditions sia composta da tre entità: io con il mio background e la mia visione unici , professionisti che sanno disegnare e artigiani che realizzano . Il mio compito è orchestrare tutto ciò, da brava regista, per mettere sul mercato pezzi unici per identità e qualità.

Club Italie-France : Quanto conta per lei lavorare con maestranze locali e preservare queste competenze artigianali?

Marta Sala : Seguire personalmente la produzione offre molti vantaggi: la possibilità di personalizzare i pezzi, cosa rara in un processo industriale; la capacità di adeguarli alle differenti normative internazionali; e il controllo qualità, che non riguarda soltanto il prodotto finito, ma anche il mondo del lavoro in cui viene realizzato, le persone coinvolte e i materiali impiegati. La nostra produzione è quasi a chilometro zero. Sostenere e collaborare con artigiani del mio mondo è fondamentale: un aiuto reciproco fatto di lavoro sano, rispetto e affetto. L’outsourcing è, per una realtà come la mia, una strategia perfetta.

Club Italie-France : Nelle sue collezioni c’è un dialogo molto raffinato tra materiali e cromie. Il risultato è estremamente elegante. Come nasce questo equilibrio?

Marta Sala : La qualità dei materiali e la loro ricchezza non rappresentano soltanto una ricerca estetica per accrescere l’empatia tra cliente e pezzo, ma rientrano in un discorso più ampio di durabilità. Ogni oggetto è realizzato su ordinazione: questo evita sprechi di materiali, di spazio e di lavoro. Per me, come per la Bauhaus, la forma segue la funzione. Prediligo forme lineari ed essenziali che valorizzano il disegno e la qualità dei materiali. E, proprio come accadeva alla Bauhaus, anche per Marta Sala Éditions il prezzo è parte integrante del progetto: la ricerca di equilibrio tra valore e costo dell’oggetto è un aspetto fondamentale del mio lavoro.

Club Italie-France : Nel catalogo di Marta Sala Éditions convivono pezzi unici e produzioni in serie. Qual è il peso relativo di queste due modalità produttive per il marchio? Quale prevale nella vostra offerta e come si integra l’una con l’altra nella sua visione del design?

Marta Sala : Nessun pezzo Marta Sala Éditions è “unico” nel senso di irripetibile, perché tutti sono riproducibili, ma ognuno è unico per la qualità e per la lavorazione che lo contraddistingue. La vera sfida è proprio questa: riuscire a creare oggetti senza tempo, modulari, nomadi, finiti a 360 gradi e capaci di parlare di bellezza e di storia. Un esempio concreto è il progetto per il Teatro della Cometa di Roma, restaurato e riaperto grazie alla straordinaria volontà di Maria Grazia Chiuri : i pezzi del foyer, in quest’occasione, sono tutti di Marta Sala Éditions e realizzati su misura, calibrati in altezza, lunghezza e profondità. C’è una responsabilità etica nell’entrare nella vita quotidiana delle persone: è per questo che un oggetto deve instaurare un rapporto forte con il tempo e con la sua durabilità. La longevità di un pezzo di design fa parte di un discorso molto più ampio sull’essenza stessa degli oggetti. Il fatto che, anche inconsciamente, si crei uno scambio culturale ed emotivo tra un oggetto e chi lo possiede è ciò che lo rende davvero vincente. Dobbiamo smettere di considerare gli oggetti solo per il loro valore economico: devono essere portatori di bellezza ed emozione. La vera forza di Marta Sala Éditions sta proprio qui: dedicare la stessa attenzione a ogni singolo pezzo. Per esempio, nel 2024 ne abbiamo prodotti più di 400.

Club Italie-France : Milano è universalmente riconosciuta come la capitale del design. Com’è cambiato, secondo lei, il mondo del design da quando ha iniziato il suo percorso con Marta Sala Éditions? Quali trasformazioni ha osservato nel gusto, nel modo di produrre, nella figura stessa del designer e nel rapporto con il cliente?

Marta Sala : In dieci anni il mondo del design è molto cambiato, e quell’intuizione che ho portato avanti, un po’ uscendo dal coro, è oggi una realtà diffusa. Autoproduzione, open editions, piattaforme e fiere, craft e design art, c’è oggi un’attenzione enorme verso il mondo del design, diventato il luogo culturale per eccellenza. Qui si concentrano anche tanti nuovi protagonisti, come la finanza e la moda, che ne alterano profondamente i meccanismi di mercato e di offerta. Il craft, in particolare, rappresenta uno spazio che dà autonomia, libertà e sicurezza in un contesto globale spesso ostile: permette di avere ritmi di lavoro più umani, porta attenzione verso culture emergenti e nuovi paesi. È davvero un fenomeno straordinario.

Club Italie-France : Lei ha uno showroom anche a Parigi. Dal suo osservatorio privilegiato, quali sono le principali differenze tra il design milanese e quello parigino in termini di estetica, approccio creativo e rapporto con la tradizione?

Marta Sala : Il dialogo imprenditore/designer/artigiano rimane fondamentale per creare un linguaggio estetico fondato su un vero sapere e su una bellezza con verità e autorevolezza. Anche il rapporto con il cliente ha un ruolo decisivo in questi cambiamenti. È tornato a essere molto personale: showroom e grande distribuzione stanno progressivamente scomparendo, mentre il consumo online assume quasi un carattere compulsivo. Allo stesso tempo, cresce sempre di più la domanda del “fatto su misura”, perché dà al cliente la percezione di possedere un oggetto davvero suo, più gratificante e unico. In questo senso, tutte le modifiche che apporto ai pezzi rispettano sempre il disegno originale, oppure chiedo varianti direttamente a chi li ha progettati. Parigi è un esempio perfetto di questa evoluzione. Molti architetti e designer hanno creato la propria linea, dalla progettazione alla produzione. Si creano mondi stupendi, onirici e decorativi, ma a mio avviso l’oggetto non è più al centro della loro ricerca. O, almeno, io non lo percepisco così: li considero dei bravissimi narratori. Anche i pezzi di Marta Sala Éditions dialogano tra di loro, raccontano una o più storie e al contempo hanno la vera capacità di vivere benissimo da soli, in contesti e stili diversi, rimanendo autonomi.

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Crescere in una famiglia importante immersa nel mondo del design significa respirare creatività fin dall’infanzia. Marta Sala ha avuto questo privilegio, circondata da figure iconiche come Luigi Caccia Dominioni. Per lei, il design non è mai stato solo un lavoro: è parte della sua identità. Ma la sua storia non è soltanto un’eredità; è anche e soprattutto una ricerca personale di libertà e autenticità. Nel 2015 Marta ha fondato Marta Sala Éditions, con l’obiettivo di raccontare la propria visione del design. La sua filosofia unisce tradizione e innovazione, qualità ed estetica, etica e cultura. Ogni pezzo è il risultato di un dialogo tra artigianato e tecnologia, tra funzione e forma. Non si tratta solo di oggetti, ma di storie: oggetti che emozionano, comunicano e durano nel tempo. Il suo lavoro è un ponte tra passato e futuro, tra Milano e Parigi, tra designer e artigiani locali, tra estetica e narrazione. Marta Sala Éditions non è solo un marchio: è una filosofia del design contemporaneo, dove ogni scelta riflette cura, cultura e attenzione al dettaglio.
a cura di
Stefania Conrieri