Marika Lion

Club Italie-France : Lei iniziato la sua carriera a Milano nel Gruppo Montedison, proseguendo poi in Bonaparte 48 Comunicazione Istituzionale e Finanziaria. Ha ricoperto ruoli di rilievo come Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne in diverse organizzazioni, tra cui Finarte Casa d’Aste, Texa, Fondazione Benetton Eventi Culturali e Fondazione. È stata inoltre Direttore Generale di TSW e Amministratore Delegato di ArtNetWorth. Cosa l’ha spinta ad estendere la sua attività nel mondo dell’arte?

Marika Lion : Ho una formazione economica ma con una forte sensibilità alle relazioni pubbliche e istituzionali che sono ancora il mio principale bagaglio professionale. Nel percorso maturato ho potuto acquisire e migliorare quali fossero le mie principali attitudini per poi poter fare nuove scelte, perché credo che poter percorrere strane diverse possa essere solo un modo ulteriore per crescere umanamente e professionalmente. La Cultura e l’Arte in genere mi ha sempre accompagnata fin dall’infanzia ma con l’esperienza nella Casa d’Aste quella passione che già c’era è diventata maggiore così da specializzarmi su ciò che mi era più affine, ossia il mercato dell’arte. Perché l’arte come altri beni da collezione sono comunque asset class di investimento e perciò torniamo sempre al mondo finanziario, dove comunque posso meglio esprimermi. Devo anche dire che il tema riguardante l’affinità con finanza parte da lontano. La famiglia Lion (originaria da Padova) era una nobile famiglia di banchieri tra fine Trecento e inizi del Cinquecento che fondarono secondo quanto emerge dall’archivio di Stato della città, il Banco di Cambio (Statio de cambio) che con l’avvento della Serenissima nel 1405, divennero una vera e propria banca di finanziamento che rese Venezia egemone nel commercio marittimo tra Oriente e Occidente. Alla fine del ‘400 questa famiglia è anche presente nella gestione di enti caritativi in posizione di controllo, almeno nei suoi principi di prestito assistenziale e di deposito della ricchezza cittadina.

Club Italie-France : Professionista italiana con una vasta esperienza nel settore dell’arte, della comunicazione istituzionale e finanziaria, e del management del patrimonio culturale, lei è responsabile di FIRST Arte, la sezione culturale del quotidiano economico-finanziario FIRSTonline. Come nasce questa sinergia con FIRSTonline ?

Marika Lion : Era il 2012 che sono entrata a far parte della redazione del quotidiano, fondato l’anno precedente nel 2011, in quel momento non c’era una sezione dedicata all’arte e così si è pensato di iniziare ad offrire ai lettori temi di arte e cultura, per arrivare oggi ad avere un proprio portale all’interno che si occupa esclusivamente di arte nelle tante sfaccettature e soprattutto di mercato, tendenze, nonché quotazioni e previsioni. La sezione comprende anche design e moda e nell’ultimo anno anche beni di lusso che rientrano sempre negli investimenti sia personali che di realtà più strutturate come fondi, fondazioni e patrimoni familiari. 

Club Italie-France : Specialista in arte del XIX e XX secolo, arte contemporanea e mercato dell’arte, lei opera nel settore dell’Heritage Management, focalizzandosi sulla valorizzazione delle collezioni e dei patrimoni familiari. Un settore non semplice, come lo definisce il suo intervento perché possa essere d’aiuto alla gestione di tali patrimoni?

Marika Lion : Poter assistere un patrimonio familiare può avvenire in tanti modi, spesso sono le relazioni costruite negli anni che ti introducono perché comunque c’è già una conoscenza e soprattutto stima, diversamente non avverrebbe per incarico prettamente curriculare. Le famiglie che sentono il bisogno di valorizzare ciò che loro generazioni precedenti hanno costruito, hanno bisogno in primis di avere tranquillità e sentirsi sicuri. Non aprirebbero mai le porte della propria casa né quelle dei caveaux a persone di cui non hanno piena fiducia. Questo è il primo passo. Poi è sempre importante poter visionare non solo le opere o i beni collezionati, ma capire come sono stati archiviati e se non è mai stata fatta alcuna digitalizzazione è sempre bene consigliare di farlo. Ciò sia a livello di tutela che di fruizione più immediata in qualsiasi momento si voglia prendere in considerazione il bene per altri fini, come può essere la vendita ma anche e non di poco conto nel caso di donazione nel caso di un cambio generazionale. Un tema, come quello del cambio generazionale, sempre più attuale, ed è qui che dove il mio ruolo prende significato.

Club Italie-France : ci sono altri compiti che pensa possono ssere utili al fine della gestione e valorizzazione di un patrimonio?

Marika Lion : Spesso si può prevedere  – se richiesta – anche la funzione di un primo mediatore, nel caso di successioni dove possono comparire controversie ereditarie. E’ un lavoro continuo quello di assistere un patrimonio e le collezioni presenti, perché comunque bisogna avere un po’ tutto sotto controllo,  sia un semplice spostamento di opere da un posto ad un altro, sia conoscere perfettamente i risultati d’asta su base internazionale e tutti gli altri attori presenti e che operano sul mercato. Inoltre, é indispensabile poter avere la possibilità di conoscere in anteprima i programmi delle future esposizioni, in modo da suggerire eventuali prestiti; cercare di conoscere i diversi curatori artistici per periodo di competenza;  cercare di conoscere le tendenze future e tutti quegli eventi di approfondimento che possono essere utili alla “carriera” di un’opera piuttosto che un’altra. E’ altresì indispensabile poter confrontarsi con professionisti specializzati in materia legale e fiscale a livello internazionale che possano valutare e considerare anche le norme su Trust, Fiduciarie e Fondazioni. Infine, avere collegamenti personali con la stampa nel caso ci sia bisogno di una particolare e specifica recensione, argomento spesso sottovalutato ma che può dare una giusta visibilità. Potrei definirlo un lungo processo “certosino” ma che può dare grandi soddisfazioni.

Club Italie-France : Oltre al suo ruolo in FIRST Arte, è fondatrice, editrice lei è direttrice responsabile di JACH – Journal of Art & Heritage, Che attraverso un settore che lei conosce bene come quello del giornalismo specializzato offre servizi di consulenza in comunicazione istituzionale e finanziaria alle imprese. Una scelta o una necessità?

Marika Lion : Devo tornare agli anni ’90 quando ebbi l’opportunità di lavorare con Bonaparte48 Comunicazione Istituzionale e Finanziaria fondata da Carlo Bruno che per anni fu il direttore delle Relazioni Esterne di tutto il Gruppo Montedison, al quale devo molto per avermi insegnato un modo di fare comunicazione che oggi non esiste più, tranne rari casi. Ed è quel modello che mi ha sempre accompagnato nella professione. JACH è nato per offrire cultura a 360° con uno spirito innovativo, legare arte e beni da collezione alla finanza e alla tecnologia. Oggi la tecnologia ci offre numerose opportunità di miglioramento attraverso strumenti più intuitivi rispetto al passato e questo è un grande aiuto per chi fa comunicazione. Perciò direi una necessità per completare l’offerta di consulenza.

 

 

Club Italie-France : So che tiene molto alla formazione, sul tema prevede un qualche nuovo progetto per quest’anno 2025?

Marika Lion : Al momento oltre al lavoro che già svolgo, sia come giornalista che come responsabile di dipartimento cultura per un Family Office ho avviato nuove relazioni per operazioni di accompagnamento M&A nel settore beni di lusso e nel settore dell’Innovazione. Contestualmente sto lavorando per poter presentare un corso di formazione, riconducibile ad un master universitario che formi figure, post-laurea, in gestione ufficio stampa istituzionale. Un corso rivolto a settori ben precisi: aziende nel settore istituzionale, finanziario, enti culturali o filantropici, fondazioni e family office. Oggi le imprese medio-grandi hanno sempre più necessità di implementare comunicazione di qualità e che non sia auto-referenziale, ma spesso, se non si affidano ad agenzie specializzate, impegnano al proprio interno figure che si trovano a gestire la comunicazione di qualsiasi cosa succeda, dagli eventi ai momenti di crisi o ancora, i rapporti con gli investitori. Ecco perché ho pensato di mettere a disposizione alle nuove generazioni di giovani comunicatori la mia lunga esperienza. Al momento, assistita da un team già formato, opero nel campo della formazione direttamente in azienda allo scopo di formare il personale già interno che potrà a seguito operare in modo indipendente. C’è una frase di Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu, noto soprattutto come cardinale Richelieu che ho fatto mia e suona così: “ L’esperienza dimostra che, se si prevede da lontano il disegno che si desidera intraprendere, si può agire con rapidità una volta venuto il momento di eseguirlo”.

Club Italie-France : Quali qualità e competenze ritiene siano fondamentali per ricoprire un ruolo così strategico come il suo?

Marika Lion : Per le qualità che ogni comunicatore dovrebbe possedere al primo metterei la passione, la riservatezza e la capacità di ascolto, poi la capacità di sviluppare sinergie, una forte attitudine alle relazioni, ottima capacità di sintesi e un buon auto-controllo. Come principio credo che ogni professione possa essere presa in considerazione al fine di una carriera, meglio ancora se esiste una qualsiasi passione. Nel preciso caso di chi si occupa di comunicazione istituzionale e gestione delle relazioni nella valorizzazione dei patrimoni, bisogna che ci sia prima una forte attitudine quasi innata alle relazioni e la capacità di intravedere un’effettiva riuscita dell’obiettivo che si intende perseguire Poi, riuscire a confrontarsi continuamente con temi, esigenze e soprattutto criticità, poichè è nei momenti di difficoltà che il savoir-faire che deve essere messo alla prova. Aggiungerei anche: la capacità di trasmettere sicurezza e affidabilità. Per quanto concerne le competenze credo che potrei fare un lungo elenco e sempre in costante crescita. Tutte comunque hanno un comune denominatore: la conoscenza. La mia esperienza è particolarmente lunga, a volte dal tono eclettico per la varietà degli argomenti trattati. Ogni esperienza è un bagaglio che mi ritrovo ad applicare nelle nuove esperienze e allo stesso modo queste ultime vanno ad arricchire lo stesso bagaglio. Così le competenze, quello che si acquisisce con l’esperienza servirà a completare il proprio percorso professionale e potranno essere un ottimo mezzo di paragone per altre occasioni. Se dovessi elencare le competenze fondamentali un ruolo come il mio farei una sintesi su pochi punti: leadership, abilità comunicativa, ottima capacità organizzativa, diplomazia e problem solving. Quale sia il futuro di possibili ruoli come il mio mi è difficile immaginare e non credo che nessuno possa saperlo con esattezza. In questo mondo dove si parla tanto di Intelligenza Artificiale in cuor mio non mi dispiacerebbe poter vedere un ritorno ad un neo-rinascimento o un neo-illuminismo. Sapere aude!

Club Italie-France : Un ultima domanda, mette al primo posto la passione, ciò significa che l’arte per lei sia al primo posto?  È anche collezionista?

Marika Lion : Per me la cultura e l’arte è il motore della passione che dovrebbe esserci in ogni persona. La passione per la professione è un’altra cosa. Essendo cresciuta in un luogo e in un ambiente familiare ricco di storia ho sempre avuto la possibilità di accrescere la mia conoscenza. Mi sono avvicinata a diversi periodi storici e alle diverse tecniche, anche verso il contemporaneo, ma poi alla fine ciò che mi appassiona di più è il mondo classico e la scultura, meglio se neoclassica dove sopravvive una visione illuministica dell’arte, dove le opere diventano messaggere di intenti etici. In effetti sono catturata emotivamente dal tridimensionale e dal bello ideale che proprio nel neoclassicismo trae ispirazione sia dall’arte romana che dall’arte greca antica. In effetti la tridimensionalità nell’arte esprime meglio la bellezza e cattura diversamente i sentimenti rispetto alla pittura.

Prediligo l’arte priva di ogni sorta di dramma, opere composte anche laddove si consuma una scena drammatica o dolorosa come può esserci in Amore e Psiche giacenti di Antonio Canova. Se sono anche collezionista, le rispondo di sì. Negli ultimi anni, restando ferma all’arte classica e venendo meno la curiosità per il contemporaneo – che comunque ha occupato diversi anni di ricerca e del mio fare collezionismo –  ha trovato posto la creatività della gioielleria, meglio se vintage o etnica, dove vi ho scoperto che le forme hanno con un forte legame con il passato: capsule del tempo che diventano eterne. “Scelgo un blocco di marmo e tolgo tutto quello che non mi serve” Auguste Rodin.

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Corporate Communication and Heritage Advisory
Club Italie-France: Chloé Payer - Team
A cura di
Chloé Payer