Luisa Beccaria

Club Italie-France : Donna, stilista e imprenditrice: ci racconti un po’ di lei. Com’è diventata Luisa Beccaria?

Luisa Beccaria : Il brand Luisa Beccaria è nato da una ricerca del bello in senso ampio. Non una bellezza superficiale o sterile, ma un’idea più profonda, che unisce etica, armonia e stile di vita. Sin da piccola questo mondo mi affascinava e ho sempre cercato di esplorarlo attraverso l’arte, la musica, la letteratura. Ho studiato Lettere e nel frattempo avevo già realizzato molte mostre di abiti in gallerie d’arte, sempre con questo binomio tra arte e moda di cui allora non si parlava per niente. Inizialmente mi sarebbe piaciuta la carriera universitaria, ma secondo il mio professore avevo bisogno di ritmi più veloci e di vedere subito il risultato di ciò che facevo. E forse aveva ragione!

Club Italie-France : Quando c’è stata la svolta?

Luisa Beccaria : Avevo trovato tessuti meravigliosi in un negozio di arredamento e ho pensato di farne qualcosa. Da ragazza ero molto magra, con una vita strettissima, e non trovando abiti adatti, finivo per farmeli fare. In campagna, nella nostra tenuta nell’Oltrepò Pavese, c’era una sarta deliziosa con cui mi divertivo a creare modelli. Così pensai di organizzare una vendita. Mi sembrò naturale farla in una galleria d’arte, uno spazio ampio, non convenzionale. Piero Fornasetti accolse subito l’idea, mentre altri galleristi erano perplessi. Fu lui a invitare la stampa di attualità e quella d’arte: così arrivarono le prime recensioni, oltre alle prime entusiasti clienti: si vendette tutto in pochi giorni. Intanto continuavo a dedicarmi anche ad altro, ma ogni tanto tornavo a esporre le mie creazioni in luoghi non convenzionali, non nati per la moda. Poi ho iniziato a “seminare” scegliendo come location palazzi storici, il cortile della Pinacoteca di Brera, oppure vie di Milano chiuse al traffico, che trasformavo in passerelle. Nel frattempo ho incontrato Lucio Bonaccorsi, che poi è diventato mio marito. Ci siamo sposati quando ero molto giovane, avevo venticinque anni, e l’anno dopo è nata la mia prima figlia, Lucilla. In contemporanea ho inaugurato il mio primo negozio: attraverso le mostre avevo ormai un piccolo pubblico affezionato che chiedeva i miei abiti. Subito dopo la Camera della Moda mi ha cercata per farmi sfilare a Milano Collezioni, nel prêt-à-porter. Ma ero restia: non volevo entrare in una distribuzione su larga scala, desideravo un progetto a misura di donna, adatto al mio ritmo e alla mia vita. Poco dopo è nata la mia seconda figlia e, invece di investire solo sulla linea donna, ho aperto un altro negozio e creato una linea per bambini.

Club Italie-France : Poi cosa è successo?

Luisa Beccaria : Quando è nato Ludovico, il mio terzo figlio, negli anni ’90, la Camera della Moda mi propose di sfilare durante l’Haute Couture, offrendomi eccezionalmente una partecipazione gratuita. A quel tempo a Roma c’erano ancora stilisti importanti, ma il panorama stava già cambiando, e cercavano giovani talenti. Così ho fatto un paio di sfilate a Roma, e subito dopo mi hanno invitato a Parigi per l’Haute Couture. Dal 1991 al 1995, ho sfilato regolarmente durante l’Haute Couture francese, partecipando praticamente come l’unica persona davvero giovane, in un contesto dominato da grandi brand già strutturati, con linee di profumi, cosmetici e accessori. Io invece producevo soltanto vestiti e alcuni accessori, senza tutto quel mercato parallelo. Quando è nata la mia quarta figlia Luna, proprio durante il calendario dell’Haute Coture parigina, ho sfruttato questa pausa per cambiare lievemente rotta, scegliendo di ripresentare a Milano, che stava acquisendo sempre più importanza,  un pret-a couture. Infatti presentare tutte le stagioni a Parigi durante l’Haute couture diventava troppo impegnativo, non solo economicamente, ma anche in termini di tempo. Viaggiavo con tutta la famiglia, prendevamo interi appartamenti al Ritz, e organizzare tutto diventava molto complesso. 

Club Italie-France : Luisa Beccaria è diventata quindi un brand internazionale… 

Luisa Beccaria : In quegli anni cominciai a ricevere proposte dalle maison di moda francesi: per esempio, il gruppo di Richmond mi aveva chiesto di diventare direttore artistico di Chloé, e ci sono state anche altre offerte. Dopo un attento esame, purtroppo ho dovuto lasciare cadere tutte queste opportunità, perché richiedevano un grande coinvolgimento della mia vita personale, ed io volevo comunque sviluppare il mio brand di moda e lifestyle. La mia vita si è sempre intrecciata con la crescita della famiglia, che è stata la mia priorità. Così,  poco dopo la nascita del del quinto figlio Luchino nei primi anni 2000 ho cominciato a portare le collezioni in giro per il mondo concentrandomi soprattutto sull’America. Si trattava di “limited edition” che pur conservando il gusto artigianale e sartoriale delle rifiniture, ma realizzate su taglia per permettere alla donna contemporanea di avere i capi rapidamente, senza dover fare prove come nell’Haute couture. Mentre la parte Atelier couture si concentrava sulla collezione sposa e sulle occasioni speciali, creando anche pezzi “one of a kind” per celebrity o clienti particolari, e dedicando a Milano una fiera specifica per questo segmento.

Club Italie-France : Lei ha coinvolto nel suo business anche i suoi cinque figli, vero?

Luisa Beccaria : Siamo ancora una realtà familiare ed esclusiva, che offre uno stile ricercato e riconoscibile. Vantiamo clienti in tutto il mondo, soprattutto in America, ma anche in Medio Oriente, Corea, India e altri paesi. Queste clienti, grandi estimatrici dell’unicità dei nostri prodotti, sono diventate un po’ delle ambasciatrici del nostro brand. Mia figlia maggiore, Lucilla, è entrata nel 2006 al mio fianco, iniziando a imparare tutta la catena produttiva, dalla creazione dei tessuti fino alla realizzazione dei capi e all’organizzazione delle sfilate. Con il tempo, anche gli altri figli hanno iniziato a collaborare: Luna si occupa della vendita diretta online, mentre altri due, Ludovico e Lucrezia, sono più orientati all’ospitalità e alla ristorazione. Hanno quindi sviluppato queste attività con grande passione, aprendo a Milano il LùBar e a breve anche un albergo che segue lo stesso concept di lifestyle poetico, autentico e vicino alla natura.

Club Italie-France : La seconda generazione manterrà forte l’identità del brand?

Luisa Beccaria : Certamente. Ora è subentrata la seconda generazione, tra cui mio figlio Luchino, che ha studiato all’estero, si è laureato in Economia e Commercio e ha approfondito gli studi sul family business. L’obiettivo è portare avanti una seconda fase del brand, valorizzando tutto il nostro potenziale grazie anche al contributo di nuove persone. Nel frattempo, è nata anche una linea per la casa, legata al nostro feudo siciliano di Castelluccio, realizzata da me e mio marito, che ha seguito tutta la parte operativa: dall’arredo ai mobili, è stata una creazione completa che riflette la stessa cura e attenzione al dettaglio del brand.

Club Italie-France : Non ha mai pensato di vendere a un grande gruppo del lusso?

Luisa Beccaria :  Ogni tanto ci penso anch’io, è normale: quando mi sembra di aver raggiunto un punto, penso “adesso vendo”. Però tutto dipende da come, dove e con chi. Non si può dire “non farò mai una cosa”: dipende dalle circostanze. In linea di massima, come tutti i brand familiari, ci abbiamo pensato a possibili alleanze.

Club Italie-France : Quali sono stati i segreti del suo successo e cosa piace alle donne dei suoi abiti?

Luisa Beccaria :  Credo sia soprattutto l’autenticità: non ho mai cercato di essere chi non ero. Abbiamo sempre creato prodotti belli e poetici che parlano da soli dai colori particolari e stemperati di un romanticismo senza tempo. Hanno un costo, certo, ma rappresentano anche un investimento perché non ti abbandonano: fanno parte del tuo essere. Per me un abito è un po’ come un amico nell’armadio. Puoi rispolverarlo e indossarlo ancora, e ti farà sentire sempre bene. L’accessorio poi può attualizzarlo, ma lo stile resta riconoscibile. Il nostro approccio è sempre stato fresco, pur rifacendosi in parte al vintage ma in chiave estremamente contemporanea. Lo apprezzano donne di tutte le età, dalle ragazze più giovani che sono autentiche fan, fino a donne più mature, come mia madre di novantacinque anni che ancora sfoggia interi outfit di Luisa Beccaria. La considero il mio archivio personale.

Club Italie-France : Cosa pensa del lusso oggi?

Luisa Beccaria : Il problema del lusso oggi, ragione per cui molti clienti si rivolgono a noi, è legato ai grandi gruppi che devono sostenere costi promozionali enormi. Questo spesso sposta l’attenzione dal prodotto vero e proprio: con cinquanta o sessanta negozi nel mondo, i capi vengono riprodotti in serie. Chi cerca qualcosa di esclusivo o unico, come gli abiti vintage one of a kind, trova in noi un’alternativa. Non produciamo pezzi unici, il che rende ogni vestito immediatamente riconoscibile. Questa esclusività è la nostra forza: ci ha permesso di resistere a eventi straordinari come il Covid e le crisi economiche globali.

Club Italie-France : Quanto è sostenibile il brand Luisa Beccaria?

Luisa Beccaria :  Sono fiera di aver dato vita a uno stile che sottolinea una bellezza atemporale e questo si traduce in sostenibilità. Inoltre i nostri prodotti sono tutti made in Italy quasi a Km0, facciamo lavorare artigiani locali, a condizioni e prezzi equi, senza ricorrere a manodopera lontana o minorile. Ci sono mille modi per essere sostenibili, e noi li perseguiamo con attenzione. Un abito Luisa Beccaria è senza tempo. Naturalmente, essendo delicato, può rovinarsi se non trattato con cura. Dipende molto dal tessuto: tulle, chiffon, broccato, cappotto, tailleur o vestito sartoriale richiedono attenzioni diverse. Ma nel complesso, è un investimento estetico e duraturo che regala emozioni ogni volta che lo si indossa.

Club Italie-France : Com’è stata la sua esperienza con l’alta moda francese?

Luisa Beccaria : Ero molto giovane, immersa in un ambiente vibrante e stimolante. La mia prima sfilata è stata all’Istituto Italiano di Cultura, e successivamente siamo stati ospiti di Saint Laurent: Pierre Bergé ci concesse la passerella dopo la loro sfilata, a luglio, quando molte strutture erano in vacanza. È stato un gesto molto accogliente. Abbiamo anche sfilato al Musée de la Monnaie, in contesti molto belli e interessanti. Poi, negli anni, abbiamo continuato a presentare le collezioni a Parigi senza essere schiavi dei rigidi calendari dell’Haute Couture. Oggi, continuo a presentare occasionalmente a Parigi, ma senza l’obbligo di partecipare a ogni sfilata semestrale. In Italia, con Milano Collezioni, presentiamo regolarmente ogni sei mesi, e avere anche la couture a Parigi sarebbe ridondante. Ho scelto di liberarmi da questa doppia pressione, concentrandomi su uno stile personale e riconoscibile.

Club Italie-France : In tanti dicono che la moda oggi sia grande sofferenza…

Luisa Beccaria : Forse la moda, intesa come fenomeno effimero, in parte lo è diventata. Ha preso una piega contraria alla sostenibilità: per una sfilata, un brand spende spesso somme folli per pochi minuti di visibilità, generando una quantità enorme di rifiuti tra plastica, carta e materiali vari. Io non me lo sarei mai potuta permettere, e anche potendolo fare, non l’avrei mai fatto. Sin dall’inizio, noi abbiamo cercato la bellezza autentica: portici di chiese, chiostri, cortili, giardini. Luoghi che hanno già storia, charme e qualcosa da raccontare, collegando le collezioni alla storia e alla cultura di quel contesto. Presentare le collezioni non richiede scenografie esagerate: la bellezza è già lì. La moda può sopravvivere solo nel mass market, ma la vera couture e la moda costosa non possono basarsi sul concetto “è di moda quest’anno, poi sparisce”.

Club Italie-France : Lei è appena tornata da un lungo viaggio di lavoro negli Stati Uniti. Com’è lì il mercato: i racconti…

Luisa Beccaria : Siamo da poco tornati da un giro a Chicago, Dallas e New York, dove abbiamo organizzato diversi pop-up. Arrivare a New York è ormai una routine, ma Dallas e Chicago sono state esperienze nuove e sorprendenti: vedere tante donne che avevano già i nostri vestiti nell’armadio o che ci raccontavano la storia di qualche capo attraverso foto e aneddoti è stato davvero emozionante. Abbiamo organizzato eventi dedicati ai nostri top client: cene private dove le clienti potevano ordinare la collezione dell’anno prossimo, non solo i capi scelti dai negozi, ma anche pezzi esclusivi che il punto vendita non aveva ordinato, garantendo così unicità e rarità dei capi. A Dallas, ad esempio, abbiamo fatto un pop-up in un club insieme a Cabana di Martina Mondadori. Le donne americane amano vestirsi e investono in pezzi speciali per occasioni importanti: matrimoni dei figli, eventi significativi o momenti in cui desiderano distinguersi.

Club Italie-France : Parliamo dell’artigianalità, del fatto a mano: in un’epoca dominata dalla velocità, come si preserva questo tesoro?

Luisa Beccaria : Non è semplice, perché le mani esperte stanno progressivamente scomparendo. Noi abbiamo collaborato molto anche con sarte e laboratori della Scala, che rimangono un grande riferimento di artigianalità ed eccellenza. La maggior parte dei nostri capi ha punti e dettagli fatti a mano, realizzati però in laboratori che già funzionano come piccole industrie. Serve un compromesso: non possiamo essere completamente fuori mercato, perché l’alta moda tradizionale lo è, mentre noi manteniamo prezzi da prêt-à-porter. L’obiettivo è conservare il valore artigianale senza rinunciare alla desiderabilità dei capi.

Club Italie-France : Se dovesse organizzare un evento in Francia per celebrare la sua maison, come lo immaginerebbe?

Luisa Beccaria : Mi hanno appena invitato a un evento molto importante in un castello appena fuori Parigi, legato al World Monument Fund, associazione che amo perché si occupa di preservare e restaurare opere d’arte e luoghi storici. Quest’anno celebrano il sessantenario e mi hanno proposto di organizzare una sfilata e una giornata dedicata alle donne in un castello privato, pubblicato su un libro. Trovo bellissima l’idea di unire moda e patrimonio culturale, creare un dialogo tra discipline diverse.

Club Italie-France : A proposito di Parigi, avete realizzato l’abito per la nipote della principessa Maria Gabriella di Savoia, che ha indossato al famoso Le Bal di Parigi. Ci racconti di questo vestito…

Luisa Beccaria : Gabriella Janssens de Balkany, nipote della principessa Gabriella di Savoia, è venuta da noi e ha provato diversi abiti, anche pezzi d’archivio, e si è innamorata di uno dei nostri abiti iconici, di qualche anno fa. È un vestito di chiffon, molto etereo e svolazzante, con una complessa lavorazione a plissé circolare che sembra semplice ma non lo è. I pannelli in varie sfumature di bianco formano una raggera davanti, con spalle scoperte, trasparente e delicato.

Club Italie-France : E poi c’è stato l’abito che avete realizzato per le nozze di Lady Gabriella Windsor. Lei era presente alla cerimonia: che ricordi ha di quella giornata?

Luisa Beccaria : Mi ricordo innanzitutto che ero lì dal giorno prima. Improvvisamente Lady Gabriella decise che il vestito doveva essere più corto, perché con la tiara superava il marito. Abbiamo dovuto accorciarlo sul momento, nella sartoria della regina, attraversando tutti i saloni per farlo. Le mie due sarte hanno lavorato tutta la notte. Il giorno dopo, la regina era vestita di un rosso particolare, simile a quello del vestito di mia figlia, e tutti mormoravano che forse avevamo vestito anche la regina. In realtà era lo stesso rosso di uno dei suoi salotti, attraversato con quel vestito: ogni stanza aveva oggetti e quadri della stessa tinta. Un momento che mi ha colpito molto: quando il padre di Ella, il principe Michael di Kent, nostro grande amico, ha fatto il discorso, si è commosso, cosa insolita secondo l’etichetta. La regina, sua cugina, gli ha rivolto uno sguardo complice e umano. È stato davvero memorabile.

Club Italie-France : Altre Royals che avete vestito?

Luisa Beccaria : La regina Máxima d’Olanda spesso indossa i nostri abiti. Ce n’è uno tutto a spicchi di chiffon e un altro con dei fiori azzurri. Anche la regina Rania di Giordania ama le nostre creazioni.

Club Italie-France : C’è un abito cui lei è emotivamente più legata, indossato da una celebrity o una royal?

Luisa Beccaria : Da giorno, ad esempio, uno in satin elasticizzato stampato che Nicole Kidman ha indossato per un evento sportivo: al ginocchio, manica corta, semplice ma iconico per noi. Da sera, forse l’abito che abbiamo chiamato “Via col vento”, che ho presentato in una delle prime sfilate di alta moda: tutto a balze di georgette con applicazioni di fiori di tessuto, quando nessuno ancora faceva queste lavorazioni.

Club Italie-France : I suoi abiti sono arrivati anche sul set di Beautiful. Ci racconti…

Luisa Beccaria : Recentemente la moglie di Bell è venuta a New York, al Carlyle, per vedere le nostre collezioni e acquistare dei vestiti. Prima di andar via mi ha chiesto: “Non ti divertirebbe far parte di una fiction?” Non ci avevo mai pensato, ma poco dopo è arrivata la richiesta: alcuni episodi erano girati a Capri, vicino al nostro negozio in piazzetta, e ci volevano come brand protagonista di una mini-sfilata per Beautiful. Le riprese si sono svolte tra Napoli e Capri, alla Canzone del Mare. In America è già andato in onda; in Italia sarà trasmesso su Canale 5 la prossima estate.

Club Italie-France : Parlava prima della vostra casa e del borgo siciliano di Castelluccio, che avete completamente riportato in vita…

Luisa Beccaria : Io e mio marito Lucio Bonaccorsi, della famiglia dei principi dei Reburdone, abbiamo iniziato il restauro grazie alla nonna di Lucio, discendente dei Borgia del Castelluccio. Purtroppo il palazzo era passato all’Ordine di Malta, che lo aveva poi venduto. Fortunatamente siamo riusciti a riacquisire anche le proprietà che erano state cedute. Oggi questo borgo è diventato la nostra casa principale: ha dimensioni gigantesche, include una chiesa, scuole e gli edifici agricoli originari. Abbiamo trasformato tutto in abitazione, ospitando la nostra famiglia numerosa e amici dei figli.

Club Italie-France : Qual è in definitiva la sua idea di bellezza?

Luisa Beccaria : La bellezza è tutto ciò che ci dona la natura. Ogni giorno il sole tramonta e regala cieli incredibili, anche quando nuvolosi; il mare, gli alberi che rifioriscono in primavera, la neve che cade: sono fenomeni straordinari che spesso diamo per scontati. Concentrarsi su questi dettagli significa percepire il vero splendore della realtà. La bellezza, quindi, non è un sogno: esiste nella vita di tutti i giorni e per me continua fonte di ispirazione.

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Intervista del

17 Dicembre

Informazioni

Emblema della femminilità più eterea e romantica, Luisa Beccaria Bonaccorsi ha costruito un linguaggio stilistico riconoscibile, fatto di leggerezza, colore e grande artigianalità.
A cura di
Stefania Conrieri