Florence Portelli

Club Italie-France : Nel 2002, dopo gli studi in diritto pubblico e criminologia, lei ha ottenuto l’incarico di assistente parlamentare. Qual’è stata la sua sensazione nel servire il suo Paese così giovane? Che ricordo ha di questa esperienza?

Florence Portelli : Volevo servire il mio Paese già da molto tempo avendo come volontà quella di aiutare gli altri. Quando ero molto giovane, io e i miei genitori eravamo coinvolti in attività comunitarie, in azioni di beneficenza, all’interno della parrocchia cattolica. Il mio impegno politico risale a quando avevo 13 anni, quando mi sono impegnato a seguire Philippe Seguin. In definitiva, ho da molto tempo la passione nel servire gli altri, ma anche di difendere un ideale, una certa idea di grandezza del Paese.

Club Italie-France : Il ruolo della politica si sta indebolendo in tutto il mondo. I social network controllano e influenzano, spesso negativamente, l’opinione pubblica. Come riprendere il controllo del dibattito pubblico senza lasciarsi influenzare dai social network?

Florence Portelli : Il problema non sono solo i social, ma anche i sondaggi. Oggi, ad esempio, con le elezioni europee si effettua un sondaggio al giorno. Inoltre, il problema è che il tempo istituzionale è troppo breve dopo il passaggio al mandato quinquennale. I social network hanno ovviamente cambiato la modalità di comunicazione, in una sorta di immediatezza che spesso non permette di approfondire nulla. E poi anche i continui canali di informazione che a volte sono più alla ricerca della polemica che del dibattito sostanziale. Quindi il ruolo della politica è superare le insidie, evitarle. Occorre portare con sé una speranza che spinga le persone verso l’alto. E il problema con i partiti politici tradizionali è che spesso sono più preoccupati della gestione a breve termine che della visione di una società, della capacità di mostrare alle persone che possono sperare di vivere una vita migliore. Il nostro compito, credo, è prenderci il tempo (cosa che non abbiamo assolutamente fatto) per pensare a un vero progetto sociale, e non solo per concentrarci su questioni di mezzi; questo è ciò che è fondamentale, un bilancio, finanze, sicurezza, programmi vincenti. Ma quale futuro offriamo ai nostri figli? Quale contratto sociale offriamo alla società? Come possiamo semplicemente reincantare la vita? Vi assicuro che abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Club Italie-France : I cittadini si allontanano sempre più dalla politica perché sono convinti che essa non soddisfi più i loro bisogni. Quali ritiene siano le azioni prioritarie per riavvicinare i cittadini alla politica?

Florence Portelli :  Penso già che sia una questione di stile. Penso che le persone non si aspettino di sentire frasi fatte o battute, ma si aspettano sincerità. La sincerità non può essere fabbricata; la si sente. E ci si aspetta che la politica  sia vicina ai loro connazionali e che rappresenti davvero la società francese. Putroppo ancora oggi non non è ancora cosi’. Quando vado ad una trasmissione,

 non ho documenti con me, non ho nessuno che mi dice “devi dirlo”. Penso che il vantaggio di noi eletti locali sia che ci sporchiamo le mani, siamo davvero in contatto con i problemi delle persone. È importante avere un piede nella realtà, nella vita reale. C’è un requisito di sincerità che è molto importante. E poi, di non disprezzare le opinioni dei cittadini. A volte semplifichiamo il dibattito dicendo che la gente non capirà se solleviamo la questione. Penso il contrario. Le persone sono all’altezza di ciò che offriamo loro. Quindi, se l’offerta è migliore, le persone aumenteranno il loro livello. Dobbiamo quindi smettere di prendere i francesi per degli imbecilli.

Club Italie-France : L’Europa ha dimostrato di non essere all’altezza delle sfide che si trova ad affrontare. Dalla gestione della pandemia, allo shock energetico, dalla guerra Russia-Ucraina all’attuale conflitto in Medio Oriente. Dobbiamo accettare di essere il ventre molle del mondo oppure è possibile un’altra Europa più unita, più forte, più indipendente dagli Stati Uniti?

Florence Portelli :  È possibile, direi, in maniera generale. L’Europa però non è sempre stata deludente! Ci sono stati dei risultati raggiunti dall’Europa, in particolare, e non sono del tutto d’accordo con lei, durante la pandemia. Ma quello su cui sono d’accordo con lei è che c’è una grande delusione nei confronti dell’Unione europea, semplicemente perché i politici non danno l’impressione di governare l’Europa. Abbiamo piuttosto l’impressione di una macchina burocratica che talvolta prende decisioni del tutto fuori dal mondo. E penso che dobbiamo già sburocratizzare l’Europa, così come, detto tra noi, dobbiamo anche sburocratizzare la Francia. Poi dobbiamo abbracciare anche la nostra storia, le nostre radici, ciò che siamo. A volte l’Europa si comporta più come un agente della globalizzazione che come un’entità che rivendica una storia e dei valori, in nome di un ideale democratico. Mentre in realtà così facendo, secondo me, si perde, soprattutto nei confronti di avversari che non hanno ideali democratici. Quindi l’Europa deve essere un’Europa più politica. Ma che parla alle persone, alle nazioni, che non si sta globalizzando in modo storto e chi deve sburocratizzarsi.

Club Italie-France : Nel suo libro “Franc Parler” le fà un’analisi realistica dell’attuale situazione politica in cui il populismo sia di destra che di sinistra rischia di affermarsi in tutto il mondo. Tra i vari errori commessi dalla politica, quali ritiene siano i più gravi? Mancanza di realismo, incapacità, mancanza di preparazione, mancanza di volontà?

Florence Portelli : Per me non è così. Direi che la colpa più grande è il disprezzo, il disprezzo per la gente. Essere eletto e poi non fare quello per cui sei stato eletto. Il disprezzo del popolo quando lo invitiamo a votare in un referendum e si siede sul voto convocando il Congresso qualche tempo dopo. Questo è quello che è successo in Francia dopo il referendum del 2005. I nostri leader non sono rimasti soddisfatti del risultato negativo e hanno organizzato una nuova versione del trattato con un voto al Congresso. E penso che quella sia stata una divisione terribile e ingiusta con la gente. E non vedo come possiamo essere credibili quando abbiamo sbattuto la porta in faccia alla gente e l’abbiamo disprezzata. Quindi  direi che per me l’errore più grande è il disprezzo e che dobbiamo riconoscere che abbiamo sbagliato. Inoltre, implica anche ciò che fanno i populisti: semplificare il dibattito, dicendosi che adulando paure e umiliazioni, otterremo molto di più a livello elettorale. È anche un modo di disprezzare la gente. Lusingare il razzismo come fa l’estrema destra o lusingare gli ambienti islamici come fa l’estrema sinistra. È un modo di disprezzare l’intelligenza popolare.

Club Italie-France : Lei è appassionata di cinema, opera, letteratura e teatro. Ha una forte inclinazione verso le arti. Suona il pianoforte dall’età di sei anni e l’organo dall’età di 14. Lei è Presidente dell’Orchestra nazionale dell’Île-de-France dal 2016 e Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal 2020. Da dove viene tutta questa passione per queste nobili arti?

Florence Portelli : Ho avuto la fortuna di avere genitori che leggevano molto, c’erano libri in ogni piano della casa, quindi ero sommersa dai libri. E poi, ho iniziato a leggere all’età di sei anni e non ho più smesso e addirittura, un po’ compulsivamente, leggevo un libro a sera! Quindi direi che ho una sorta di dipendenza molto forte dai libri. All’epoca c’erano anche molti film, erano videocassette di film registrati, spettacoli come The Midnight Cinema, The Last Screening, ecc. E ho scoperto anche la gioia dei film, da bambina, ed è qualcosa che mi ha trasceso. Ho avuto anche la fortuna di avere genitori che ritenevano, anche quando non erano nei periodi finanziariamente più floridi, che fosse necessario educarci all’arte portandoci nei musei, nei castelli, a vedere le rappresentazioni teatrali. Non è stato facile, perché eravamo tutti fratelli, fratelli e sorelle. Per quanto riguarda la musica, hanno visto che per me era molto importante. Hanno deciso di fare uno sforzo affinché potessi avere un pianoforte all’età di sei anni. Quindi è vero che ho una personalità particolare, che è eccessiva in questo ambito. Prima lo ritenevo fondamentale come trasmissione.

Club Italie-France : Lei ha origini italiane. Ha mantenuto i rapporti con l’Italia ?

Florence Portelli : Dunque, se non vado in Italia muoio. Ho una necessità vitale di andare in Italia. Inoltre, mentre vi parlo, ho davanti a me la fotografia del mio gelato preferito che si trova in una pasticceria a Marina di Carrara. Questo è un gelato assolutamente terribile per i fianchi! Ho una famiglia lì, ho cugini e tutto il resto. Cerco di andarci regolarmente. Mi sono sposata in Italia, in chiesa, e ho dei cugini che si sposeranno lì, a giugno a Lucca, che è la mia città preferita in Italia. Sono follemente innamorata dell’Italia. Mia madre è nata in Italia, è nata a Massa e anche mia nonna è nata in quella zona. Inoltre, passavamo ogni aprile in Liguria perché mio padre era un grande specialista in scienze politiche e diritto costituzionale comparato, era visiting professor all’Università di Genova e avevamo la fortuna, mentre era ai suoi corsi, di avere un affitto a Camogli . Quindi sono entrambi molto legati alla Toscana perché fa parte delle origini della mia famiglia, da parte di mia madre, ma anche alla Liguria con Camogli che è un luogo che amo enormemente.

Club Italie-France : Quali sono, secondo lei, le sinergie che potrebbero svilupparsi nel quadro del Trattato del Quirinale, firmato il 26 novembre 2021, un accordo di cooperazione rafforzata tra Francia e Italia?

Florence Portelli : Senta, penso che la prima cosa sarebbe bene smettere di essere sprezzante. C’è un modo sempre un po’ accondiscendente in Francia quando parliamo dell’Italia, anche se non abbiamo lezioni da dare; e due, senza gli italiani, non so come si sarebbe evoluta la Francia e fortunatamente ci fu il Rinascimento e l’importazione del genio italiano in quel periodo. Del resto non credo nella coppia franco-tedesca, ma d’altro canto credo molto nell’Europa mediterranea, un asse molto, molto forte con Italia, Spagna e Portogallo. Quindi penso che a livello europeo questa sia l’alternativa all’amicizia franco-tedesca che volevo. Ancora una volta, non la penso così. Quindi penso che già a livello politico dobbiamo costruire legami molto più forti con l’Italia, ma anche a livello culturale, perché abbiamo una storia comune. A volte abbiamo avuto anche regine provenienti dall’Italia, in particolare abbiamo avuto Caterina e Maria de’ Medici. Abbiamo avuto artisti che sono venuti dall’ Italia, come Leonardo da Vinci che ha concluso la sua vita in Francia. E c’è una sorta di fratellanza molto forte, di legami fortissimi, anche a livello culturale che penso dovremmo rafforzare molto più di quanto non facciamo attualmente. Quindi ecco qua, a livello politico e culturale, penso che ci sia molta più forza per tessere e progettare.

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Intervista del

15 Luglio

Informazioni

Sindaco di Taverny (Val-d'Oise) dal 2014
vicepresidente della Regione Île-de-France dal 2015 con delega alla Cultura, al Patrimonio e al Creato. Presidente dell'Orchestre national d'Île-de-France (ONDIF) dal 2016. Florence Portelli è anche vicepresidente dell'Associazione dei sindaci di Francia (AMF) e autrice del libro “Franc-parler” (edizioni Cerf).
Giovanni D’Avanzo - Club Italie-France - Team
A cura di
Giovanni D’Avanzo