Emilia Aru

Club Italie-France : Lei inizia la sua carriera come grafica pubblicitaria. Può raccontarci quando e come nacque la sua passione per la grafica e l’editoria?

Emilia Aru : Negli anni sessanta frequentavo i corsi di disegno e di pittura della scuola d’arte San Giacomo a Roma, ero una giovanissima artista in una classe di adulti. La domenica mi univo ai compagni con il mio cavalletto per andare a dipingere dal vero. Disegnavo bene e lavoravo con i colori a olio o a tempera. I miei amici dicevano che avevo talento — forse soltanto per incoraggiare la loro mascotte che girava sempre con un libro in mano. Ma la mia famiglia era numerosa e dovevo cercare di procurarmi da vivere. Anche se riuscivo a vendere qualche disegno, questa passione non consentiva uno sbocco lavorativo, quindi ho rivolto lo sguardo alla grafica. Un giorno ho visto un annuncio dove cercavano una disegnatrice di cartelli pubblicitari, bisognava presentarsi il lunedì. Caparbia, mi sono chiusa in casa tutto il fine settimana. Mi sono messa a disegnare a mano libera i caratteri delle lettere copiandoli dalle riviste, creando testi, slogan e « logotipi » senza neanche conoscere il significato di questa parola. Il lunedì mi sono presentata con i miei disegni e sono stata assunta. In breve tempo sono diventata molto esperta nell’arte della cartellonistica, elaborando io stessa nuovi strumenti e procedure per velocizzare e migliorare i risultati. Quest’arte mi ha permesso di esprimermi in modo diverso rispetto alla pittura e, mi permetteva di procurarmi il necessario per vivere. Il lavoro da dipendente è durato qualche anno e ho potuto così continuare a fare progressi e ad acquisire le competenze necessarie per dedicarmi seriamente allo studio della comunicazione visiva, attività manuale e intellettuale indispensabile per favorire la crescita di un’azienda. 

Club Italie-France : In che modo la sua esperienza nella pubblicità negli anni novanta ha influenzato il suo lavoro editoriale? 

Emilia Aru : Nei primi anni ottanta ho fondato la mia agenzia pubblicitaria indirizzata alla valorizzazione di imprese locali. Studiavo moduli aziendali per facilitare la comunicazione tra imprenditore e cliente, mettendo sempre in luce i contenuti umanistici. Col tempo, poiché fin da piccola avevo la passione per la lettura, ho cercato di mettere le competenze acquisite al servizio dell’oggetto libro.

Club Italie-France :  Qual è stato il suo primo incarico professionale nel mondo del libro o delle librerie?

Emilia Aru : La libreria Rinascita di Roma mi ha ingaggiato per migliorare l’immagine e la comunicazione del punto vendita. Si trattava di orientare i lettori verso un determinato settore di interesse e di ideare degli strumenti di fidelizzazione — con il bellissimo logo Rinascita ho creato la prima tessera libraria, la carta per i regali, il packaging per i dischi, lo shopper, i grafici per gli scaffali, insomma tutta l’immagine coordinata. Tutto questo puntando a combattere la concorrenza delle librerie Feltrinelli che avevano messo in crisi l’azienda. In seguito un’istituzione, lungimirante all’epoca, mi affidò la creazione di un catalogo di libri atto a incentivare la lettura nei giovani. Questo repertorio di testi fondamentali per la formazione dei ragazzi è stato per qualche anno un prezioso strumento per gli studenti delle scuole medie e superiori. Il formato allungato lasciava spuntare dalle tasche la parte alta della pubblicazione mostrando il logo « Il piacere di leggere », i giovani lo sfoggiavano come strumento di aggregazione culturale. In seguito ho continuato ad occuparmi di nuove forme di promozione editoriale — i miei libri giganti costruiti in legno che decoravano il marciapiede di via delle Botteghe Oscure o gli stand delle librerie dell’Estate Romana, trattavano il libro come un vero monumento culturale. 

Club Italie-France : Per coloro che non lo sapessero lei è stata un’imprenditrice con diversi successi alle spalle, quale l’iniziativa « Un libro da indossare ». Le t-shirts Portaparole erano famose, io stesso ne ho acquistato qualcuna nelle librerie Feltrinelli. Come è nata questa idea così originale ?

Emilia Aru : È vero, le mie t-shirts hanno avuto un successo strepitoso. Era un modo di far indossare ai giovani un ideale. All’epoca non c’era internet e per trovare la citazione giusta bisognava leggere il libro. Le magliette erano quindi il frutto di un vero lavoro editoriale ed artistico, venivano stampate in serigrafia ed erano registrate alla Siae come opere olografiche. Uno dei titoli più venduti è stato « Ai figli », una frase tratta da una lettera di Che Guevara — più di 50 000 copie vendute. La confezione a forma di libro, permetteva di conservare le magliette nello scaffale della libreria, accanto ai libri preferiti. Era un prodotto editoriale a tutti gli effetti perché portava un messaggio culturale, sociale e filosofico ed era pubblicato come periodico — regolarmente registrato al tribunale di Roma — e, per queste ragioni, il prodotto usufruiva dell’agevolazione iva, esattamente come il libro. La pubblicazione e la distribuzione era curata dalla Vulkano Edizioni, società di cui ero fondatrice e direttrice. I personaggi pubblici le indossavano durante le trasmissioni televisive, giornali e riviste le recensivano. Un numero speciale di Smemoranda nel 1993 gli ha dedicato la copertina. La maglietta, indossata dal comico Paolo Rossi — all’epoca conduttore di trasmissioni cult su Raitre —, sembrava la vera protagonista della rivista, persino all’interno dell’articolo che contava cinque o sei pagine.

Club Italie-France : Peccato aver interrotto una simile attività, ma da questa esperienza qualche anno più tardi sono nate a Roma le edizioni Portaparole, come è arrivata a fondare questa casa editrice ? e qual era la sua visione iniziale? 

Emilia Aru : Sono entrata nel mondo dell’edizione come si entra in religione, credendo fortemente che la conoscenza e la letteratura debbano essere trasmesse attraverso un oggetto desiderabile. E, poiché nel corso degli anni constatavo che la maggior parte dei libri pubblicati erano sempre più sciatti, la mia missione doveva essere quella di ristabilire la qualità e il rigore degli antichi maestri tipografi italiani e francesi. Ma non pensavo ancora a creare una mia casa editrice e per qualche tempo ho lavorato per altri editori creando per loro copertine e collane editoriali, un lavoro che tuttavia mi lasciava scontenta perché non c’era corrispondenza tra i pregi della grafica dei libri, la bella impaginazione che curavo io stessa e la qualità scadente della scrittura.

Club Italie-France : Come è riuscita a fondare una casa editrice multilingue, italo-francese, nell’italia del 2004 governata da Berlusconi, non proprio votata alla cultura?

Emilia Aru : Bisogna fare un passo indietro, dagli anni del liceo mi ero fortemente innamorata della lingua francese, e avevo cominciato a leggere Françoise Sagan, Marguerite Yourcenar, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir, poi Émile Ajar (quando non si sapeva ancora che si trattava di Roman Gary), Marcel Aymé (che mi divertivo a tradurre), André Gide, Jacques Prévert, e altri, tutti in lingua originale naturalmente. Nel frattempo, nello stesso periodo, avevo cominciato a seguire il cinema e la canzone francese e a fare qualche viaggio in Francia, e quindi a frequentare artisti e intellettuali francesi. Poi ci furono le prime vacanze in Savoia e il primo viaggio a Parigi seguendo i passi dei miei autori preferiti. Ma è solo leggendo Marcel Proust, Balzac e Molière che le mie letture hanno cominciato a seguire un percorso più coerente, quasi propedeutico. Ecco, ero pronta ! L’intento era quella di fondare una casa editrice generalista e di qualità, che, nell’epoca in cui le frontiere europee erano state abbattute dall’avvento della moneta unica, doveva essere multilingue. Come nome non poteva esserci di meglio che Portaparole — il nome del mio periodico che pubblicava libri da indossare — nome che da solo esprimeva la vocazione di portare le parole, perché solo con le parole si possono esprimere i concetti.

Club Italie-France : Gli autori che ha citato sono quindi alla base della sua formazione, ma qual è il libro che l’ha maggiormente influenzata come lettrice e editrice?

Emilia Aru : Il libro fondamentale della mia vita è « Alla ricerca del tempo perduto », il libro cattedrale di Marcel Proust di quasi quattromila pagine che insegna a conoscere se stessi. Una lettura che ha salvato e cambiato la mia vita. Quando si è lettori di Proust è inevitabile conoscere e frequentare appassionati e specialisti di Proust. L’incontro fortuito con Cyril Grunspan, un matematico appassionato della Recherche appena sbarcato a Roma, ha agito da leva. Io stavo leggendo la Recherche per la seconda volta, lui aveva appena organizzato a Parigi la trasmissione radiofonica « Una notte con Marcel Proust ». Proust amava molto l’Italia, aveva visitato Venezia, Padova, Firenze, ma non era mai riuscito a venire a Roma. Portare Proust a Roma è diventato il nostro sogno. Con l’esperienza della mia agenzia pubblicitaria e con l’entusiasmo di Cyril, abbiamo creato insieme il progetto multidisciplinare « Marcel Proust e l’Italia » : letteratura, pittura, musica, cinema e teatro. Fortemente sostenuta dai proustofili romani e parigini, l’idea veniva accolta con interesse anche dalle istituzioni, grazie agli strumenti di comunicazione realizzati con cura. Ma in capo a un anno, il progetto si è arenato per mancanza di sovvenzioni. I testi scritti per l’occasione — la biografia di Proust e un piccolo saggio su Visconti e Proust — meritavano di essere pubblicati e diffusi. I libri scritti in francese sono stati prontamente tradotti in italiano. Avevamo quindi quattro libri da pubblicare, bisognava creare una casa editrice, pungolava Cyril, promosso direttore editoriale. È sotto il segno di Marcel Proust che sono nate le edizioni Portaparole, e l’autore della Recherche ha continuato ad invadere tutte le collane. 

Club Italie-France : Portaparole ha scelte linguistiche, grafiche e culturali fortemente identitarie. Come le seleziona?

Emilia Aru : Le scelte linguistiche si sono imposte da sole, francese e italiano : le lingue dei fondatori. Ma nessun limite linguistico nella collezione bilingue che doveva accogliere brevi testi dei grandi protagonisti della letteratura internazionale. Una collana pensata per lettori raffinati e appassionati, curiosi di scoprire nuove interpretazioni di testi culto ; tutti accompagnati da prefazione, introduzione o postfazione, veri e propri saggi scritti da specialisti. Il libro è bifronte, lingua francese o italiano da un lato, lingua originale dall’altro. Il lavoro di creazione grafica della casa editrice ha avuto una lunga gestazione affinché l’identità di Portaparole sia riconoscibile in ognuno dei suoi libri e delle sue collane. La carta, il carattere tipografico chiamato Dante e l’impaginazione, come evocato precedentemente, rimandano agli antichi maestri tipografi. Il logo raffigura un rondone (martinet in lingua francese, per questo il logo si chiama Martino), un uccello vivace che vola attraverso uno scorcio di cielo stellato. Temi e contenuti culturali seguono i nostri intenti volti a preservare la qualità dell’edizione.

Club Italie-France : Che valore rappresenta per lei l’editoria indipendente?

Emilia Aru : Gli editori indipendenti lottano instancabilmente per portare o riportare alla luce buoni libri e preservarli dall’oblio. Senza la loro lungimiranza tanti capolavori dei grandi della letteratura come Molière, Proust, Balzac, Shakespeare, Dante, Dostoevskij, e altri non avrebbero visto la luce. Appassionati e anonimi questi lavoratori instancabili si fanno carico di preservare la qualità dell’editoria, operano in silenzio e lontano dalla luce dei riflettori per offrire al lettore libri impeccabili e seducenti, storie affascinanti che nutrono la mente.

Club Italie-France : Come presidente delle edizioni Portaparole, quali obiettivi strategici persegue per difendere il lavoro dell’editore?

Emilia Aru : Il lavoro dell’editore è in divenire, ogni libro è sempre il primo, come un prototipo, ad ogni libro successivo bisogna ricominciare da capo, ma l’insieme dei libri pubblicati da una casa editrice costituisce un patrimonio intellettuale che non appartiene più soltanto all’editore o ai loro autori, ma all’intera comunità-umanità. L’obiettivo strategico e inequivocabile per un editore dev’essere la difesa e la trasmissione di questo patrimonio, che può realizzarsi anche attraverso un totale distacco permettendo ad altri di appropriarsene.

Club Italie-France : Quali valori ritiene fondamentali per formare giovani redattori, correttori e grafici editoriali in Italia o in Francia oggi?

Emilia Aru : I valori principali che bisogna scoprire o sollecitare in tutti gli aspiranti professionisti che concorrono a integrare e ad affiancare il ruolo dell’editore, sono la curiosità, la passione della lettura e una buona conoscenza della letteratura. Leggere è fondamentale per nutrire la nostra intelligenza, per accrescere le nostre esperienze reali e per far meglio il nostro lavoro, in ogni campo, ma ancor più nel mondo editoriale.

Club Italie-France : Da presidente, come promuoverà il libro in un mercato sempre più di nicchia ?

Emilia Aru : Il libro non smetterà di sedurre coloro che vogliono conquistarsi uno stile di vita più sano, tranquillo e introspettivo. Quale altro dispositivo-strumento meglio di un libro può permetterci di trascorrere il tempo in perfetta quiete, nutrendo profondamente intelligenza e qualità interiori ? Ascoltare musica certamente, o vedere un buon film. Ma il libro ha un vantaggio, può arricchire e divagare la tua vita anche senza elettricità, anche in un’isola deserta.

Club Italie-France : Guardando al futuro, come vede il ruolo culturale di Portaparole nei prossimi 5 anni?

Emilia Aru : L’invasione della tecnologia e dell’AI riduce sempre di più il nostro tempo, ma noi di Portaparole contiamo di difenderci. Molte più persone auspicano un ritorno a un uso più moderato dei dispositivi tecnologici e, come sostiene Umberto Eco, « la scrittura costituisce la prima grande rivoluzione tecnologica dell’umanità ». Il ruolo di Portaparole e degli altri attori del libro è quello di privilegiare la scrittura e l’oggetto libro nella trasmissione della conoscenza.

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Dal cuore della Sardegna ai salotti letterari d’Europa. Nata nel 1951 a Suelli, Emilia Aru ha trasformato una crisi professionale negli anni ’90 in un progetto originale: le t-shirt letterarie, “libri da indossare” che univano creatività e passione per la lettura. Da lì è nata Portaparole, casa editrice fondata a Roma e poi trasferita ad Arles, con una missione chiara: pubblicare in italiano e in francese, intrecciando due tradizioni letterarie. Il suo catalogo ospita giganti come Molière, Hugo, Flaubert e Balzac, accanto a autori contemporanei come Pierre Assouline. L’eccellenza del suo lavoro le è valsa riconoscimenti di prestigio: • Premio Nazionale della Traduzione (2006) • Chevalier des Arts et des Lettres (2010) • Premio Aidda Sardegna (2010) • Medaglia della città di Arles (2017) • Premio Fondation Napoléon (2018) • Premio Ève Delacroix dell’Académie Française (2022) • Premio francese per la bibliografia e la storia del libro (2024) Oggi vive e lavora tra Roma e Parigi, continuando a usare la letteratura come ponte tra lingue e culture.
Milena Oppi - Team Club Italie-France
a cura di
Milena Oppi