Bertrand Leblanc-Barbedienne

Club Italie-France : Lei è il fondatore di Souveraine Tech, un think tank dedicato alla promozione della sovranità tecnologica. Quali riflessioni e motivazioni l’hanno spinta a fondare Souveraine Tech?

Bertrand Leblanc-Barbedienne: La creazione di Souveraine Tech è nata da una constatazione precisa: la Francia e le nazioni che hanno costruito l’Europa dipendono oggi in modo massiccio da tecnologie critiche sviluppate al di fuori del loro territorio. Questo riguarda le infrastrutture cloud, i microprocessori, le piattaforme software e gli strumenti di intelligenza artificiale. Questa dipendenza rappresenta una minaccia diretta alla nostra autonomia strategica, alla nostra competitività economica e alla nostra stessa capacità di decidere liberamente il nostro destino. Ma la minaccia più grande, che è già stata messa in atto, è l’inoculazione di un veleno cognitivo che ci ha portati collettivamente ad accettare una menzogna: ovvero che non saremmo in grado di attraversare la nostra storia tecnologica senza essere guidati, o addirittura controllati, da altri. Questa convinzione limitante è diventata performativa. È così che oggi, quando si parla in azienda di qualsiasi ambizione tecnologica europea, c’è sempre qualcuno pronto ad alzare il cartello della “scalabilità indiscutibile” degli Stati Uniti, una narrazione illusoria. Per questo motivo ho voluto rispondere a questa sfida creando uno spazio indipendente di analisi, sensibilizzazione e proposta. Souveraine Tech è insieme un media impegnato e un think tank che intende riportare la sovranità tecnologica al centro delle politiche pubbliche europee.

Club Italie-France : Quali sono le attività che Souveraine Tech porta avanti dalla sua creazione?

Bertrand Leblanc-Barbedienne : Abbiamo strutturato la nostra azione attorno a tre assi principali: informazione, influenza e mobilitazione. Attraverso le nostre pubblicazioni – articoli, note, newsletter – decifriamo le sfide, spesso complesse, della sovranità digitale. Organizziamo anche convegni, come quello di Saint-Malo nel 2023, 2024 e quello previsto per il prossimo settembre, che riuniscono esperti di alto livello per discutere le strategie da adottare. Infine, portiamo avanti azioni di advocacy presso le istituzioni pubbliche, francesi ed europee, per sostenere proposte concrete: finanziamento delle tecnologie critiche, appalti pubblici, regolazione delle dipendenze, accompagnamento delle PMI innovative. Non c’è nulla di altisonante nel dire che siamo nel mezzo di una guerra economica, e che spadaccini del nostro genere possono rivelarsi utili se si tratta di avanzare nella battaglia delle idee.

Club Italie-France : Quali sono le principali minacce attuali che gravano sulla sovranità digitale europea?

Bertrand Leblanc-Barbedienne : Sono molteplici. Innanzitutto, sul piano giuridico, il Cloud Act americano consente alle autorità statunitensi di esigere l’accesso ai dati archiviati su server di aziende americane, anche quando solo un componente software o hardware è di origine americana. Si tratta di una falla grave nella nostra autonomia. Ma la questione è ormai così nota che rientra più nella complicità colpevole che nella semplice ignoranza.
Poi c’è una evidente dominazione economica: le imprese europee rappresentano solo il 6% della capitalizzazione mondiale nel digitale, contro giganti come Google, Microsoft, Alibaba o Tencent. Come cantava un noto gruppo degli anni ’80: « The grabbing hands, grab all they can, all for themselves, after all, it’s a competitive world, everything counts in large amounts ».
Infine, c’è una perdita di immaginario, ciò che gli anglofoni chiamano the narrative. L’Europa fatica a imporre i propri modelli tecnologici, i propri racconti, le proprie piattaforme. C’è quindi urgenza nel ridefinire una via europea, virtuosa, attrattiva e potente. Perché non evocare le glorie dell’antica Roma per riuscirci? #SPQR

Club Italie-France : L’industria tecnologica è immensa, ma la quota dell’Europa resta molto debole. Mentre Stati Uniti e Cina investono miliardi nell’IA, nei semiconduttori e nell’innovazione, l’Europa si impantana nella burocrazia. Le startup europee bruciano il 40% del loro budget in attività burocratiche e due terzi non comprendono cosa preveda l’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale. L’Europa rischia davvero di essere esclusa dalla nuova rivoluzione tecnologica?

Bertrand Leblanc-Barbedienne : Qualunque sia il giudizio sul suo orientamento assiologico, occorre leggere l’ultimo libro del CEO di Palantir, la società americana vicina ai circuiti governativi. Cosa vi si scopre? Che tutte le grandi innovazioni nate negli Stati Uniti sono il frutto di una stretta interazione tra ambizioni sovrane e capacità scientifico-tecniche del settore privato. Non significa che bisogna fare affidamento sull’amministrazione pubblica, ma che stiamo assistendo al grande ritorno del Principe. L’Unione europea, dal canto suo, insegue la performance fine a sé stessa, imitando la traiettoria degli Stati Uniti. Ma, per il resto, non ho alcuna idea chiara di quale sia il grande progetto o la visione che Bruxelles ha per le nazioni d’Europa. Ah sì, forse diventare il mercato perfetto. Peccato però che ciò ignori un fatto essenziale: tutti noi attendiamo che l’Europa diventi finalmente un attore sovrano, non solo un campo di gioco. Un’ultima parola su questo punto: la tecnologia non è semplicemente tecnica. È l’unione di logos e tekné. Forgiare strumenti senza sapere a quale scopo o in nome di quali interessi superiori verranno usati è un’impresa vana — che rischia proprio di condurci a quella marginalizzazione che la vostra domanda paventava.

Club Italie-France : Si rimprovera spesso a Bruxelles di aver creato una sorta di “secessione” tecnocratica, lontana dai bisogni delle nazioni e dei popoli. Questo crescente senso di disconnessione tra Bruxelles e i suoi cittadini è il frutto dell’assenza di una vera politica europea capace di offrire soluzioni concrete alle sfide economiche, ai mutamenti geopolitici e tecnologici. Qual è la sua visione in proposito?

Bertrand Leblanc-Barbedienne : Le persone che hanno la sventura di esprimere la minima riserva sui metodi o sui risultati dell’Unione Europea vengono immediatamente tacciate di euroscetticismo. Ma si tratta di un abuso linguistico. Si può essere eurofili e allo stesso tempo scettici verso Bruxelles. Come lei sa, io sono profondamente legato all’idea di sovranità. Quello che critico non è la prospettiva di un rafforzamento europeo attraverso la collegialità, bensì la lenta sostituzione del potere democratico da parte di un’autorità non eletta. È evidente che Bruxelles, nella persona della sua “regina madre”, si sta appropriatamente — e subdolamente — del potere più prezioso: la competenza della competenza. Dovremmo poter dire, senza temere un attacco per lesa maestà, che l’Unione Europea è una forma di governo che alcune nazioni hanno scelto di adottare. Ma che questa forma è profondamente discutibile. Basta esaminarne le opere per rendersene conto. Aggiungo che esistono paesi europei come la Svizzera, che pur non facendo parte dell’Unione Europea, vantano eccellenze tecnologiche come Infomaniak (ben posizionata per spodestare finalmente Gmail). Che cosa ci dice questo del modo in cui utilizziamo il nome “Europa”?

Club Italie-France : Quali sono le conseguenze della dipendenza europea dalle infrastrutture cloud straniere?

Bertrand Leblanc-Barbedienne : I dati rappresentano la capacità di definire il bisogno da soddisfare, la risposta da offrire, il carburante della capacità di calcolo. Se potenze straniere hanno accesso privilegiato ai nostri dati, saranno loro a sapere rispondere meglio alla nostra domanda di beni e servizi. Questi dati possono essere conservati su infrastrutture dette sovrane, oppure su infrastrutture straniere. Ma la mano che dà può anche punire. E io non voglio che ci ritroviamo in una simile situazione di possibile assoggettamento. Stiamo vivendo l’apice di ciò che un professore del Collège de France chiama, nel suo libro, “La governance dei numeri”. Con lui, mi permetto di sostenere che la forza del diritto deve sempre prevalere sulla potenza di calcolo. Sarà un giorno oscuro quello in cui questo rapporto di forze si invertirà.

Club Italie-France : Come può l’Europa costruire un ecosistema tecnologico realmente indipendente?

Bertrand Leblanc-Barbedienne : Cominciando a liberarsi dall’atlantismo in cui si compiace da settant’anni. Guardate dove ci ha portato la nostra costante adulazione: a una combinazione di psittacismo (ripetizione meccanica) e antonomasia (l’uso di nomi altrui per definire ciò che ci appartiene). Nulla di straordinario si sviluppa da noi se non per imitazione di quanto si fa oltreoceano. Quante volte abbiamo sentito dire che l’Europa dovrebbe dotarsi di un “ChatGPT europeo”? Ma chi capisce che questa inconsapevole concessione del marchio cognitivo ci pone in uno stato permanente di soggezione?

Club Italie-France : Francia e Italia possiedono numerosi punti di forza nel campo dell’innovazione tecnologica, aerospaziale e della difesa. Il recente ingresso del gruppo francese OVH lo dimostra. Ricordiamo che la Francia è stato il primo paese europeo ad aver compreso il potenziale del mercato italiano nel settore tecnologico. Il numero di grandi gruppi del settore presenti in Italia evidenzia una tendenza in atto da anni.

Bertrand Leblanc-Barbedienne : Su questo punto sono pienamente d’accordo con lei. Abbiamo sentito fin troppo parlare della coppia franco-tedesca, che non smette di scricchiolare. Perché non dare maggiori possibilità alla coppia franco-italiana?

Ci sono diversi aspetti – politici, giuridici e comunicativi – che potrebbero essere migliorati per permettere una migliore sinergia tra i nostri due paesi. Da qui la necessità di portare avanti azioni comuni, come ad esempio incontri e dibattiti franco-italiani incentrati sulla visione che vogliamo costruire del futuro, della tecnologia, della sicurezza, dell’Uomo! E se tutto ciò potesse svolgersi davanti a uno o due bicchieri di Nero di Troia, vi trovereste “di fronte” a un doppio candidato per questa fruttuosa alleanza!

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Fondatore Souveraine Tech
Club Italie-France: Affaires Internationales -Cindy Passaretta - Responsabile Comunicazione - Team
a cura di
Cindy Passaretta