Imprenditori

Federica Nardoni Spinetta


Federica Nardoni Spinetta, Presidente della Camera Monegasca della Moda

Imprenditori

Federica Nardoni Spinetta


Club Italia-Francia: Lei è nata ad Alassio e cresciuta a Milano, la capitale italiana della moda. In che modo le sue origini hanno influenzato la donna imprenditoriale che è oggi?

Federica Nardoni Spinetta: Sono di origine italiana, sono nata vicino al mare ad Alassio. Il mare è sempre stato molto importante per me, per la mia ispirazione e per riprendere le forze. Sono cresciuta a Milano, la capitale della moda. Questa città internazionale, così creativa e frenetica, ha avuto un grande impatto su di me. Già da ragazzina disegnavo gli schizzi per i miei modelli e poi li facevo realizzare. La moda è sempre stata la mia passione, anche se ho scelto un corso di studi diverso; mi sono laureata presso la prestigiosa Università Bocconi di Milano in Economia e Management, con specializzazione in Finanza. L’Università Bocconi mi ha insegnato molto e mi ha dato anche la voglia di diventare imprenditore. Ho iniziato la mia carriera in KPMG principalmente per aziende tessili e petrolifere. Ho conosciuto molte aziende e ho viaggiato molto, il che mi ha permesso di imparare “sul campo” il vero significato dell’imprenditorialità.

Club Italia-Francia: Ha una passione per la moda. Ci può dire com’è nata questa passione e come le è venuta l’idea di creare la sua marca Beach & Cashmere Monaco?

Federica Nardoni Spinetta: Grazie alla mia esperienza internazionale e guidata dalla mia passione per la moda, ho deciso di lanciare la mia marca di moda Beach & Cashmere Monaco. Quando l’ho creata, ho pensato a due concetti molto diversi; prima di tutto, come donna del mare, era ovvio che la marca stava lanciando una collezione di costumi da bagno, ma ero anche molto ispirata dal cashmere, un elemento così nobile e lussuoso. Così mi è venuta l’idea di combinarle creando un contrasto di stagioni, un po’ come lo yin e lo yang. La marca produce costumi da bagno, prêt-à-porter e accessori per la donna che riflettono lo spirito creativo dell’attitudine chic di Monte-Carlo: articoli di lusso apprezzati per il loro stile, la loro eleganza e il loro glamour. Quest’anno festeggio il 15° anniversario della mia marca. Per le mie collezioni, mi ispiro della mia passione per il mare e la natura, impegnandomi a proteggere il nostro pianeta producendo abiti di alta qualità e rispettosi dell’ambiente.

Da molto tempo difendo l’ecosostenibilità, grazie a collezioni ecologiche ed etiche dedicate alla natura e al pianeta, come “Save the Nature” e “No Waste”, o dedicate al mare che amo tanto: “Save the Ocean” e “Save the Reef”. L’ultima, “Under Full Sails”, è una collezione creata e prodotta interamente con vele usate e riciclate che vengono utilizzate come tessuti “Haute Couture”, creando abiti glamour e sostenibili. Realizzata in collaborazione con la Classe Smeralda dello Yacht Club di Monaco durante il lockdown, questa collezione combina una semplicità elegante ed un modernismo sofisticato. Ogni abito è unico e fatto a mano, come gli vestiti realizzati interamente con vele riutilizzate al 100%, e il risultato è sorprendente! Invece di sprecare e buttare via le vele consumate e rotte, sono partiti per un nuovo viaggio, il viaggio della moda.

Club Italia-Francia: Lei ha affermato: “Per me, vivere in un Paese significa partecipare attivamente alla sua vita economica”. Ed è pure vero che essere un imprenditore è “più facile” in alcuni Paesi che in altri. Qual è l’offerta per gli imprenditori a Monaco in termini di attrattività? Quali sono le opportunità per gli imprenditori internazionali e in particolare per gli imprenditori italiani e francesi?

Federica Nardoni Spinetta: Sono una persona molto attiva. Sono molto coinvolta nella vita economica e associativa del Principato di Monaco: “Per me, vivere in un paese significa partecipare attivamente alla sua vita economica”. Dal 2008 sono membro del Comitato Esecutivo del Monaco Economic Board (MEB). Sono anche membro del Consiglio Federale della FEDEM (Federazione delle Imprese Monegasche), Segretaria Generale dell’AIIM (Associazione Imprenditori Italiani), membro del Comitato Direttivo delle Donne Leader Mondiali Monaco e membro dell’AFCEM (Associazione delle Donne Imprenditrici). Ho appena ricevuto la Distinzione d’Onore di “Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia” conferita dal Presidente della Repubblica Italiana e ho ricevuto da Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, Cristiano Gallo, per il mio contributo allo sviluppo delle relazioni tra l’Italia e Monaco. Ho ricevuto anche la medaglia del lavoro monegasco e sono stato premiata con il Look of the Year Award per la mia marca.

Sono Presidente e fondatrice della Camera della Moda Monegasca, che ho creata nel 2009 e che rappresenta le marche e gli stilisti monegaschi. Sono anche la Presidente e fondatrice della Settimana della Moda di Monte-Carlo, la cui importanza cresce ogni anno dal suo lancio nel 2013, con la presentazione delle collezioni di oltre quaranta stilisti e marche internazionali provenienti da tutto il mondo. Non sono convinta che essere un imprenditore sia “più facile” in alcuni paesi che in altri. Essere imprenditore è una vocazione e una passione, che richiede un enorme impegno da parte di chi vuole fare l’imprenditore, di chi vuole lanciare la propria azienda o di chi vuole gestire un’azienda avviata da un’altra persona. Ogni paese è diverso e ogni paese può avere opportunità diverse. Monaco offre molte opportunità, essendo molto internazionale, molto attraente, ha uno sviluppo economico elevato, una qualità di vita eccezionale, delle infrastrutture molto sviluppate, un livello di sicurezza molto elevato ed il Principato è anche molto sviluppato dal punto di vista digitale e politicamente stabile.

Club Italia-Francia: Il coronavirus ci ha sicuramente resi più sensibili al problema dell’inquinamento. È un problema che conosce bene, dato che nel passato ha lavorato per aziende tessili e petrolifere. Esiste una moda eco-responsabile (e più precisamente una moda per tutti, ed eco-responsabile)? Quale ruolo avranno nei prossimi anni la tecnologia e la ricerca per “democratizzare” il concetto di moda eco-responsabile?

Federica Nardoni Spinetta: Siccome ho lavorato per aziende tessili e petrolifere, sono ben consapevole del problema dell’inquinamento del nostro pianeta e sono quindi diventata un paladino dell’ecosostenibilità. Da tempo difendo l’ecosostenibilità con la mia marca, Beach & Cashmere Monaco, grazie a collezioni ecologiche ed etiche che sostengono la natura e il pianeta. Ma mi sono anche prefissato l’obiettivo di essere “Sustainable” al centro della Camera della Moda Monegasca e della Monte-Carlo Fashion Week, accogliendo a Monaco le marche che agiscono per essere “eco-sostenibili” e creando nel 2016 il Premio Ethical & Sustainable Fashion Award, per premiare le marche che si sono distinte per questi valori.

L’edizione 2020 della Monte-Carlo Fashion Week ha messo in mostra 42 marche sostenibili provenienti da 17 paesi di tutto il mondo, e con il loro sostegno ho creato il movimento #sustainabletogether. La moda è la seconda industria più inquinante al mondo. È quindi ovvio che la moda non possa fare a meno di prendersi le sue responsabilità a livello ambientale. La moda ha un grande impatto nella consumazione d’acqua. Fa anche un grande uso di poliestere, che è un derivato del petrolio. Certo, la tecnologia e la ricerca nei prossimi anni possono contribuire a “democratizzare” il concetto di moda eco-responsabile, ma credo fermamente che spetti a ciascuno di noi assumerci la responsabilità di adottare ora uno stile di vita più eco-responsabile.

Lo dobbiamo al nostro pianeta e a noi stessi di agire in modo più rispettoso dell’ambiente. Sono convinta che le marche saranno in grado di utilizzare questa strategia nel prossimo futuro. Lo sviluppo sostenibile è quindi una priorità. Ci dobbiamo impegnare urgentemente. Certo, la moda può essere sostenibile ed etica, ma ci aggiungerei anche il glamour, perché è possibile avere abiti eco-sostenibili, che siano comunque lussuosi e glamour. Usare tessuti sostenibili non significa avere abiti meno lussuosi. Dobbiamo produrre abbigliamento di alta qualità e rispettoso dell’ambiente. Dovremo consumare meno, ma più di qualità. Le marche della moda devono quindi tutte inviare un messaggio forte per essere più verdi.

Nella nostra coscienza dobbiamo ricordarci queste parole: Sustainable, Eco-sostenibile, Up-Cycling, Moda Circolare, NoWaste e agire di conseguenza. Dobbiamo rifocalizzarci sui valori morali e ambientali, con responsabilità sociale ed etica. Diverse azioni sono state intraprese dalle marche della moda, come la firma della Carta dell’industria della moda per l’azione sul clima da parte di 48 marche e grandi gruppi, sotto l’egida delle Nazioni Unite, per ridurre le emissioni di gas serra del 30% entro il 2030. Così come l’impegno LIFE – “LVMH Initiative for the Environment” del Gruppo LVMH con l’UNESCO per il programma sulla biodiversità Man and Biosphere (MAB), che mira a salvaguardare la biodiversità in tutto il pianeta e a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

La riduzione delle emissioni di carbonio è essenziale se si vuole che l’industria della moda partecipi alla lotta contro il riscaldamento globale. Oltre a ridurre l’uso della plastica, o a incoraggiare l’adozione di nuove tecniche che “riducono significativamente” la quantità di acqua necessaria per produrre cotone. La moda eco-sostenibile non deve essere l’eccezione, ma deve diventare la norma. Dobbiamo arrivare nel futuro, e spero vivamente nel prossimo futuro, a non parlare più di moda eco-responsabile, perché sarà normale vestirsi con un tessuto, una marca, scarpe e accessori sostenibili ed ecologici.

Club Italia-Francia: Lei è Presidente e Fondatrice della Camera della Moda Monegasca, che rappresenta le marche e gli stilisti monegaschi, nonché Presidente e Fondatrice della Monte-Carlo Fashion Week. Quali sono i valori che ruotano intorno alla Camera della moda monegasca e alla Monte-Carlo Fashion Week? Qual è il segreto del suo successo nonostante la sua “giovane età”?

Federica Nardoni Spinetta: La Camera della Moda Monegasca ha un doppio obiettivo: da un lato, rappresenta e diffonde i valori degli stilisti monegaschi, promuovendo la creatività “Made in Monaco” a livello internazionale e, dall’altro, proietta il Principato come piattaforma mondiale della moda. La Monte-Carlo Fashion Week (MCFW©️), sotto l’Alto Patronato di S.A.S. la Principessa Charlene di Monaco e con il sostegno del Governo, del Consiglio Nazionale, del Municipio e dell’Ufficio del Turismo di Monaco, è l’evento ufficiale della moda del Principato con un sontuoso calendario di sfilate e presentazioni. Il MCFW è diventato un luogo d’incontro internazionale per i designer di tutto il mondo. L’evento è cresciuto ogni anno. Nel 2013, abbiamo lanciato la prima edizione della settimana della moda di Monte-Carlo, specialmente dedicata ai costumi da bagno (Swimontecarlo©️), con la partecipazione di 16 marche provenienti da 3 paesi.

L’anno successivo, abbiamo avuto 24 marche provenienti da 6 paesi. Nel 2015, 36 marche da 11 paesi; nel 2016, 33 marche da 11 paesi. Nel 2017, 39 marche provenienti da 13 paesi. Nel 2018, 42 marche da 14 paesi; nel 2019, 40 marche da 15 paesi per 5 giorni di spettacoli e presentazioni; e nel 2020 per l’edizione digitale, abbiamo avuto 42 marche da 17 paesi.

Un altro degli obiettivi principali della Monte-Carlo Fashion Week è quello di concentrarsi sulla moda sostenibile ed etica e di contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di proteggere il nostro pianeta, i suoi abitanti e le sue creature, seguendo le linee guida di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco. Impegno per la sostenibilità, etica e consapevolezza: sono questi i temi chiave della Camera della Moda monegasca e della Monte-Carlo Fashion Week, che sostengono un approccio etico e consapevole alla moda. Il MCFW è un evento internazionale che, grazie all’alternanza di designer innovativi e momenti di riflessione sulle sfide legate allo sviluppo sostenibile, è diventato un importante riferimento per la moda “eco”.

Per la sua ottava edizione, la Monte-Carlo Fashion Week 2020 si è temporaneamente spostata sul web e ha inaugurato un nuovo modo di fare moda. È stata una settimana straordinaria che ci ha portato virtualmente in giro per il mondo: dagli Stati Uniti a Dubai, dalla Thailandia all’Italia, a Monaco con la “2020 MCFW SERIES A CONVERSATION WITH…”, conversazioni digitali in diretta, accattivanti e interattive con i principali protagonisti della moda internazionale. Un viaggio virtuale che, grazie ai designer che hanno partecipato al Sustainability Contest, ha attraversato 17 paesi del mondo (Giappone, Kuwait, Colombia, USA, Francia, Italia, Monaco, Guatemala, Messico, Ungheria, Repubblica Ceca, Tunisia, Bolivia, Madagascar, Danimarca, Perù e Belgio) e ci ha fatto conoscere più di 40 designer che si distinguono per la sostenibilità. Ognuno di loro ha rinchiuso la propria essenza e la propria visione innovativa, rigorosamente sostenibile, in un video girato durante il lockdown o nei giorni successivi, trasmesso sui social network della Monte-Carlo Fashion Week (Instagram @montecarlofashionweek e sito www.montecarlofashionweek.net e sul canale YouTube di Fashion Channel, partner dell’evento. Il “segreto” del successo della MCFW è quello di aver creato un evento che sia ancorato a valori reali e che sopporti la creazione e l’internazionalità, sostenendo anche giovani designer di talento, proprio come i grandi nomi di tutto il mondo.

Un altro motivo del successo dell’evento è il suo dinamismo; infatti, fin dal suo lancio, il MCFW è sempre stato molto ben accolto dalla stampa, dal pubblico e da tutta la comunità della moda, con la sua serie di sfilate, presentazioni di collezioni, showroom, pop-up, ma anche conferenze, tavole rotonde e la prestigiosa Cerimonia dei Fashion Awards. Numerose celebrità e stilisti di fama mondiale come Naomi Campbell, Tommy Hilfiger, Philipp Plein, Alberta Ferretti, Versace, Etro, Chiara Boni, Ermanno Scervino, Breguet, IFM – Institut Français de la Mode, Igor Chapurin, Stella Jean, Istituto Marangoni… e molti altri hanno ricevuto il prestigioso Monte-Carlo Fashion Award.

Nel 2016, la Camera della Moda monegasca ha lanciato il premio Ethical & Sustainable Award per onorare una marca che svolge un ruolo attivo nell’incoraggiare un cambiamento positivo, sostenere la sostenibilità e promuovere un mondo più pulito producendo abbigliamento di alta qualità e rispettoso dell’ambiente. Nel 2016 è stato premiato la marca Stella Jean. È stato una delle prime marche ad avere collezioni eco-sostenibili. Il suo impegno continua: è stata menzionata sia alle Nazioni Unite che alla Commissione Europea. Nel 2017 è stata premiata Tatiana Santo Domingo per la sua marca di commercio equo e solidale Muzungu Sisters. Nel 2018 Rahul Mishra, un designer indiano con un forte impegno per collezioni etiche e sostenibili. Nel 2019 Alberta Ferretti per la sua Earth Collection totalmente sostenibile. Nel 2020 abbiamo deciso di assegnare due premi, il Sustainable Award e l’Ethical Award. Il Sustainable Award è stato assegnato da un concorso al quale hanno partecipato più di 40 marche provenienti da 17 paesi di tutto il mondo. Il vincitore è stato il messicano Desserto per la sua pelle vegana prodotta con il cactus. L’Ethical Award è stato consegnato a Ingie Chalhoub, sia come buyer’s jacket (CEO di Etoile Group di Dubai), sia come designer (per Ingie Paris) per il suo impegno etico e sociale, che rappresenta magnificamente all’interno dell’Unicef.

Club Italia-Francia: Quali sono i suoi progetti per il futuro? Come vede lo sviluppo delle relazioni tra Francia – Italia e Monaco? Ha qualche idea per contribuire a questo sviluppo?

Federica Nardoni Spinetta: Le varie edizioni della Monte-Carlo Fashion Week hanno sempre messo in evidenza gli scambi internazionali portando nel Principato marche provenienti da tutto il mondo. Quest’anno, grazie ai designer che hanno partecipato al Sustainable Contest, il nostro viaggio virtuale ha attraversato 17 paesi (Giappone, Kuwait, Colombia, USA, Francia, Italia, Monaco, Guatemala, Messico, Ungheria, Repubblica Ceca, Tunisia, Bolivia, Madagascar, Danimarca, Perù e Belgio), permettendoci di scoprire più di quaranta designer che si distinguono in termini di sostenibilità. In collaborazione con l’Ambasciata di Francia a Monaco, abbiamo già avuto molti designer francesi molto promettenti che hanno partecipato alle precedenti edizioni. Abbiamo anche avuto l’onore di assegnare all’IFM – Institut Français de la Mode un Educational Fashion Award. Vorremmo sviluppare ulteriormente l’arrivo delle marche “Made in France”, soprattutto quelle che pongono l’eco-responsabilità al centro della loro visione e ideologia, e quindi contribuire allo sviluppo dei giovani designer francesi, sostenendo ulteriormente le relazioni Francia-Monaco-Italia.

written byDaisy Boscolo Marchi
Daisy Boscolo Marchi

10 Luglio 2020

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