Xavier Iacovelli
Interviste

Xavier Iacovelli

Politico, Senatore

Impegnato nella sezione giovanile del Partito Socialista francese da quando aveva 21 anni, la prima lotta di Xavier Iacovelli fu quella contro l'ascesa al potere dei populisti, in particolare contro la presenza del FN al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2002.

Nel marzo 2008 iniziò il suo primo mandato locale come consigliere comunale e presidente del gruppo di opposizione. Fu anche consigliere della Comunità di Mont Valérien, nella periferia di Parigi e poi, nel 2016, consigliere territoriale di Paris Ouest la Défense. Eletto nel 2017 senatore del dipartimento Hauts-de-Seine, è membro del del gruppo di amicizia tra la Francia e l'Italia.


“Il successo degli estremisti in tutta l’Europa e soprattutto in Italia trova incontestabilmente le sue origini nella sofferenza della gente.”

Club Italia-Francia: La sua prima lotta fu contro l’ascesa del nazionalismo, in particolare contro il FN al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2002. Gli estremisti al potere la preoccupavano più ieri o oggi ? È probabile che la pandemia dovuta al Covid-19 rafforzi partiti populisti come il FN in Francia, o la Lega in Italia?

Xavier Iacovelli: I partiti di estrema destra si stanno sviluppando in tutta l’Europa. Naturalmente sono più preoccupanti oggi di quanto non lo fossero ieri. Il 21 aprile 2002, quando Jean-Marie Le Pen raggiunse il secondo turno delle elezioni presidenziali, fu per l’opinione pubblica una “sorpresa” o addirittura un “errore” se così possiamo definirlo. I motivi erano numerosi, penso in particolare alla dispersione della sinistra al primo turno. La differenza è che ieri, quando un partito di estrema destra arrivava al secondo turno delle elezioni presidenziali, milioni di persone scendevano in piazza per esprimere il loro disaccordo. Oggi sono perfettamente integrati nella scena politica, e oggi nessuno contesta la loro legittimità. Ad esempio, durante le elezioni presidenziali del 2017, tutti avevano notato che Marine Le Pen ci sarebbe stata al secondo turno, e la domanda era chi l’avrebbe affrontata per vincere.

Il successo degli estremisti in tutta l’Europa e soprattutto in Italia trova incontestabilmente le sue origini nella sofferenza della gente. Le disuguaglianze crescono, certi territori si sentono abbandonati, molte fabbriche chiudono. L’estrema destra si nutre dei fallimenti dei governi che si sono succeduti e delle sofferenze del popolo, senza mai fornire risposte concrete per porre rimedio alla situazione. È la natura del populismo. Per rispondere alla domanda, naturalmente sono più preoccupato oggi che ieri, perché i partiti populisti si stanno gradualmente imponendo nella mente della gente. L’unica risposta è politica. In Francia, in Italia e in tutta l’Europa dobbiamo perseguire politiche ambiziose per cambiare la vita della gente, ridurre le disuguaglianze e permettere a tutti di avere un lavoro, un alloggio decente e delle prospettive per il futuro fin da piccoli.

Club Italia-Francia: L’infanzia e la disabilità sono per lei argomenti importanti. Sentiamo parlare molto degli effetti che la pandemia avrà sulle nostre economie, ma meno di come impatterà i soggetti più deboli. Pensa che l’Unione Europea dovrà svolgere un ruolo su questo punto?

Xavier Iacovelli: La crisi di COVID-19 aumenta le disuguaglianze e pesa di più sui più fragili. Con il lockdown, i rischi di violenza all’interno della famiglia crescono e lo possiamo notare – per quanto riguarda il contesto francese – in particolare se ci riferiamo ai numeri della linea telefonica di aiuto 119 – Allô Enfance en Danger. Rispetto al resto della popolazione, le persone con disabilità sono più colpite dalle restrizioni legate alla crisi e gli sconvolgimenti nel loro stile di vita possono aumentare la loro disabilità. Globalmente, la pandemia avrà notevoli conseguenze sociali, soprattutto sui più vulnerabili.

Per quanto riguarda la protezione dell’infanzia, ogni paese ha una propria dottrina, basata sulla sua storia, ed è importante che questa sia preservata. Gli Stati devono mantenere un ruolo di primo piano in questo settore perché, a mio avviso, sono i più adatti per attuare politiche pubbliche ambiziose destinate ai gruppi vulnerabili. In molti testi, la disabilità e l’infanzia sono al centro delle preoccupazioni dell’Unione Europea: penso in particolare al Trattato di Amsterdam, che permette l’emergere di una vera e propria politica europea. Dobbiamo andare oltre, perché l’Unione Europea ha un ruolo da svolgere nel processo post-COVID-19. Deve promuovere delle politiche pubbliche e incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri per garantire una giusta protezione dei cittadini.

In ogni caso, la crisi sanitaria lascerà delle tracce in Europa, sia dal punto di vista economico che sociale. Ed è il dovere dell’Unione europea ascoltare le richieste di solidarietà dei Paesi più colpiti dall’epidemia, e ripristinare così la fiducia nelle sue istituzioni e nella sua utilità. Vista il mio percorso di vita, sono rimasto commosso dalle immagini che ci arrivavano dall’Italia all’inizio della crisi sanitaria. La mia prima emozione è stata la tristezza. Ho pensato: “Com’è possibile che l’Italia venga lasciata da sola in questa situazione drammatica?”. È soprattutto grazie alla solidarietà delle nazioni di tutti i continenti che l’Italia ha potuto affrontare questa situazione, come ci ha ricordato la Presidente del Senato italiano, Maria Elisabetta Casellati, in un’intervista al quotidiano “Le Monde”.

“L’Unione Europea non può ridursi a delle “ingiunzioni” agli Stati membri per quanto riguarda, ad esempio, il deficit pubblico.”

Club Italia-Francia: La pandemia ci ha dimostrato che abbiamo bisogno dell’Europa, e soprattutto di un’Unione all’altezza delle sfide del futuro. In quali settori Francia e Italia dovrebbero lavorare insieme per condizionare positivamente il dibattito e il progresso all’interno dell’Unione Europea?

Xavier Iacovelli: Fin da quando mi occupo di politica, milito per un’Europa sociale. Oggi l’Unione Europea è colpita da un’ondata di sentimento euroscettico e populista in diversi paesi. Vista la storia che lega la Francia e l’Italia, penso che sarebbe nel nostro interesse portare un discorso sociale, umanista e progressista nell’Unione Europea. L’Unione Europea non può ridursi a delle “ingiunzioni” agli Stati membri per quanto riguarda, ad esempio, il deficit pubblico. Dobbiamo andare verso un’armonizzazione sociale e fiscale verso l’alto e proteggere meglio i cittadini degli Stati membri. Siamo vivendo una svolta storica e la crisi ce lo dimostra ogni giorno per la sua portata. L’Europa deve essere all’altezza della situazione. L’Italia e la Francia, in quanto membri fondatori dell’Unione Europea, hanno un ruolo importante da svolgere in questo momento storico.

Club Italia-Francia: Lei è molto impegnato a favore dell’ecologia e dell’ambiente. Il Coronavirus ci ha ricordato che il nostro modello economico è insostenibile, il simbolo di un mondo che va a rotoli. Pensa che questa crisi possa portare a una riflessione per una nuova economia più sociale, solidale e rispettosa dell’ambiente?

Xavier Iacovelli: Dovremo innegabilmente ripensare i nostri modelli economici per adattarli alle questioni ambientali, il che significa mettere in discussione i nostri modelli di produzione. L’impatto del consumo sull’ambiente, in particolare in termini di emissioni di gas serra, è notevole e le crisi ambientali che stiamo vivendo in tutto il mondo si ripeteranno. Per questo motivo dobbiamo ripensare i nostri modelli economici e sono convinto che una tale sfida possa essere affrontata solo a livello di Unione europea, anche se gli Stati membri devono naturalmente perseguire politiche ambientali ambiziose. Quando il primo ministro Edouard Philippe ha tenuto il suo discorso di politica generale al Senato a luglio 2019, ho avuto la sensazione che fosse perfettamente consapevole di questa realtà. Il mio ruolo di legislatore sarà quello di incoraggiare e proporre politiche pubbliche in questa direzione. In effetti, penso che questa crisi abbia creato una consapevolezza europea della necessità di mettere le questioni sociali e ambientali al centro delle nostre decisioni. Ora dobbiamo passare dalle parole ai fatti.

Club Italia-Francia: Lei è il figlio maggiore di immigrati italiani di terza generazione. Qual è il suo rapporto con l’Italia? Cosa le piace dell’Italia?

Xavier Iacovelli: Mio nonno è arrivato in Francia a 17 anni. Sono il figlio maggiore del suo figlio maggiore. Dunque porto il suo nome, Riccardo. Fin da piccolo sono stato molto vicino a mio nonno e fin dall’adolescenza sono stato io ad accompagnarlo ogni anno in Italia, a Trani in Puglia. Tra i nipoti, sono quello più legato a questa regione e alla città portuale di Trani, piena di aneddoti che mio nonno mi raccontava della sua infanzia e sulla sua famiglia. Da quando è morto, continuo ad andarci ogni anno. Sono nato in Francia, ma ogni volta che vado in Puglia ho una sensazione speciale di ritorno alle mie radici. È un rapporto carnale con la terra della mia famiglia che oggi cerco di trasmettere ai miei figli. Ciò che amo di più in Italia è la sua gente, la parlata , con quel senso di famiglia che non ha mai lasciato la mia, anche dopo l’arrivo in Francia. Amo la sua cultura, la sua storia, la sua ricca architettura e la sua lingua.

“La priorità deve essere soprattutto culturale: permettere ai bambini e ai giovani di scoprire la cultura italiana o francese nell’ambito dei loro corsi scolastici e universitari. Questo si fa già con Erasmus, ma possiamo fare di più, ne sono sicuro.”

Club Italia-Francia: Lei è membro del gruppo di amicizia Francia-Italia: quali sono secondo lei le priorità dell’asse franco-italiano? Ci sono programmi, discussioni o missioni al Senato che riguardano la cooperazione franco-italiana?

Xavier Iacovelli: Il ruolo primario del gruppo di amicizia Francia-Italia al Senato è quello di rafforzare la diplomazia parlamentare tra i nostri due Paesi. Organizziamo incontri e sessioni di lavoro con delegazioni di parlamentari, ambasciatori e altri funzionari. Credo pienamente nella forza della diplomazia parlamentare perché contribuisce a rafforzare i legami tra Francia e Italia e a favorire la cooperazione tra i nostri due Paesi. Per quanto riguarda le priorità dell’asse franco-italiano, penso alla promozione delle nostre due culture, che sono vicinissime. Dobbiamo incoraggiare gli scambi tra i nostri due Paesi e non penso solo alle questioni economiche. Da bambino ho avuto la fortuna di andare regolarmente in Italia e il fatto di essere immerso in questa cultura mi ha profondamente trasformato. La priorità deve essere soprattutto culturale: permettere ai bambini e ai giovani di scoprire la cultura italiana o francese nell’ambito dei loro corsi scolastici e universitari. Questo si fa già con Erasmus, ma possiamo fare di più, ne sono sicuro.

“La Francia e l’Italia hanno una storia singolare, quasi unica. Sostengo pienamente il desiderio del Presidente Macron e di Giuseppe Conte di rafforzare i legami che ci uniscono.”

Club Italia-Francia: Il 27 febbraio, Emmanuel Macron ha dichiarato a Napoli di voler rilanciare il Trattato del Quirinale. Come si può rafforzare la collaborazione tra Italia e Francia, che forse è stata trascurata per troppo tempo?

Xavier Iacovelli: la Francia è il secondo cliente e il secondo fornitore dell’Italia. I nostri due paesi sono partner economici importanti. L’Italia, ad esempio, è il primo importatore di prodotti agricoli, forestali, della pesca e dell’acquacoltura francese ed è un mercato privilegiato per il settore automobilistico francese. Ogni anno, le aziende francesi e italiane vengono premiate, il che dimostra il fortissimo rapporto economico tra i nostri due Paesi. Emmanuel Macron desidera rafforzare la cooperazione tra Francia e Italia fornendo un quadro stabile e più ambizioso, in particolare nei settori della cultura e dell’industria, che sono settori principali della nostra cooperazione. Lo sappiamo, i rapporti tra Francia e Italia sono stati a volte tesi negli ultimi anni, soprattutto da quando Matteo Salvini ha assunto una posizione importante nella scena politica italiana. Ma la Francia e l’Italia hanno una storia singolare, quasi unica. Sostengo pienamente il desiderio del Presidente Macron e di Giuseppe Conte di rafforzare i legami che ci uniscono.

Club Italia-Francia: Secondo lei, quali sono in concreto i settori in cui la Francia e l’Italia dovrebbero creare alleanze strategiche per proteggere il loro ecosistema economico dai giganti asiatici?

Xavier Iacovelli: Dovremmo creare alleanze strategiche nel campo digitale e nella ricerca scientifica. Ne abbiamo diversi esempi: abbiamo un programma d’azione che mira a sviluppare gli scambi scientifici e tecnologici di eccellenza tra i laboratori di ricerca di entrambi i Paesi, promuovendo la mobilità dei giovani talenti. Questo funziona sul clima o sull’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione, potrei anche menzionare il programma “Young Entrepreneur Initiative” organizzato dall’Ambasciata di Francia in Italia, che sostiene le nuove startup. Si tratta di aree strategiche, e dobbiamo promuovere la cooperazione e le alleanze tra i nostri due Paesi per affrontare la concorrenza, soprattutto quella asiatica.

“Il mio primo impegno, come già detto, è la protezione dei bambini. Questa è la mia lotta principale, quella che mi guida da più di un anno e mezzo, e la crisi sanitaria che stiamo vivendo ha dimostrato ancora una volta le disfunzioni e le disparità che esistono in questo settore.”

Club Italia-Francia: Quali sono le sue attuali priorità in quanto senatore? Quali sono i suoi progetti per il futuro? Le piacerebbe partecipare allo sviluppo di un progetto franco-italiano?

Xavier Iacovelli: Il mio primo impegno, come già detto, è la protezione dei bambini. Questa è la mia lotta principale, quella che mi guida da più di un anno e mezzo, e la crisi sanitaria che stiamo vivendo ha dimostrato ancora una volta le disfunzioni e le disparità che esistono in questo settore. Il problema è che oggi abbiamo 101 politiche diverse di protezione dell’infanzia. Un bambino non riceve le stesse cure negli Hauts-de-Seine che un bambino a Parigi o al Nord. Nel settembre 2019 ho presentato un disegno di legge per porre rimedio a questa situazione, cofirmato dai senatori di quasi tutti i gruppi politici. Spero che venga esaminato rapidamente perché contribuirà a migliorare la vita quotidiana di queste migliaia di bambini. Recentemente sono entrato a far parte della commissione per gli affari sociali perché la disabilità e la protezione dell’infanzia sono le mie due settori di riflessione. Per la mia storia personale e per le mie radici familiari, intendo partecipare al gruppo di amicizia Francia-Italia al Senato per sviluppare la diplomazia parlamentare tra i nostri due Paesi. Come ho detto, i legami che uniscono i nostri due Paesi sono speciali e indefettibili. Continuerò a lavorare, al mio livello, per facilitare e rafforzare i legami che ci uniscono.

written byDaisy Boscolo Marchi
Daisy Boscolo Marchi

13 Maggio 2020

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