Oliviero Toscani
Interviste

Oliviero Toscani

Fotografo

Iconico fotografo di Benetton. Creatore di immagini e campagne pubblicitarie per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prénatal.

Oliviero Toscani è un fotografo italiano. È famoso in tutto il mondo per le sue foto in grado di sensibilizzare su argomenti tabù. Una delle più note rappresenta un uomo è morto di AIDS, sdraiato in un letto d'ospedale e circondato dai suoi parenti. Umanista convinto, altre sue foto affrontano i temi del razzismo, della guerra, della religione o della pena di morte. È il fotografo che ha prodotto il maggior numero di copertine per la rivista francese Elle. Europeo per scelta, il suo legame con Francia e Italia è davvero molto profondo.


Club Italia-Francia: Lei è stato artefice di campagne pubblicitarie che hanno avuto la capacità di stimolare l’opinione pubblica su temi che erano considerati tabù. Si tratta di arte o pubblicità? Oggi la maggior parte delle campagne pubblicitarie sono banali, vuote. Le dimentichiamo 5 minuti dopo averle viste. Perché? 

Oliviero Toscani: Ho sempre trovato la pubblicità poco interessante e non a caso, il mio apporto al mondo pubblicitario è sempre stato un po’ fuori dagli schemi. Ho sempre operato in contrasto con i canoni del mondo pubblicitario e raramente ho lavorato con agenzie pubblicitarie. Ma ci tengo a sottolinearlo, non ho fatto solo ed esclusivamente campagne pubblicitarie. Ho cominciato a lavorare come fotografo in Francia negli anni ’60 e sono in assoluto il fotografo che ha fatto più copertine per il giornale Elle. 

” Ritengo di avere 2 Patrie: la prima quella che il destino mi ha offerto l’Italia, la seconda quella che ho scelto, la Francia.”

Club Italia-Francia: Lei Si sente molto legato alla Francia e Parigi è la sua città di adozione. Cosa dovrebbe imparare l’Italia dalla Francia e cosa la Francia dall’Italia? 

Oliviero Toscani: Il mio rapporto con la Francia è profondo: ho lavorato per i giornali più importanti ed ho anche due case in questo splendido Paese. Ritengo di avere 2 Patrie: la prima quella che il destino mi ha offerto l’Italia, la seconda quella che ho scelto, la Francia. La Francia è politicamente sposata con la Germania e l’Italia è la sua amante. Io credo che se ci fosse un rapporto più stretto tra Italia e Francia non ce ne sarebbe per nessuno. C’è invece questo strano rapporto con la Germania da parte della Francia che fa si che l’Italia sia messa un po’ da parte. Penso ci vorrebbe un rapporto più culturale: quello che è strano è che i francesi ci vogliono molto più bene di quanto noi italiani ne vogliamo a loro. Pensiamo al linguaggio: non esiste in francese un aggettivo dispregiativo per gli italiani. I tedeschi ne hanno molti di più e peggiori! I francesi in fondo hanno una simpatia molto speciale per gli italiani. 

Club Italia-Francia: Lei è conosciuto come il fotografo Oliviero Toscani. In realtà, più che un fotografo, noi vediamo un abile comunicatore, capace di scuotere le coscienze. Lei come si definirebbe?

Oliviero Toscani: Sono un testimone del mio tempo. Non a caso la Francia mi ha aiutato, perché il rispetto per la fotografia in Francia è molto più alto. La fotografia è stata scoperta in Francia e questo spiega il rapporto profondo tra le due, molto di più di quello che accade in Italia. Qui ho sempre trovato un terreno molto più interessante per il mio lavoro rispetto ad altri posti. La critica fotografica e all’immagine è altrettanto interessante in Francia: insomma, si tratta di un paese molto acculturato, soprattutto per quanto riguarda la fotografia. 

” Se l’arte non provocasse, non servirebbe a niente. “

Club Italia-Francia: Molti la considerano un provocatore, in una cognizione negativa del termine. Non sarà che oggi siamo diventati talmente apatici da considerare la “provocazione intellettuale” come negativa?  

Oliviero Toscani: Atteggiamento incomprensibile. Provocare è un’azione molto positiva.Si provoca pace, amore, compassione, si provoca esattamente quello che si vuole provocare. Se l’arte non provocasse, non servirebbe a niente. L’arte deve provocare, così come la comunicazione: deve provocare interesse, l’idea di smuovere il mondo e l’umanità. 

Club Italia-Francia: A Parigi nel 2015 ha presentato l’esposizione anti-clichés. 15 donne bellissime nella loro singolarità, proprio perché lontane dagli standard di bellezza che ci vogliono oggi tutte uguali, noiosamente perfette, un po’ stupide e con un ruolo sociale limitato all’essere mero desiderio maschile. Possiamo considerarla come un femminista? Perché ancora oggi questa visione vetusta della donna, soprattutto nel campo della moda? E le stesse donne, quanto sono responsabili della loro condizione di disparità? 

” L’immigrazione porta una cultura nuova che si mescola con la cultura locale, creando una somma di valori aggiunti.” 

Oliviero Toscani: La mia è una posizione umanitaria. Essere maschilisti o femministi è tremendo, significa essere razzisti. La discriminazione che parte dal genere è assolutamente incredibile. Non l’ho mai capita, e la religione cattolica ha molte responsabilità a riguardo. Si dice alle donne quello che possono o non possono fare: ma cos’hanno le donne? Non mi spiego il perché di questi complessi sessuali. 

Club Italia-Francia: Oggi con la Brexit, i populisti che avanzano in tutta Europa, l’immigrazione mal gestita, il dumping fiscale e i diritti sociali dei più deboli in bilico, non è facile sentire un discorso europeista pragmatico e lungimirante. In particolare, l’immigrazione ha creato un dumping sui salari, sempre più al ribasso. Sappiamo che Lei è molto attento al tema dell’immigrazione, ma non pensa sia stato creato a tavolino proprio per accelerare questo livellamento dei salari verso il basso?

Oliviero Toscani: L’immigrazione è una grande opportunità, ha fatto la fortuna della Francia, dell’Inghilterra e della Germania. Senza immigrazione non avremmo le grandi industrie come la Peugeot, Renault ecc. La Germania ha intelligentemente capito che l’immigrazione sarebbe stata la sua fortuna industriale. Ovviamente, bisogna saperla gestire e essere all’altezza di capirne le opportunità: con una mentalità sovranista, nazionalista e fascista questo non è possibile. L’immigrazione porta una cultura nuova che si mescola con la cultura locale, creando una somma di valori aggiunti. 

Club Italia-Francia: Meritocrazia e mediocrità nel panorama italiano. Che cosa ne pensa? 

Oliviero Toscani: Gli italiani presi singolarmente sono assolutamente rappresentativi di eccellenza, il problema è che non esiste un senso dello Stato, che invece troviamo in Francia. C’è questa sorta di anarchia per cui chi lavora a livelli di eccellenza, in Italia si sente un po’ solo. La meritocrazia non esiste, esiste ancora la famiglia come fonte di raccomandazione, esiste la corruzione. Ed è culturale. Abbiamo una capacità di adattamento che gli altri non hanno, ma questo significa sopravvivere, e non è un buon segno. In Italia i mediocri proteggono i mediocri e si tira a campare. Chi ha del talento, in Italia ha serie difficoltà. Pensiamo anche alla politica: abbiamo avuto pochissime personalità politiche di eccellenza, e se devo fare il paragone con la Francia, lì la situazione  completamente diversa, la classe politica ha sicuramente una preparazione e uno spessore diverso.

” Per me non esistono i confini, viaggio nei posti che mi sembrano interessanti.”

Club Italia-Francia: Quali sono i suoi progetti futuri? Come pensa si dovrebbe sviluppare la cooperazione Italia-Francia? 

Oliviero Toscani: Il rapporto tra Francia e Italia è sempre stato per me interessantissimo, e purtroppo questo rapporto non è mai stato molto profondo, questo è un peccato. Un rafforzamento della cooperazione tra Francia e Italia potrebbe produrre la nuova Europa. Non so nello specifico perché questa cooperazione non si sia sviluppata come quella franco-tedesca. Forse non siamo abbastanza affidabili per i francesi. Io amo la Francia e continuerò a considerarla come la mia seconda patria. Per me non esistono i confini, viaggio nei posti che mi sembrano interessanti. Essere italiano non è una scelta, è il destino, un destino che non rinnego, ma essere europeo è una scelta. L’Europa è un bel progetto che noi dobbiamo costruire, e non abbiamo scelta, perché nessun paese da solo può uscire vincente nell’epoca della globalizzazione. 

written byDaisy Boscolo Marchi
Daisy Boscolo Marchi

16 Marzo 2020

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