Summit Italia-Francia a Napoli: un’attesa riconciliazione tra Roma e Parigi


Il XXXV vertice intergovernativo tra Italia e Francia tenutosi il 26 febbraio scorso ha segnato il rilancio della cooperazione tra i due Paesi. E stavolta, la pace non sembra essere solo simbolica: gli impegni presi e i tavoli di lavoro proposti sono molto pragmatici. Una analisi sui dossier più importanti.

Il vertice della “pace diplomatica” rilancia il Trattato del Quirinale 

Come prevedibile, Emmanuel Macron ha confermato la volontà di rilanciare il Trattato del Quirinale bloccato dal 2018 a causa delle numerose incomprensioni diplomatiche susseguitesi durante il governo giallo-verde. Il Presidente della Repubblica Francese sembra aver maturato la convinzione che Italia e Francia abbiano molti interessi in comune, in campo economico come di rilancio del progetto europeo. Dal Dopoguerra, la relazione privilegiata tra Francia e Germania ha escluso di fatto l’Italia privandola della possibilità di aver voce in capitolo su temi importanti, soprattutto in sede europea. La Francia nel corso degli ultimi decenni si è allineata alle posizioni di Berlino senza porsi troppe riflessioni. Emmanuel Macron ha però probabilmente capito che assecondare Berlino significa firmare una condanna a morte per l’Unione Europea. Per rilanciare l’Unione Europea, ora più che mai la Francia ha bisogno dell’Italia, e il Trattato del Quirinale dovrà replicare nella forma proprio l’accordo dell’Eliseo del 1963 tra Francia e Germania Ovest. 

Dal canto suo, anche Giuseppe Conte riconosce il potenziale della relazione Italia-Francia: il Premier infatti ha sottolineato che i rapporti economici tra i due Paesi sono oramai imprescindibili, con 86 miliardi di interscambio attestati nel 2019 e un quadro di investimenti reciproci molto intenso. 

Sembra proprio che le dichiarazioni di intenti siano questa volta serie: i dossier trattati sono pragmatici e di comune interesse per le due parti. 

Accordo tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e BPI

Si tratta di una buona notizia, soprattutto per l’Italia: si valuta la possibilità di collaborazione nell’ambito Venture Capital a favore dell’innovazione e della crescita: per essere più precisi, l’idea è quella di rafforzare il sistema italiano delle start-up, ancora molto debole e poco finanziato rispetto a quello dei partners europei. La dichiarazione di intenti firmata da CDP e BPI si propone di rafforzare e finanziare il sistema italiano, applicando le best practice già conosciute e utilizzate altrove. Altri accordi sono previsti per rafforzare l’export reciproco, già in crescita esponenziale da qualche anno. Per finire, un punto interessante è la volontà di lavorare insieme su attività di cooperazione internazionale, con particolare attenzione all’Africa, anche in riferimento al problema migratorio. 

Rafforzamento della Joint Venture Fincantieri-Naval Group

L’incontro è stata un’occasione per ribadire l’importanza di Navaris (Joint Venture Fincantieri-Naval Group). Hervé Guillou e Giuseppe Bono, rispettivamente Ceo di Naval Group e di Fincantieri hanno affermato come il sostegno dei due governi sia fondamentale per gestire progetti ambiziosi come la modernizzazione di mezza vita delle fregate franco-italiane della classe Orizzonte e altri progetti comuni di ricerca e sviluppo.