L’ecosistema fintech italiano ha ormai raggiunto una fase di maturità, sia al livello delle start-up italiane che europee. In questo contesto, l’adozione della sandbox appare come un ulteriore passo per rafforzare il dialogo tra nuovi attori, autorità pubbliche ed enti finanziari tradizionali in un contesto in cui la posta in gioco è sempre più europea e geostrategica.

« L’ecosistema fintech ha raggiunto una fase matura ma ci sono ancora molte opportunità », afferma Italia Fintech, che spera cheil 2019 e il 2020 saranno anni decisivi per rafforzare il peso di questo settore. Va ricordato che la fintech è un settore in crescita in Italia, in particolare nel centro economico di Milano con ben 120 fintech. Il secondo polo fintech della penisola italiana non è altro che la capitale, Roma, che è molto attiva nella ricchezza, in particolare a causa della presenza di clienti facoltosi. Sessanta aree di attività sono identificate da Italia Fintech, tra cui pagamenti, sicurezza informatica, prestiti, gestione delle spese, crowdfunding e regtech. Delle 300 fintech registrate in Italia, 186 sono dedicate alla pura finanza. Sono anche 119 per trattare argomenti legati alla tecnologia come regtech, cybersecurity, insurtech, ecc. Il settore dei pagamenti è considerato in questo mercato come un soggetto ad alto potenziale. E per una buona ragione, “i pagamenti digitali in Italia stanno crescendo due volte più velocemente rispetto alla media europea”, secondo Italia Fintech.

Questo movimento, che si materializza in particolare con lo sviluppo del pagamento elettronico, dovrebbe continuare con l’arrivo di nuove generazioni naturalmente appetibili per lo smartphone e i nuovi usi, nonché con la comparsa di nuove modalità di pagamento, come pagamento istantaneo, per non parlare dell’ulteriore sviluppo del pagamento con carta e delle apparecchiature di pagamento elettronico per segmenti professionali e aziendali.

Un altro fattore incoraggiante per lo sviluppo del settore fintech italiano è l’open banking, secondo il desiderio delle banche di sviluppare la loro collaborazione con nuovi attori per un periodo da tre a cinque anni. In questo contesto, l’adozione del sandbox appare come un nuovo passo fondamentale per la crescita di questo settore. “I regolatori italiani hanno già rapporti con i fintech e il dialogo tra le due parti è fondamentale. In questo contesto, la sandbox rafforzerà il livello di cooperazione e incentivi per l’innovazione, anche dal punto di vista regolamentare.

In effetti, va ricordato che i regolamenti del settore finanziario sono stati originariamente pensati per una realtà che è oggi modificata “, spiega Italia Fintech. Partner dell’Associazione bancaria italiana (Associazione Bancaria Italiana – Abi), l’associazione vuole lavorare sulle sfide normative e commerciali che i membri vivono quotidianamente. Il dialogo è quindi un valore e un aspetto fondamentale della crescita dell’ecosistema del Paese. Ma non è tutto. In quanto associazione rappresentativa per la nuova economia, Italia Fintech spera che il regolamento su Fintech diventerà sempre più europeo, promuovendo la scalabilità delle imprese e garantendo ai cittadini migliori servizi finanziari nell’UE. A tal fine, partecipa alla creazione di sinergie con altre associazioni, a livello europeo, al fine di condividere le migliori pratiche e nuove opportunità.