Interviste

Olivier Dassault

Personalità politica

Politico e imprenditore, è anche un pilota esperto, un fotografo e un compositore.

Nipote di Marcel Dassault, industriale con idee rivoluzionarie, Olivier Dassault ha ereditato da suo nonno molti talenti. Olivier Dassault è un ingegnere formato nella prestigiosa École de l'Air con un dottorato in matematica e informatica aziendale. Appassionato di aviazione da sempre, detiene numerosi record mondiali di velocità e distanza. Nel 2002 fonda con Jean-Michel Fourgous e Hervé Novelli "Génération entreprise", che nel 2012 diventa "Génération Entreprise - Entrepreneurs Associés", che oggi riunisce 150 parlamentari. Membro del premio Edgar Faure, Olivier Dassault è anche il fondatore dell'omonima associazione per anziani e persone svantaggiate nel dipartimento dell'Oise. Rinomato compositore, ha scritto diverse colonne sonore.


Club Italia-Francia: Signor Dassault, la sua azienda di famiglia ha una lunga tradizione nell’aviazione e lei stesso è un pilota. Vi può raccontare come nasce questa lunga storia d’amore con gli aerei e come ci si sente legato?

Olivier Dassault: Nel 1916, l’amore è nato da un’elica, l’elica « Eclair », quella del Caudron G3, un monomotore francese utilizzato durante la prima guerra mondiale come aereo da addestramento e da ricognizione. Un’elica che fece volare, tra gli altri, Georges Guynemer, uno dei piloti più rinomati dell’aviazione francese.

Una passione: l’aviazione, un destino: la Prima guerra mondiale, un uomo: Marcel Dassault. Ecco i tre ingredienti di una storia d’amore che dura da molti anni e che lega tra loro diverse generazioni di Dassault attraverso le epoche. In questa catena, io non sono che una delle maglie, un testimone, per i miei figli, di questa passione che, inalterata, mi ha animato fin dalla gioventù.

” Il diritto al lavoro è diventato nemico dell’occupazione, le protezioni sociali sono diventate delle palle al piede per chi ne beneficia, il nostro diritto d’asilo è diventato un diritto a immigrare illegalmente, e la lista potrebbe continuare.”

Club Italia-Francia: Come suo nonno e suo padre, fa anche lei parte in modo attivo della vita politica francese. Quali cambiamenti ha notato nel corso del tempo nella politica francese e quali sono le sue speranze, in quanto uomo politico, per l’avvenire della Francia ?

Olivier Dassault: La Francia si trova a dover subire una spesa pubblica folle e dei governanti che si sono succeduti, sia di destra che di sinistra, che non hanno mai avuto davvero il coraggio di riformare il paese in profondità. Il diritto al lavoro è diventato nemico dell’occupazione, le protezioni sociali sono diventate delle palle al piede per chi ne beneficia, il nostro diritto d’asilo è diventato un diritto a immigrare illegalmente, e la lista potrebbe continuare. La Francia si è ammalata a causa della mancanza di coraggio delle sue classi dirigenti, le quali si sono tutte formate nello stesso stampo dell’alta funzione pubblica. Oggi, né mio nonno, né Charles Pasqua, né Pierre Bérégovoy potrebbero essere eletti: coraggio, spirito d’inventiva, creatività, esperienza; ecco ciò che abbiamo perduto a causa della “funzionarizzazione” della vita politica.

La Francia ha due opzioni tra cui scegliere: continuare ad affondare pian piano ma sicuramente fino all’esplosione finale o tornare alla vita grazie ad un sussulto nazionale portato avanti da veri riformatori pronti a mettere in atto quei cambiamenti radicali necessari ad una ricostruzione su basi sane. Non posso che sperare che vinca la seconda opzione, già a partire dal 2017 quando ci saranno le prossime elezioni presidenziali.

Club Italia-Francia: Lei è un uomo dai molteplici talenti. Imprenditore, uomo politico, fine conoscitore del mondo della comunicazione, ma anche artista. Ci può raccontare quest’altra parte importante della sua vita?

Olivier Dassault : Ho sempre considerato l’eclettismo come una qualità dell’essere umano, ne ho pure parlato in occasione di una conferenza presso il prestigioso Cercle de Lorraine a Bruxelles, con tema « l’eclecttismo può essere compatibile con il 21° secolo, secolo della specializzazione ?». Ogni sfaccettatura della mia personalità nutre le altre: il pilota alimenta il fotografo che illumina l’imprenditore che fa riflettere l’uomo politico, tutto è legato poiché dopotutto io sono sempre la stessa persona. Il mio solo ed unico motore è la passione.

” Ho sempre considerato l’eclettismo come una qualità dell’essere umano.”

Club Italia-Francia: Lei da suo nonno ha anche ereditato la volontà di aiutare attivamente – tramite diverse iniziative – le persone in difficoltà. Ci può raccontare di queste sue iniziative?

Olivier Dassault : Proprio come mi ha insegnato mio nonno, sia nella circoscrizione dell’Oise dove operava lui stesso, che altrove, dobbiamo sempre considerare che non siamo immortali ed il dovere delle persone che hanno avuto dei privilegi di nascita è quello di aiutare coloro che non li hanno avuti. L’Association d’Entraide Olivier Dassault esiste proprio per questo scopo. Creata nel 1989, ha come missione quella di riprendere o integrare delle iniziative associative soprattutto nell’ambito della dipendenza, dell’aiuto alle persone anziane ma anche per quel che riguarda progetti culturali o sportivi.

Io presiedo anche l’associazione Génération Entreprises – Entrepreneurs Associés che raggruppa più di 150 parlamentari e altrettanti imprenditori al fine di creare le sinergie necessarie a far progredire lo spirito di impresa in Francia. Valorizziamo allo stesso modo i savoir-faire delle società locali, troppo spesso poco e mal conosciuti grazie al lavoro sul campo di deputati e senatori che ci hanno raggiunto fin dal 2012.

” La società contemporanea non soffre di un eccesso di denaro o di potere, soffre per contro di una mancanza di senso.”

Club Italia-Francia: Parlando di cultura, in un mondo che è trascinata sempre più dal potere e dal denaro, lei pensa che la cultura e l’arte in generale possano fornire un valore aggiunto all’interno della società contemporanea ?

« L’arte salverà il mondo » affermava Dostoïevski, l’arte è ciò che fa di noi degli uomini civilizzati, sarei tentato di aggiungere. L’era di Pericle fu quella di Fidia, quella di Francesco I° fu quella di Leonardo da Vinci : potere e arte non sono antitetici, al contrario. Sono invece le epoche senza potere, i periodi di anarchia che distruggono l’arte e la cultura.

La società contemporanea non soffre di un eccesso di denaro o di potere, soffre per contro di una mancanza di senso. Senza Dio, senza idee trascendenti, si torna al vuoto; l’arte esiste per sublimare ma non può essere creata dal nulla. L’epoca attuale mi sorprende proprio per nichilismo e materialismo ossessivo; forse se le persone guardassero più spesso il cielo, come ho io stesso la fortuna di fare quando sono al comando degli aerei che piloto, ritroverebbero forse un certo senso dell’infinito e del sacro.

written byChiara Casamenti
Chiara Casamenti

2 Settembre 2019

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