Interviste

Olivier Dassault

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Portrait d’Olivier Dassault : « Je suis de mon enfance comme d’un pays

Dall’aeronautica alle nuove tecnologie, dalla produzione cinematografica ai grandi gruppi di stampa, dal mercato dell’arte alla viticultura, dalle opere sociali che sostiene a quelle che fonda, la famiglia Dassault appartiene a pieno titolo alle grandi famiglie di Francia.

Olivier Dassault, ama definirsi usando una frase di Saint-Exupéry tratta da Il Piccolo Principe, “Sono della mia infanzia come di un paese”. Perché la sua infanzia è fatta da un nonno, Marcel Dassault, ingegnere visionario e inventore della prima elica moderna che ne fece un vero pioniere dell’aviazione. Un industriale dalle idee rivoluzionarie, il nonno Marcel, che ai suoi tempi, decise la partecipazione degli impiegati nell’azienda, un uomo politico, anche, dalla lunga carriera ed un benefattore per i suoi concittadini. Olivier Dassault ha di fatto ereditato da suo nonno numerosi talenti.

Uomo politico, imprenditore nell’azienda di famiglia, è anche pilota esperto, fotografo e compositore. Inoltre, fatto praticamente unico nella Véme République, tutte e tre le generazioni di Dassault – nonno, padre e figlio – sono stati parlamentari. Attualmente, sia padre che figlio ricoprono degli incarichi in seno al governo francese, uno al Senato, l’altro all’Assemblée Nationale.

Olivier Dassault ha una solida formazione scientifica, è infatti ingegnere della prestigiosa Ecole de l’Air con dottorati in matematica e informatica gestionale. Appassionato di aviazione da sempre, detiene anche diversi record di velocità.

Ma l’esperienza di Olivier Dassault va oltre le sue competenze scientifiche, i suoi primi passi professionali infatti li fa nei mestieri della comunicazione, soprattutto come produttore , prima con Productions 2000 e inseguito creando una sua agenzia di comunicazione. Nel 1986, quando muore l’illustre e amatissimo nonno, suo padre Serge gli affida molte missioni e responsabilità nell’azienda di famiglia, Dassault Aviation, nominandolo vicedirettore di Europe Falcon Service, e poi Direttore della strategia degli aerei civili. Oggi, Olivier Dassault partecipa all’attività dell’azienda in quanto Presidente del Consiglio di sorveglianza del gruppo.

Accanto alla sua attività professionale in azienda, Olivier Dassault ha intrapreso da giovanissimo la carriera politica, cominciando come consigliere nel Comune di Parigi dal 1977 al 1989, Dassault viene eletto deputato per il partito RPR nel 1988. Olivier Dassault esercita negli anni numerose funzioni parlamentari. E’ delegato per la mondializzazione e il commercio estero. Nel 2002 fonda poi – insieme a Jean-Michel Fourgous e Hervé Novelli – “Génération Entreprise”, divenuto poi, nel 2012, “Génération Entreprise – Entrepreneurs Associés” che raggruppa oggi 115 parlamentari. Membro del Prix Edgar Faure, Dassault è anche fondatore dell’Association d’Entraide a favore delle persone anziane e in difficoltà del Dipartimento de l’Oise. È Appassionato di fotografia, ha pubblicato 13 opere fotografiche ed espone regolarmente sia in Francia che all’estero. Compositore di fama, sue sono molte musiche originali di film. Ha realizzato anche cortometraggi e film pubblicitari. Dassault è anche compositore della colonna sonora dell’Assemblée nationale.

Domanda : Signor Dassault, la sua azienda di famiglia ha una lunga tradizione nell’aviazione e lei stesso è un pilota. Vi può raccontare come nasce questa lunga storia d’amore con gli aerei e come ci si sente legato?

Olivier Dassault : Nel 1916, l’amore è nato da un’elica, l’elica « Eclair », quella del Caudron G3, un monomotore francese utilizzato durante la prima guerra mondiale come aereo da addestramento e da ricognizione. Un’elica che fece volare, tra gli altri, Georges Guynemer, uno dei piloti più rinomati dell’aviazione francese.

Una passione: l’aviazione, un destino: la Prima guerra mondiale, un uomo: Marcel Dassault. Ecco i tre ingredienti di una storia d’amore che dura da molti anni e che lega tra loro diverse generazioni di Dassault attraverso le epoche. In questa catena, io non sono che una delle maglie, un testimone, per i miei figli, di questa passione che, inalterata, mi ha animato fin dalla gioventù.

Domanda : Come suo nonno e suo padre, fa anche lei parte in modo attivo della vita politica francese. Quali cambiamenti ha notato nel corso del tempo nella politica francese e quali sono le sue speranze, in quanto uomo politico, per l’avvenire della Francia ?

Olivier Dassault : La Francia si trova a dover subire una spesa pubblica folle e dei governanti che si sono succeduti, sia di destra che di sinistra, che non hanno mai avuto davvero il coraggio di riformare il paese in profondità. Il diritto al lavoro è diventato nemico dell’occupazione, le protezioni sociali sono diventate delle palle al piede per chi ne beneficia, il nostro diritto d’asilo è diventato un diritto a immigrare illegalmente, e la lista potrebbe continuare. La Francia si è ammalata a causa della mancanza di coraggio delle sue classi dirigenti, le quali si sono tutte formate nello stesso stampo dell’alta funzione pubblica. Oggi, né mio nonno, né Charles Pasqua, né Pierre Bérégovoy potrebbero essere eletti: coraggio, spirito d’inventiva, creatività, esperienza; ecco ciò che abbiamo perduto a causa della “funzionarizzazione” della vita politica.

La Francia ha due opzioni tra cui scegliere: continuare ad affondare pian piano ma sicuramente fino all’esplosione finale o tornare alla vita grazie ad un sussulto nazionale portato avanti da veri riformatori pronti a mettere in atto quei cambiamenti radicali necessari ad una ricostruzione su basi sane. Non posso che sperare che vinca la seconda opzione, già a partire dal 2017 quando ci saranno le prossime elezioni presidenziali.

Domanda : Lei è un uomo dai molteplici talenti. Imprenditore, uomo politico, fine conoscitore del mondo della comunicazione, ma anche artista. Ci può raccontare quest’altra parte importante della sua vita?

Olivier Dassault : Ho sempre considerato l’eclettismo come una qualità dell’essere umano, ne ho pure parlato in occasione di una conferenza presso il prestigioso Cercle de Lorraine a Bruxelles, con tema « l’eclecttismo può essere compatibile con il 21° secolo, secolo della specializzazione ?». Ogni sfaccettatura della mia personalità nutre le altre: il pilota alimenta il fotografo che illumina l’imprenditore che fa riflettere l’uomo politico, tutto è legato poiché dopotutto io sono sempre la stessa persona. Il mio solo ed unico motore è la passione.

Domanda : Lei da suo nonno ha anche ereditato la volontà di aiutare attivamente – tramite diverse iniziative – le persone in difficoltà. Ci può raccontare di queste sue iniziative?

Olivier Dassault : Proprio come mi ha insegnato mio nonno, sia nella circoscrizione dell’Oise dove operava lui stesso, che altrove, dobbiamo sempre considerare che non siamo immortali ed il dovere delle persone che hanno avuto dei privilegi di nascita è quello di aiutare coloro che non li hanno avuti. L’Association d’Entraide Olivier Dassault esiste proprio per questo scopo. Creata nel 1989, ha come missione quella di riprendere o integrare delle iniziative associative soprattutto nell’ambito della dipendenza, dell’aiuto alle persone anziane ma anche per quel che riguarda progetti culturali o sportivi.

Io presiedo anche l’associazione Génération Entreprises – Entrepreneurs Associés che raggruppa più di 150 parlamentari e altrettanti imprenditori al fine di creare le sinergie necessarie a far progredire lo spirito di impresa in Francia. Valorizziamo allo stesso modo i savoir-faire delle società locali, troppo spesso poco e mal conosciuti grazie al lavoro sul campo di deputati e senatori che ci hanno raggiunto fin dal 2012.

Domanda : Parlando di cultura, in un mondo che è trascinata sempre più dal potere e dal denaro, lei pensa che la cultura e l’arte in generale possano fornire un valore aggiunto all’interno della società contemporanea ?

« L’arte salverà il mondo » affermava Dostoïevski, l’arte è ciò che fa di noi degli uomini civilizzati, sarei tentato di aggiungere. L’era di Pericle fu quella di Fidia, quella di Francesco I° fu quella di Leonardo da Vinci : potere e arte non sono antitetici, al contrario. Sono invece le epoche senza potere, i periodi di anarchia che distruggono l’arte e la cultura.

La società contemporanea non soffre di un eccesso di denaro o di potere, soffre per contro di una mancanza di senso. Senza Dio, senza idee trascendenti, si torna al vuoto; l’arte esiste per sublimare ma non può essere creata dal nulla. L’epoca attuale mi sorprende proprio per nichilismo e materialismo ossessivo; forse se le persone guardassero più spesso il cielo, come ho io stesso la fortuna di fare quando sono al comando degli aerei che piloto, ritroverebbero forse un certo senso dell’infinito e del sacro.

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