Italia e Principato di Monaco: Relazioni economiche


Il Principato di Monaco rappresenta una realtà cosmopolita di straordinaria unicità, un luogo di incontro e di scambio, spazio globale e crocevia di nazioni. Inserita in un contesto internazionale di altissimo profilo, Monaco rappresenta un luogo ideale per la promozione e il lancio di nuovi prodotti. Il Principato di Monaco è, dopo la Citta del Vaticano, il secondo stato più piccolo al mondo. Situato sulla costa del Mar Ligure, 18 chilometri ad est Nizza e 14 km a sud-ovest di Ventimiglia, è molto vicino al confine italiano.

La popolazione del Principato conta (secondo il censimento ufficiale del 2012) più di 37.000 abitanti, di cui circa 10.000 sono monegaschi, quasi 18.000 francesi, più di 7.000 italiani e 2.800 circa inglesi.

La presenza dell’Italia e dell’italianità, è di forte impatto e rappresenta una speciale unicità. La comunità italiana residente nel Principato gode di grande prestigio ed è pienamente inserita nel contesto socio-economico. Molto diffusa è la conoscenza della lingua e della cultura italiana, fattori che rendono il Principato un luogo particolarmente attraente per gli operatori italiani.

Il quadro economico e la politica economica

Le ridotte dimensioni del territorio e la collocazione all’interno dell’area doganale francese, non fanno rientrare il Principato di Monaco negli ordinari parametri economici, molti dei quali non sono pertanto rilevabili. Nei suoi termini essenziali, l’economia di Monaco, basata prevalentemente sul turismo, servizi finanziari, commercio e industria leggera ad alto valore aggiunto, rimane molto florida. Nel 2013 il PIL monegasco ha segnato una crescita del 0,9%, in controtendenza rispetto alla performance economica negativa che ha interessato gli altri mercati internazionali. L’IMSEE (Istituto di Statistica locale) conferma anche per il 2014 il buon andamento dell’economia monegasca, a fronte di una crescita dei settori delle costruzioni, delle attività immobiliari, shipping , finanziarie e assicurative, del commercio al dettaglio, dell’alberghiero e della ristorazione.

Buoni risultati anche nel settore dell’occupazione, con la creazione al 31 dicembre 2013 di 1.270 posti di lavoro in più, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e nel settore alberghiero che è cresciuto del 64,1%, in linea con il trend positivo registrato nei quattro anni precedenti. Per quanto riguarda gli investimenti esteri, risultano essere state create nel 2013, 715 imprese nel settore tecnico-scientifico, servizi amministrativi, commercio all’ingrosso e attività immobiliari, dato che conferma il forte interesse del Governo monegasco ad attrarre nuovi investimenti. A tale proposito nel 2011 è stato creato il Consiglio Strategico per l’attrattiva (C.S.A.), che s’interessa di questioni legate allo sviluppo economico del Principato e alle sue prospettive future.

Un altro settore di primo piano è quello bancario e finanziario, basato sull’attività di circa 40 banche a 50 società di gestione, con un totale di risorse gestite pari a circa 100 miliardi di euro. Gli Istituti di credito monegaschi, che impiegano circa 3.000 persone, sono principalmente filiali e agenzie di grandi gruppi bancari internazionali.

Tutte le banche e gli istituti di credito aderiscono all’Associazione monegasca delle Attività Finanziarie (A.M.A.F.), membro della Federazione Bancaria Europea. In merito al commercio estero, settore chiave del Principato, gli ultimi dati statistici mostrano nel 2013 un aumento delle esportazioni e delle importazioni monegasche, pari rispettivamente a 1.037 e 1.015 milioni di euro, del 49,1% e del 33,5% rispetto all’anno precedente, con un saldo della bilancia commerciale pari a +21,7 milioni di euro rispetto a – 65,2 milioni di euro del 2013. Sul fronte interno gli ultimi dati statistici provvisori riferiti al 2014 mostrano un surplus di bilancio tra i 10 e i 15 milioni di euro. Giova ricordare che il Principato di Monaco è uno dei pochissimi Paesi che non ha debito pubblico, potendo contare su un “Fondo Costituzionale di Riserva” (FRC), che permette al Paese di godere di una solida indipendenza finanziaria.

Il principio generale della fiscalità monegasca è l’assenza di imposizione diretta per i redditi delle persone fisiche monegasche e per i residenti nel Principato, ad eccezione dei cittadini francesi. Monaco dispone pertanto di una “fiscalité douce”, articolata su diversi tipi d’imposta. Giova ricordare che Il Principato non ha debito sovrano e può contare su un “Fondo Costituzionale di Riserva” (FRC) che è stato costituito grazie alle eccedenze di bilancio accumulatesi dal secondo dopoguerra.

La giurisdizione monegasca osserva inoltre gli standard internazionali di trasparenza fiscale e non è più da tempo annoverata nell’elenco comunemente noto come la “black list” dell’OCSE in tema di cooperazione fiscale. Monaco rientra nella cosiddetta “lista bianca” dell’OCSE, non presentando le caratteristiche tipiche di un paradiso fiscale, secondo la definizione data dall’OCSE (assenza d’imposizione fiscale, mancanza di trasparenza, assenza di un effettivo scambio di informazioni e assenza di un’economia reale). L’intera attività bancaria è sotto il controllo della Banque de France.

Rapporti con l’Italia

Le relazioni commerciali bilaterali( Italia/Monaco) sono intense e presentano ulteriori margini di rafforzamento, inclusi i più stretti rapporti commerciali nei settori di eccellenza del “Made in Italy”, in particolare la cantieristica navale, l’industria automobilistica di alta gamma, la moda e l’agro-alimentare. L’Italia ricopre il ruolo di primo partner commerciale del Principato di Monaco, seguita da Svizzera e Regno Unito.

Sulla base degli ultimi dati provvisori, resi noti dall’IMSEE (Istituto di Statistica locale), nel 2013 l’interscambio commerciale è stato di 367 milioni di euro. In particolare, esportazioni italiane sono ammontate a 240,99 milioni di euro (31,7% del totale), mentre le importazioni hanno raggiunto quota 126,02 milioni di euro (18,1% del totale), con un aumento rispettivamente del 13,5% e del 51,9% rispetto al 2012. La presenza dell’Italia e dell’italianità” nel Principato è di forte impatto e rappresenta una speciale “unicità”, tale da costituire una reale opportunità per il “Sistema Paese”.

Gli investimenti italiani nel principato

Numerose sono le aziende italiane che hanno avviato investimenti nel Principato, tra cui: il Gruppo ES-KO (realizzazione progetti di cooperazione, logistica, fornitura equipaggiamenti e approvvigionamenti alimentari, assistenza a forze di pace, strutture e contingenti ONU e NATO), il Gruppo Ferrero (settore dolciario) presente a Monaco con l’ufficio di Presidenza e la SOREMARTEC (Societé de Recherche de Marketing et Technique), la Silversea (navigazione), Gruppo Campari (alimentare), la Luxottica, il Gruppo Marzocco (edilizia e della costruzione), il Gruppo Giraudi (distribuzione carne e della ristorazione), e Ankor Trading (commercio internazionale prodotti petroliferi).

Al 21 gennaio 2014 risultavano iscritte nel Registro delle imprese di Monaco 1.383 società commerciali, gestite da italiani fra le quali rientrano ristoranti e gelaterie che hanno esportato l’eccellenza gastronomica italiana. Punto di forza dell’Italia in questo Paese è la comunità Italiana residente che gode di grande prestigio ed è pienamente inserita nel contesto socio-economico. Gli italiani si distinguono nei settori istituzionali, socio-economici e culturali, nel sistema bancario, farmaceutico, alberghiero e della ristorazione, immobiliare, costruzione, cantieristica, servizi di intermediazione e trading internazionale, eno- gastronomia, sport, design, moda, arte e automobilismo.

Sources : Diplomazia economica, Ministero degli Affari Esteri

Mariarosa Salvucci