Interviste

Amanda Lear

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Di lei si sanno alcune cose, altre se ne sussurrano, altre si ignorano completamente. Fa parte del gusto di essere un’icona. Da guardare e non toccare. Nata ad Hong Kong, dopo la scuola primaria, si trasferisce a Parigi e poi studia alla Saint Martin’s school of Art di Londra. È lì che comincia la sua ascesa come personaggio mediatico, quando intreccia una relazione con Brian Ferry, frontman dei Roxy Music ed inizia a lavorare come modella per Catherine Harle. In un attimo, la sua carriera esplode; viene immortalata da Charles Paul Wilp, Helmut Newton e Antonio Giacomoni. Partecipa a numerose sfilate e frequenta il jet set internazionale.

È a Parigi, nel 1967 quando incontra Salvador Dalì, eccentrico artista spagnolo, che rimane folgorato dalla giovane Amanda. Amanda accompagnerà la vita del pittore surrealista nei successivi quindici anni, passando ogni estate con lui e sua moglie: avrà così l’opportunità di visitare i salotti parigini e scoprire i musei europei, oltre che posare per alcune sue opere quali “Voguè” e “Venus to the Furs”.

Amanda Lear e Salvador Dalí

Un altro incontro segna la sua vita, quello con David Bowie, con il quale appare nella serie tv “Midnight special”, sulla Nbc. Sempre con Bowie, l’anno successivo, registra la sua prima canzone, “Star”, che però non viene mai pubblicata. Il suo singolo di esordio sarà, invece, “Trouble”. Del brano, per altro, viene incisa anche una versione francese, che viene notata dall’etichetta Ariola Eurodisc: la casa discografica, tramite il produttore Antony Monn, le propone un contratto di sei dischi e sette anni per una cifra eccezionale. Il disco d’esordio si chiama “I am a photograph”, e ottiene un successo strepitoso in Austria e in Germania.

John Lennon, Amanda Lear, George Harrison

In Italia sfonda con il singolo “Tomorrow” e, un singolo dopo l’altro, grazie ai primi produttori (i celeberrimi La Bionda), Amanda Lear diventa una delle regine della Disco europea, avendo però grande successo anche in Giappone e America Latina. In questo periodo, per altro, arriva anche il debutto sul piccolo schermo; poliglotta e versatile, comincia prima come soubrette e poi come conduttrice tv a partecipare a programmi televisivi anche in Francia e Germania. In parallelo, e senza mai rinunciare a niente, Amanda Lear fa anche l’attrice per il cinema e la tv, soprattutto in Francia e in Italia.

Amanda Lear e Jean Paul Gaultier

Prima modella, poi cantante, e anche attrice, presentatrice, scrittrice e pittrice: Amanda Lear è stata tutte queste cose, ma soprattutto è una donna dalla grande ironia, che non ha mai smesso di stupire. Dopo aver affascinato il mondo della musica come cantante, anche con collaborazioni eccellenti e inaspettate come quella con il gruppo punk italiano CCCP, Amanda Lear diventa una canzone dei Baustelle contenuta nel loro settimo album, L’amore e la violenza. “Dicevi I wanna be Amanda Lear, il tempo di un LP, il lato A, il lato B, non siamo mica immortali, bruciamo ed è meglio così”, cantano i Baustelle, ma sembra proprio la sintesi perfetta di una vita avventurosa.

Diceva Oscar Wilde “Non importa che se ne parli bene o male. L’importante è che se ne parli”. Salvador Dalì, Andy Warhol, David Bowie, tutti personaggi che hanno incarnato questo motto alla perfezione. E tutte persone di sua conoscenza, signora Lear. Lei che cosa ne pensa di questo detto?

Amanda Lear : Bene o male purché se ne parli è diventato un tormentone che mi trova d’accordo. Tutti i personaggi che ha citato me compresa hanno fatto parlare di se. La pubblicità è l’anima del commercio. Si parli di persone o di cose, la pubblicizzazione di una persona o di un prodotto incuriosisce la gente. Parlando della mia esperienza personale, anche la casa discografica ha pensato a me come un prodotto da vendere. Penso sia un passaggio obbligatorio a cui nessuno si può sottrarre.

Lei ha passato molti anni in Francia e in Italia. Quali sono i tratti di ciascun paese che più le assomigliano?

Amanda Lear : L’Italia è il mio paese d’adozione, la mia seconda patria. Mi piace la cultura mediterranea e penso che sia l’Italia quanto la Francia siano simili sotto molti aspetti. La diversità è nell’approccio, gli italiani sono meno critici e più allegri. Il modo di vivere di godersi la vita degli italiani mi piace molto. Della Francia apprezzo il buon gusto, lo stile e l’eleganza. Non potrei scegliere tra i due paesi, mi piace l’idea di avere un piede in Italia ed uno in Francia.

Quanto conta nella vita incontrare “la persona giusta al momento giusto”?

Amanda Lear : Penso sia importante anche se è una grande ingiustizia. La fortuna la incontri in un momento specifico, oppure mai. Puoi attraversare la strada e incontrare Woody Allen oppure passare aldilà del marciapiede e non incontrarlo, ma questa è la vita.

Se lei avesse un mazzo di carte e ad ognuna delle persone importanti della sua vita dovesse associarne una, cosa ne verrebbe fuori?

Amanda Lear : Penso piuttosto ai tarocchi che alle carte. Assocerei Berlusconi al Re di fiori, la rappresentazione dei soldi. David Bowie lo assocerei al matto, lo spettacolo, l’artista. Penso che ognuno di noi abbia molte sfaccettature, rappresentiamo più carte nella nostra personalità.

Nello strano mondo in cui viviamo, secondo lei, a cosa corrisponde il “vivere bene”?

Amanda Lear : Vivere bene ….. non capisco la frenesia di volere sempre di più : soldi, fama…. Ognuno di noi si dovrebbe accontentare di quello che Dio ogni giorno ci offre.

Se dovesse fare un giro intorno al mondo, chi sceglierebbe come compagno/a di viaggio?

Amanda Lear : Sceglierei una persona molto curiosa della vita, capace di raggiungere posti originali, strani, qualcuno che si interessi a tutto. Mi piace la curiosità che hanno le persone del segno dell’acquario. Mi viene in mente David Bowie. Lui era una persona curiosa di tutto, dall’arte alla letteratura. Sarebbe senz’altro il mio compagno di viaggio ideale.

Oggi si chiede alle nuove generazioni che vogliono emergere di essere super specializzate in un ambito, lei che è un’artista polivalente e ha fatto diverse esperienze, non pensa che fare più cose e mai uguali sia una fonte di ricchezza più che un sinonimo di superficialità?

Amanda Lear : Sono stata spesso criticata in Francia per la mia polivalenza. In Francia avere più qualità è considerato quasi un difetto. Si viene percepiti come poco seri o addirittura superficiali. Io al contrario credo invece che una persona sia in grado di esprimere la propria creatività attraverso varie forme.  Io faccio teatro, cinema, canto e dipingo, ma non chiedetemi di cucinare.

Quanto di quello che è successo nella sua vita è dipeso da lei e quanto dalle circostanze esterne? Esiste secondo lei un fato?

Amanda Lear : Io penso sia tutto scritto e niente si può cambiare. Nella mia vita non ho mai cercato e non mi aspettavo di certo tutto quello che poi mi è arrivato. Credo piuttosto nella casualità degli incontri che si possono avere. Io non credo alla teoria di provocare le cose sperando che accadano.

Passiamo a temi più grigi: la politica. Lei la segue? Cosa pensa della vittoria di Macron in Francia?

Amanda Lear : La cosa che non mi piace della politica è vedere per anni gli stessi personaggi, in Francia come in Italia. L’elezione di Macron ha rappresentato la novità. Un viso nuovo con altre aspettative, con una nuova visione del mondo più attuale più in sintonia con cambiamento che stiamo vivendo. Si sentiva proprio il bisogno di cambiare aria.

Ora le propongo un gioco. Un ritratto cinese : 

  • Se fosse un numero : 7 come le sette meraviglie
  • Il libro preferito : La bibbia specie l’antico testamento, ha una storia incredibile
  • Il film nel quale avrebbe voluto recitare : Una bella commedia musicale americana
  • Una persona che avrebbe voluto baciare : Il Papa, non quello di ora, Papa Wojtyla, una persona coinvolgente e carismatica.
  • La canzone che vorrebbe aver scritto : “I Will Survive” di Gloria Gaynor. Questa canzone è un inno alla sopravvivenza, ad andare avanti sempre e comunque. Un’altra canzone che trovo molto romantica è “La vie en rose”.
  • Se avesse un superpotere, quale sarebbe? : Vorrei essere invisibile per sentirmi libera di poter passare inosservata, di non truccarmi e di poter spiare gli altri in qualsiasi momento e sentire cosa dicono di me.
  • Una cosa che non è (ancora) riuscita a fare : In Italia mi piacerebbe recitare in un bel film impegnato. L’Italia ha grandi registi che ho conosciuto come Antonioni, De Sica Zeffirelli. MI piacerebbe molto lavorare ad un bel film. Ho appena girato in un film d’autore e sarò al Festival  del Cinema di Roma.

Chiara Casamenti

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