Imprenditori



Imprenditori

Raffaele Jerusalmi


Club Italia-Francia : La Borsa di Milano chiude il 2017 con una crescita del 22%. Si tratta di risultato davvero importante sia in termini di performance, sia in termini di IPO. L’Italia è ritornata ad attrarre l’interesse degli investitori esteri ?

Raffaele Jerusalmi : Sicuramente sì, l’Italia ha sofferto più di altri paesi europei la crisi finanziaria del 2008, quindi parliamo degli anni 2008, 2009, 2010, 2011, quando c’è stata la crisi finanziaria, legata prima al mondo bancario e poi estesa anche ai titoli di Stato, in generale al credito dei paesi, quindi la cosiddetta crisi dell’euro. L’Italia come mercato è stato uno dei mercati che più ha sofferto e che più è stato penalizzato, anche perché l’indice dei principali titoli italiani era composto in prevalenza da banche, compagnie di assicurazioni con una grossa esposizione sul settore finanziario, il settore che ha sofferto di più, e quindi è stato l’indice che ha sofferto di più. L’anno scorso siamo stati la miglior performance tra le Borse europee e l’anno 2018 inizia in questa direzione. Fino ad oggi siamo, anche quest’anno, la migliore Borsa europea, e spero che sia un trend che possa continuare per tutto l’anno.

Club Italia-Francia : L’indice del Made in Italy, ossia il FTSE Italia Brands, lanciato lo scorso 18 dicembre alla borsa di Milano, rappresenta l’eccellenza italiana con 22 aziende come Ferrari, Damiani, Luxottica, Moncler, Piquadro, Salvatore Ferragamo, Tod’s e Yoox Net-A-Porter. Quali sono le opportunità che può cogliere il Made in Italy nel mondo e quale sarà il futuro dell’industria della moda e del lusso?

Raffaele Jerusalmi : L’Italia e il mercato finanziario italiano in particolare negli ultimi anni sono diventati un punto di riferimento in questo settore a livello mondiale. Noi come Borsa italiana abbiamo investito molto per attrarre sempre di più aziende di questo settore a quotarsi. Quotare nuove aziende significa valorizzarsi, e in questo abbiamo ottenuto buoni risultati. Abbiamo poi cercato di valorizzare ulteriormente questo settore con iniziative dell’indice di questi italian listed brand, che sono il meglio in questo momento che la nostra industria finanziaria e il nostro mercato possano esprimere come brand quotati e che sicuramente rappresentano un’eccellenza dell’Italia, anche se non sono ovviamente gli unici brand eccellenti. Ce ne sono moltissimi altri, che magari sono brand quotati ma non hanno ancora raggiunto i parametri  necessari per entrare nella top 22. Il numero di 22 non è fisso e quindi molti altri brand potrebbero aggiungersi in futuro.  Ad oggi noi abbiamo identificato 67 brand con un grado di riconoscibilità elevato già quotati  sul nostro mercato.

L’idea di lanciare un indice su questa vetrina  è quella di  creare uno strumento finanziario  che aiuti  le aziende ad aumentare la loro visibilità in tutto il mondo.  La notorietà dell’indice aiuterà ad identificare in modo  semplice il meglio del Made in Italy. Noi crediamo che vi sia uno spazio enorme in questo settore per le aziende italiane.   L’ eccellenza italiana è  riconosciuta nel mondo ma solo in certi settori. Se citiamo la Ferrari la conoscono tutti mentre altri  brand altrettanto noti in Italia come Brembo, pur molto conosciuti nel loro settore,  non godono della stessa  notorietà di FerrariIl nostro obiettivo è quello di portare le aziende italiane ad incontrare gli investitori nei roadshow che facciamo in tutto il mondo per farle conoscere. Crediamo che il potenziale sia straordinario.

Mi piace citare le aziende che si sono quotate recentemente e che sono  più presenti nella memoria collettiva, ad esempio  Technogym che, pur essendo un’ azienda conosciuta all’estero e più o meno conosciuta in Italia, ha trovato grazie alla quotazione un’accelerazione nella sua crescita che ha sorpreso anche il suo fondatore, Nerio Alessandri. La quotazione non è solo il momento in cui si raccolgono i capitali, ma anche quello in cui la  la visibilità dell’azienda, del marchio e del nome iniziano a circolare nel mondo finanziario . Le aziende sono state sempre abituate a farsi conoscere con grandi campagne pubblicitarie, spendendo molti soldi. Le campagne servono per avere visibilità, ma le aziende si rendono conto che con quella quotazione non solo riescono a raccogliere capitali, ma si trovano proiettate gratuita su tutti gli schermi di tutte le più grandi agenzie di informazione finanziaria. Ogni volta che le aziende fanno annunci che parlano di risultati vengono riprodotti marchi e nomi, credo che questo sia un valore cosiddetto intangibile ma che è molto importante.

Club Italia-Francia : Il panorama italiano è ricco di realtà imprenditoriali di altissimo livello. Di contro è vero che nel paese è mancata per anni la cultura finanziaria che ha limitato l’introduzione in Borsa solamente ad alcune imprese. Quali sono le misure che andrebbero adottate per permettere all’ecosistema imprenditoriale di svilupparsi ?

Raffaele Jerusalmi : Premetto che la quotazione costituisce un passaggio importante per un’azienda ma non fondamentale in senso stretto, vale a dire non l’unico passaggio che per un’azienda è necessario fare per internazionalizzarsi, crescere e diventare molto più grande. Vi sono casi di aziende eccellenti in Italia, mai quotate e che forse mai si quoteranno, che hanno avuto un percorso di crescita e di internazionalizzazione straordinario, sviluppandosi in modo significativo. Il mondo sta cambiando e diventa molto più competitivo. La crescita dimensionale necessaria per competere in alcuni settori rende molto più complesso crescere in forma organica contando solo sulle proprie risorse finanziarie. Come osservatore di queste dinamiche vedo una maggiore consapevolezza da parte dell’imprenditore italiano sul fatto che la finanza sia uno strumento molto importante per la crescita. Prima le banche erano erogatori di credito per tutte le circostanze della vita aziendale. Oggi questo non avviene più. Possono rimanere erogatori di credito per quanto riguarda l’attività tradizionale, ma per l’attività straordinaria la maggior parte delle aziende dovranno iniziare a comprendere che la quotazione e il mercato dei capitali in genere sono la sola  vera alternativa.

Il programma Elite è stato la modalità con la quale abbiamo cercato di rispondere al fatto che la percezione e il grado di preparazione degli imprenditori italiani in materia finanziaria era basso. Non è solo un tema di Borsa ma è un tema di accesso al mercati dei capitali in generale. Per questo  è fondamentale   mettere le aziende nella condizioni di raccogliere capitali.

Se poi le aziende non sono pronte o non hanno le caratteristiche per entrare in Borsa non importa, le aziende devono essere messe nella condizione di crescere, di raccogliere capitali e per far sì che i progetti ambiziosi che hanno possano realizzarsi. Questo è appunto lo spirito con cui è nata Elite. Siamo convinti che la quotazione faccia molto bene alle imprese e questo è dimostrato da tanti studi, molte aziende anche di natura famigliare hanno trovato nella quotazione uno strumento di straordinaria efficacia.

Club Italia-Francia : L’industria finanziaria è il cuore dell’economia britannica. Dopo il no dell’UE alla fusione tra la Borsa di Londra e quella di Francoforte, e l’uscita del Regno Unito dall’UE, la Borsa di Milano diventerà il punto di approdo nel vecchio continente per Londra. Quali sono le opportunità che la Borsa di Milano potrà cogliere ?

Raffaele Jerusalmi : La situazione in questo momento è abbastanza confusa, non vedo grande chiarezza sulle modalità di uscita dell’Inghilterra dall’UE e opportunità e rischi sono difficili da valutare e vi è scarsissima visibilità sul futuro. Il nostro Gruppo   è oggi globale ed ha   una forte presenza negli Stati Uniti, oggi circa un terzo dei ricavi viene dagli Stati uniti, un terzo dal Regno Unito un terzo dall’Europa continentale  e quindi credo che siamo in grado di affrontare con serenità le conseguenze della Brexit. Abbiamo una presenza importante in italia ma anche un ufficio di grandi dimensioni a Parigi. Certo vi sono potenziali opportunità e potenziali rischi, ma questo dipenderà dalla posizione delle banche e dei clienti principali. La visibilità è appunto scarsa, la Brexit pone sfide e bisognerà vedere come le affronteranno  i paesi europei.

Club Italia-Francia : Il settore food ha un fatturato superiore a quello del lusso. Quanto l’ingresso in borsa potrebbe avvantaggiare le imprese italiane del settore? Lei prevede se ci sarà un’evoluzione simile a quella avviata nel settore del lusso ?

Raffaele Jerusalmi : Lei tocca un punto a noi molto caro, abbiamo già annunciato che uno dei prossimi settori sui quali investiremo sarà proprio quello del food, sfruttando l’annuncio della prossima quotazione che è già stato fatto da  Eataly. Il food è un settore che in Italia ha sempre sofferto la parte di internazionalizzazione. Cito un’azienda che ha annunciato di volere considerare la quotazione : Esselunga,  è un’ azienda eccezionale anche a livello  europeo secondo tutti i principali parametri ma è un’ azienda del nord Italia molto poco conosciuta nel resto del paese. Ci sono altre realtà simili a Esselunga  che non hanno saputo o voluto internazionalizzarsi e sono quindi rimaste locali. Poi abbiamo le eccezioni come Ferrero o Barilla. Stiamo parlando comunque di nicchie di mercato dove  il grado internazionalizzazione rimane limitato. Nel settore della moda e del lusso siamo stati più bravi sul fronte internazionalizzazione. Sul food c’è ancora tanto da fare. Eataly potrebbe essere un ottimo apripista, è il primo vero canale distributivo internazionale del food, raccoglie il cosiddetto artigianato del food italiano, grazie allo spirito che ha animato Farinetti nel disegnare questa struttura, atta a raccogliere tutte le eccellenze del food e a diventare motore distributivo di queste piccole realtà, che altrimenti non avrebbero  potuto nemmeno varcare i confini della propria provincia. Speriamo che sia un meccanismo di tipo emulativo, nel momento in cui Eataly si dovesse quotare tanti guarderanno a questo con interesse per espandere la propria novità al di fuori dei confini nazionali.

Club Italia-Francia : Quanto le azioni messe in campo dal Governo come per esempio il PIR hanno influenzato l’andamento ?

Raffaele Jerusalmi : L’influenza è stata bassa, si vedrà nel corso del tempo, abbiamo stimato che nel 2017 si siano raccolti circa una dozzina di miliardi attraverso i PIR, sicuramente una cifra importante. Non tutti, ma una piccola parte di questi è stata indirizzata al mercato, questo viene fatto con una certa progressività, è un’ ottima iniziativa del Governo che è stata di grande aiuto per lo sviluppo del mercato sulle piccole e medie imprese, che vedono ancora in misura limitata. Questo è anche positivo, vuol dire che nel rispetto di questi PIR l’evoluzione si vedrà nel tempo, c’è ancora molto spazio sia di raccolta sia di investimento.

Club Italia-Francia : Quali sono le sue previsioni di sviluppo per il 2018 ?

Raffaele Jerusalmi : Lo sviluppo per quanto riguarda le quotazioni è molto positivo, un obiettivo molto sfidante ma possibile sarà il raggiungimento di 50 società nuove quotate sul mercato, e questo sarà un obiettivo sfidante ma tangibile che metterà alla prova tutta l’industria, e che permetterà di creare una particolare pressione sia sulle banche sia sugli advisor coinvolti nel processo. Sarà un test interessante, sarebbe la prima volta che accade nella storia del nostro mercato. Il 2018 si svilupperà seguendo una direzione positiva, vi sono segnali economici positivi, come l’andamento delle aziende, in particolare quelle quotate. In attesa di stravolgimenti le elezioni daranno un risultati probabilmente in linea con ciò che la gente si aspetta, non vedo grandi rischi da quel punto di vista, nel 2017 vi sono stati tanti risultati che politicamente non erano particolarmente attesi o auspicabili e poi i mercati sono continuati a salire, nonostante l’elezione di Trump, la Brexit, il governo estrema destra in Austria, il fatto che in Germania non si sia arrivati a formare un governo e  siamo ancora in aperta discussione. A mio avviso il 2018 sarà comunque un anno positivo.

written by

4 Novembre 2017

advertising