Personalità - Club Italie France - Toni Belloni

Toni Belloni

Club Italie-France: Lei vanta un importante percorso professionale internazionale, ma fortemente legato anche all’Italia. È stato il primo italiano a ricoprire il ruolo di presidente della multinazionale americana Procter & Gamble in Europa. Nel 2001 è entrato in LVMH, primo gruppo del lusso al mondo dove ricopre il ruolo di direttore generale. Quali sono secondo lei le caratteristiche necessarie per diventare un manager di successo in un mondo sempre più interconnesso e competitivo?

Toni Belloni: Nella mia esperienza, Curiosità, Leadership e Teamwork sono le tre prerogative imprescindibili. Il contesto competitivo cambia a grande velocità, la Curiosità è il motore per anticipare questo cambiamento, capirne le implicazioni strutturali e congiunturali, guidarlo invece di subirlo.
La Leadership è anzitutto nella presa di responsabilità, nella generazione di energia positiva, nella capacità di ottenere il meglio da un gruppo di persone guidandole verso un traguardo. Il tipo di leadership dipende dal carattere e dai punti di forza di ogni individuo, è importante essere autenticamente se stessi, anche con i propri difetti. Io, a esempio, faccio parte degli «insicure overachievers», le mie insicurezze mi spingono a pensare e a fare di più. 
Infine, il Teamwork è l’apprezzamento dell’intelligenza e dello sforzo collettivo, la fiducia e il piacere di affrontare le sfide insieme agli altri. Avere fatto in gioventù molti sport di squadra è stata un’esperienza determinante per la mia formazione e la mia predisposizione a lavorare bene con gli altri. 

Club Italie-France: Il gruppo LVMH ha costruito un impero negli ultimi vent’anni grazie a un’organizzazione ed una visione che nessun’altro gruppo del settore è riuscito a riprodurre. Come ha vissuto questa avventura unica e come interpreta questo successo?

Toni Belloni: Ha ragione a chiamarla avventura, è stata davvero un’esperienza umana incredibile. In più di 20 anni il gruppo è cresciuto moltissimo, superando i 200.000 collaboratori e diventando una delle principali aziende al mondo per capitalizzazione borsistica. Quello che non è cambiato è l’apertura al futuro, lo spirito di conquista, l’orgoglio delle nostre Maison e dei nostri prodotti, la passione per le nuove idee e i desideri dei clienti, la consapevolezza che la leadership passa per una continua reinvenzione dell’azienda intera.

Club Italie-France: LVMH è il primo gruppo del settore per investimenti in Italia, dall’abbigliamento agli accessori, dalla gioielleria agli hotel di lusso. In un mercato a forte crescita come quello del lusso, la formazione della manodopera specializzata così come il controllo della filiera produttiva diventano fondamentali per mantenere la leadership. Cosa si dovrebbe fare per avvicinare oggi i giovani a questo settore e garantire il passaggio generazionale? Quali le prospettive in Italia, sia dal punto di vista del savoir-faire, dell’occupazione e della filiera? Quali i numeri degli ultimi anni e il futuro?

Toni Belloni: Il settore manifatturiero di alta qualità è un tratto distintivo del tessuto industriale italiano. Offre un insieme di qualità, creatività e agilità produttiva che si addicono a meraviglia al mercato dei beni di lusso, dove prodotti sempre nuovi creano il desiderio dei clienti.  Gran parte delle Maison mondiali del lusso hanno una parte della propria produzione in Italia.
Lvmh investe da molti anni nelle filiere italiane. Anzitutto con degli insediamenti diretti, i nostri ateliers di sviluppo di prodotto e di produzione, che sono dei veri gioielli per architettura, rispetto degli ambienti, condizioni di lavoro. E poi tessendo una rete di aziende fornitrici che hanno dimensioni più ridotte, spesso a gestione famigliare, ma che contribuiscono nel know-how, nelle idee, sono mani intelligenti formidabili. 
La crescita della domanda mondiale di prodotti di alta qualità offre un’opportunità di crescita alla manifattura italiana. È importante che l’intero ecosistema continui a progredire, per mantenere i vantaggi competitivi che la caratterizzano. La formazione di nuove generazioni di artigiani in coordinamento con la scuola è la sfida più importante. Bisogna sfatare la percezione negativa legata ai lavori manuali. Nei prodotti di lusso si parla di lavori di alta precisione, con spazio per la creatività che richiedono l’utilizzo di tecnologie sofisticate e permettono delle carriere molto interessanti. Noi faremo certamente la nostra parte, come dimostrano i progetti del 2024 di Bulgari, Loro Piana, Givenchy e Thélios.

Club Italie-France: Bernard Arnault è stato ed è un grande visionario. Se lei dovesse dire quali sono i suoi principali pregi, quali indicherebbe?

Toni Belloni: L’intuizione visionaria del Signor Arnault fu di prevedere il grande potenziale dei beni di alta qualità e aggregare Maison famigliari in un gruppo. La scelta organizzativa vincente fu poi quella di mantenere l’autonomia e la tradizione di ciascuna Maison per coltivarne l’unicità e l’anima. Più di 30 anni dopo, ciò che impressiona è lo spirito imprenditoriale che continua ad animarlo: l’etica di lavoro formidabile, la vicinanza a negozi e clienti, la passione per creatività e nuove opportunità, il coraggio di fare scelte difficili. Non c’è dubbio che il suo esempio sia una grande ispirazione per tutte le persone del gruppo. Se visita spesso i negozi, tutti sanno che è una cosa importante.

Club Italie-France: In Italia si produce circa l’80% dei prodotti di lusso al mondo. Inoltre vi è presente il più importante numero di brand. A differenza, però, della Francia, non esistono conglomerati del lusso sul modello francese.

Toni Belloni: Insieme alla Francia, l’Italia è il Paese dove senso estetico, ricchezza artistica e arte di vivere fanno parte del patrimonio culturale. Un vero e proprio ecosistema del bello e della qualità. Le Maison sono nate e si sono sviluppate in questo background culturale, al servizio delle famiglie nobili e poi delle dinastie industriali, prima di essere scoperte da un pubblico più vasto.
A sua volta, la grande qualità di creazione e manifattura di prodotti artigianali in Italia affonda le sue radici nella storia. La “mano italiana” nasce nelle corporazioni artigianali rinascimentali  e si tramanda nei secoli dando vita ai Distretti industriali di oggi, dei veri e propri poli geografici di conoscenze e know-how: la Toscana per la pelletteria, Valenza per la gioielleria, Veneto e Marche per le calzature,  la Provincia di Belluno per gli occhiali…Come ho già detto, le grandi imprese, come il nostro gruppo, agiscono da capo filiera con il supporto delle istituzioni ed effetti trainanti sulle piccole imprese, per formare nuove generazioni di artigiani 2.0 capaci di unire manualità e tecnologia. 
È vero che in Italia le Maison hanno mantenuto la loro indipendenza. Ma questo non impedisce loro di competere con successo sul mercato mondiale. Pensi a Prada, Moncler, Cucinelli, Tod’s, Zegna, Dolce e Gabbana, Damiani…

Club Italie-France: E che cosa risponde a chi accusa la Francia di avere fatto una campagna d’Italia molto aggressiva nel settore del lusso. Il Made in Italy è in pericolo?

Toni Belloni: L’acquisizione di Maison italiane ha avuto anche molti effetti benefici. Alcune di queste aziende hanno avuto le risorse per affermarsi a livello mondiale, pur mantenendo sede, cultura e soprattutto il DNA italiano che le contraddistingue. Anche il Made in Italy ne ha tratto vantaggio, offrendo opportunità di sviluppo alle “mani intelligenti” della manifattura italiana. Noi abbiamo 35 siti produttivi in Italia, che producono non soltanto per le nostre Maison italiane, ma anche per quelle di altri Paesi. Certo, non si può dormire sugli allori e bisogna continuare a migliorare, a formare nuovi talenti, a divenire ancora più creativi, qualitativi e flessibili. È questa la migliore maniera per continuare a fare prosperare il Made in Italy. 

Club Italie-France: LVMH è fortemente impegnato in tematiche quali formazione, ambiente, economia circolare, ricerca, parità di genere. Quali i risultati raggiunti e gli obiettivi?

Toni Belloni: Le grandi imprese hanno ormai un ruolo nella società che va al di là dei risultati strettamente finanziari. Sono anzitutto motore dello sviluppo economico in senso largo, creando nuovi posti di lavoro e investendo nella formazione delle nuove generazioni, sostenendo l’indotto di piccole imprese con cui collaborano, trasformando nuove tecnologie in soluzioni per i clienti. Hanno anche la responsabilità di essere leader nell’applicare i migliori standard sociali ed ambientali.
Il nostro gruppo è impegnato da molti anni su questi fronti. Il programma LIFE 360 ha raggiunto traguardi concreti. In termini di biodiversità, circolarità e transizione energetica. Nella parità di genere, siamo ormai vicini al traguardo di 50/50 per le posizioni chiave fissato per il 2025. Soprattutto l’attenzione alle comunità, l’intervento diretto nelle situazioni di difficoltà e disagio, il sostegno alle arti e ai giovani sono ormai parte della nostra cultura. Il contributo alla restaurazione di Notre Dame è un orgoglio per tutti i collaboratori e anche clienti del nostro gruppo.  

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Intervista del

13 Febbraio

Informazioni

Direttore Generale
Direttore Generale del gruppo LVMH, numero uno mondiale del lusso
Edoardo Secchi - Presidente Club Italie-France
A cura di
Edoardo Secchi