Club Italie-France: Paloma Hermina Hidalgo

Paloma Hermina Hidalgo

Club Italie-France : Lei è autrice di « Cristina » , « un capolavoro della poesia contemporanea »  e di « Rien, le ciel peut-être », premiato dalla Société des Gens de Lettres. « Due opere di genio inattuale che, senza ombra di dubbio, segneranno la poesia francese. » (Marianne). Il suo primo romanzo di ispirazione autobiografica, « Matériau Maman », sarà pubblicato nel febbraio 2024. Qual è il filo conduttore che lega queste opere?

Paloma Hermina Hidalgo : Direi che questi testi sono accomunati da un tipo di espressività pura, istintiva, lirica, e dall’aspirazione a una forma drammatica, rigorosa, di mediazione architettonica. Secondo alcuni critici, la vitalità dei miei testi contrasta con l’acutezza dolorosa che li innerva: posti da un capo all’altro sotto il segno dello strappo, declinano le possibili figure secondo toni variegati che implicano sia un certo senso di tragedia sia come un incantesimo giocoso, a volte osceno. Lo stesso impulso d’ansia nasce dalla convivenza tra lo splendore della luce e l’abisso dell’ombra: una presenza significativa, luce-tenebra, o, nel mio caso, l’immagine stessa della psicosi. Al terrore c’è la compensazione dei fiori, i fiori del terrore. Un grande piacere, però, si coniuga in più modalità: quello del barocco, certo, dell’erotismo, ma anche quello dello straripamento poetico in tutte le sue forme…

Club Italie-France : Lei è  sia una critica letteraria, una critica d’arte e una scrittrice. Come è iniziata la sua passione per la scrittura?

Paloma Hermina Hidalgo : Parlare di passione qui mi sembrerebbe una sciocchezza: un giorno ci accetteremo per gli scrittori che siamo. Permettetemi di farmi aiutare da Claudio Monteverdi e, più precisamente, dal Lamento della ninfa, che ascoltavo da bambina nella piazza del mio borgo, per spiegare come nella mia scrittura, credo, emerga e soffra la mia stessa voce. Ascoltando questa presenza primaria del suono, che in tutta la musica viene sacrificata dopo l’intonazione, ero intuitivamente sensibile, a livello di un bambino, senza ovviamente essermelo spiegato allora, ai cambiamenti di tono, ma anche più precisamente a questi lievi piegamenti della voce a seconda che la parola sia scritta, indirizzata, si direbbe: citata. Esperienza originale. Queste diverse possibilità mi sembrano ancora oggi, nei miei testi, stabilire un contesto intermedio tra il racconto e l’opera, come possiamo sentire La denuncia della ninfa o, più chiaramente, ne La lotta di Tancredi e Clorinda, dove i colpi, l’amore e l’ignoranza sono al loro apice. In ogni caso, l’atto di scrivere conserva per me la stessa forza di desiderio e passione di questa musica che ho sentito una volta. C’è anche nella mia scrittura questo misto di superbia e di ingenuità che mi ricorda uno dei canti del Vespro della beata Vergine: Averte oculos tuos a me / Toglimi gli occhi di dosso… Perché ? Non lo so. E mi sembra di ricordare che, in modo del tutto diverso, fu ascoltando Monteverdi che Pierre Guyotat scrisse il suo Eden, Eden, Eden …

Club Italie-France : In che misura il suo percorso di tua vita ha influenzato la sua percezione del mondo e la sua immaginazione?

Paloma Hermina Hidalgo : Sono cresciuta in un ambiente rurale di grande violenza, di cui i miei testi portano traccia. La mia scrittura testimonia incursioni psicotiche – allucinazioni visive e sonore, in particolare, domate dalla creazione. Ripensare alla mia infanzia, provare a scriverla, mi conduce in uno spazio mentale dove superficie e materia sono unite da un gesto di flagellazione e da un’impronta, come in un dipinto di Jean Fautrier. Ma in una storia che nessuna storia ha ancora accolto. E che, però, mi sembra situarsi proprio nel momento critico (del linguaggio) in cui la storia diventa accettabile, cioè bella. Come scrittrice, non penso di essere al sicuro da tutto. Ma salvata, certamente. Amata.

Club Italie-France : Qual è per lei l’elemento fondamentale che lega la sua vita alla scrittura? ?

Paloma Hermina Hidalgo : Che valore ha la letteratura in sé? Non è un’inutilità se non apre spazi infiniti di rappresentazione sensibile? È un po’ ambizioso, ma vorrei fare della poesia un’esperienza totale, una modalità particolare di conoscenza, irriducibile a qualsiasi altra, quanto un agente di rinnovamento delle risorse della lingua, anche se in alcuni punti è babelica ! Ciò che Rimbaud chiede alla poesia: non produrre belle opere, né rispondere a un ideale estetico, ma aiutare l’uomo ad andare da qualche parte, a essere più di se stesso, a vedere più di quanto non può vedere; in una parola, fare della letteratura un’esperienza che interessi tutta la vita e tutto l’essere. Potrebbe essere che le verità ultime della vita, quelle della morte e dell’amore, siano finalmente raggiunte da un dono, da una felice scoperta, da quello che un giorno si chiamerà « grazia », e che già in greco porta il suo bel nome, kharis, kharites ? Tuttavia, ciò che la scrittura mi dà, come immaginazione dello spazio e della rappresentazione, mi sembra molto più forte della « vita », che la totalità, in qualche modo, del reale. Sì, questa realtà della scrittura mi sembra spesso riferirsi soprattutto a una perdita di controllo e a una delusione rispetto a questa disposizione della parola, della scrittura e del ritmo che era prima in me.Penso alle parole dei dazebao scritte da Pasolini sulle pareti del teatro di Torino dove si rappresentava Orgie : « Lo spazio teatrale è nella nostra testa ». Qui ci uniamo forse al sogno di una rappresentazione impensabile dove tutta la scrittura ci venisse donata all’improvviso in forma pura, come un’immagine onirica, portando con sé la sua pura tensione plastica e ritmica..

Club Italie-France : Nelle sue raccolte poetiche, nelle sue opere teatrali e nel suo prossimo romanzo “Matériau Maman”, lei usa molte parole che purtroppo abbiamo perso l’abitudine di sentire. Si vede un amore incondizionato per la letteratura e la ricerca delle emozioni.

Paloma Hermina Hidalgo : Al di là della scrittura, o dell’estrema precisione del vocabolario, mi sembra che i miei testi strappino il linguaggio alla sua funzione immediata di comunicazione – anche di rappresentazione. Si tratta di essere nella lingua, nelle sue articolazioni. Per far scomparire talvolta il rappresentabile, per rubarlo. Da allora in poi, desiderio e pulsione emergono, il più vicino possibile al linguaggio, alla struttura simbolica per eccellenza..

Club Italie-France : Che tipo di interprete della vita pensa di essere? Colei che è più attenta a ciò che accade intorno a lei o meglio colei che guarda dentro di sé per cercare risposte?

Paloma Hermina Hidalgo : Credo nell’ascetismo dello scrittore: resistere anche all’ispirazione per rintracciarla anche nel suo silenzio « l’idea giusta ». perché « l’idea giusta » mi sembra una verità più profonda, e l’ispirazione esterna come un putiferio superficiale. E va troppo velocemente, troppo velocemente, penso, quando scrivi con sofferenza… Ai miei occhi la scrittura, che si deve all’essenziale, è tutt’uno con il potere che ha la vita di distillarsi, di dominarsi, di creare silenzio attorno a sé, nonostante il carattere iniziale dell’esperienza che la fonda. Distillazione che è un approccio, una presa dell’essenziale, quindi, più acuta da centrare su se stessa.

Club Italie-France : I social media riducono la capacità di pensare attraverso la drastica riduzione delle parole. Qual è l’importanza delle parole nello sviluppo della creatività e dell’intelligenza?

Paloma Hermina Hidalgo : Attribuisco al linguaggio una dimensione trasfigurante. In termini vagamente mistici: la luce dell’intelligenza attraversa le vetrate colorate della parola. Se è vero che il linguaggio mi resta a cuore, ostinatamente, lavorare sulla parola è un lavoro su se stessi. Per quanto riguarda parlare di social network… Riflettono l’oscurantismo del nostro tempo, quello che rifiuta ogni intelligenza se non quella di una ragione pragmatica, arida, disincarnata. Parole consumate, falsificate, violate dai media e dalla cultura commerciale: servitù adornata dalle morali vigenti. Il linguaggio poetico non parla il linguaggio della comunicazione; non significa altro che trasmettere idee, ma rivela, in parole conosciute, riti, vertigini. La funzione del poeta è senza dubbio quella di restituire alla parola abusata il suo significato ingenuo o nativo. Per salvarlo dal suo vuoto, dalla sua vanità. Ciò non significa che la lingua scritta sia artificialmente separata dalla lingua parlata: anch’io scrivo, a volte, una cosiddetta lingua « parlata », sottoponendolo al mio ritmo, per tramutarlo in musica. In definitiva, cerco, andando contro il linguaggio della comunicazione, di creare oggetti, universi paradossali che sfidano ogni tentativo di normalizzazione o recupero di senso, in altre parole: testi crudi e vivi, giocando sia sulla profusione letteraria che sull’oralità. in “Bionda, romanzo picaresco in corso di stesura, invito quindi Inuktitut e Burgundi-Morvandiau contro l’anglolatria galoppante e la neolingua del potere !

Club Italie-France : Ogni persona ha una o più ossessioni. Quali sono le sue?

Paloma Hermina Hidalgo : Le miei sono, a dire il vero, molto banali… Il sesso è una, ma… nelle sue forme più trasgressive, senza che questa sia per me una deliberata provocazione: la pedofilia o l’incesto madre-figlia, in particolare, raccontati nelle mie prime due raccolte, spesso di ispirazione autobiografica. La madre, ovviamente, resta ancora oggi la figura tutelare di molti dei miei testi.…

Un’altra ossessione secolare: il male, con cui ogni epoca rinnova i cliché del suo rapporto. Le mie opere teatrali « La Reine cousue » et « Pupa » espongono anche il loro dilemma orfico: la sua necessità trasgressiva, l’aporia di questo movimento e la consapevolezza di questa impossibilità. Per certi aspetti, i miei testi sembrano estendere un registro sadiano o ciò che solitamente chiamiamo il carattere specifico dell’opera di Georges Bataille: la sua radicalità antipoetica, la sua rivendicazione dell’originale, il suo approccio letterale e il sacrificio osceno !

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

PERSONALITA IMG EVIDENZA
Critico letterario, critico d'arte e scrittore, formatosi all'Ecole Normale Supérieure d'Ulm-Paris e all'HEC, Paloma Hermina Hidalgo mescola nei suoi testi crudeltà e oscenità, baroquismo e misticismo.
Giovanni D’Avanzo - Club Italie-France - Team
A cura di
Giovanni D’Avanzo