Ornella Muti - Personalità Club Italie-France

Ornella Muti

Club Italie-France: Come nasce la sua passione per il Cinema?

Ornella Muti: In realtà, è il cinema che ha scelto me perché io ho cominciato a lavorare a 14 anni. Non avevo proprio idea che volessi fare l’attrice o che mi sarebbe piaciuto. Mi è capitato. Ho accompagnato mia sorella a fare un provino, perché non voleva andare da sola. Siccome la storia era su Franca Ariola, che aveva 14 anni quando ha rivoluzionato questa tradizione barbara in Sicilia, quando venivi rapita anche se non violentata, però ormai era finito il tuo onore e ti dovevi sposare. Lei a 14 anni, da sola, è andata contro la sua famiglia, le donne del paese, contro tutta la Sicilia e ha cambiato questa tradizione. Grazie a lei, oggi le donne in Sicilia non sono costrette a sposarsi e non c’è più questo rapimento perché, non avendoci più senso, non esiste più.

Ho fatto quindi questo primo film e non pensavo di farne altri perché è stata un’avventura molto faticosa. Abbiamo girato in tutte le terre terremotate della Sicilia. Inoltre, ai tempi era tutto diverso. Io non avevo intenzione di continuare. Poi però ho fatto un film con un mio caro amico e piano piano è diventato il mio lavoro.

Club Italie-France: Lei ha girato oltre 200 film, dalla commedia a film drammatici, lavorando con grandi attori nazionali ed internazionali del calibro di Fanny Ardant, Alain Delon, Jeremy Irons, Ugo Tognazzi, Gianmaria Volonté, Klaus Kinski, Vittorio Gassman, Ben Gazzarr. Quali sono gli attori ed anche i registi che l’hanno ispirata di più?

Ornella Muti: Avendo una carriera così lunga, mi sono evoluta io, sono cambiata io. Chiaramente il mio pensiero di una volta, oggi potrebbe essere diverso. Però, devo elencare Ettore Scola, Citto Maselli, Mario Monicelli, Carlo Verdone, Volker Schlöndorff… sono tanti i registi che mi hanno dato la possibilità di interpretare personaggi meravigliosi, di fare avventure con registi che ti fanno capire cos’è il cinema, sia nel recitare che nel muoversi nell’ambiente cinematografico sul set. Sembra facile ma non lo è.

Per quanto riguarda gli attori, Jeremy Irons, Gérard Depardieu, Carlo Verdone, Adriano Celentano, Francesco Nuti, Alain Delon, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi. Sono stati tutti dei maestri per me.

Club Italie-France: “Vede il mondo come un parco giochi”. Così grandi registi, come Marco Ferreri, Mario Monicelli e Dino Risi, definivano il suo approccio alla vita. È davvero così?

Ornella Muti: Io sono una donna sensibile, sono una grande sognatrice e romanticona. Ho una gran voglia di vedere il mondo come lo vorrei veder io. Loro, soprattutto Mario Monicelli e Marco Ferreri, cercavano di farmi capire che così non era, che la realtà era qualcos’altro. Ma io non volevo vedere la realtà. Era troppo dura per me. Poi la vita ti dà uno schiaffo oggi, un calcio domani, una gomitata nel fegato dopodomani, e piano piano cominci a vedere la realtà — che è più giusto. Io ho capito quello che intendevano loro perché all’epoca rimasi anche male. Loro mi avevano detto: “Tu vivi a Disneyland. Giustamente lei ha detto “parco giochi” per non pubblicizzare Disneyland. Ma era vero. Per me era così. Tutto nelle nuvole e rosa. Però non è sano perché non è questa la vita. Per cui, piano piano, ho appreso e capito quanto ci tenessero a me nel dire questo. All’epoca ci rimasi male perché dissi: “Ma tu guarda un po’.” Invece poi ho capito che era un gran gesto d’affetto nel dirmi: “Francesca, torna sulla terra perché altrimenti ci rimani proprio male.” Così è stato.

Club Italie-France: Lei è molto apprezzata in Francia dove ha girato diversi importanti film. Cosa apprezza del cinema francese?

Ornella Muti: Io amo molto il cinema francese per vari motivi. Ad esempio, mi piace quello che fanno. Hanno un’ironia diversa dalla nostra. Da noi, si fanno spesso questi cinema panettoni un po’ volgarotti, se vuole. Il cinema francese ha un’ironia molto sottile che a me piace molto. C’è una maniera di lavorare con grande rispetto sul set. Ci sono delle diversità.

Inoltre mi piace tanto fare il cinema francese. Mi hanno sempre trattata con grande amore e rispetto.

Club Italie-France: L’Italia e la Francia hanno espresso uno tra i migliori film al mondo. Le coproduzioni così come le collaborazioni tra attori italiani e francesi hanno segnato un’epoca mai ineguagliata. Cosa desidererebbe per il futuro artistico di queste due grandi nazioni del cinema?

Ornella Muti: Una volta, le coproduzioni erano molto presenti. Adesso molto meno ed è bene che ci siano perché le due culture che si uniscono danno possibilità ad attori italiani e francesi di lavorare insieme. Inoltre, così facendo gli italiani imparano un po’ le lingue. Per lavorare in Francia, bisogna sapere il francese. Io spero che continui perché ha veramente prodotto dei grandi film in passato.

Club Italie-France: Nella sua lunga carriera c’è mai stato un momento in cui si è sentita in crisi? Qual è stato l’elemento o episodio che più l’ha segnata?

Ornella Muti: Un artista cade spesso in crisi. È caratteriale. L’attore è fragile perché viviamo di consensi, non nostri bensì altrui. Questo è abbastanza faticoso per la psiche perché dovremmo essere noi a darci il consenso. Invece, l’attore vive dei consensi degli altri purtroppo. Se un giorno non fai un film o non ti prendono per un progetto… l’attore va in crisi. Però, siamo artisti. Abbiamo la possibilità di fare tante cose. Il teatro offre la possibilità di fare cose meravigliose, che sono momenti di impasse, il potere di saper fare un po’ tutto. In italiano, a me sembra sempre che non suoni in maniera positiva, ma l’attore è un giullare. Ti devi adeguare a tante cose. Ci sono momenti in cui sei protagonista, altri in cui sei antagonista, in cui sei a teatro o che vai a leggere poesie e vai a dare lezioni all’università. È un lavoro che ti dà tante chance. Certo, che se ti attacchi al voler essere protagonista tutta la vita, non è possibile, soprattutto per noi donne. In Francia, penso molto di più in Italia. In Francia si può, perché la Francia è meno attaccata all’età delle donne. Basti guardare Catherine Deneuve. Da noi, è un pochino più presente.

Club Italie-France: Nel 1994, fu eletta “Donna più bella al Mondo” dalla rivista statunitense, “Class”. Quale fu la sua reazione?

Ornella Muti: In realtà, ho avuto una reazione molto infantile perché mi ha fatto piacere. Però a me, per carattere, spaventano certe cose, nel senso che ti eleggono oggi, domani non lo sei più. Rientra un po’ nella psicologia del dire a un bambino: “Quanto sei bravo.” Il giorno in cui non lo dici, uno pensa: “Cavolo, allora non sono bravo.” La mia paura è sempre quella di adagiarmi su dei complimenti e poi rimanerci male. Detto ciò, mi ha reso molto felice, anche se non è un merito mio.

Club Italie-France: Il cinema di oggi è totalmente differente da quello che lei ha rappresentato. Il ritorno economico è diventato il mantra di molte produzioni, seppur la qualità della produzione si sia estremamente deteriorata. Inoltre con l’arrivo dell’intelligenza artificiale il rischio è che determinati ruoli o sceneggiature siano realizzate dai computer. Quali sono le sue impressioni ? Il cinema come l’abbiamo conosciuto sino ad oggi rischia di scomparire?

Ornella Muti: Questa è una domanda molto complessa perché noi siamo in questo momento di transizione con l’intelligenza artificiale e non sappiamo dove andranno a parare. Non sappiamo bene quello che succederà veramente. Se verremo sostituiti dall’intelligenza artificiale? In America hanno già fatto uno sciopero di quasi un anno per non permettere di usare le proprie immagini, a meno che poi non creino dei finti attori. Questo chi può dirlo? A meno che non ci abituiamo a vedere delle persone non vere, non avremo più gli Oscar, né premiazioni. Non avremo più niente. Dal momento che non c’è più la persona, chi premi? Io credo che tutto questo non lo sappia nessuno. Spero che non sia così. Il teatro, in ogni caso, non può essere sostituito dall’intelligenza artificiale. L’artista, in qualche modo, deve esserci.

Club Italie-France: Quali sono, se possibile annunciarli, i suoi desideri, obiettivi o iniziative che le piacerebbe realizzare prossimamente?

Ornella Muti: Per me sono tante, come tutti noi del mio lavoro, di fare cose belle. Questo per quanto riguarda il lavoro. Poi, ovviamente, ho una grande famiglia, che tutti stiano in salute. Ho tanti progetti con mia figlia. Stiamo cominciando a fare un progetto di scarpe e borse vegane. Abbiamo un progetto di fare qui, vicino a noi in Piemonte, un B&B con tre stanze, con una zona molto grande di divertimento, per cui la gente viene, rimane tre giorni e si diverte a giocare come dei ragazzini, una piscina di palline, percorsi… Poi c’è tutto il Piemonte da visitare. Abbiamo voglia di fare cose un po’ di questo tipo. Un centro di recupero di divertimento per adulti.

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Intervista del

2 Aprile

Informazioni

attrice italiana. Icona degli anni ’70-’80
Ornella Muti, pseudonimo di Francesca Romana Rivelli, è tra le più note attrici italiane. Icona degli anni ’70-’80, ha vinto numerosi premi, ovvero, una Targa d'oro ai David di Donatello, due Grolle d'oro, tre Globi d'oro, tre Ciak d'oro, un Ciak d'oro speciale, un Premio Pasinetti per l'attrice al Festival del Cinema di Venezia e due Nastri d'argento come migliore attrice protagonista. Ha ricevuto inoltre tre candidature come migliore attrice protagonista ai David di Donatello e una come migliore attrice agli European Film Awards. Ha lavorato con registi del calibro di Damiano Damiani, Mario Monicelli, Dino Risi, Marco Ferreri, Carlo Verdone, Ettore Scola, John Landis, Francesca Archibugi, Woody Allen, Paolo Virzì, Umberto Lenzi e Francesco Nuti.
Giovanni D’Avanzo - Club Italie-France - Team
A cura di
Giovanni D’Avanzo