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Luisa Bergamino

Club Italie-France : Italia e Francia sono partner economici strategici. Il volume degli scambi commerciali aumenta di anno in anno. Nelle migliaia di transazioni commerciali tra i due paesi, quali sono le problematiche più ricorrenti ?

Luisa Bergamino : Italia e Francia hanno una relazione economica solida e dinamica, con scambi commerciali che coprono una vasta gamma di settori. Come in qualsiasi partnership, soprattutto di diritto internazionale, ci sono alcune problematiche ricorrenti che possono emergere nelle transazioni commerciale tra i due paesi. Tra queste la più comune è certamente la barriera linguistica e culturale. Le differenze, infatti, possono portare malintesi sia nelle comunicazioni che nella negoziazione dei contratti commerciali. Si pensi ad esempio alla figura del procacciatore d’affari che in Francia non esiste e dunque la possibilità di utilizzare tal istituto suppone una definizione contrattuale particolare che certamente dovrà essere sottoposta al diritto italiano. Inoltre, ciascuno dei due paesi, ha proprie normative e regolamentazioni riguardanti importazione, esportazione, standard di qualità, sicurezza e conformità. Le differenze in queste normative possono comportare un aumento del rischio di contenzioso. Infatti, sebbene i due sistemi giuridici siano legati dalla medesima base di appartenenza alla stessa famiglia giuridica, nei fatti presentano importanti differenze.

Si consideri ad esempio, il contratto di agenzia. In Italia l’art. 1751 c.c. riconosce il dovere per il preponente di corrispondere l’indennità di fine rapporto solo se l’agente abbia procurato nuovi clienti o abbia sviluppato sensibilmente gli affari con i clienti esistenti. In Francia, invece, l’agente avrebbe diritto ad un’indennità di fine rapporto come corrispettivo del pregiudizio subito a prescindere dalla base dell’aumento del volume di affari o di clientela. Per tale ragione, suggerisco sempre alle aziende transfrontaliere o a coloro che desiderano avviare rapporti commerciali all’estero di integrare la fase di trattativa con la consulenza di un legale specializzato in rapporti internazionali, così da poter rendere l’accordo contrattuale conforme alle aspettative ed alle normative dei due paesi.

Un altro motivo di contenzioso sono le differenze nei sistemi bancari e nelle modalità di pagamento che possono causare ritardi negli incassi complicazioni nelle transazioni finanziarie che possono avere un impatto sui costi e sui margini di profitto. Anche in quest’ambito, il mio suggerimento è quello di introdurre già dalla fase di negoziazione delle clausole del contratto, un’attenzione mirata alle problematiche degli incassi e dei tempi bancari, così che le parti siano a conoscenza dei possibili ritardi imputabili alla qualifica internazionale del pagamento.

Club Italie-France : Oltre ai grandi gruppi, vi sono le PMI che hanno una struttura organizzativa e societaria più piccola che spesso può entrare in crisi a fronte di insoluti e/o problemi legati a particolari normative e/o alla mancanza di informazioni legate al diritto vigente in entrambi i paesi. Quali sono secondo lei i parametri che andrebbero analizzati con attenzione ?

Luisa Bergamino : Il mio suggerimento alle PMI che operano a livello internazionale è quello di prestare particolare attenzione ai seguenti parametri per evitare insoluti ed il successivo ricorso ai tribunali per il recupero coattivo del credito. In particolare, la PMI dovrebbe da un lato effettuare un’analisi preliminare della solidità finanziaria e della solvibilità della dell’altra società, facendosi affiancare da un legale specializzato in diritto del commercio internazionale così da prevedere espressamente delle clausole a tutela del credito come, ad esempio, quelle legate alle garanzie di pagamento. Inoltre, l’assistenza di un professionista diventa anche necessaria per evidenziare le differenze tra i due sistemi normativi.

Si pensi ad esempio all’imprenditore che vuole procedere per il recupero del proprio credito insoluto, dovrà considerare, ad esempio, che mentre il termine di prescrizione ordinario in Italia è di 10 anni, in Francia sarà solo di 5 e potrà essere interrotto solamente con l’avvio del giudizio o col riconoscimento del debito. Oppure per quanto riguarda i tempi della giustizia, in Francia il termine per opporsi all’ingiunzione di pagamento pronunciata da un tribunale è pari 6 mesi, mentre in Italia di soli 40 giorni!

Diventa dunque fondamentale comprendere e conoscere approfonditamente sia la normativa locale, ma soprattutto la regolamentazione del paese straniero e le prassi commerciali adottate, così da poter affrontare correttamente le pratiche commerciali ed agire nei limiti imposti dalle norme straniere.

Club Italie-France : Una delle problematiche che spesso si ripropone riguarda i marchi e la loro protezione nei mercati dove si va ad operare. Quali azioni consiglierebbe alle PMI desiderose di internazionalizzarsi ?

Luisa Bergamino : Per tale ragione è assolutamente fondamentale procedere con la registrazione del proprio marchio prima di vendere all’estero. In questo caso diventa essenziale avviare in prima battuta una ricerca preliminare sul marchio che si vuole registrare per verificare che non esistano conflitti con marchi già registrati da terzi o con altri diritti anteriori (marchi di fatto, nomi a dominio, indicazioni geografiche etc.)

Le possibilità nel caso di registrazione del marchio sono essenzialmente due: registrare un marchio nazionale in ogni paese in cui l’azienda intende operare, oppure richiedere la registrazione del marchio a livello europeo così da garantire la tutela su tutto il territorio. Una volta registrato poi dovrà comunque costituire oggetto di apposite tutele come, ad esempio, un accordo di licenza per l’utilizzo dello stesso, che potrà garantire degli introiti al titolare della registrazione attarverso le royalties.

In particolare, sarà necessario procedere con specifiche clausole nell’ambito del contratto di distribuzione laddove sarà il distributore ad utilizzare il marchio della concedente. Tali azioni sono necessarie al fine di ridurre i rischi di violazione per poter preservare l’integrità dei propri brand.

Club Italie-France : In un mercato in continua evoluzione sia sul piano economico che normativo, quali sono gli strumenti più idonei a tutelare l’impresa?

Luisa Bergamino : In un mercato in continua evoluzione, sia sul piano economico che normativo, è fondamentale che le PMI adottino strumenti adeguati per tutelarsi. Ritengo che gli strumenti principali siano quelli esposti in precedenza ossia tutelare i crediti, il proprio marchio e soprattutto dotarsi di contratti che individuino in modo chiaro le regole del gioco compresa la legge applicabile al rapporto contrattuale. Ritengo che tutto ciò possa solamente passare attraverso l’assistenza legale, più precisamente di un avvocato che operi a livello transfrontaliero, che possa quindi conoscere precisamente e saper dare consulenza specialistica sulla normativa internazionale, conoscere le prassi commerciali del paese straniero, nonché prevedere e prevenire l’insorgere di un contenzioso internazionale.

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AVVOCATO STUDIO LEGALE BERGAMINO
Milena Oppi - Team Club Italie-France
A cura di
Milena Oppi