Laurent Tapie - Personalità Club Italie-France

Laurent Tapie

Club Italie-France: Lei è il rifondatore di automobili sportive e di lusso Delage. Può dirci cosa rappresenta per lei ma anche per gli appassionati di sport automobilistici?

Laurent Tapie: Delage è stato il primo marchio automobilistico francese a vincere il Campionato mondiale de Grand Prix, nel 1927, anni prima che questa competizione cambiasse nome e diventasse la “Formula 1.” Delage ha anche vinto a Indianapolis e Le Mans, oltre ad aver stabilito diversi record mondiali di velocità. Per cui dispone di un ricco palmarès sportivo. Ma è nel campo dell’“eleganza” che Delage ha lasciato il segno più grande, vincendo più Concorsi di Eleganza di qualsiasi altro marchio al mondo durante i suoi quasi 50 anni di storia (dal 1905 al 1953). Semplicemente era il marchio più ricompensato al mondo! Tale marca è quindi leggendaria, e la sua resurrezione è una notizia gradita per tutti gli appassionati e intenditori di motori.

Club Italie-France: Da dove nasce la sua passione per le auto sportive e cosa l’ha spinta a lanciarsi in un settore così vivace ma anche così dipendente da un’innovazione continua e da costi finanziari?

Laurent Tapie: Non so se sia possibile spiegare la passione per le auto. Penso sia genetica, è intrinseca. Ce l’ho da quando ero piccolo, ricordo che i miei giocattoli preferiti erano le macchinine e altre macchine telecomandate… Poi sono diventato un appassionato della F1. Mio padre ha contribuito a coltivare questa passione per le auto, poiché possedeva alcune auto sportive molto belle, che ripulivo ogni fine settimana!

Guidava molto veloce e io sono diventato ‘dipendente’ dall’adrenalina prodotta dalla forte accelerazione e dall’alta velocità. È stata questa passione ad attirarmi in questo settore di attività, ma anche un’analisi razionale del mercato: penso che il mercato delle “hypercar” continuerà a crescere, come quello del lusso. E che i fattori chiave di successo siano raggiungibili, anche come piccolo costruttore indipendente, purché si rispetti la regola d’oro del business: circondarsi dei migliori.

Club Italie-France: Lei ha creato un “dream team eccezionale. François e François-Henri Pinault (Kering), Xavier Niel (Iliad, Ecole 42), Patrice Lafargue (IDEC), uno dei co-fondatori di Carmignac, Georges Cohen (fondatore di Transiciel e presidente di Panhard Général Défense) e altri nomi prestigiosi. Cosa lega tutte queste personalità al suo progetto?

Laurent Tapie: Queste personalità eccezionali hanno tutte la convinzione che il mio progetto di far risorgere Delage sia magnifico. Per questo hanno voluto fare la loro parte diventando azionisti di minoranza di Delage Automobiles. Ma va sottolineata anche la qualità della nostra squadra, che vanta 16 titoli mondiali FIA. Il nostro pilota, Jacques Villeneuve, è il campione del mondo di F1 del 1997.

Club Italie-France: In quanto appassionato di motori e di meccanica, probabilmente conosce il distretto delle auto sportive “Motor Valley in Emilia-Romagna. Ha qualche legame con l’Italia?

Laurent Tapie: Certamente. Per me l’Italia è il Paese europeo con la maggiore esperienza nel settore automobilistico. Lavoriamo molto con l’Italia, che insieme alla Francia è il nostro principale fornitore per la D12. Tutte le parti in carbonio della vettura, così come il cambio e la preparazione, sono “made in Italy”. L’essenza stessa della nostra auto!

Club Italie-France: Cosa l’ha colpita di più della Motor Valley e del modo di operare dei suoi “colleghiitaliani in generale?

Laurent Tapie: L’Italia offre il miglior rapporto qualità-prezzo quando, come noi, si ha a che fare con piccole produzioni. Abbiamo trovato nei nostri colleghi italiani grande competenza e capacità di adattamento. E a livello personale, sia io che il mio team abbiamo un amore particolare per l’Italia e per gli italiani, per la loro gioia di vivere e per la loro passione per i motori, il che significa che è sempre un piacere lavorare con loro.

Club Italie-France: L’industria automobilistica è solo uno dei settori in cui Italia e Francia collaborano ampiamente a livello industriale. C’è l’industria meccanica, l’aeronautica, la moda e l’abbigliamento, il design, la farmaceutica, l’arredamento, ecc. Italia e Francia hanno molto più in comune di Francia e Germania e potrebbero intensificare la loro cooperazione economica, creando grandi benefici in termini di crescita e occupazione. Lei cosa ne pensa?

Laurent Tapie: Concordo al 100% con quello che dice. Penso che questi due Paesi e questi due popoli siano i più “fraterni” tra i grandi paesi europei. In Francia abbiamo un detto: «Sai cos’è un italiano? È un francese di buon umore.» Dietro l’umorismo di questo detto, c’è una realtà: abbiamo molto in comune, molto più che con i tedeschi, gli inglesi o gli spagnoli. Da persona che ha imparato a parlare italiano 30 anni fa semplicemente per amore dell’Italia, ho imparato che abbiamo 7.000 parole in comune basate su semplici regole di equivalenza (per esempio, qualsiasi parola che finisce in “zione” in italiano ha lo stesso significato in francese che finisce in “tion”).

Abbiamo anche delle affinità nei nostri modelli economici (talvolta anche dei difetti simili!) e nei nostri settori economici che, a mio avviso, avrebbero giustificato che il motore della cooperazione economica europea fosse molto più un binomio “franco-italiano” che un binomio “franco-tedesco” come è stato deciso, e che mi lascia molto più scettico.

Club Italie-France: Vostro padre è stato un grande imprenditore, visionario, coraggioso, con una carriera formidabile. È stato cantante, venditore televisivo, presentatore, deputato, ministro, attore, proprietario di una squadra di ciclismo e di una squadra di calcio. Bernard Tapie è stato fonte di ispirazione per tutti coloro che lo hanno conosciuto, ma anche per migliaia di futuri imprenditori e opinion leader. Quali valori umani e professionali le ha trasmesso?

Laurent Tapie: Era un uomo eccezionale e ogni giorno ringrazio Dio di averlo avuto come padre. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme che non sarà mai colmato. Mi ha trasmesso valori umani che considero fondamentali, come il coraggio, la resilienza, il valore del lavoro, la ricerca dell’eccellenza e il mantenimento della parola data. E anche la sincerità. A livello professionale, ho imparato da lui che il senso dell’analisi e l’adattabilità erano due qualità fondamentali da tenere a mente, e la regola del cercare sempre di lavorare con i migliori in ogni campo.

Club Italie-France: L’imprenditorialità è una caratteristica naturale legata più a uno stato d’animo che alla sola formazione. Questo spiega perché nel mondo ci sono sempre più persone con un alto livello di istruzione, ma un numero molto inferiore di imprenditori coraggiosi, capaci di affrontare le sfide, di rischiare, di accettare il fallimento e di sapersi rialzare. Qual è la sua opinione in merito?

Laurent Tapie: È vero purtroppo ed è legato a un duplice fenomeno. In primo luogo, c’è stata una “sinistrazzazione” delle menti, nel senso sbagliato del termine. Se la sinistra è stata molto utile e benefica per le persone nel XIX secolo e per buona parte del XX secolo, perché è stata in grado di correggere gli eccessi del capitalismo e di stabilire un certo grado di giustizia sociale, credo anche che sia stata molto dannosa, almeno in Francia, dalla fine degli anni Sessanta. La sua lotta si è spostata dalla ricerca delle pari opportunità alla ricerca dell’uguaglianza. Livellamento verso il basso. Ha instillato nelle persone l’idea che gli imprenditori debbano essere criticati piuttosto che accolti. Tassarli più che incoraggiarli. Per esempio, negli anni ’80, quando mio padre creò e condusse il programma televisivo “Ambition”, che mirava ad aiutare i giovani imprenditori a creare le proprie imprese, tutti (a parte gli anticapitalisti estremi) applaudirono l’iniziativa. Oggi, se uno si definisce “ambizioso” in Francia, viene disapprovato!

L’altro fenomeno è la finanziarizzazione dell’economia, iniziata con l’elezione di Ronald Reagan negli Stati Uniti nel 1980, i cui consiglieri economici provenivano dalla scuola di Chicago (simboleggiata da Milton Friedman). Questo modello ha portato a massicce privatizzazioni e alla deregolamentazione dei mercati finanziari. È stato innegabilmente un motore di crescita molto forte, ma a mio avviso ha “aperto il vaso di Pandora”: siamo passati gradualmente da un’economia in cui la finanza era al servizio delle imprese a un’economia inversa, in cui le imprese sono al servizio della finanza. L’enorme aumento degli stipendi nel settore finanziario ha fatto sì che gran parte dell’élite di queste scuole si sia trasferita in questo settore, con molti giovani di talento che ora preferiscono lavorare nel mercato azionario o per i fondi di investimento piuttosto che avviare una propria attività.

Club Italie-France: Secondo lei, quali sono le caratteristiche principali di un imprenditore e quali consigli darebbe a chi vuole mettersi in proprio?

Laurent Tapie: Gli imprenditori sono prima di tutto persone creative, dato che ogni attività inizia con un’idea. Inoltre, un imprenditore che vuole avere successo deve essere appassionato perché l’imprenditoria è l’attività più difficile che esista. Ricordiamo che l’80% delle nuove imprese non sopravvive oltre i 5 anni. Chi si trova nel restante 20% è spesso il più appassionato, perché è questo “fuoco sacro” che gli conferisce la resilienza e l’adattabilità necessarie per affrontare tutte le difficoltà che incontrerà inevitabilmente nel suo percorso imprenditoriale. Infine, l’imprenditore di successo è anche necessariamente un “venditore”, nel senso buono del termine, cioè qualcuno che saprà convincere. Convincere è infatti il cuore di ogni progetto imprenditoriale. Bisogna convincere di continuo: convincere un finanziatore a seguirvi, convincere un profilo che vi interessa a venire a lavorare con voi, convincere un cliente ad acquistare il vostro prodotto o servizio…

Pertanto, i consigli che darei a chi sta pensando di mettersi in proprio sono i seguenti: bisogna fare un po’ di autoanalisi e conoscersi, per scoprire se si possiedono le qualità che ho appena elencato. E sapere ciò che si AMA fare, perché si è il migliore solo in ciò che si ama.

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Intervista del

18 Marzo

Informazioni

Imprenditore
Rifondatore e amministratore delegato di Delage Automobiles, costruttore francese di auto da corsa e di lusso.
Edoardo Secchi - Presidente Club Italie-France
A cura di
Edoardo Secchi